“…mi fa veramente piacere perchè è il grido che nasce tra i giovani, perchè loro sono stati i primi a sostenere con calore la squadra. L’Unione è la squadra dei giovani di Venezia, Mestre e della provincia intera ed è per questo che verranno mantenuti per sempre i colori arancioneroverdi della fusione…”
cit. M. Zamparini (Una squadra metropolitana, ed. Vesport)
Oggi venticinque anni fa. Una data fondamentale nella storia del calcio di Venezia e Mestre. Quella dell’Unione tra le due grandi famiglie del calcio cittadino. Una nata il 14 dicembre del 1907, in corte dell’Orso, quando all’interno di quella che allora si chiamava Trattoria “da Nane”, veniva fondato il Venezia Foot Ball Club, colori sociali rosso e blu. Fu la prima società di calcio del nostro territorio, dall’altra parte della laguna, una dozzina di anni dopo mosse i suoi primi passi la squadra calcistica della Ginnastica Spes Mestre che, tra fusioni e cambi di denominazione e di colori sociali, darà vita alla storica Mestrina.
Molta acqua è passata sotto i ponti in questi 105 anni, e oggi la fusione del 1987 sta finalmente iniziando ad assumere una funzione identitaria positiva, inclusiva e condivisa. Certo, molte sono ancora le resistenze, ma le vicende che negli anni hanno profondamente trasformato il panorama calcistico cittadino e, conseguentemente, la tifoseria locale, sono un patrimonio storico di grande valore sempre più largamente condiviso.
La trasformazione di un evento subìto passivamente dalle tifoserie in tratto costituente su cui fondare una nuova identità inclusiva, descrive la tendenza inarrestabile di una generazione di giovani veneziani e mestrini verso una visione comune, plurale, dal basso, ed è dimostrazione della enorme forza dell’immaginario collettivo.
Una visione che il FBC Unione Venezia ha riconosciuto nella sua stessa ragion d’essere e che VeneziaUnited ha promosso in ogni sua iniziativa, per cercare di sciogliere definitivamente un nodo complesso come quello della storia societaria post-fusione in termini aperti, inclusivi, che tendono a costruire identità e comunità aggregando e non escludendo.
Venticinque anni sono ormai storia. E’ ora di guardare avanti. Insieme, nel segno dell’Unione.