La Nuova Venezia

Su La Nuova Venezia è stato pubblicato ieri questo articolo di Michele Contessa, contenente alcune dichiarazioni del dg Dante Scibilia, unica reazione ufficiale alle indiscrezioni, pubblicate dallo stesso quotidiano di via Poerio il giorno di San Silvestro, relative al presunto rinnovato interesse del presidente Korablin per l’affare stadio. Per la verità, nelle poche frasi del dirigente arancioneroverde non sembra esserci molto più che una speranza che la situazione si normalizzi. In mancanza di riscontri, il popolo arancioneroverde attende che alle parole seguano fatti concreti sul fronte club e stadio, che vadano a cancellare la vergogna del mancato pagamento delle contribuzioni, inadempienza che costerà almeno un punto di penalizzazione. Non resta quindi che sperare che arrivino al più presto conferme positive e che non siano soltanto voci  messe in giro ad arte per guadagnare tempo, non si sa bene per quale ragione. Di seguito l’articolo completo:

Scibilia ritrova ottimismo «Korablin non si è arreso»

Ritenuta positiva la scelta di non recedere dall’acquisto dell’area Il russo atteso in città per gennaio. Ma per ora nessuno sa quando arriverà

di Michele Contessa

MESTRE. «Un segnale incoraggiante, la conferma che il presidente Korablin non ha gettato la spugna». Dante Scibilia, direttore generale del Venezia accoglie con il sorriso la notizia che il proprietario russo non ha esercitato il diritto di recesso sull’acquisto dei terreni di Tessera, opzionati lo scorso marzo quando aveva versato circa mezzo milione di euro di caparra. Adesso alle intenzioni bisognerà passare ai fatti concreti, all’acquisto concreto dei quasi 30 ettari di terreni (22 da una parte della bretella che collega Mestre all’aeroporto, altri 7 e mezzo dalla parte opposta). «Ci sono passaggi che devono essere perfezionati» aggiunge Dante Scibilia, «il segnale è positivo, ma aspettiamo che sia il presidente Korablin a spiegare a tutti quali saranno i suoi passi successivi. Le ultime indicazioni lo danno in arrivo a gennaio, noi aspettiamo di ricevere la mail in cui ci comunicherà la data esatta, fino a quel giorno è inutile formulare ipotesi ulteriori sul suo arrivo a Mestre». L’ultima comparsa di Korablin a Venezia è datata a fine luglio quando incontrò il commissario Vittorio Zappalorto. Dall’inizio di luglio, Dante Scibilia, ha ricevuto il compito di curare la parte finanziaria e amministrativa del club arancioneroverde. «Sono stati sei mesi abbastanza complicati, anche se sono abituato, grazie al mio lavoro, a operare a livello di aziende. Siamo partiti con grande entusiasmo e con tanti progetti da sviluppare nel corso della stagione, anche per saldare sempre di più il rapporto con i nostri tifosi. La difficoltà di dialogare direttamente con il presidente, ma anche con i suoi intermediari, ha rallentato questa nostra volontà. Ci siamo adeguati a quel poco che c’era e tutte le iniziative sono state sviluppate a costo zero».

Nel 2015 proseguiranno i contatti con il mondo scolastico. «Sì, partirà un nuovo progetto, destinato stavolta alle scuole superiori. Parleremo soprattutto di sport, ma siamo orgogliosi di quanto fatto con il settore giovanile nei primi mesi della nuova stagione, grazie alla dedizione di Mattia Collauto e dei suoi allenatori».

Sei mesi in altalena per la squadra allestita da De Franceschi, riaffidata inizialmente ad Alessandro Dal Canto e poi a Michele Serena. «Io sono molto contento dei giocatori» osserva Dante Scibilia, «anche se la classifica non rispecchia, al momento, il reale valore di questa squadra. Da quando è arrivato Serena si è registrato un cambio di atteggiamento in campo, il Venezia si è sempre espresso su buoni livelli. Qualche errore è stato compiuto, altrimenti la classifica ci sorriderebbe di più. Errori che ci sono costati punti preziosi con Lumezzane e Bassano, partite dove eravamo in vantaggio e non dovevamo perdere. Anche con Dal Canto, pur non giocando benissimo, ci potevano scappare altri punti, ad esempio a Pordenone e con il Monza».

L’anno arancioneroverde si chiude con una buona notizia. Stando a quanto pubblicato da La Nuova Venezia di oggi, a cura del sempre ben informato Simone Bianchi, il presidente Korablin avrebbe contattato, tramite i suoi legali, il proprietario dei terreni opzionati a Tessera per annunciare la sua intenzione di rinunciare al diritto di recesso sull’ozpione di acquisto, per procedere quanto prima all’acquisto definitivo. Una notizia che arriva proprio quando nessuno si attendeva più una mossa del genere e tutti, compreso il commissario prefettizio Zappalorto, davano per morto l’interesse russo per il progetto stadio. In attesa di conferme dei diretti interessati e dichiarazioni ufficiali da parte del FBC Unione Venezia e della Venice Football Academy, non resta che registrare questo ennesimo colpo di scena in quello che ormai è diventato un vero e proprio giallo, di cui solo un ritorno in scena dell’uomo d’affari moscovita, potrà svelare il finale. Nei tifosi resta la speranza che il nuovo anno porti finalmente chiarezza e trasparenza sul futuro del club arancioneroverde. Di seguito l’articolo completo:

