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Andiamo a…BOZEN/BOLZANO

Bolzano_Bozen_road_signSono quattro le visite ufficiali degli arancioneroverdi al Druso di Bolzano/Bozen, la prima è datata mercoledì 28 settembre 2005, recupero della seconda giornata del campionato di C2/A, con gli arancioneroverdi sconfitti 3-1, per la seconda bisogna risalire alla stagione 2013/14, con l’esplosivo 4-1 con con cui Bocalon e compagni sommersero i padroni di casa il 9 febbraio 2014. La terza sfida, chiusa in pareggio, gol di Bellazzini per l’1-1 finale, è della stagione successiva, mentre l’ultimo confronto è targato Coppa Italia di Lega Pro e risale allo scorso 8 novembre 2016, match vinto dall’Unione con un rotondo 4 a 0 (Malomo, autogol di Brugger, Moreo, Ferrari). Con il consueto contributo di Alberto Fiorin, torniamo a BOLZANO/BOZEN, la citta che ospiterà il FBC Unione Venezia in questa trentaduesima giornata di campionato. Bolzano/Bozen, “capitale” della omonima Provincia Autonoma (trilingue, ci sarebbe anche il toponimo ladino Bulsan), ospita quindi per la quinta volta in una gara ufficiale (altre due volte in amichevoli pre-campionato) gli arancioneroverdi, ma numerose volte in passato ha ospitato neroverdi e arancioneri. Ma andiamo a conoscere meglio la città e il suo stadio:

Questa nostra squadra non finisce mai di stupire e per un tifoso è un dovere morale accompagnarla in ogni trasferta nella trionfale cavalcata finale. È un modo per non svegliarsi dal sogno… Quindi anche domenica 2 aprile faremo sentire tutto il nostro sostegno in pieno Alto Adige-Sudtirol, nel suo capoluogo di provincia, Bolzano.

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E allora, andiamo a conoscerla bene questa città di oltre centomila abitanti, sorta ai tempi dei romani come Pons Drusi, in quanto fondata nel 15 a. C. dal generale Druso e situata lungo l’Isarco, alla confluenza col torrente Talvera. Dopo un periodo di appannamento nel Medioevo Bolzano tornò a giocare un ruolo importante nella regione e fu a lungo sottoposta alternativamente all’ingerenza dei principi-vescovi di Trento, dei conti del Tirolo e dell’Impero austro-ungarico.

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A testimonianza di ciò, la conca di Bolzano è il territorio con la maggiore densità di castelli in Europa. Vedere per credere. Qualche nome? Castel Weinegg, Castel Ragenstein, Castel Fimiano, Castel Hörtenberg, Castel Novale, Castel Flavon, Castel Rendelstein, Castel Roncolo, Castel Sant’Antonio, Castel Mareccio, Castel Treuenstein.

Il cuore della città – che presenta comunque uno spiccato carattere moderno – è certamente l’animatissima Piazza Walther, dedicata a Walther von der Vogelweide, il più famoso poeta in lingua tedesca medievale, la cui statua campeggia nel bel mezzo; qui si affaccia il Duomo gotico del XIV secolo, dai bei portali romanici e col caratteristico tetto policromo.

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Da Piazza Walther consigliamo di perdersi lungo le antiche e suggestive vie cittadine, su cui si affacciano le principali residenze nobiliari: ecco quindi via dei Portici e il ricco Palazzo Mercantile, piazza delle Erbe, il Palazzo Municipale, via dei Bottai, via Weggenstein, la Chiesa dei Domenicani, la Chiesa dei Francescani col suggestivo chiostro.

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Se qualcuno volesse poi vedersi Ötzi, l’Uomo venuto dal Ghiaccio, la mummia di Similaun, non ha che da recarsi presso il Museo Archeologico dell’Alto Adige, in via Museo 43.

Se poi durante la visita sopraggiungesse un certo languorino non c’è che da fermarsi al volo in uno dei tanti chioschetti presenti in città e ordinare un buon würstel, magari accompagnato da un boccale di birra, anche se è risaputo che da queste parti sono grandi produttori di vini bianchi.

