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Andiamo a… DETROIT

Non può che essere un’inedita assoluta la prima volta degli arancioneroverdi oltreoceano. Mai squadra e tifosi lagunari avevano varcato l’Atlantico. Le ultime trasferte estere di cui abbiamo memoria, se escludiamo quella a San Marino nella LegaPro 2013/14, sono quelle del Torneo anglo-italiano 1994/95 con Tranmere Rovers e Notts County. Ci accompagna alla scoperta di Detroit il nostro Alberto Fiorin. Nei prossimi giorni pubblicheremo anche una presentazione del Detroit City FC, il club che ospiterà l’Unione per questo test-match davvero inconsueto:

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Chi l’avrebbe mai detto un paio di anni fa (ma anche una ventina… fa lo stesso) che ci saremmo imbarcati in un’avventura extra-continentale, in una partita (seppur amichevole) negli Stati Uniti?

Roba da stropicciarsi gli occhi. Detroit… Qui i buoni uffici di mister Joe sono più che evidenti, ma comunque c’è da restar basiti: Detroit City Football Club piuttosto che Opitergina o altre amichevoli con squadre del Triveneto…

Beh, roba da non farsi scappare l’occasione e, perché no, godere dell’opportunità di una trasferta a stelle e strisce per sostenere la nostra squadra. Sai mai…

Come colonna sonora non potrà mancare, quanto meno per i nostalgici, diciamo gli “ULTRASessantenni”, il buon Fred Bongusto e la sua “Spaghetti, pollo, insalatina e una tazzina di caffè” dove il ritornello in gran voga alla fine degli anni Sessanta diceva: “Ricordi, che notte di follie a Detroit…”

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Or dunque fantastichiamo una breve vacanza negli States al seguito della nostra squadra, che martedì 18 alle 19.30 ora locale, cioè alle 01:30 in Italia (è incredibile, no? parlare di fusi orari per le partite degli arancioneroverdi…) scenderà al Keyworth Stadium di Hamtramck, cittadina alla periferia del grosso centro urbano.

Mi trovo un po’ in imbarazzo nel cercare di trovare le parole più convincenti per istigarvi a scendere nel Michigan, in quel di Detroit – la cosiddetta Motor City, sede delle principali industrie automobilistiche statunitensi tra cui la General Motors) – perché in realtà la città versa in uno stato di crisi apparentemente irreversibile.

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In poche parole è una città in decadenza non solo dal punto di vista economico – nel 2013 l’amministrazione comunale ha dovuto addirittura dichiarare bancarotta – ma anche da quello architettonico, demografico (700.000 abitanti attuali contro 1.900.000 di settant’anni fa…) e sociale.

Eppure Detroit è stata per decenni il volano economico industriale degli Stati Uniti (e non solo…), l’emblema mondiale del sistema fordista – che proprio qui ha trovato la sua origine – e dei conseguenti modelli di razionalizzazione urbana.

A onor del vero è tuttora uno dei riferimenti mondiali nel mondo della musica (Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna, è nata in un suo sobborgo) e della produzione musicale. Se qualcuno di voi è appassionato di tecno è nel posto giusto.

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Ed è pure nel posto giusto anche l’appassionato d’arte, visto che il Detroit Institute of Arts è uno dei più importanti musei degli States con opere dei più prestigiosi artisti, da Bellini a Bruegel, da Giorgione a Tiziano, da Rubens a Rembrandt, da Matisse a Van Gogh…

Ovviamente il soccer non è certo lo sport più seguito in città perché dominano la scena i Pistons, importantissima squadra di basket che nel 2004 vinse il titolo NBA, ancora indimenticato; per non parlare dei Detroit Red Wing di hockey su ghiaccio.

Quindi non ci sarà da stupirsi se lo stadio in cui “Le Rouge” gioca ha una capienza di soli 7.000 spettatori…

Comunque, terminata la partita, il mio consiglio è quello di effettuare una breve vacanza nella vicina regione dei Grandi Laghi, a cavallo tra Stati Uniti e Canada e visitare di conseguenza il Lago Superiore, il Lago Michigan, il Lago Huron, il Lago Erie e il Lago Ontario. È tra le più grandi riserve d’acqua dolce nel mondo ed è una zona naturalistica di grande fascino: chicca finale, le cascate del Niagara.

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E poi, al ritorno, ne avrete da raccontare ai nipoti: mi ricordo di quella volta che sono andato in trasferta a Detroit…

LO STADIO

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Il Keyworth Stadium è, dal 20 maggio 2016, la casa del Detroit City FC, dopo essere stato completamente ristrutturato con il lavoro ed i soldi dei tifosi. Il crowdfounding organizzato dalla società e dalla tifoseria dei “rouges” ha infatti raggiunto l’inaspettata cifra di 741.250 dollari, permettendo di ridare vita ad uno stadio, inaugurato nel 1936 da Roosevelt e che versava in uno stato di sempre più preoccupante degrado.

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Lo storico impianto si trova al 3201 di Roosevelt Street, ad Hamtramck, sobborgo multietnico di Detroit noto per per essere sede di una importante fabbrica della GM (vi si assemblano Chevrolet, Buick e Cadilac) e situato ad est del River Rouge (da cui deriva il nickname della squadra) nei pressi della sua foce nel fiume Detroit che da il nome alla città e collega attraverso il “piccolo” lago St. Clair, il lago Huron all’Erie. Dotato di due ordini di gradinate disposte lungo le due laterali del terreno di gioco, ha una capacità di poco più di 7000 posti, tutti scoperti, ed è di proprietà delle Hamtramck Public Schools che lo hanno concesso in uso, dopo l’intervento di ristrutturazione, per dieci anni al club calcistico cittadino.

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Il settore più caldo è posto di fronte alla tribuna principale ed è il covo della Northern Guard, gruppo ultras di estrazione europea formato da circa 800 militanti e considerato uno dei più passionali gruppi di supporters statunitensi. Molto coinvolgente e particolare la tradizionale “March to the match” con cui la tifoseria raggiunge lo stadio prima di ogni partita partendo dal pub del club.

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