NUOVO STADIO Ai festeggiamenti la promozione del Venezia calcio il sindaco ha preso posizione
Save e Comune, guerra sulle aree
Una delle idee di Orsoni é di costruire l’impianto sui terreni destinati al nuovo Casinò
IL CONFLITTO In tal modo l’opera “sormonterebbe” la nuova pista
LA TRATTATIVA L’accordo con Save non è mai stato ratificato dal notaio
di Elisio Trevisan
MESTRE Enrico Marchi è in pista con un jet supersonico, Orsoni è seduto su una Ferrari testa rossa. La loro, ormai, è una corsa di accelerazione che prevede solo vincitore e vinto, nessun pareggio: per principio, ma soprattutto perché sull’area di Tessera ci sono tali e tanti interessi, concomitanti e divergenti, a partire dalla necessità di trovare al più presto una soluzione per il nuovo stadio ed evitare che il russo Korablin, coi capitali che dice di avere a disposizione, se ne vada altrove. Il presidente di Save, la società dell’aeroporto di Venezia, ha spinto i motori al massimo per far imporre i vincoli anche sulla seconda pista, quella che conta di costruire per il 2030 quando i passeggeri in transito per il Marco Polo saranno oltre 15 milioni: per il momento Enac da Roma gli ha risposto picche ma se Marchi ci dovesse riuscire, la nuova mappa dei vincoli (un chilometro di raggio partendo dal centro carreggiata) cancellerebbe dalla faccia di Tessera stadio, centro sportivo, nuovo casinò e qualsiasi altra opera possano immaginare il Comune e i privati che non siano la Save. Il sindaco ha dimostrato di aver ben presente la questione anche l’altro ieri alla festa per la promozione del Venezia: «Il presidente – ha detto rivolto a Yuri Korablin – è stato di parola, aveva promesso la promozione e la promozione è arrivata. Il sindaco che ha portato l’America’s cup a Venezia, vuole avere una squadra di calcio a livello della Coppa America». E subito dopo ha annunciato che conta di ottenere l’approvazione definitiva del Pat, da parte del Consiglio comunale, prima dell’estate. Dopodiché potrà procedere con la sua idea: vendere a Korablin parte delle aree della Marco Polo (al 100% del Casinò, quindi del Comune) destinate alla realizzazione della nuova città del gioco. Gli esperti dicono che in quello spazio (50 ettari), a nord e a ridosso della futura seconda pista, ci possono stare sia lo stadio, con le varie attrezzature che vuole fare Korablin, sia il casinò con annessi e connessi. Questo, chiaramente, significa entrare in rotta di collisione diretta con la Save di Enrico Marchi che, per suo conto, ci era già entrata col Comune riguardo ai vincoli della nuova pista. Giorgio Orsoni non lo dirà mai esplicitamente ma l’altro ieri, annunciando i prossimi passi, ha ricordato che «c’è un accordo con Marchi (che risale all’epoca del sindaco Massimo Cacciari ndr.) per la permuta di aree della Marco Polo nell’ambito del Quadrante». Parte dei terreni della Marco Polo (circa 27 ettari) servono a Save per assicurarsi l’espansione dell’aeroporto, in particolare la costruzione della seconda pista, perciò l’accordo con Cacciari prevede che la Marco Polo ceda le sue aree e Save, in cambio, gliene dia altre più a Nord Ovest. L’accordo, però, non è mai stato perfezionato nel senso che non c’è stato il passaggio dal notaio per la compravendita dei terreni. E non a caso sempre l’altro ieri Orsoni ha aggiunto che «andremo a verificare se l’acquisizione delle aree (di Save ndr.) è davvero indispensabile per la realizzazione delle opere. La nostra intenzione è favorire la soluzione che consenta tempi più brevi di costruzione della nuova struttura». Più chiaro di così: il Comune deciderà entro breve, dunque, se perfezionare l’accordo con Marchi o se dare ai russi le aree della Marco Polo. Così lo stadio sorgerà proprio dove, invece, dovrebbe partire la nuova posta dell’aeroporto.













