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Andiamo a Bari

Alberto Fiorin non ci fa mancare la sua presentazione della prossima trasferta, proibitiva per molti versi, che vedrà il Venezia FC affrontare il Bari allo stadio San Nicola.

Beh, appena iniziato il gioco comincia subito a farsi duro… Quella che ci aspetta sabato 9 settembre è decisamente una trasferta per duri, aficionados, da 800 km e più…

Volevamo la bicicletta? E adesso viene il bello, ci tocca pedalare. Sperando che la salita finisca presto…

Sì stiamo parlando di una partita affascinante, che evoca decisamente la serie A, di uno stadio – pur con tutti i suoi difetti legati al progressivo decadimento e alla mancanza di manutenzione – assolutamente spaziale (non a caso è chiamato anche astronave anche dal suo stesso progettista, l’archistar e senatore a vita Renzo Piano), di una città assolutamente interessante.

Sì signori, si va a Bari, a oltre 800 km di distanza da Sant’Elena… (beh, per fortuna esistono anche gli aerei che portano all’aeroporto di Bari Palese).

Macchina, treno, aereo… qualsiasi sia il mezzo prescelto per la vostra trasferta pugliese – eroico o meno – vi posso garantire che non vi pentirete della scelta perché questa trasferta s’ha da fare…

Per mille motivi: per sostenere sempre e ovunque la propria squadra, per vedere di nascosto l’effetto che fa giocare in stadi da serie A (il San Nicola è il quarto impianto in Italia per dimensione), perché il capoluogo pugliese vale assolutamente una visita accurata, da week-end cultural-sportivo.

Municipium ai tempi dei Romani, Barium nei secoli passò sotto i Longobardi, i Bizantini, i Normanni, gli svevi, gli angioini, gli aragonesi, gli spagnoli e anche, per un breve periodo, i Veneziani (eh, eh, eh…). A fronte di questo melting-pot culturale, di questo vero e proprio crogiuolo di diversità, Bari offre una ricchezza di storie e di architetture veramente uniche, a cominciare dal simbolo della città vecchia, la Basilica di San Nicola di Bari, uno degli esempi più mirabili dello stile romanico-pugliese.

Eretta tra il 1087 e il 1110 durante la dominazione normanna, è stata edificata allo scopo di contenere le spoglie di San Nicola, vescovo greco di Myra, città situata in Turchia. Effettivamente le spoglie si trovano tuttora nella cripta e sono venerate, con grande afflusso di credenti, anche e soprattutto dai cristiani ortodossi russi, per il cui culto è adibito uno specifico abside laterale della cripta.

Ma la maestosa basilica, situata a pochi passi dal mare, non esaurisce il suo interesse col corpo di San Nicola, poiché possiede anche uno splendido ciborio del XII secolo attorno all’altare maggiore, la pregiata e marmorea cattedra episcopale di Elia, una pala d’altare di Bartolomeo Vivarini (così ci sembra di giocare in casa…).

Altra chiesa da non perdere è la cattedrale metropolitana di San Sabino, ulteriore straordinario esempio di romanico pugliese, dalla facciata candida, assai semplice e caratterizzata dalla presenza di tre portali. L’interno si presenta nella sua spoglia solennità con struttura che richiama gli stilemi bizantini. Ultimata la visita alle chiese, camminando per le strade di Bari vecchia, si notano numerosi eleganti palazzi, di diversi stili, che arricchiscono il centro cittadino, a sua volta circondato da un’antica muraglia che protegge la parte cittadina che si protende a penisola sul mare adriatico.

Per il pranzo non pretenderemo di dare consigli, tanto si sa che la cucina pugliese e barese nello specifico offre una ricchezza incredibile: dalle tradizionali orecchiette al pesto alle patate riso e cozze, dalle linguine alla polpa di ricci alle cozze ripiene, dai lampascioni ai polpi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. L’importante è non appesantirsi troppo prima di recarsi allo Stadio, in strada Torrebella, nella periferia sud di Bari. La partita non sarà certo facile, all’esordio casalingo il Bari ha rifilato tre pappine al Cesena: per fortuna ce nel calcio non esiste la proprietà transitiva…

Forza fioi.