Il Gazzettino di oggi dedica, a cura di Marco De Lazzari, una intera pagina alla questione “tessera del tifoso”: in tre differenti articoli sono riportate le posizioni della società, del presidente di Lega Pro Mario Macalli, e le istanze dei tifosi. Particolarmente interessanti le parole di Macalli che, pur lasciandosi andare a dichiarazioni assolutamente a favore della contestata tessera, smentisce formalmente qualsiasi diktat alle società di Lega Pro circa l’adozione del carnet o voucher, lasciando ai club ampia libertà di azione. Una libertà di cui speriamo il FBC saprà fare buon uso. Ecco di seguito i tre articoli:

MACALLI (LEGA PRO) «Voucher elettronico? Dipende esclusivamente dalle società»

Stando ai «si dice» la Lega Pro starebbe effettuando, in via più o meno ufficiosa e riservata, delle pressioni alle società affinché non assecondino i tifosi adottando il voucher elettronico parallelamente alla Supporter Card. «Si dice» che Mario Macalli, presidente della Lega Pro, rispedisce però senza mezzi termini al mittente. «La decisione di adottare o meno il voucher dipende esclusivamente dai club, noi non c’entriamo proprio niente e non dobbiamo dare alcun indirizzo o direttiva - prende le distanze Macalli – La Lega Pro non deve fare nulla, le società penso conoscano le regole e si devono muovere di conseguenza, tutto qua». Stando alle disposizioni dell’Osservatorio Nazionale delle Manifestazioni Sportive il voucher può essere rilasciato ai tifosi per un numero definito di gare casalinghe, comunque non superiore a 10 incontri. «Io dico che si tratta di cose inutili, buone per assecondare qualche bulletto di paese o, peggio ancora, veri e propri delinquenti. Personalmente, come milioni di persone e normali appassionati di calcio, io non ho nessun problema né paura a mostrare la mia carta d’identità per entrare allo stadio. Per taluni anche questo semplice atto di civiltà è invece una complicazione enorme: ebbene, il mio auspicio – conclude Macalli rincarando la dose – è che i delinquenti se ne stiano alla larga dagli stadi, farebbero un grosso favore a tutti gli sportivi veri». (m.del.)

La Supporter Card divide i tifosi del Venezia

In una sola settimana ne sono già state emesse un’ottantina, tanti sono stati infatti i tifosi del Venezia che hanno subito sottoscritto la Supporter Card. Un inizio che dimostra come l’obbligo di aderire a quella che fino a pochi mesi fa si chiamava Tessera del Tifoso, rappresenti un fastidio per alcuni (soprattutto gli ultrà) ma di certo non per tutti. Stando ai primi dati resi noti dal Venezia, ottanta appassionati si sono recati nella sede societaria di via Gozzi a Mestre, hanno lasciato i loro dati personali (carta d’identità e codice fiscale), si sono fatti scattare una foto e hanno pagato una cauzione di 10 euro che verrà loro restituita nel momento in cui acquisteranno (una volta verificata l’assenza di motivi ostativi) l’abbonamento stagionale per lo stadio Penzo. Proprio sul fronte campagna abbonamenti ancora non trapelano particolari, ma il Venezia conta di presentarla al massimo entro la prossima settimana con il dettaglio dei prezzi per i settori curva sud, distinti e tribuna. Il 30 maggio scorso l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno ha ribadito le seguenti disposizioni: «gli abbonamenti per la stagione sportiva 2012/13 potranno essere rilasciati solo ai possessori della »Supporter Card”; detti abbonamenti devono essere caricati elettronicamente sulle tessere fisicamente rilasciate”. Al contempo, i biglietti per i posti del «settore ospiti» (e di eventuali altre zone dello stadio) potranno essere venduti solo ai possessori della tessera. Ciò significa che in trasferta i tifosi del Venezia «non possessori» potrebbero seguire mister Zanin e i suoi ragazzi in altri settori, ma solo in assenza di specifici divieti (emessi dall’Osservatorio o dal Casms) di vendita esclusiva dei biglietti ai residenti nel comune o nella provincia della partita in calendario. Inoltre, nelle biglietterie di tutti gli stadi di Lega Pro «le società professionistiche dovranno essere collegate all’apposito sistema informatico di verifica dei motivi ostativi tali da precludere l’emissione del biglietto».

Nessuno può abbonarsi senza dare i dati

Al posto del tradizionale abbonamento vincolato alla Supporter Card, sognavano il «carnet» già comprensivo (come successo a Roma in serie A) di tutti i biglietti per le 17 gare al Penzo del Venezia. Invece nella migliore delle ipotesi i tifosi lagunari contrari alla Tessera del Tifoso e ai suoi derivati, dovranno accontentarsi del «voucher elettronico» – previsto dalla determinazione 26 dell’Osservatorio del 30 maggio scorso – che potrà valere al massimo per 10 partite casalinghe e mai per le trasferte. Meglio di niente? È ancora presto per dirlo, innanzitutto perché il Venezia sta tuttora cercando di vederci chiaro circa la possibilità di varare il voucher senza scontentare una Lega Pro che, sulla carta, non dovrebbe opporsi a quello che di fatto è un legale escamotage per bypassare la Supporter Card. L’unica vera differenza tra quest’ultima e il voucher (o il carnet) è il fatto di essere svincolata da quell’articolo 9 che vieta «a chiunque abbia ricevuto, anche in passato, un Daspo o una condanna da stadio, di acquistare biglietti per qualunque disciplina sportiva, anche a chi abbia già scontato reati commessi in passato». Proprio su questo articolo 9 è incentrata la contrariatà dei gruppi ultrà di tutta Italia alla Supporter Card, indigesta anche perché comporta per ogni tifoso una sorta di schedatura. Ad ogni modo da quest’anno nessuno dei fedelissimi del Venezia potrà fare a meno di lasciare i propri dati nel momento dell’acquisto dell’abbonamento, del singolo biglietto o del voucher; dati che saranno immediatamente controllati da un «cervellone» che, solo in assenza di motivi ostativi, darà l’ok all’emissione del «pass» per entrare allo stadio. Nelle ultime settimane gli ultrà del Gate 22 e della Curva Sud, nonché l’associazione VeneziaUnited, hanno sollecitato il Venezia a prendere una posizione su una questione molto sentita.

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