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Andiamo a Cesena

Con il consueto brio e la consolidata esperienza di Grande Viaggiatore il nostro Alberto Fiorin inquadra la prossima trasferta, una delle più agevoli di tutto il Campionato, che ci vedrà presenti sugli spalti del Manuzzi.

Dici Cesena e a noi tifosi arancioneroverdi s’illuminano gli occhi.

Sì, perché quella partita del 16 giugno 1991 al Manuzzi, mi riferisco ovviamente allo spareggio tra la nostra squadra e il Como per salire in serie B, è stato lo spartiacque della nostra storia; recente e nello stesso tempo secolare, tanto per ritornare su un nervo scoperto che però si dovrà avere il buon senso di toccare e chiarire una volta per tutte.

E se lo scatto felino del mitico Bosaglia è il gesto che più è rimasto impresso di quella partita altrettanto mitica, anzi come si è detto probabilmente fondativa del nuovo corso, molti vorranno tornare in quello stadio tanto amato in occasione della prima trasferta del nuovo corso americano della nostra storia.

Appunto, corsi e ricorsi (e non stiamo parlando di Mariolino ma semmai di Giambattista Vico, che però non è un giovane difensore emergente della serie cadetta…).

E allora noi di Venezia United ci saremo anche a Cesena, nonostante l’orario poco favorevole…

Meno male che “e tanto già lo so che l’anno prossimo gioco di sabato…”.

E allora questa domenica 3 settembre, invece di recarci a vedere la nostra regata storica, ci vedrà impegnati in Romagna, ma non nella riviera bensì nel capoluogo di provincia che saprà regalarci delle piacevolissime sorprese.

Infatti il centro storico di Cesana è assai interessante, caratterizzato com’è dalla presenza di una imponente cerchia di mura (la cui origine risale all’XI secolo), arricchita da torrioni e porte imponenti.

Nel suo cuore, posta sulla vetta del Colle Garampo e circondata dal grande Parco della Rimembranza, svetta imponente la Rocca Malatestiana, fatta costruire durante la signoria dell’omonima famiglia, fortezza caratterizzata dalla presenza di due grandi torri, la Torre Femmina – che ospita il Museo dell’agricoltura e l’armeria – e la Torre Maschio, dove si tengono mostre archeologiche.

Ma tornando al bel centro storico, la nostra personale visita comincia dalla Piazza del Popolo (per tutti i cesenati è la “Piazza” per antonomasia) caratterizzata dalla bella fontana monumentale – cinquecentesca – opera di Francesco Masini. Sulla piazza prospettano alcuni degli edifici più significativi della città come la Loggetta Veneziana (non c’è provincia, non c’è regione…), la Rocchetta di Piazza, il palazzo comunale, la Chiesa di sant’Anna e Gioacchino. Quindi si prosegue per via Zeffirino Re giungendo alle altre tre piazze, piazza Almerici, piazza Fabbri e piazza Bufalini, dove si trova la famosissima Biblioteca Malatestiana, una delle più rinomate e preziose in Italia.

E dopo questo bagno di cultura – sperando che non sia anche di sudore dato il clima – è giunto il tempo di rompere gli indugi e di spostarci in periferia, nel quartiere Fiorenzuola, in viale dello Stadio 124, presso il Dino Manuzzi.

No, mi rifiuto decisamente di adottare la nuova denominazione Orogel Stadium: lo stadio che ci ha visto ritornare tra i grandi si chiamerà per sempre e solo Dino Manuzzi…

E qui, su erba sintetica, i bianconeri ci affronteranno in una partita per niente facile, tutta da godere, da gustare.

Dal vivo, anche se si tornerà a notte fonda… pazienza.

Per la nostra squadra questo e altro.

Se l’anno scorso siamo andato a Teramo, a Macerata, a Gubbio, a Matera… questa trasferta ci fa un baffo.

Forza ragazzi.