Nuovo stadio, Korablin comprerà i terreni

Clamoroso: il presidente del Venezia ha rinunciato al diritto di recesso, un segnale che fa ben sperare

di Simone Bianchi

Yuri Korablin ha rinunciato al diritto di recesso, e quanto prima passerà all’acquisto definitivo dei terreni destinati, per ora solo sulla carta, alla costruzione del nuovo stadio del Venezia nella zona del Quadrante di Tessera. Il numero uno russo lo ha fatto attraverso i propri legali che, negli ultimi giorni, hanno scritto agli avvocati che rappresentano il costruttore Giulio Sabbadin, proprietario appunto dei terreni che erano stati opzionali dal presidente del Venezia ancora nel marzo scorso. Una notizia che era sicuramente molto attesa dai tifosi del club arancioneroverde, ma anche dal Comune che in questi ultimi nove mesi è rimasto alla finestra in attesa di scoprire le mosse di Yuri Korablin. A Venezia e a Mestre erano in tanti a chiedersi cosa sarebbe potuto accadere al tramonto di oggi, 31 dicembre, data limite per passare all’acquisto dei terreni oppure per scegliere il diritto di recesso dal contratto tra Korablin e Sabbadin, lasciando però a quest’ultimo circa mezzo milione di euro di ‘caparra’, stabilita con le firme del 16 marzo scorso. Nell’operazione sono entrati 22 ettari di terreni. Un’area subito alla destra della tangenziale, tutti campi dove nei prossimi anni dovrebbe sorgere il nuovo stadio, quello dei sogni, che chiuderebbe una vicenda di cui si parla ormai dagli anni Sessanta, che non si è prima mai concretizzata, e che fu uno dei motivi scatenanti dell’addio di Maurizio Zampa-rini dopo aver portato il Venezia anche in serie A. Korablin aveva poi opzionato anche altri 7 ettari e mezzo sul lato opposto della tangenziale, arrivando così ai circa 30 ettari di terreni di cui si era parlato fin dall’inizio di tutta la vicenda. Il costo complessivo di tutta l’operazione si aggirerebbe attorno ai sei milioni di euro. Una boccata di ossigeno per questa vicenda, sulla quale però rimangono ancora molti punti interrogativi. Da fine luglio, infatti, Yuri Korablin non si fa vedere a Venezia o a Mestre. L’ultima partita che ha seguito dalle tribune di uno stadio è stata la prima amichevole estiva che la squadra, allora allenata da Alessandro Dal Canto, vinse a Scorzè contro i padroni di casa. Poi più nulla, neppure comunicati o messaggi in rete. I soli a parlare sono stati i dirigenti in loco, De Franceschi e Scibilia. Di mezzo, il cambio della guida tecnica con l’arrivo di Michele Serena; la tifoseria a chiedersi quale futuro avrebbe avuto la società; e il Venezia a incorrere nella pressoché certa penalizzazione (a febbraio) per i ritardi nel versamento dei contributi ai giocatori nelle scorse settimane. Ora la notizia dell’acquisto definitivo dei terreni, che apre a un futuro probabilmente più roseo, anche se non c’è alcuna traccia del progetto, e calcolando che il commissario del Comune, Vittorio Zappalorto, è stato chiaro pochi giorni fa: «Eravamo pronti a supportare il Venezia nell’operazione stadio, ma il presidente Korablin non lo vediamo o sentiamo da mesi. Si è persa una grande occasione». Ora l’ennesimo colpo di scena in questa storia, con il costruttore Sabbadin e i suoi avvocati che, a questo punto, devono solo attendere che Korablin scelga una data per sedersi allo stesso tavolo di fronte al notaio, firmare e pagare il dovuto. Il quando resta l’ultimo quesito cui rispondere.

Su La Nuova Venezia di oggi, è il capo redattore Carlo Cruccu a dare voce all’insofferenza della tifoseria arancioneroverde. Il cronista, che da vent’anni narra le vicende sportive dell’ Unione arancioneroverde, esprime le preoccupazioni e le speranze di una piazza che in nove anni ha visto due fallimenti e ora vede profilarsi all’orizzonte lo spettro di un terzo. Il Gazzettino, dopo l’articolo sul comunicato di VeneziaUnited, pubblicato domenica nella cronaca della partita, dedica ancora spazio ai tifosi, intervistandone alcuni. Di seguito gli articoli completi:

LA NUOVA VENEZIA

Venezia e il futuro Ora solo Korablin può fare qualcosa

Mentre svanisce un’altra volta l’illusione dello stadio nuovo i tifosi temono che squadra e società vengano abbandonate

di Carlo Cruccu

Sullo stadio nuovo è abbastanza chiaro a tutti che anche stavolta non se ne fa niente. Inutile prendersi in giro o crearsi illusioni che finiscono in flop. «Occasione persa» ha detto l’altro ieri il commissario Zappalorto, due parole per una sintesi che più efficace non si può. In questi due giorni comunque la gente sta chiedendosi anche quale fine farà il Venezia. E questa è una domanda legittima, che non porta a scene di ottimismo ricordando il recente passato. La cosa migliore – se veramente Korablin ha deciso di chiudere qui la sua esperienza veneziana – è che il presidente comunque torni in laguna e cerchi di aprire una seria trattativa per cedere la società. Garantendo magari il proseguo della stagione, possibilmente senza ulteriori penalinazioni in classifica, e quindi pagando regolarmente stipendi e contributi, anche per chè in caso contrario la società stessa si deprezzerebbe automaticamente, sarebbe meno appetibile per chi decidesse di salvare o almeno far qualcosa per la bandiera arancioneroverde. Può essere che questa idea Korablin l’abbia già pensata e magari abbia anche incaricato chi gli sta più vicino di intavolare qualche trattativa, provare a cercare acquirenti. Cosa che comunque in questa fase – sia del nostro calcio sia in generale del nostro Paese – è estremamente complicata. Non sono molti, anzi, proprio non se ne vedono in giro, imprenditori che si buttino nel calcio, prova ne sia che anche a livelli più alti i nomi che rimbalzano sono di indonesiani, malesi, cinesi, per non parlare di qualche sfizio di sceicchi. Quello che nessuno vuol vedere o sentire ovviamente riguarda storie di tribunali, di fallimenti, giudici e curatori. Lo sportivo veneziano ha già dato, negli ultimi quindici anni si è parlato più di fallimenti che di gol. Sotto questo punto di vista il 2015 che sta per iniziare può essere un anno importante, delicato, che comincia con una situazione difficile ma non compromessa. Questo Korablin può e deve saperlo, e avendo comunque messo del denaro nel Venezia in questi tre anni di gestione, prima della resa definitiva potrebbe cercare di salvarlo, recuperarlo almeno in parte. Ed evitare a tutti l’ennesima figuraccia sportiva.

