La Nuova Venezia

In attesa di notizie da Roma, dove in giornata, al Tribunale Federale Nazionale della Figc, si è svolta l’udienza relativa al primo deferimento a carico dell’Unione Venezia, quello per i mancati pagamenti delle mensilità di settembre e ottobre 2014,  vi proponiamo l’articolo pubblicato stamattina da La Nuova Venezia. Una lettura utile per capire quali sono le prospettive future del club arancioneroverde, anche in ottica iscrizione. La penalizzazione, pressocchè certa, infatti non estingue il danno. Entro il 30 giugno la società di via Torino dovrà saldare le pendenze aperte e presentare la documentazione che attesta eventuali rateizzazioni concesse. Di seguito l’articolo completo a firma Michele Contessa: (altro…)

Scrive Carlo Cruccu su La Nuova Venezia di oggi che il “grande amore” tra Korablin e Venezia sta per finire. No, diciamo noi. Non è mai sbocciato. Il patron russo, sin dal suo arrivo in laguna, ha pervicacemente condotto questa avventura mantenendo le distanze con la comunità cittadina, o meglio, selezionando solo gli interlocutori che, momento per momento, più gli aggradavano ed erano utili alla bisogna. Noi di VeneziaUnited, ad esempio, in questi quattro anni ci siamo più e più volte offerti di collaborare nell’interesse del FBC Unione Venezia, proponendo idee e progetti a costo zero ma trovando sempre e soltanto porte ben chiuse, anzi sprangate. Le nostre numerose comunicazioni indirizzate a lui non hanno mai avuto lo straccio di una risposta, neppure formale. Se non ci fossero le foto sui quotidiani a ricordarcelo, potremmo dire che nemmeno sappiamo che faccia abbia il presidente del nostro club. E come noi, crediamo siano la stragrande maggioranza dei tifosi e dei cittadini ad aver percepito in questi anni la siderale distanza che l’imprenditore moscovita ha sempre voluto tenere con questa città. Nella surreale conferenza stampa tenutasi dopo il match di sabato, anzichè un pò di sana autocritica e qualche parola di scuse, sono arrivate bordate, peraltro sparate piuttosto a caso. Korablin contro tutti, dal Comune al Casinò (ma Orsoni è decaduto ormai da 9 mesi e nel frattempo Zappalorto gli aveva aperto le porte di Cà Farsetti e sta ancora aspettando il progetto esecutivo per avviare l’iter del nuovo stadio), dai revisori dei conti del FBC rei, secondo lui, di voler “controllare tutto” e di “non aiutare”, alla città che lo ha lasciato solo. Tante certezze, nessun interrogativo. Di fronte alla situazione odierna invece, qualche domanda, un “dove ho sbagliato?” una persona seria farebbe bene a farsela… O magari ascolti il consiglio di Carlo Cruccu, “meglio una stretta di mano subito che un fallimento più tardi.” Di seguito il commento del giornalista de La Nuova Venezia:

 