Ma ora è tempo di recarci allo stadio, lo storico Druso, che fa parte del complesso polisportivo del Lido di Bolzano, in viale Trieste 29, posto alla confluenza tra l’Isarco e il Talvera. Il Südtirol quest’anno ha stentato parecchio e langue nella zona bassa della classifica: motivo in più per non abbassare la guardia. Forza fioi!

LO STADIO

drusoLo stadio Druso è intitolato al condottiero romano Nerone Claudio Druso Germanico che, nel 15 a.C., fece costruire il primo ponte attraverso il fiume Isarco, che scorre dietro lo stadio. L’impianto, costruito ed inaugurato nel 1936, con una struttura in stile razionalista tipica dell’edilizia d’epoca fascista, ad uso polisportivo, dal 2000 è diventato la casa del FC Südtirol (che in precedenza giocava a Bressanone). Una casa condivisa, non senza qualche polemica, con il Fc Bolzano, la squadra storica della città fondata nel 1931 con svariati campionati giocati in Serie C e B alle spalle ma attualmente relegata in Promozione.

Lo stadio sorge appena a sud-ovest del centro di Bolzano, in una zona ricreativo-sportiva sulla sponda destra dell’Isarco, la struttura è dominata dalla poderosa mole del Virgolo, una balza rocciosa che si eleva sulla sponda sinistra e dalla cui cima, un tempo raggiungibile prima in funicolare e poi in funivia, si domina tutta la città. L’impianto originario è tuttora attrezzato per l’atletica con la pista attorno al campo di gioco. Lo stadio si divide in due tribune, intitolate rispettivamente a Cristiano Zanvettor e Albano Canazza, due calciatori bolzanini scomparsi. La prima, quella centrale, più vecchia; l’altra, quella nuova dei distinti dalla parte opposta, contiene anche il settore ospiti; non ci sono le curve. Entrambe le tribune sono coperte e la capienza totale è di 3.500 posti. Lo stadio Druso non avrebbe caratteristiche idonee per la Lega Pro, ma da oltre cinque anni ottiene l’autorizzazione in deroga grazie all’impegno del comune di Bolzano che ha predisposto un progetto di ristrutturazione del costo di 6 milioni di euro, per aumentare la capienza dell’impianto, consolidare ed ammodernare le strutture e migliorare l’accessibilità agli spalti, realizzando zone per il prefiltraggio dei tifosi. Contestualmente è prevista la rimozione della pista di atletica. Nonostante il bando di gara sia scaduto a settembre, i lavori non dovrebbero partire prima del 2016. Per motivi di sicurezza il parcheggio dello stadio resta chiuso durante le partite. Si consiglia di lasciare l’auto nel parcheggio interrato BZ Centro in via Mayr-Nusser (il più conveniente). Dal parcheggio raggiungete lo stadio a piedi in cinque minuti percorrendo la pista ciclabile lungo il fiume Isarco.

COME RAGGIUNGERLO

Per arrivare a Bolzano la via più veloce è certo l’autostrada del Brennero. Dalla barriera di Mestre, passando per Verona, al casello di Bolzano Sud sono 250 km tondi tondi. Pagato il pedaggio basterà seguire le indicazioni per il centro città, per correndo prima via Evangelista Torricelli per oltre 2 km, bypassando una rotonda per poi tenersi sulla sinistra al successivo incrocio seguendo le indicazioni per Ponte Roma che si affronta dopo una rotonda all’ombra del viadotto autostradale che la sovrasta. Oltrepassato il ponte che collega il quartiere Oltrisarco con il centro non resta che svoltare a destra in viale Trieste. Lo stadio apparirà sulla destra dopo poche centinaia di metri. Vi segnaliamo che per motivi di sicurezza il parcheggio dello stadio resta chiuso durante le partite. Si consiglia di lasciare l’auto nel parcheggio interrato BZ Centro in via Mayr-Nusser (il più conveniente), raggiungibile continuando a percorrere viale Trieste fino all’incrocio con viale Druso, svoltando a destra in direzione di piazza Verdi e seguendo le indicazioni per il parcheggio. Dal parcheggio raggiungete lo stadio a piedi in cinque minuti (900 mt. circa) percorrendo la pista ciclabile lungo il fiume Isarco. Lo stesso percorso si può compiere venendo dalla stazione dei treni posta poco oltre il parcheggio interrato BZ Centro (il percorso dalla stazione allo stadio passando per la pista ciclabile misura 1.300 mt).