QUI TIFOSI

Le due ultime vittorie non migliorano il morale dei supporters

«Korablin ormai è un fantasma»

di Marco De Lazzari

Morale e ottimismo, mai come oggi nonostante i cenni di ripresa della squadra, sono davvero al minimo. Alla continua diminuzione delle presenze sugli spalti del Penzo si accompagna, infatti, una diffusa delusione per la gestione il «made in Russia». «Korablin da mesi è un fantasma - è sconsolato Andrea Vianello (Curva Sud) - e i dirigenti fanno quello che possono. E vero che gli stipendi sono stati pagati, ma non i contributi, così la penalizzazione di un punto sarà l’ennesimo autogol. Aspettiamo che i motivi ci vengano spiegati a quattr’occhi, non si trattano così una città e una tifoseria che va solo capita se diserta lo stadio». Un po’ più fiducioso Ettore Perocco (Altamarea). «Se ha pagato gli stipendi non credo che Korablin stia per mollare, almeno non oggi per domani. A prescindere da ciò siamo preoccupati, non c’è chiarezza né si vede cosa possa sbloccare questa situazione. La squadra fa il suo, con Serena molto è cambiato in meglio e magari farà un buon girone di ritorno. A mancare è tutto il resto, pur se tante altre società stanno forse peggio in un calcio ormai in declino verticale». Amare anche le considerazioni di Luigi Carbon (Associazione Venezia Club). «Korablin ha problemi sotto gli occhi di tutti, alla fine credo tirerà i remi in barca, altrimenti non si spiegherebbe un tale distacco con la sua stessa società. Così non è modo di far funzionare un club professionistico, non c’è nessun senso di appartenenza, la gente si è stufata e non può avere entusiasmo. Sul piano del coinvolgimento emotivo questo Venezia è agli antipodi rispetto alla Reyer e a clima che si respira al Taliercio». Disilluso pure Roberto Mohn (I Nostalgici). «La speranza che tutto torni davvero alla normalità c’è, però Korablin pare essersi stancato e staccato da tutto, complice anche una politica veneziana che per l’ennesima volta ha tradito i cittadini. Aveva ragione Zamparini dicendo che qui non si può fare calcio. Ecco ci vorrebbe un nuovo Zamparini, ma dov’è? Le notizia di questi mesi non fanno bene, tutti vogliamo sapere da Korablin le sue intenzioni».

«Se gli dessero l’ok per lo stadio…Tutta colpa del Comune…. Yurij ci tiene, siamo in buone mani…» Per chi fino a ieri cantava “Yuuu-ri-Ko-ra-blin! Yuuu-ri-Ko-ra-blin! Yuuu-ri-Ko-ra-blin!”, non è facile ammettere di essersi sbagliati, di aver riposto male la propria fiducia. Le giustificazioni più disparate però non servono quando le conferme arrivano una dietro l’altra. Dalla cronica assenza ormai diventata quasi una “latitanza”, dalle difficoltà economiche della società alle contribuzioni non saldate e ai conseguenti deferimento e penalizzazione, dalle dimissioni del vice presidente di VFA, delegato al progetto stadio, Carlo Trevisan, oggi si aggiungono le inequivocabili parole del commissario Zappalorto. Sulle colonne de La Nuova Venezia di sabato, il “reggente” del Comune di Venezia chiarisce quello che già si sapeva: presentando progetto preliminare, contratto di acquisto dei terreni opzionati e contestuale offerta per quelli contigui, sarebbe potuto partire subito l’iter per l’approvazione definitiva del progetto. Questo era stato comunicato a Korablin nel corso dell’incontro di luglio a Cà Farsetti. E da quel momento la proprietà russa del FBC è di fatto sparita. Nei due articoli che pubblichiamo, a firma Simone Bianchi e Michele Contessa, i fatti e le reazioni dei tifosi. Buona lettura, si fa per dire….

«Lo stadio nuovo? Mai visto un progetto»

Vittorio Zappalorto commissario del Comune taglia corto sui dubbi «Korablin? Non lo vedo da luglio. Evidentemente deve risolvere altri problemi»

di Simone Bianchi

«E’ stata persa una grande occasione per fare lo stadio a Venezia». Parole di Vittorio Zappalorto, commissario straordinario del Comune di Venezia, che risponde così a precisa domanda sulla situazione legata all’eventuale progetto ipotizzato dal club di Yuri Korablin per il nuovo impianto previsto a Tessera. «Il presidente l’ho visto l’ultima volta a fine luglio, quando venne nei miei uffici per discutere e per presentarmi il progetto. Che poi un progetto proprio non era, semmai una sorta di disegno di quel che poteva eventualmente essere fatto. Poi non c’è stato più alcun contatto con la proprietà del Venezia. Forse non ci sono i soldi per fare lo stadio, forse non li ha direttamente il presidente e sono altri a doverli investire. Non lo so davvero. Fatto sta che eravamo pronti ad ascoltare e aiutare il Venezia nell’iter procedurale previsto, e posso solo ribadire che si è persa una grande opportunità per dotare la città di questo impianto sportivo. Dispiace davvero molto».