Tra Korablin e Venezia il grande amore sta per finire

Non ha incontrato interlocutori per lo stadio e nemmeno per i terreni. Ha visto una partita poco esaltante, finita con la sconfitta in casa del suo Venezia contro il Real Vicenza, ha detto ai giocatori di stare sereni e tranquilli perchè fard il possibile per ottemperare agli impegni. Almeno così ha spiegato, il presidente Korablin, a chi sabato scorso è andato in pressing su di lui per capire qualcosa sul futuro della squadra e della societd. La novità, se così si può dire, sta nel fatto che il presidente ha colto l’occasione per spostare un po’ il tiro e avvertire che il territorio non aiuta, la città non ama il calcio, e i politici gli chiudono la porta in faccia. Novità per modo di dire, perchè chi vive da anni le vicende, le gioie e i dolori, colorate di arancioneroverde tutte queste cose le sa. Altra questione: i punti di penalizzazione che stanno per arrivare. Korablin sa bene che non basta fare una lettera alla Lega per spiegare che ci sono difficoltà, l’embargo, l’Ucraina e i nuovi paletti messi dalla banche. Meglio fare qualche punto in più sul campo, per tutelarsi. Tante grazie. Insomma, sembra di capire che il weekend a Venezia da parte del presidente non ha portato frutti sostanziosi nè tantomeno ha cambiato una situazione che ha preso una china molto brutta. Gli appelli ai tifosi non servono più e i tifosi, quei pochi tifosi che sono rimasti, non sono così ingenui da bere tutto, dalle promesse alle mozioni dei sentimenti. Qui c’è un allenatore, Serena, abituato a lavorare sui terreni minati, uno che sulla sua pelle ne ha vissute di tutti i colori e dappertutto, Venezia compresa. Se si stufasse delle promesse? Se capisse quello che tanti hanno capito ma che sperano non sia vero, cioè che anche il Venezia dei russi non è arrivato all’obiettivo e deve cambiare strada? Nessuno di noi vuol mettere in dubbio la serietà di Korablin, il presidente è una brava persona – vogliamo sottolinearlo a scanso di equivoci – ma non è cattiveria pensare che sia arrivato nel momento sbagliato, o nel posto sbagliato. Se Korablin non crede più in Venezia, e viceversa, meglio una stretta di mano subito che un fallimento più tardi.

Per chi ieri era distratto, o in tutt’altre faccende affaccendato, ecco la rassegna stampa dei quotidiani locali, tutta dedicata allo show (senza contraddittorio) del presidente arancioneroverde Korablin nel post partita di Unione Venezia – Real Vicenza. Accuse per tutti, e neppure una parola di autocritica per la situazione, questo il sunto del Korablin-pensiero che ha annunciato di aver portato con sè (Il Gazzettino), di sbloccare presto (La Nuova Venezia), di dover trovare (Corriere del Veneto), ottocentomila euro per chiudere le pendenze aperte. Se dunque l’imprenditore moscovita non difetta certo di acrimonia nell’attacco ai nemici, veri od immaginari che siano, ben poca chiarezza e trasparenza c’è su quelle che sono le reali condizioni economiche della società e sull’ impegno necessario a risolvere i problemi. Averli, sbloccarli, trovarli non sono sinonimi. Ma forse è tutto un problema di traduzione…. (altro…)

Al miracolo credevano ormai in pochi, i soldi per pagare i contributi e le spettanze Irpef relative ai mesi di novembre e dicembre non sono arrivati. Il risultato, per il FBC Unione Venezia, sarà un ulteriore deferimento e costerà almeno un punto di penalizzazione, che andrà ad aggiungersi a quello che verrà comminato per il precedente mancato pagamento dello scorso 16 dicembre. Il club arancioneroverde si sta infilando in un budello da cui sembra davvero difficile uscire. La assoluta opacità della situazione economico-finanziaria della società non può certo far dormire sonni tranquilli ad una tifoseria sempre più disorientata a e disamorata, specie in prospettiva futura. L’accumularsi di debiti è infatti preoccupante in chiave iscrizione, stante le difficoltà del patron moscovita e dei suoi finanziatori a reperire cifre tutto sommato modeste come quelle necessarie all’ordinaria amministrazione di una stagione gestita tutta al risparmio. E, in queste condizioni, parlare di grandi progetti, di stadio nuovo, di investimenti importanti suona terribilmene beffardo e fuori luogo, le laconiche dichiarazioni del dg Dante Scibilia fanno capire che di inseguire illusioni non è proprio il momento. Di seguito gli articoli firmati da Michele Contessa, Marco De Lazzari e Serena Spinazzi Lucchesi: (altro…)

