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A vele spiegate, il punto di Frà Sportivo

Il nostro “Frà Sportivo”, pseudonimo dietro cui si cela la brillante penna di un socio della prima ora di VeneziaUnited, traccia a caldo un bilancio sportivo del ritorno dell’Unione tra professionisti:

A VELE SPIEGATE

L’Unione (oggi Venezia FC) torna in Lega Pro per volare alto

DI CORSA(foto Luca Marchesini)

di Frà Sportivo

Finalmente è arrivata e sembra molto meno effimera delle precedenti.

Parliamo di una promozione ottenuta alla grande, con le inevitabili difficoltà che sempre si accompagnano allo sport, ma anche con un passo da dominatrice. Con un avversario che sembrava non volersi arrendere mai, il Campodarsego, e che per questo oltre che darne grande merito ai contendenti dell’alta padovana, ha aumentato il valore stesso di un successo pieno.

Gli arancioneroverdi, dopo gli ultimi grandi anni della Serie A, giungono alla loro 4^ promozione in 14 anni (due promozioni in C2 + due promozioni in Lega Pro) dopo:

  • 1 sola retrocessione sul campo (dalla Serie B nel 2005 e contemporaneo fallimento)
  • 1 scudetto dilettanti nel 2012
  • 2 fallimenti (nel 2005 e nel 2009)
  • 1 mancata iscrizione (nel 2015 con ulteriore procedura fallimentare in corso)
  • 3 cambi di ragione sociale (nel 2005, nel 2009, nel 2015)

I lagunari hanno giocato in questi 14 anni:

– 3 campionati di Serie B

– 5 campionati tra Serie C1 e Lega Pro (ex C1)

– 2 campionati in Serie C2 (vincendoli entrambi)

– 4 campionati in Serie D (vincendone 2)

Alla fin fine, tolte le orribili vicende extra campo, si è trattato di 14 campionati dignitosi, spesso modesti, se si vuole, ma a testa alta. C’è stata anche qualche bella impennata come quando si è sfiorata la Serie B incrociando il Pisa in vibranti playoff. Qualche altra volta c’è stata una partecipazione di massa di migliaia di sostenitori lontano (ma non troppo) dal Penzo: a Jesolo nel 2006 e a Portogruaro nel 2013. Ma come in questo 2016 non si è mai avuto una squadra talmente forte e dominante, capace di fornire spettacolo, punti, record di gol, giocatori giovanissimi da lanciare e non più giovani da ricordare nei tempi.

Da consegnare alla memoria anche partite clou come il derby ovattato nella nebbia del Penzo col Mestre (1-0), l’unica sconfitta interna con Este (1-2) subita per due reti incassate al 92’ e 93’ dopo che il tempo regolamentare si era chiuso con un giusto vantaggio, il record di gol in trasferta (1-7) ottenuto in casa della Sacilese, il successo casalingo col Campodarsego (2-0) che ha spianato la strada verso la promozione, la vittoria a Este (0-1) decisiva per distanziare l’inaffondabile Campodarsego, le quattro reti al Belluno (4-1) con la quasi matematica riconquista della Lega Pro, la trasferta di massa nel Feltrino in uno stadio piccolo ma con cuori grandi.

Ma siccome le squadre sono fatte di uomini occorre ricordare alcuni personaggi che lasceranno in arancioneroverde molti affetti e nella speranza che possano far parte di una nuova annata di entusiasmi.

Tutti bravi, compresi quelli che hanno giocato anche una sola partita, ma qualche nome va fatto in particolare: poche parate (perché gli avversari raramente sono riusciti a tirare) ma parate di pregio per Guglielmo Vicario. Infallibili morse centrali difensive come Francesco Cernuto e Marco Modolo. Uomo garanzia e uomo ovunque capitan Evans Soligo. Il più emergente dei giovani Alberto Acquadro. Il più funambolico uomo che mette allegria Gianni Fabiano. Genio, classe, sostanza in Matteo Serafini. Il furore del gol di Paolo Carbonaro. La mascella di duro padovan-toscanaccio di Giancarlo Favarin.

Primo di chiunque, in ogni caso, Mr. Joe Tacopina. Colui che ha capito in poco tempo tante cose, che ha riportato il sorriso e la speranza in un ambiente dove per troppo si è viaggiato di pianti e stridor di denti. In un calcio che, in generale, sta alimentando il fuggi fuggi di fronte a nefandezze di ogni genere e a cambi di mode che creano svuotamento degli stadi, lui ha dimostrato che divertirsi col pallone è ancora possibile.

E’ fondamentale che questa piacevole sensazione non torni mai più ad essere semplice illusione.