Tra sogno e realtà. Pensieri e ricordi messi insieme in una domenica di dicembre. Da Gubbio a Portomaggiore, apoteosi e anonima banalità. Una passione stretta tra trionfo e irrilevanza, che è molto peggio di una sconfitta. Oscar De Fina, nostro socio e prezioso collaboratore della redazione, ci regala questo breve racconto appassionato, del calcio visto con gli occhi di un tifoso attivo e partecipe. Critico verso il calcio moderno e quelle regole assurde che allontanano la gente e svuotano gli stadi. Disposto a contribuire ad un progetto comune che riporti il calcio tra la gente e la gente negli stadi. Con una speranza: che il futuro torni a brillare di arancioneroverde….
“…..un giornalista di Teramo mi chiede sbalordito se giocano sempre così. La palla viaggia da giocatore a giocatore con sicurezza e l’orgoglio mi sale potente. La maglia bianca risalta nel pieno della luce pomeridiana di maggio e, sotto la tribuna stampa, gli ultras a decine stanno facendo tanto di quel tifo che non riesco a sentire la cronaca di Beatrice a pochi centimetri da me. E’ tutto perfetto e magico, mentre Gubbio ci osserva, inerpicato sulla collina…..
…..“Ehi, sveglia, attaccami quella presa!” Andrea ha sempre fretta. Arriviamo con due ore e mezzo di anticipo e poi restiamo lì a morire di freddo in posti dove pure il responsabile dello stadio arriva all’ultimo. Alberto sta scrivendo l’articolo per la presentazione della partita mentre il “capo” sacramenta per trovare un posto decente dove piazzare la telecamera.
Il campo innevato è un rettangolo di terreno delimitato da una rete di quelle che compri al centro commerciale, la stessa che divide casa dei miei da quella dei vicini. Le curve non esistono e lo spazio per i tifosi avversari è una tribunetta in ferro che anche oggi resterà desolatamente vuota. (continua…)






