La rassegna stampa dei quotidiani è tutta dedicata alla scadenza di oggi. Il 16 febbraio è infatti il termine ultimo per provvedere a saldare gli stipendi ed i versamenti Irpef e i contributi Inail riguardanti le mensilità di novembre e dicembre 2014. Il presidente Korablin, tornato in Italia nei giorni scorsi dopo mesi di assenza, ha annunciato di aver saldato le pendenze nette ai giocatori e tecnici ma essere alla ricerca di liquidità per il saldo delle quote contributive dovute, che pesano per un 40% sulla somma totale. Se non dovesse farcela, il club arancioneroverde rischierebbe il secondo deferimento e una certa penalizzazione che, vista la recidiva, potrebbe non essere di un solo punto. Negli articoli di Michele Contessa, per La Nuova Venezia, e di Marco De lazzari, per Il Gazzettino, il quadro della situazione, le laconiche dichiarazioni del dg Scibilia ed i commenti di alcuni tifosi: (altro…)

E per concludere la rassegna stampa, ecco il pezzo scritto da Michele Contessa e pubblicato sulle pagine de La Nuova Venezia di oggi:

«Il progetto Venezia non si ferma, anzi»

II presidente Korablin ha incontrato la squadra per la prima volta: non ho voluto cedere il club al gruppo di Tacopina

di Michele Contessa

«Dicembre è stato un mese molto complicato, a causa delle vicende politiche ed economiche in Russia, mi era arrivata una proposta da New York per vendere la società, ma, in sintonia con i miei partner, abbiamo ritenuto di proseguire questo progetto. Sono le stesse persone che hanno acquistato il Bologna». Yury Korablin si è materializzato al centro sportivo del Taliercio poco prima delle 15, orario fissato per l’allenamento del pomeriggio da Michele Serena, accompagnato dalla nuova interprete e ha trovato ad aspettarlo il direttore generale Dante Scibilia, il direttore sportivo Ivone De Franceschi, ma anche Mattia Collauto (al quale il numero uno arancioneroverde ha riservato un caloroso abbraccio) e Luca Castagna. Una visita annunciata al mattino ai giocatori, quasi tutti (fatta eccezione per Fortunato, Cernuto e Giorico) hanno conosciuto per la prima volta il presidente («Allora è vero, esiste veramente», si è sentito dallo spogliatoio come battuta). Yury Korablin si è intrattenuto per qualche minuto con Michele Serena, che aveva avuto modo di incontrare la scorsa estate prima di riconfermare Alessandro Dal Canto, poi ha parlato per una decina di minuti alla squadra. «Che cosa ho detto? Che gli obiettivi rimangono sempre gli stessi, che ho sempre seguito quanto accadeva, seppur da lontano, e che ho fiducia in loro». Facile che il presidente creda che sia ancora raggiungibile la spiaggia dei playoff. «Essere qua è già importante», ha esordito il presidente arancioneroverde a quasi 200 giorni dalla sua ultima apparizione in laguna, «negli ultimi mesi non ho potuto assentarmi da Mosca perché dovevo seguire da vicino la situazione dei miei affari. Non stiamo attraversando un periodo esaltante, lo sapete anche voi. A metà dicembre c’erano 50% di possibilità di continuare, 50% di dover lasciare, poi, d’accordo con i miei partner, abbiamo deciso di proseguire nel progetto Venezia, sia a livello sportivo che per quel che riguarda il nuovo stadio. Abbiamo la possibilità di dimostrare anche nel nostro Paese che si possono raggiungere risultati positivi». E così a dicembre Korablin e il suo gruppo hanno lasciato passare l’offerta nord-americana, vale la pena di ricordare che al Bologna sono andati l’awocato italo-americano Joe Tacopina e l’italo-canadese Joey Saputo, l’imprenditore di Montreal che ha costruito lo Stade Saputo da 20 mila posti a sedere. «Gli Stati Uniti stanno vivendo un periodo di grande rilancio a livello economico, ci sono molti imprenditori che vogliono investire i loro capitali anche al di fuori dei confini nazionali». Entro il 16 febbraio il Venezia dovrà provvedere al pagamento degli stipendi e dei contributi di novembre e dicembre per evitare un’altra penalizzazione. «Abbiamo già raccolto il 60% di quanto ci serve. Sarò più presente, anche fisicamente, nella vita della società. Credo che una volta al mese verrò in Italia, intanto abbiamo buttato giù un piano strategico». In questi giorni Korablin continuerà anche a occuparsi dello stadio e in particolare dei terreni opzionati a Tessera. «Il progetto stadio va avanti come il progetto sportivo», ribadisce il presidente arancioneroverde, «incontri con il commissario Zappalorto? Non in questa occasione». I tifosi sono preoccupati per i lunghi silenzi. «Domani ritorno a Mosca, ma la prima volta che ritorno pianificherò un incontro con loro. Siamo sempre vicini ai sostenitori del Venezia». Korablin è rimasto ancora per qualche minuto al Taliercio, poi è salito in auto per raggiungere la sede di via Torino dove aveva un’altra full immersion con Scibilia e De Franceschi. Non ci sarà alla partita con il Como, domani salirà nuovamente sul volo per Mosca.

