Il Gazzettino ha dedicato ampio spazio all’annunciata introduzione della nuova Fidelity Card che andrà a sostituire la famigerata e contestata Tessera del Tifoso. Di seguito potrete leggere cosa cambia, oltre al nome davvero poco, le perplessità dei tifosi, l’opinione delFBC Unione Venezia e quella della Questura. VeneziaUnited sull’argomento Tessera del Tifoso, o Fidelity Card che dir si voglia, vuole fornire la più completa informazione a tutti i tifosi arancioneroverdi. Manifestando tutte le nostre perplessità su uno strumento di controllo sociale che ha di fatto contribuito a svuotare gli stadi, crediamo che il migliore antidoto contro la violenza sia piuttosto incentivare la partecipazione attiva, democratica e responsabile dei tifosi nella gestione del loro Club calcistico. Buona lettura.

I TIFOSI DEL VENEZIA Impedisce per sempre l’ingresso agli stadi a chi è stato sottoposto a Daspo

«Il problema da superare riguarda l’articolo 9»

Addio alla tessera del tifoso? I supporters del Venezia non ci cascano e bollano come fittizia una «rivoluzione» che, a loro dire, manca del tutto di concretezza. Tra le tifoserie italiane c’è chi ha subito gridato alla vittoria nei confronti dell’ex Ministro dell’Interno Roberto Maroni (primo sostenitore della Tessera), non così però gli ultrà arancioneroverdi: i quali, peraltro, in questo triennio sono stati solo spettatori-oppositori (anche con raccolte-firme al Penzo) del provvedimento, essendo il Venezia relegato in serie D e quindi estraneo al calcio professionistico. «Ora si scrive “Fidelity Card” ma si continua a leggere «Tessera del Tifoso», la sostanza non cambia per niente – chiarisce Riccardo Castagna della Curva Sud -. Aver modificato il nome è un po’ poco, anzi nulla dal momento che il fulcro del problema riguardante l’articolo 9 continua a rimanere irrisolto». Una legge che gli ultrà contestano aspramente, come lo stesso Castagna ha avuto modo di spiegare a quattr’occhi niente meno che al presidente della Uefa, Michel Platini, e al nuovo Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. «Il tifoso sottoposto a Daspo, o condannato in passato per reati da stadio, non potrà mai beneficiare della Tessera restando sostanzialmente un diffidato a vita. Una norma retroattiva assolutamente anticostituzionale, contro la quale i gruppi organizzati di tutta Italia hanno presentato due anni fa ricorso al Tar del Lazio. Il risultato? Un rinvio dopo l’altro per una questione che fingono di non vedere nonostante gli stadi sempre più vuoti». «Non è aumentata la sicurezza e non è diminuita la violenza, come vuole far credere Maroni, perché semplicemente sono i tifosi a non andare più in trasferta – aggiunge Filippo Bocalon del Gate 22 -. Non dimentichiamoci che già anni fa avevamo subito i divieti alle trasferte, preludio alla repressione attuata con una Tessera, o Fidelity che dir si voglia, che obbliga a chiedere i permessi alla questura anche per appendere uno striscione, introdurre un tamburo o un’asta per la bandiera. L’unica verità è che continuano a privarci della legittima libertà di tifare per la nostra squadra». (m. del.) ***

La tessera del tifoso cambia solo nome

Diventa Fidelity Card ma restano le vecchie regole

Tra i Pro é indispensabile per seguire le trasferte

Marco De Lazzari MESTRE L’una (la Tessera del tifoso) nasceva come uno strumento di controllo nei confronti delle tifoserie, al fine di limitare alla radice quelle più violente. L’altra invece (la Fidelity Card) dovrebbe comportare meno controlli e sarà più legata alla responsabilità dei tifosi e dei club. Ma come e in che misura resta tutto da chiarire. Il virtuale passaggio di consegne, ufficializzato appena l’altro ieri dalla Figc e stabilito a partire dalla stagione 2012/13, non ha dato ancora modo di decifrare fino in fondo le reali novità. Un cambiamento che a detta dei tifosi non c’è. deciso dalla Federcalcio nonostante i «grandi risultati ottenuti». Oltre a quello relativo ai controlli si sa che la Fidelity Card perderà, rispetto alla Tessera, il suo potere commerciale essendo stata svincolata dai circuiti bancari. Tuttavia l’aspetto più significativo è il seguente: essere possessori della Fidelity Card rimane una «conditio sine qua non» per potersi recare in trasferta al seguito della propria squadra del cuore, acquistare un biglietto nominativo e assistere al match dal settore ospiti. Senza la Fidelity Card si potrà accedere a tutti i settori di qualunque stadio stadio forchè a quello riservato alla tifoseria ospite. Salvo cambiamenti che al momento non sono all’orizzonte la Fidelity Card sarà necessaria anche per potersi abbonare per tutta la stagione alle partite casalinghe del proprio team: nelle intenzioni dei fautori ciò dovrebbe rafforzare il rapporto tra i tifosi e il club di appartenenza. Uno strumento di fidelizzazione dunque, grazie al quale i tifosi potranno avere agevolazioni, sconti e prelazioni nell’acquisto dei biglietti, oltre ad altri eventuali servizi dei quali le società dovrebbero dotarsi. Anche la Fidelity Card verrà rilasciata – entro 30 giorni dalla richiesta, quindi più rapidamente rispetto alla Tessera – salvo la presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni) Per i gruppi ultrà di tutta Italia proprio questo era e rimane un nervo scoperto. (m.del.) ***

