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Andiamo a…SAPPADA/2

sappada cartelloDopo la prima pubblicata ieri, ecco la seconda parte della presentazione di Sappada, curata dal nostro Alberto Fiorin, ciclista-viaggiatore, scrittore e consigliere di VeneziaUnited, che ci porta oggi a scoprire storia e tradizioni sappadine e alcune delle bellezze naturali che circondano la località ai confini tra Veneto e Friuli che ospiterà gli arancioneroverdi in ritiro. In coda  tutte le informazioni utili per programmare una gita od un soggiorno al seguito dell’Unione. Ma andiamo a conoscere meglio il paese ed i suoi dintorni:

Torniamo a Sappada, nello specifico alla sua storia relativamente recente: altra esposizione interessante per capire la storia di Sappada è il Piccolo Museo della Grande Guerra (borgata Mühlbach, località Cascatelle, tel. 0435.469131, www.ilpiccolomuseodellagrandeguerra.it).

Sorto su iniziativa di due collezionisti privati, Emanuele Pachner e Francesco Pomarè, e ampliato successivamente con numerose contribuzioni di appassionati, il museo racconta i drammatici eventi avvenuti nelle montagne circostanti Sappada e che hanno impegnato l’esercito in un’estenuante guerra di trincea che ha coinvolto in prima persona anche i civili e gli abitanti di Sappada, di ambo i sessi e di tutte le età. Immagini, documenti, oggetti rinvenuti nelle trincee ad alta quota, attrezzi, divise ed elmetti ricostruiscono questi momenti drammatici con la forza indiscutibile della testimonianza diretta. Questa esposizione è idealmente collegata al percorso di trincee, camminamenti, avamposti e gallerie che si diparte attorno al rifugio Calvi sul monte Peralba e di cui si è già detto.

sappada Profughi

Nei vari documenti esposti è tracciata pure la particolarissima esperienza vissuta dai sappadini dopo la rotta di Caporetto, quando alla fine dell’ottobre del 1917 il paese fu evacuato e i suoi abitanti vissero la drammatica esperienza della profuganza, con trasferimento in massa in Toscana, specificatamente nella provincia di Arezzo. E proprio nel capoluogo aretino la comunità sappadina volle e seppe mantenersi unita e coesa istituendo, dal 1917 al marzo 1919, una municipalità provvisoria che raggruppava quasi 900 anime. Un esempio veramente forte di comunità che difendeva una volta di più le proprie tradizioni e la propria dignità. Toccante.

Ma le curiosità di Sappada non finiscono certo qui: non si può ad esempio tacere dell’incredibile pellegrinaggio mariano che la comunità ogni anno compie a piedi in direzione del santuario della Madonna Addolorata di Maria Luggau, in Austria. Questo avviene da più di 200 anni, a partire da quel 1804 quando i sappadini si mossero in direzione del santuario carinziano per intercedere presso la Vergine affinché facesse finire una terribile peste bovina. Da allora fino ai giorni nostri l’intera comunità parte a notte fonda, il sabato del terzo week-end di settembre, tra canti e litanie (pressoché ininterrotti durante le 9 ore di cammino) dalla chiesa di Sant’Osvaldo in borgata Cima, quindi si dirige verso il rifugio Calvi e il passo Sesis (2312 m slm) per giungere in Austria e arrivare nel pomeriggio a destinazione. Messa, pernottamento e il giorno dopo si riprende la strada del ritorno per rientrare a Sappada. Questo avviene nel terzo week-end di settembre. Negli ultimi anni la partecipazione si è assestata attorno alle 400-500 presenze, anche grazie alla progressiva aggiunta di pellegrini provenienti da località limitrofe, dal Cadore e dalla Carnia, e di escursionisti. Questa tradizione è assimilabile al rito delle rogazioni che molte comunità, soprattutto montane, compiono come rito propiziatorio, a metà tra il sacro e il profano.

sappada luggau

E che dire del fatto che proprio qui a due passi sorge il fiume Piave?

A 12 km dal centro di Sappada infatti, si trova a 1830 metri di altitudine un ampio altopiano erboso davanti al Rifugio Sorgenti del Piave – sotto l’incombente parete verticale del monte Peralba – dove giace una polla d’acqua. Ebbene sì, è il Piave. Proprio lui.