Il ritorno di Korablin non sgombra il campo dalle incertezze, almeno per ora. I quotidiani locali, pur con sfumature diverse, trattano l’argomento con il beneficio del dubbio. Nessuna conferma o dichiarazione ufficiale, solo tanti “si dice” che non aiutano certo a rasserenare un ambiente deluso e disilluso. Di seguito gli articoli pubblicati su Il Gazzettino, a firma Marco De Lazzari, su La Nuova Venezia, da Michele Contessa, da Serena Spinazzi e Francesco Bottazzo per il Corriere Veneto. Buona lettura, anche tra le righe…. (altro…)

Su La Nuova Venezia è stato pubblicato ieri questo articolo di Michele Contessa, contenente alcune dichiarazioni del dg Dante Scibilia, unica reazione ufficiale alle indiscrezioni, pubblicate dallo stesso quotidiano di via Poerio il giorno di San Silvestro, relative al presunto rinnovato interesse del presidente Korablin per l’affare stadio. Per la verità, nelle poche frasi del dirigente arancioneroverde non sembra esserci molto più che una speranza che la situazione si normalizzi. In mancanza di riscontri, il popolo arancioneroverde attende che alle parole seguano fatti concreti sul fronte club e stadio, che vadano a cancellare la vergogna del mancato pagamento delle contribuzioni, inadempienza che costerà almeno un punto di penalizzazione. Non resta quindi che sperare che arrivino al più presto conferme positive e che non siano soltanto voci  messe in giro ad arte per guadagnare tempo, non si sa bene per quale ragione. Di seguito l’articolo completo:

Scibilia ritrova ottimismo «Korablin non si è arreso»

Ritenuta positiva la scelta di non recedere dall’acquisto dell’area Il russo atteso in città per gennaio. Ma per ora nessuno sa quando arriverà

di Michele Contessa

MESTRE. «Un segnale incoraggiante, la conferma che il presidente Korablin non ha gettato la spugna». Dante Scibilia, direttore generale del Venezia accoglie con il sorriso la notizia che il proprietario russo non ha esercitato il diritto di recesso sull’acquisto dei terreni di Tessera, opzionati lo scorso marzo quando aveva versato circa mezzo milione di euro di caparra. Adesso alle intenzioni bisognerà passare ai fatti concreti, all’acquisto concreto dei quasi 30 ettari di terreni (22 da una parte della bretella che collega Mestre all’aeroporto, altri 7 e mezzo dalla parte opposta). «Ci sono passaggi che devono essere perfezionati» aggiunge Dante Scibilia, «il segnale è positivo, ma aspettiamo che sia il presidente Korablin a spiegare a tutti quali saranno i suoi passi successivi. Le ultime indicazioni lo danno in arrivo a gennaio, noi aspettiamo di ricevere la mail in cui ci comunicherà la data esatta, fino a quel giorno è inutile formulare ipotesi ulteriori sul suo arrivo a Mestre». L’ultima comparsa di Korablin a Venezia è datata a fine luglio quando incontrò il commissario Vittorio Zappalorto. Dall’inizio di luglio, Dante Scibilia, ha ricevuto il compito di curare la parte finanziaria e amministrativa del club arancioneroverde. «Sono stati sei mesi abbastanza complicati, anche se sono abituato, grazie al mio lavoro, a operare a livello di aziende. Siamo partiti con grande entusiasmo e con tanti progetti da sviluppare nel corso della stagione, anche per saldare sempre di più il rapporto con i nostri tifosi. La difficoltà di dialogare direttamente con il presidente, ma anche con i suoi intermediari, ha rallentato questa nostra volontà. Ci siamo adeguati a quel poco che c’era e tutte le iniziative sono state sviluppate a costo zero».

