Nelle interviste curate da Rolando Del Mela si torna sull’addio al calcio di capitan Collauto. Parole di stima e affetto per lui da parte di altri illustri bandiere della storia del club come Marangon, Poggi, Luppi e Favaretto, che non mancano di sottolineare, una volta di più, la loro assoluta disapprovazione per l’accantonamento di Mattia da parte dell’ormai ex dg Cinquini.
L’addio al calcio di Mattia Collauto fa discutere ancora, soprattutto chi gli è stato vicino e chi era presente mercoledì scorso nell’affollata sala municipale mestrina: “Grande amico e noi ex calciatori lo capiamo più degli altri” esordisce Nik Marangon, con Paolo Poggi l’anima della scuola calcio che nei prossimi mesi assorbirà totalmente la voglia pallonara del Capitano “condivido il pensiero di chi parla di addio forzato, nei suoi confronti non c’è stato rispetto. Farsi scappare uno così per il Venezia è un delitto, non lamentiamoci poi se il tifoso non si identifica più nella squadra”. Il gemello Paolino Poggi punta l’indice sullo shock del fine attività: “Non è facile, cambi vita, devi smettere tutto d’un colpo di ragionare da giocatore e resettare tutto. Spero che l’attività condotta con Nik lo aiuti a superare questi momenti che, vi assicuro per esperienza diretta, non sono facili. Anche se il sottoscritto ha avuto una stagione per metabolizzarla”. Altro capitano storico presente al saluto di Collauto, Gianluca Luppi: “Abbiamo stabilito subito un legame forte nei pochi mesi mesi che ho allenato il Venezia. Purtroppo non c’è più spazio per le bandiere, il calcio attuale ci ha portato davvero sull’orlo del baratro, chissà che la crisi non ci faccia tornare indietro recuperando un’umanità oggi totalmente assente”. La chiusura è affidata a Paolo Favaretto che ricorda “quando siamo ripartiti dopo il fallimento (l’ultimo, quello dei Poletti ndr.) abbiamo creato una squadra e una società con una forte venezianità. Nel Venezia attuale questo aspetto non è preso nemmeno in considerazione ed è un errore perchè la presenza di soggetti fortemente legati al territorio aiuta tutto l’ambiente, non solo i tifosi, a riconoscersi nel club, a sostenerlo anche quando le cose non vanno bene. Mattia Collauto è veneziano, ama il Venezia e ha un carisma incredibile. Tre qualità che gli dovrebbero assicurare un ruolo all’interno della società”. E considerato il terremoto di due giorni fa, ora che Cinquini è volato da Capello in Russia, non è che il neo ds Gazzoli ci potrebbe fare un pensierino? RDM