Un commento chiaro alla situazione che si è andata creando, da quando il numero uno del Venezia non si fa più vedere in città. Quattro mesi e mezzo di silenzi su un progetto che dire atteso è poco, e che ormai in tanti hanno inserito alla voce “fantascienza”. Le stesse dimissioni di Carlo Trevisan, manager e numero due della Venezia Academy, la struttura che doveva proprio gestire il progetto del nuovo impianto di Tessera, la dicono lunga sull’aria che tira. Trevisan ha spiegato giovedì al nostro giornale che le dimissioni sono state presentate ancora a ottobre, ma che «non ho detto nulla prima per non danneggiare Korablin. Ora, però, non ho intenzione di perdere la mia credibilità, frutto di tanti lavori svolti per la mia città. Certo, la costruzione del nuovo stadio sarebbe stata una ulteriore occasione per fare qualcosa di buono per Venezia e Mestre, e mi amareggia molto la situazione che si è creata».

Come nessun tifoso ha più visto Korablin allo stadio dalla prima amichevole di Scorzè di fine luglio, neppure Trevisan ci è riuscito, spiegando poi che «non ha neppure risposto alle mie dimissioni e alle precedenti richieste di andare a Mosca per affrontare con lui la situazione».

Quel che è certo, per ora, è che Korablin ha pagato gli ultimi stipendi, mentre per il mancato versamento dei contributi, a febbraio il Venezia verrà penalizzato di un punto in classifica. E poi, il 31 dicembre scadrà l’opzione sui terreni di Tessera, quelli dell’area del Quadrante su cui doveva sorgere il fantomatico stadio. Un progetto che non esiste, sempre che non sia stato fatto di nascosto negli ultimi mesi in Russia, perché qui a Venezia non ne sa nulla nessuno, in primis il Comune e Carlo Trevisan che di Korablin era il vice alla Venezia Academy. Dopo l’opzione pagata nel marzo scorso all’imprenditore Sabbadin, attraverso la quale si poteva poi passare all’acquisto dei terreni per aprire i cantieri a progetto approvato, entro dodici giorni Korablin dovrà decidere che fare: o perdere i soldi dell’opzione oppure versare 4,5 milioni per diventarne proprietario.

In tanti sperano in un segnale chiarificatore da Mosca, ma il tempo stringe.

«Per ora rabbia e dispiacere Ma aspettiamo spiegazioni»

MESTRE. Chi non ci ha mai creduto e chi spera ancora, chi è rassegnato e chi non è sorpreso. Le parole del commissario Zappalorto squarciano le nuvole sopra la laguna e rendono nebulosa l’atmosfera…

di Michele Contessa

Chi non ci ha mai creduto e chi spera ancora, chi è rassegnato e chi non è sorpreso. Le parole del commissario Zappalorto squarciano le nuvole sopra la laguna e rendono nebulosa l’atmosfera sopra Tessera. «Quanto detto da Zappalorto allontana il progetto stadio» sostiene Angelo Torresin (Coordinamento Unione Clubs), «bisognerebbe capire se il silenzio di Korablin anche con il commissario è legato alla situazione russa o a questioni personali. Zappalorto avrebbe potuto rendere meno ingarbugliata la pratica burocratica senza tutti i passaggi in giunta, io lascio ancora aperto uno spiraglio. Anche perché se fosse stato solo un bluff il presidente non avrebbe versato la caparra per i terreni di Tessera. Trevisan avrebbe invece potuto aspettare a fare alcune dichiarazioni». Chi non vede altro che il buio è Luigi Carbon (Associazione Venezia Clubs). «Non mi sorprende l’esternazione del commissario, non parlerei nemmeno di occasione persa perché a Venezia è impossibile fare sport. Vogliamo lo stadio nuovo quando alle partite in casa ci sono 500 persone al massimo? A cosa servirebbe? Sono anni, se non decenni, che si sente parlare dello stadio nuovo, basta solo pensare a quanti progetti sono stati presentati da Zamparini in poi. Comune e Regione sono sempre stati ostacoli invalicabili per chiunque». «Da tifoso mi dispiace e mi fa arrabbiare, da persona posso arrivare a capire Korablin» aggiunge Andrea Vianello (Curva Sud), «non ho mai risparmiato critiche al presidente, ma finora gli impegni presi li ha sempre rispettati ed è logico che si aspettasse di vedere gratificati i suoi investimenti con il progetto stadio dove ha trovato solo ostacoli. Mi è stato assicurato che a gennaio verrà a Venezia per incontrare anche noi tifosi e fornire tutte le spiegazioni. Aspettiamo».

«Bisogna vedere se, effettivamente, con la presenza del commissario ci sarebbero state condizioni più favorevoli per il progetto stadio» conclude Franco Vianello Moro (associazione Venezia United), «purtroppo Korablin è mancato nella progettualità societaria, non ha mai voluto ascoltare proposte e consigli. Anche il progetto dello stadio era fragile a livello economico, ed è sintomatico che una persona seria e affidabile come Carlo Trevisan abbia lasciato». (m.c.)

Ci sono interviste e interviste. Quella di Simone Bianchi, de La Nuova Venezia, all’ex vice presidente di Venice Football Academy non è di quelle che passeranno inosservate. Parole chiare e inequivocabili quelle del manager veneziano, non certo come quelle spese in questi giorni dai dirigenti del club arancioneroverde che avevano il sapore delle dichiarazioni di prammatica, una consuetudine del calcio putroppo, quando la situazione è critica e si cerca di nasconderla. Sembra proprio che ci sia poco da nascondere invece, stando a quanto dichiara Trevisan, che pur parlando di stadio e non direttamente delle questioni legate al mancato pagamento delle contribuzioni, lascia intendere che la reale solidità economica della compagine societaria moscovita sia un enorme punto interrogativo. Di seguito l’articolo completo:

«II progetto dello stadio non c’era più»

Trevisan, numero due di Venezia Academy, motiva l’addio: «Non vedo Korablin da agosto, persa una grande occasione»

di Simone Bianchi

Quello di Carlo Trevisan è stato un addio riflettuto a lungo, deciso a inizio autunno, comunicato al presidente Yuri Korablin in ottobre e annunciato solo nelle ultime ore. Il numero due della Venezia Academy ha detto stop e si è defilato senza polemiche, in tempi non sospetti e senza che nessuno lo sapesse.