Nel 2015 proseguiranno i contatti con il mondo scolastico. «Sì, partirà un nuovo progetto, destinato stavolta alle scuole superiori. Parleremo soprattutto di sport, ma siamo orgogliosi di quanto fatto con il settore giovanile nei primi mesi della nuova stagione, grazie alla dedizione di Mattia Collauto e dei suoi allenatori».

Sei mesi in altalena per la squadra allestita da De Franceschi, riaffidata inizialmente ad Alessandro Dal Canto e poi a Michele Serena. «Io sono molto contento dei giocatori» osserva Dante Scibilia, «anche se la classifica non rispecchia, al momento, il reale valore di questa squadra. Da quando è arrivato Serena si è registrato un cambio di atteggiamento in campo, il Venezia si è sempre espresso su buoni livelli. Qualche errore è stato compiuto, altrimenti la classifica ci sorriderebbe di più. Errori che ci sono costati punti preziosi con Lumezzane e Bassano, partite dove eravamo in vantaggio e non dovevamo perdere. Anche con Dal Canto, pur non giocando benissimo, ci potevano scappare altri punti, ad esempio a Pordenone e con il Monza».

L’anno arancioneroverde si chiude con una buona notizia. Stando a quanto pubblicato da La Nuova Venezia di oggi, a cura del sempre ben informato Simone Bianchi, il presidente Korablin avrebbe contattato, tramite i suoi legali, il proprietario dei terreni opzionati a Tessera per annunciare la sua intenzione di rinunciare al diritto di recesso sull’ozpione di acquisto, per procedere quanto prima all’acquisto definitivo. Una notizia che arriva proprio quando nessuno si attendeva più una mossa del genere e tutti, compreso il commissario prefettizio Zappalorto, davano per morto l’interesse russo per il progetto stadio. In attesa di conferme dei diretti interessati e dichiarazioni ufficiali da parte del FBC Unione Venezia e della Venice Football Academy, non resta che registrare questo ennesimo colpo di scena in quello che ormai è diventato un vero e proprio giallo, di cui solo un ritorno in scena dell’uomo d’affari moscovita, potrà svelare il finale. Nei tifosi resta la speranza che il nuovo anno porti finalmente chiarezza e trasparenza sul futuro del club arancioneroverde. Di seguito l’articolo completo:

Nuovo stadio, Korablin comprerà i terreni

Clamoroso: il presidente del Venezia ha rinunciato al diritto di recesso, un segnale che fa ben sperare