LE REAZIONI IN SOCIETÀ In vista dell’attesa promozione

Betrò: «Di sicuro sarà gratuita per gli abbonati»

In caso di promozione in Lega Pro, con conseguente abbandono della serie D dopo tre stagioni (coincise guarda caso con l’entrata in vigore e la sostituzione della Tessera del tifoso) anche il Venezia dovrà uniformarsi per la prima volta alla normativa che regolamenta l’accesso agli stadi. «La prima impressione è che la Fidelity Card non comporterà alcuno stravolgimento rispetto a una Tessera del tifoso – sottolinea Giorgio Betrò, direttore marketing arancioneroverde – nei confronti della quale sono sempre stato scettico. Ora è stata tolta la “commercialità” alla Giorgio Betrò card, mentre continuerà ad essere obbligatoria per la trasferte confermando così una norma piuttosto discutibile». Alla quale gli appassionati dovranno adeguarsi per poter seguire il Venezia fuori casa nel settore ospiti. «Dal nostro punto di vista ci auguriamo che la squadra possa continuare, soprattutto se come tutti speriamo dovessimo salire in Lega Pro, ad avere quel seguito che anche lontano dal Penzo non è mai mancato». Il Venezia a breve potrebbe trovarsi a gestire per la prima volta una campagna abbonamenti legata alla Fidelity Card. «Se davvero ciascun tifoso per potersi abbonare dovrà anche avere la Fidelity Card, di sicuro come Venezia faremo in modo che tale sottoscrizione sia gratuita senza comportare un costo aggiuntivo sull’abbonamento. Per quanto riguarda il Penzo, invece, l’addio alla Tessera non cambia le cose dal momento che è la Lega Pro a richiedere biglietti nominativi e posti numerati». (m. del.) ***

La Questura di Venezia: “variazioni relative”

Dalla tessera del tifoso alla fidelity card.

Forse meno indigesta perché scompare la vecchia dicitura, ma in buona sostanza con le stesse caratteristiche. Non cambia molto, se non l’aver sancito la possibilità data al possessore di acquistare biglietti anche per altri. II Capo della Polizia Antonio Manganelli ha chiarito che “la tessera del tifoso manterrà inalterate le sue caratteristiche fondamentali già evidenzia-tesi negli ultimi due campionati, a cominciare dalla necessità del suo possesso per le trasferte e gli abbonamenti, sia per questo che per il prossimo campionato di calcio”. Intervenendo sulle notizia che hanno preannuciato l’addio alla tessera il Prefetto Manganelli ha aggiunto: “il fatto che la tessera del tifoso tenda ad accentuare la sua caratteristica di fidelizzazione del tifoso con la squadra del cuore non è una novità, bensì la logica evoluzione di uno strumento che ha da sempre come propria caratteristica quella di voler rafforzare il rapporto tra i tifosi ed il club di appartenenza”. Per la Questura di Venezia, l’introduzione della “nuova” carta comporta relativi cambiamenti. E in ogni caso nell’attuale stagione riguarda esclusivamente una sola società, ovvero il PortogruaroSummaga Calcio che milita in Lega Pro. È di ieri la trasmissione di due circolari interpretative inviate dal ministero dell’Interno. L’attenzione è puntata sugli innovati strumenti di semplificazione per il tifoso, come ad esempio il voucher per le gare casalinghe o il carnet di biglietti a prezzo scontato per il titolare di tessera che, appunto, si fa garante per i suoi amici, ottenendo a quanto pare uno sconto sul prezzo d’acquisto. I requisiti di sicurezza rimangono inalterati. ***

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