«Non mi riconoscevo più nel ruolo che avrei dovuto ricoprire, dal momento che non c’era il progetto dello stadio», ha spiegato ieri il manager ben noto in città e non solo, che non è più vicepresidente della struttura creata da Korablin per seguire la questione del nuovo stadio del Venezia.

Un manager esperto, già presidente dell’aeroporto Marco Polo dal 1987 al 1991, di quelli del Lido e di Padova, dell’Arsenale e di Case Popolari, e scelto da Korablin proprio per le sue esperienze in Russia. Non ha sbattuto la porta, ma l’amarezza non la nasconde, in un momento in cui in tanti si stanno ponendo domande sul futuro non solo del progetto stadio, ma anche della permanenza del presidente russo al vertice del club.

«Non vedo Korablin tra fine luglio e inizio agosto, quando venne qui per l’ultima volta, anche se noi non sapevamo che sarebbe stata tale», prosegue Trevisan. «Siamo stati a parlare con il commissario Vittorio Zappalorto, ci ha aperto le porte e francamente speravo che potesse arrivare una svolta per lo stadio. Poi, da quella volta Korablin non l’ho più ne visto ne sentito; gli ho scritto per chiedergli se potevo andare da lui a Mosca, ma non mi ha mai risposto. Quando ho capito che non c’era un progetto effettivo per lo stadio, allora ho capito anche che il mio ruolo era venuto meno, e ho deciso di defilarmi. Il problema è stato che, una volta che a ottobre ho inviato la lettera a Mosca, lui non ha neppure risposto alle mie dimissioni. Perchè non ho detto nulla a ottobre? Perchè non volevo danneggiare Korablin, e ne ho parlato solo in queste ultime ore per dare risposte alla mia posizione personale».

Si diceva di una grande amarezza per la situazione, e Trevisan incalza: «Sarebbe bastato che Korablin spiegasse a tutti se esistesse o se esista un problema di qualche natura. Invece silenzio assoluto. Lo stadio poteva essere il coronamento a tante iniziative che ho svolto per questa città, invece nulla, anche se rimarrò a disposizione se in futuro dovesse chiarirsi la situazione. Certo che il club ha perso una grande occasione, il commissariamento poteva agevolare e sveltire il progetto stadio. Ci si rimette anche la credibilità, e ho voluto evitare di perdere la mia. Ma non ci si può iscrivere a una gara di Formula 1 se si ha una 500, e con lo stadio è quel che è successo».

Prime reazioni ufficiali da parte dei dirigenti arancioneroverdi dopo il mancato pagamento delle contribuzioni dei tesserati che porterà con sè il sicuro deferimento e l’altrettanto certa penalizzazione. A parlare, dalle colonne dei quotidiani locali, è il ds Ivone De Franceschi. Parole di prammatica le sue che cercano di tranquilizzare una piazza che ha maturato ormai forti perplessità sulla solidità economica della compagine societaria moscovita. Il dirigente si lancia nell’interpretazione del Korablin-pensiero quando si dice certo che il presidente “ci tiene” e che le difficoltà sono solo temporanee, curioso che lo faccia senza avere neppure avuto occasione di confrontarsi direttamente con lui, ma tant’è. Di seguito gli articoli completi:

IL GAZZETTINO

Per il ds De Franceschi è importante il segnale del presidente: «A gennaio incontrerà i tifosi»

«Korablin ci tiene, siamo in buone mani»

di Marco De Lazzari

«Ci sono delle criticità, ma l’avvenuto pagamento degli stipendi è un segnale importante e che deve solo confortare». Immune e mai sfiorato da calciatore da problematiche economiche, Ivone De France-schi sta imparando ad affrontarle ora da dirigente a Venezia. Il ds arancioneroverde, all’indomani della fumata grigia a distanza del presidente Yury Korablin (stipendi di settembre e ottobre pagati, non i contributi) si dichiara fiducioso. «Prenderemo un punto di penalizzazione e ciò dispiace, questo è scontato - premette il 40enne padovano -. Tuttavia oggi siamo tutti più tranquilli, perché il presidente seppur all’ultimo giorno, come peraltro aveva sempre fatto, ha saldato gli stipendi che sono la voce più importante per un club professionistico». Una fiducia che ad ogni modo non si percepisce attorno al Venezia. «Giornali e televisioni in queste ore parlano di «crollo del rublo», è evidente che in Russia ci siano grossi problemi finanziari aggravatisi negli ultimi 10-15 giorni. Eppure Korablin ha pagato, partiamo da questo fatto, quindi tutto fa pensare che in tempi brevi si possa tornare alla normalità per quanto riguarda i flussi di denaro attualmente bloccati». Resta comunque la mancanza di comunicazione del patron moscovita con il dg Scibilia e il ds De Franceschi, in contatto solamente tramite terzi. «Credo che il presidente a gennaio sarà qui e si confronterà con noi che gestiamo la sua società, ma soprattutto parlerà ai tifosi che giustamente pretendono chiarezza. Voglio sottolineare la serietà dei nostri giocatori, capaci in un momento comunque delicato di comportarsi da veri professionisti. Lo si è visto contro la Torres. Arriverà un -1 e ciò fa male, ma il Venezia sta dimostrando di pensare solo al campo». Dopodomani (ore 15) ultima gara del 2014, a Busto Arsizio contro una Pro Patria in difficoltà. «Il loro terz’ultimo posto deve suonare per noi come un campanello d’allarme. Con Serena in panchina non abbiamo mai steccato una prestazione, raccogliendo meno di quanto avremmo meritato. A Busto per fare punti ci vorrà un Venezia tosto e convincente»