di Simone Bianchi

Yuri Korablin ha rinunciato al diritto di recesso, e quanto prima passerà all’acquisto definitivo dei terreni destinati, per ora solo sulla carta, alla costruzione del nuovo stadio del Venezia nella zona del Quadrante di Tessera. Il numero uno russo lo ha fatto attraverso i propri legali che, negli ultimi giorni, hanno scritto agli avvocati che rappresentano il costruttore Giulio Sabbadin, proprietario appunto dei terreni che erano stati opzionali dal presidente del Venezia ancora nel marzo scorso. Una notizia che era sicuramente molto attesa dai tifosi del club arancioneroverde, ma anche dal Comune che in questi ultimi nove mesi è rimasto alla finestra in attesa di scoprire le mosse di Yuri Korablin. A Venezia e a Mestre erano in tanti a chiedersi cosa sarebbe potuto accadere al tramonto di oggi, 31 dicembre, data limite per passare all’acquisto dei terreni oppure per scegliere il diritto di recesso dal contratto tra Korablin e Sabbadin, lasciando però a quest’ultimo circa mezzo milione di euro di ‘caparra’, stabilita con le firme del 16 marzo scorso. Nell’operazione sono entrati 22 ettari di terreni. Un’area subito alla destra della tangenziale, tutti campi dove nei prossimi anni dovrebbe sorgere il nuovo stadio, quello dei sogni, che chiuderebbe una vicenda di cui si parla ormai dagli anni Sessanta, che non si è prima mai concretizzata, e che fu uno dei motivi scatenanti dell’addio di Maurizio Zampa-rini dopo aver portato il Venezia anche in serie A. Korablin aveva poi opzionato anche altri 7 ettari e mezzo sul lato opposto della tangenziale, arrivando così ai circa 30 ettari di terreni di cui si era parlato fin dall’inizio di tutta la vicenda. Il costo complessivo di tutta l’operazione si aggirerebbe attorno ai sei milioni di euro. Una boccata di ossigeno per questa vicenda, sulla quale però rimangono ancora molti punti interrogativi. Da fine luglio, infatti, Yuri Korablin non si fa vedere a Venezia o a Mestre. L’ultima partita che ha seguito dalle tribune di uno stadio è stata la prima amichevole estiva che la squadra, allora allenata da Alessandro Dal Canto, vinse a Scorzè contro i padroni di casa. Poi più nulla, neppure comunicati o messaggi in rete. I soli a parlare sono stati i dirigenti in loco, De Franceschi e Scibilia. Di mezzo, il cambio della guida tecnica con l’arrivo di Michele Serena; la tifoseria a chiedersi quale futuro avrebbe avuto la società; e il Venezia a incorrere nella pressoché certa penalizzazione (a febbraio) per i ritardi nel versamento dei contributi ai giocatori nelle scorse settimane. Ora la notizia dell’acquisto definitivo dei terreni, che apre a un futuro probabilmente più roseo, anche se non c’è alcuna traccia del progetto, e calcolando che il commissario del Comune, Vittorio Zappalorto, è stato chiaro pochi giorni fa: «Eravamo pronti a supportare il Venezia nell’operazione stadio, ma il presidente Korablin non lo vediamo o sentiamo da mesi. Si è persa una grande occasione». Ora l’ennesimo colpo di scena in questa storia, con il costruttore Sabbadin e i suoi avvocati che, a questo punto, devono solo attendere che Korablin scelga una data per sedersi allo stesso tavolo di fronte al notaio, firmare e pagare il dovuto. Il quando resta l’ultimo quesito cui rispondere.

Su La Nuova Venezia di oggi, è il capo redattore Carlo Cruccu a dare voce all’insofferenza della tifoseria arancioneroverde. Il cronista, che da vent’anni narra le vicende sportive dell’ Unione arancioneroverde, esprime le preoccupazioni e le speranze di una piazza che in nove anni ha visto due fallimenti e ora vede profilarsi all’orizzonte lo spettro di un terzo. Il Gazzettino, dopo l’articolo sul comunicato di VeneziaUnited, pubblicato domenica nella cronaca della partita, dedica ancora spazio ai tifosi, intervistandone alcuni. Di seguito gli articoli completi:

LA NUOVA VENEZIA

Venezia e il futuro Ora solo Korablin può fare qualcosa

Mentre svanisce un’altra volta l’illusione dello stadio nuovo i tifosi temono che squadra e società vengano abbandonate

