di Carlo Rubini
La costituzione di una Public Company di sostegno, prima di tutto economico, al FBC Unione Venezia, declassato oggi nelle serie calcistiche minori, assume molteplici significati e offre più di un’occasione alla città e al territorio provinciale.
Il primo significato è quello, per l’appunto, economico.
Ma già il tipo di sostegno definisce la sua natura.
Almeno nei primi tempi non potrà mai essere un supporto rilevante sul piano quantitativo e forse non potrà mai essere decisivo, in quanto tale, neppure in futuro nelle serie maggiori.
Chiunque abbia presenti i costi dello sport professionistico, del calcio in particolare, si potrà rendere facilmente conto della sproporzione tra ciò che un azionariato popolare può mettere in campo e le esigenze per poter stare anche solo in una dimensione di dignitoso galleggiamento. Certo questa proporzione può essere ricalibrata, ma il gap resterà sempre.
Ecco perchè è facilmente intuibile come una Public Company di questo tipo assume un significato rilevante sul piano di una diversa e innovativa politica sportiva nella misura in cui si ricalibra l’ormai secolare rapporto tra finanziamento e proprietà nel calcio.
Non più il privato finanziatore Padre-padrone, ma un privato che ha nel suo consiglio di amministrazione la Comunità territoriale di riferimento della squadra che va in campo.
E deve farci i conti non per concessione o perchè sottoposta agli sfibranti ricatti che tutte le tifoserie mettono in atto, ma statutariamente.
Soprattutto la Comunità, interessata primariamente al prestigio sportivo della propria squadra, sarà garante che la proprietà non usi la piazza nella quale opera per meri obiettivi speculativi o, peggio, come copertura per giri d’affari assolutamente estranei all’interesse collettivo.
Tuttavia l’occasione che si potrebbe profilare è anche un’altra, funzionale all’obiettivo primario e che può però assumere una sua autonomia: costruire un percorso identitario cittadino e territoriale che si senta rappresentato dalla squadra calcistica e che, a sua volta, la rappresenti perchè ci si specchia.
Il rapporto è scambievole e reciproco.
La comunità territoriale di riferimento di questa squadra, nella fattispecie la città di Venezia, può provare a ridefinire una sua nuova identità metropolitana, può provare a sperimentare quella nuova inedita fusione di pluralità che stanno a bilanciere tra terra e acqua, tra l’entroterra e la laguna, con gronda a far da contatto.
La Public Company può contribuire a questo processo utile alla città e alla sua squadra calcistica.


luglio 30th, 2010
magicovenezia 
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