LA NUOVA VENEZIA

De Francheschi: «Korablin non mollerà»

II diesse non condivide il pessimismo sul futuro. Intanto anche Trevisan, chiamato per lo stadio, se ne va

di Michele Contessa

Il Day-After è agrodolce. Il Venezia si lascia alle spalle un inizio di settimana tormentato, nel quale le vicende societarie hanno preso il sopravvento sul calcio giocato lasciando comunque tanti interrogativi in sospeso, e sposta l’obiettivo sull’ultima gara dell’anno in programma sabato (ore 15) a Busto Arsizio. Poi il pallino ritornerà nelle mani di Dante Scibilia e di Ivone De Franceschi anche per capire nell’immediato futuro quali saranno gli eventuali margini di movimento durante il mercato invernale. Con i presupposti delle ultime settimane poco o niente, ma anche l’avvicendamento tecnico non era previsto nel budget iniziale previsto dal presidente Yuri Korablin. Che rimane l’unico a poter dare le risposte a tutti i quesiti e i dubbi sul futuro che stanno sempre più circondando il Fbc Unione Venezia. Compreso il discorso legato al nuovo stadio visto che nei giorni scorsi lo stesso Carlo Trevisan, il numero due di Korablin con deleghe specifiche per seguire l’impianto di Tessera, ha deciso di fare un passo indietro lasciando la carica di vicepresidente. Sono stati giorni tribolati anche per il direttore sportivo De Franceschi, l’uomo più a stretto contatto con staff tecnico e giocatori. «Sono d’accordo con quanto ha detto il direttore generale Scibilia, dispiace lasciare per strada un punto, però alla fine sono stati pagati gli stipendi ai giocatori. Il presidente ha adempiuto a quanto ha promesso, le spiegazioni che ci sono state fornite dalle persone a lui vicine con cui è stato instaurato il dialogo sono comprensibili: difficoltà finanziarie momentanee dovute alla particolare situazione russa, ma solo temporanee e quindi superabili in vista della prossima scadenza». Quasi un sospiro di sollievo? «Sicuramente, è ovvio che in questo momento ci sono problemi, ma se guardiamo il lato positivo vediamo che il presidente ha onorato il pagamento degli stipendi: se avesse intenzione di mollare non lo avrebbe fatto, da come la vedo io. Per me è un segnale positivo. Ovvio che tutti si aspettano che sia lui in persona a spiegare quanto sta accadendo come segno di rispetto per la squadra, i tifosi e la città. Anche se, essendo in prossimità delle feste, bisognerà aspettare l’anno nuovo». All’inizio del 2015 si riaprirà il mercato: con quali prospettive per il Venezia? «Discorso prematuro, in questo momento io penso solo alla partita con la Pro Patria» conclude De Franceschi, «a bocce ferme vedremo quello che sarà possibile fare».

I quotidiani locali in edicola oggi poco aggiungono a quanto già noto da ieri sera dopo l’uscita dello scarno comunicato apparso sul sito ufficiale del FBC Unione Venezia che annunciava il pagamento degli stipendi ma non delle voci relative a ritenute Irpef, contributi Inps e Fondo Fine Carriera. Una soluzione che non metterà al riparo il club arancioneroverde da un sicuro deferimento e dalla conseguente penalizzazione e che certifica, se ce ne fosse bisogno, la situazione di estrema difficoltà della proprietà russa nel garantire una gestione sostenibile e solida. A preoccupare è la situazione economica complessiva, perchè le scadenze si succederanno ed il rischio che si accumulino debiti per cifre importanti è più concreto che mai. Negli articoli, firmati da Marco De Lazzari, per Il Gazzettino, e Michele Contessa, per La Nuova Venezia, a queste preoccupazioni cerca di dare risposta il dg Scibilia che cerca di rassicurare l’ambiente affermando che si tratterebbe di difficoltà temporanee. Gli elementi di criticità restano però tutti sul piatto, e non basta certo qualche dichiarazione rassicurante a sgombrare il campo. Di seguito gli articoli completi:

IL GAZZETTINO

Korablin in difficoltà, stipendi pagati col fiatone ma senza contributi, per il Venezia in arrivo la prima penalizzazione dell’era russa. Dopo il deferimento, ci sarà dunque la penalizzazione in classifica di un punto.

Korablin paga a metà Penalizzazione in arrivo

II presidente del Venezia ha saldato gli stipendi ma non i contributi: «Situazione deficitaria ma risolvibile»

di Marco De Lazzari

Korablin in difficoltà, stipendi pagati col fiatone e senza contributi, per il Venezia in arrivo la prima penalizzazione dell’era russa. Stavolta, com’era nell’aria, la consueta rincorsa al fotofinish si è dimostrata ancor più in salita del solito, visto che ieri, come da prassi nell’ultimo giorno utile, il presidente Yury Korablin è riuscito a saldare solo una parte delle pendenze nei confronti di tesserati, dipendenti e collaboratori. Degli oltre 500 mila euro necessari, da Mosca ne sono arrivati circa la metà nelle casse societarie, denari subito riversati via bonifico sui vari conti corrente personali per saldare gli stipendi di settembre e ottobre. Scoperte invece le voci «ritenute Irpef, contributi Inps e Fondo Fine Carriera», lacune che saranno accertate dalla Covisoc e che per il team arancioneroverde comporteranno prima il deferimento alla Figc, quindi un punto di penalizzazione da scontare nell’attuale campionato di Lega Pro.

«Ci toglieranno un punto, chiaramente non posso essere contento – le parole del dg Dante Scihilia al termine di una giornata a dir poco frenetica - tuttavia credo sia comunque un segnale positivo che il socio unico dell’Fbc Unione Venezia stia continuando a mantenere fede, per quanto gli è evidentemente possibile in questo momento, agli impegni presi».