di Carlo Cruccu

Sullo stadio nuovo è abbastanza chiaro a tutti che anche stavolta non se ne fa niente. Inutile prendersi in giro o crearsi illusioni che finiscono in flop. «Occasione persa» ha detto l’altro ieri il commissario Zappalorto, due parole per una sintesi che più efficace non si può. In questi due giorni comunque la gente sta chiedendosi anche quale fine farà il Venezia. E questa è una domanda legittima, che non porta a scene di ottimismo ricordando il recente passato. La cosa migliore – se veramente Korablin ha deciso di chiudere qui la sua esperienza veneziana – è che il presidente comunque torni in laguna e cerchi di aprire una seria trattativa per cedere la società. Garantendo magari il proseguo della stagione, possibilmente senza ulteriori penalinazioni in classifica, e quindi pagando regolarmente stipendi e contributi, anche per chè in caso contrario la società stessa si deprezzerebbe automaticamente, sarebbe meno appetibile per chi decidesse di salvare o almeno far qualcosa per la bandiera arancioneroverde. Può essere che questa idea Korablin l’abbia già pensata e magari abbia anche incaricato chi gli sta più vicino di intavolare qualche trattativa, provare a cercare acquirenti. Cosa che comunque in questa fase – sia del nostro calcio sia in generale del nostro Paese – è estremamente complicata. Non sono molti, anzi, proprio non se ne vedono in giro, imprenditori che si buttino nel calcio, prova ne sia che anche a livelli più alti i nomi che rimbalzano sono di indonesiani, malesi, cinesi, per non parlare di qualche sfizio di sceicchi. Quello che nessuno vuol vedere o sentire ovviamente riguarda storie di tribunali, di fallimenti, giudici e curatori. Lo sportivo veneziano ha già dato, negli ultimi quindici anni si è parlato più di fallimenti che di gol. Sotto questo punto di vista il 2015 che sta per iniziare può essere un anno importante, delicato, che comincia con una situazione difficile ma non compromessa. Questo Korablin può e deve saperlo, e avendo comunque messo del denaro nel Venezia in questi tre anni di gestione, prima della resa definitiva potrebbe cercare di salvarlo, recuperarlo almeno in parte. Ed evitare a tutti l’ennesima figuraccia sportiva.

QUI TIFOSI

Le due ultime vittorie non migliorano il morale dei supporters

«Korablin ormai è un fantasma»

di Marco De Lazzari

Morale e ottimismo, mai come oggi nonostante i cenni di ripresa della squadra, sono davvero al minimo. Alla continua diminuzione delle presenze sugli spalti del Penzo si accompagna, infatti, una diffusa delusione per la gestione il «made in Russia». «Korablin da mesi è un fantasma - è sconsolato Andrea Vianello (Curva Sud) - e i dirigenti fanno quello che possono. E vero che gli stipendi sono stati pagati, ma non i contributi, così la penalizzazione di un punto sarà l’ennesimo autogol. Aspettiamo che i motivi ci vengano spiegati a quattr’occhi, non si trattano così una città e una tifoseria che va solo capita se diserta lo stadio». Un po’ più fiducioso Ettore Perocco (Altamarea). «Se ha pagato gli stipendi non credo che Korablin stia per mollare, almeno non oggi per domani. A prescindere da ciò siamo preoccupati, non c’è chiarezza né si vede cosa possa sbloccare questa situazione. La squadra fa il suo, con Serena molto è cambiato in meglio e magari farà un buon girone di ritorno. A mancare è tutto il resto, pur se tante altre società stanno forse peggio in un calcio ormai in declino verticale». Amare anche le considerazioni di Luigi Carbon (Associazione Venezia Club). «Korablin ha problemi sotto gli occhi di tutti, alla fine credo tirerà i remi in barca, altrimenti non si spiegherebbe un tale distacco con la sua stessa società. Così non è modo di far funzionare un club professionistico, non c’è nessun senso di appartenenza, la gente si è stufata e non può avere entusiasmo. Sul piano del coinvolgimento emotivo questo Venezia è agli antipodi rispetto alla Reyer e a clima che si respira al Taliercio». Disilluso pure Roberto Mohn (I Nostalgici). «La speranza che tutto torni davvero alla normalità c’è, però Korablin pare essersi stancato e staccato da tutto, complice anche una politica veneziana che per l’ennesima volta ha tradito i cittadini. Aveva ragione Zamparini dicendo che qui non si può fare calcio. Ecco ci vorrebbe un nuovo Zamparini, ma dov’è? Le notizia di questi mesi non fanno bene, tutti vogliamo sapere da Korablin le sue intenzioni».

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