Lampante come il patron Yury Korablin, assente in città dal luglio scorso, stia faticando a finanziare il suo club. Quali dunque le prospettive?

«Il mio rammarico è di non esser mai riuscito a comunicare direttamente con il presidente - spiega Scibilia - il che, va da sè, non ci aiuta. Ad ogni modo ho operato a quattro mano con uno stretto collaboratore di Korablin, il quale ha garantito che il flusso deficitario di denaro è legato a situazioni contingenti e momentanee della Russia, ma presto si dovrebbe tornare alla normalità».

Intanto però il -1 in classifica complicherà la situazione economica del club sotto un altro punto di vista, poiché ai club penalizzati i soldi spettanti dalla Lega Pro (mutualità, Legge Melandri e settore giovanile, peraltro già saldate in buona parte al Venezia) saranno decurtati per coprire il mancato pagamento dei contributi. «Mi auguro di avere quanto prima un momento di verifica con il presidente – conclude il dg - per capire chi siamo e dove vogliamo andare come club calcistico professionistico». Se da un lato l’avvenuto saldo degli stipendi (prossima scadenza a metà febbraio) dovrebbe bastare per evitare ogni ipotetico fuggi fuggi dei giocatori, dall’altro rimane un complesso caos societario. Un vuoto confermato anche dal passo indietro di Carlo Trevisan, ex braccio destro di Korablin dimessosi già a fine ottobre dalla carica di vicepresidente della Venice Football Academy proprio per il cessato filo diretto con il patron sul progetto del nuovo stadio.

LA NUOVA VENEZIA

Korablin: stipendi sì, contributi no

Solo parziali i pagamenti dal russo. Scatterà il deferimento, probabile il punto di penalizzazione

La lunga corsa contro il tempo ha portato a un risultato a metà: il Venezia ieri è riuscito solo parzialmente ad assolvere alla scadenza del 16 dicembre legata alla documentazione da trasmettere a Figc e CoViSoc per l’avvenuto pagamento tramite bonifico di tutti gli emolumenti dovuti sino al 31 ottobre a tesserati, dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati e l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Inps e Fondo Fine Carriera. Un’altra giornata di passione per Dante Scibilia e Ivone De Franceschi, telefoni bollenti sull’asse Mestre-Mosca, una lunga attesa tra mezze parole mezze speranze. Il bonifico arrivato in extremis dalla Russia è stato sufficiente solo ad assolvere al primo punto, ma non al secondo. Probabile dunque che tra febbraio e marzo il Venezia venga penalizzato di un punto in classifica, anche se bisognerà aspettare di vedere per quante “voci” verrà realmente deferita la società arancioneroverde.

«Non possiamo essere soddisfatti» spiega il direttore generale Dante Scibilia, «vorremmo che fossero sempre rispettate le scadenze. Siamo riusciti a soddisfare solo parzialmente agli obblighi previsti dai regolamenti. I problemi per parlare con il presidente Korablin li conoscete tutti, tramite i suoi intermediari ci è stato spiegato che esistono delle difficoltà economiche legate alla situazione russa, ma che queste sono temporanee e che nei prossimi mesi le spettanze arriveranno come si è sempre verificato in questi anni» .

E adesso?

«Adesso la Co.Vi. Soc. farà gli accertamenti e trasmetterà la situazione agli organi competenti».

I tempi non saranno brevi, tra la lettura degli atti e la loro trasmissione alla Procura Federale della Federcalcio che provvederà al deferimento del Venezia alla Commissione di Disciplina. Adesso la prossima scadenza è il 16 febbraio.

«Andiamo avanti a lavorare, in questi giorni faremo le valutazioni per affrontare la situazione alla ripartenza dopo le festività natalizie».

L’ultima volta che il Venezia ha subito una penalizzazione in classifica è stato all’inizio della stagione 2007-08 quando la fidejussione era stata trasmessa con un giorno di ritardo, il Venezia non fu iscritto al campionato di C/1 in prima istanza, ma solo dopo aver presentato ricorso e nei mesi successivi arrivò la penalizzazione di un punto. Da registrare infine l’uscita di scena di Carlo Trevisan, che era stato chiamato da Yuri Korablin per gestire la questione legata al nuovo stadio.

La colazione di questo giorno di festa è tutta dedicata alla lettura dei quotidiani che esprimono, pur con toni diversi, i dubbi sul futuro del FBC Unione Venezia, alimentati dall’assenza ormai cronica del presidente Korablin. Carlo Cruccu sulle pagine de La Nuova si dice preoccupato dagli “spifferi” di mercato che darebbero in partenza alcuni giocatori, con il contratto particolarmente sostanzioso. Segnale che indicherebbe che il budget per il mercato di riparazione non sia certo elevato, senza contare le altre scadenze che incombono. Nonostante queste premesse, il caporedattore del quotidiano di via Poerio si addentra in analisi tecniche sulla situazione della squadra, mentre un riquadro è dedicato alle parole del dg Scibilia che conferma di non avere ancora notizie dalla Russia ma che in società tutto sia sereno. Di tutt’altro tenore la pagina de Il Gazzettino che, a firma Marco De Lazzari, dedica l’articolo principale a fare il punto sulla situazione economica del club, a partire dalle prossime scadenze incombenti: entro il 16 dicembre dovranno infatti essere saldate (e documentate) le pendenze fino al 31 ottobre relative a “tesserati, dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo” comprensive di ritenute Irpef, Inps e Fondo Fine Carriera. Adempimenti finora sempre assolti dalla proprietà,  ad ottobre erano stati però saldati a ridosso della scadenza, ma che se non venissero onorati in tempo dal presidente porterebbero a dei punti di penalizzazione. Completano la pagina altri due articoli: un’intervista a Tommaso Bellazzini che, a smentire le voci circolate in rete, ribadisce la sua volontà di restare in laguna, e un pezzo dedicato alle preoccupazioni della tifoseria che, con pur accenti diversi, si interroga sul futuro. Di seguito le immagini degli articoli tratte da La Nuova Venezia e da Il Gazzettino:

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Non sembra esserci pace per l’Unione Venezia. A ricordare che i risultati sportivi sono solo una parte, importante, ma non più decisiva del futuro di un club calcistico è La Nuova Venezia di oggi che, a firma del caporedattore Carlo Cruccu, fa il punto sulla situazione societaria del FBC. Nulla di nuovo, se non la conferma che le scadenze di dicembre, sul fronte stipendi e versamenti da un lato, sul fronte stadio dall’altro, si avvicinano e mancano segnali di vita da parte di una proprietà che, sembra più di un’ipotesi, pare avviata ad un disimpegno. Uno scenario, avvalorato dalla “latitanza” del presidente Korablin che non sembra intenzionato a rimettere piede a Venezia neppure a novembre come era stato annunciato, già visto in passato e denso di preoccupazioni per chi ha a cuore l’Unione. L’auspicio del cronista è che, se disimpegno dev’essere, il club arancioneroverde possa essere più appetibile che nelle passate occasioni… Di seguito l’articolo completo: (altro…)

Anche La Nuova Venezia in edicola oggi dà conto degli esiti del viaggio a Mosca della coppia De Franceschi-Scibilia. Le dichiarazioni del duo dirigenziale arancioneroverde, pubblicate dal quotidiano di via Poerio, non nascondono i problemi di natura economica che sembrano affliggere la proprietà del club ma pongono l’accento sulla asserita volontà del patron Yurji Korablin di proseguire nell’avventura veneziana. Secondo il dg Dante Scibilia, sarà lo stesso presidente arancioneroverde, annunciato in città entro la metà di novembre, a spiegare le difficoltà attraversate in questo ultimo periodo. Scibilia resta comunque realista e ammette che “non sarà una passeggiata”. Una frase che vale più di tanti discorsi. L’orizzonte, per dirla con le parole del dg, sarà certo meno nuvoloso, ma il sole deve ancora tornare a splendere sull’Unione Venezia. Di seguito l’articolo completo:

Korablin dà I’okay Michele Serena firma per il Venezia

Si chiude bene la missione di Scibilia e De Franceschi E il presidente da Mosca promette di non mollare la squadra

L’OTTIMISMO DEL D.G. SCIBILIA Korablin qui a novembre spiegherà la situazione Smentito il disimpegno

di Michele Contessa

Via libera per Michele Serena. Il viaggio lampo di Dante Scibilia e Ivone De Franceschi a Mosca è terminato con la disponibilità del presidente Yuri Korablin a perfezionare l’accordo con il tecnico mestrino e con il suo staff. Stamattina De Franceschi incontrerà Serena per definire l’accordo e, se non ci saranno colpi di scena, domani l’ex tecnico arancioneroverde farà ritorno al Taliercio per il primo allenamento della sua nuova avventura. E dalla Russia anche Dante Scibilia è ritornato con il sorriso dopo il suo colloquio con Korablin, legato soprattutto al futuro della società e alla gestione dei prossimi mesi. Scibilia e De Franceschi sono arrivati all’aeroporto di Mosca in piena notte, preso alloggio in albergo, poi verso l’una hanno incontrato il presidente: un lungo colloquio, intervallato dal pranzo, poi il ritorno in aeroporto per il viaggio di ritorno verso Tessera. «Il presidente ha condiviso le mie idee sulla questione tecnica» spiega Ivone De Franceschi, «anche lui non è soddisfatto del rendimento avuto dalla squadra in questo primo mese e mezzo di campionato, si aspettava di più e ha dato il suo benestare a sostituire Dal Canto con una soluzione che non fosse quella interna». Stamattina il direttore sportivo incontrerà Michele Serena, già sentito telefonicamente nei giorni scorsi e ieri via sms, ci sono da limare alcuni dettagli, ma Korablin ha dato il via libera anche per lo staff del tecnico di Carpenedo, ovvero il suo vice Davide Zanon e il preparatore dei portieri Massimo Lotti, tre persone che i tifosi del Venezia apprezzano e accoglieranno a braccia aperte. Resta da definire la questione legata al preparatore atletico, difficile che possa rimanere Munzone, legato ad Alessandro Dal Canto. Dopo il via libera a De Franceschi, il presidente Korablin ha avuto un lungo confronto anche con il direttore generale Dante Scibilia. «Conosco il presidente da quattro anni e so che è una persona che parla sempre chiaramente. Logico che discutere di tante cose faccia a faccia è molto meglio che non farlo a distanza, via mail o attraverso intermediari. Posso ritornare a Mestre rinfrancato, alcuni punti dovevano essere chiariti e li abbiamo chiariti. Ci sono difficoltà legate alla situazione russa, all’attività imprenditoriale proprio per la particolare congiuntura che sta vivendo la Russia, però Korablin mi ha confermato che tutto questo non pregiudica la sua volontà di proseguire nel progetto calcio a Venezia. Ho fatto presente che il suo prolungato silenzio può far indurre a pensieri negativi, lui mi ha detto che vuole andare avanti e che spiegherà in prima persona i motivi di questo silenzio e di questo presunto distacco». Korablin è stato anche informato delle voci che girano in città e del crescente malumore nei suoi confronti. Il presidente ha promesso a Dante Scibilia che verrà a Mestre, un viaggio che si concretizzerà nella prima metà di novembre. «È giusto che sia lui a spiegare la situazione» chiude Scibilia, «però non mi ha prospettato nessun disimpegno o l’intenzione di mollare la società. Andiamo avanti, sappiamo che non sarà una passeggiata, però l’orizzonte è meno nuvoloso di quando siamo partiti».

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