Le sorgenti del Piave sono al giorno d’oggi racchiuse in una sorta di piscina in pietra sovrastata da un cippo di sassi con un enorme elmetto in bronzo che ricorda, se ce ne fosse bisogno, che il Piave è il fiume sacro alla patria, difeso da milioni di soldati durante la prima guerra mondiale.

sappada piave

Beh, a dire il vero questa vasca in pietra che incanala le acque del fiume è relativamente recente – una quarantina d’anni – ed è stata realizzata con intento razionalizzatore per mettere un po’ d’ordine al prato acquitrinoso da cui sgorga l’acqua e soprattutto per offrire un preciso punto di riferimento ai moltissimi escursionisti e turisti che giungono fin qui in laico pellegrinaggio e che altrimenti non avrebbero trovato nulla di perfettamente identificabile, riconoscibile, tangibile.

Ora, invece, questa vasca “è” la sorgente del Piave.

Si trova sotto l’abbacinante muraglia di roccia calcarea chiara del monte Peralba (l’etimo dal dialetto veneto significa pietra bianca) che si erge alla fine della dura salita, a tratti feroce, di 9,2 chilometri che dalla borgata di Cima Sappada (1290 m slm) s’inerpica lungo la strettissima Val Sesis.

Il panorama da qui è notevole, a volo d’uccello sulle Alpi Carniche: il monte Peralba (2.694 m slm) è la seconda vetta dopo il monte Coneglians (2780 m slm). Ci troviamo in un ristretto fazzoletto di terra dove Veneto, Friuli e Austria si incontrano, luogo che custodisce ferite e ricordi di aspri combattimenti della Prima Guerra Mondiale: sul monte Peralba e sul monte Chiadenis sono ancora ben visibili le tracce di fortini, caverne, gallerie, trincee e avamposti.

Il Rifugio Sorgenti del Piave, (famiglia Piller Hoffer, tel. 0435.469389) è un punto di sosta lungo l’Alta Via delle Dolomiti n. 6 (o Alta Via dei Silenzi) e luogo di partenza ideale per camminate, escursioni e arrampicate nelle cime limitrofe.

A un centinaio di metri dal rifugio, tra i prati, si erge tra i prati la cappella delle Sorgenti del Piave, costruita nel 1968 dalla famiglia Piller Hoffer.

sappada rifugio

A questo punto si può pensare di avventurarsi in una passeggiata sui luoghi della Grande Guerra attraverso un sentiero (segnavia 132) che in un’ora di facile mulattiera ci conduce all’ampio Rifugio Pier Fortunato Calvi (Cai di Sappada, fam. Galler, tel. 0435.66176) (2167 m slm), dedicato al patriota, martire di Belfiore e organizzatore della resistenza armata in Cadore nel 1848 nel periodo della Repubblica di San Marco di Daniele Manin.

Per questo rifugio transitò anche papa Woityla quando nel luglio del 1988 raggiunse la vetta del Peralba (infatti la via normale che porta alla cima è stata in seguito intitolata a Giovanni Paolo II…).

Dal rifugio si possono visitare alcune postazioni, fortificazioni e trincee perfettamente conservate. Esiste anche un nuovo percorso attrezzato (più impegnativo e con qualche passaggio su corda metallica) il Sentiero dei Fortini, con segnavia rossi e segnaletica esplicativa, che conduce presso diversi suggestivi manufatti ancora integri come alcune gallerie sul monte Chiadenis per poi raggiungere il rifugio Calvi.

Sono queste ambientazioni che – molto più di mille bacheche di uno dei molti musei che incontreremo nel nostro viaggio lungo il Piave – ci fanno toccare con mano la drammaticità e la durezza di una guerra che ha trasformato dei giovani soldati in veri asceti della montagna. Ciò è avvenuto con il sostegno e la complicità della popolazione locale che spesso e volentieri ha elargito il suo contributo volontario aiutando i militari impegnati nella dura guerra di trincea e costituendo una vera e propria seconda linea attiva e dinamica. Ad esempio nell’inverno del 1916 anziani, donne e fanciulli si prodigarono in uno sforzo memorabile trascinando a forza di braccia due pesantissimi cannoni fino ai 2156 metri dei laghi di Olbe, proprio qui dietro.

E per chi avesse voglia di qualche vicina escursione, è assolutamente imperdibile la Val Visdende. Per qualcuno sarà certo motivo sufficiente per decidere di inoltrarsi in Val Visdende sapere che papa Woityla vi ha officiato un’indimenticata messa all’aperto presso Pra Marino. Tuttavia di ragioni ve ne sono in abbondanza: è una vallata magica, assai suggestiva perché quasi incontaminata per il fatto di essere nascosta, con accesso difficile. La strada infatti non è proprio agevole: una volta oltrepassato il ponte sul Piave si giunge nei pressi di un campeggio quindi si gira a sinistra e iniziano 3 chilometri di salita dura, con alcuni tornanti impervi e una galleria… ma poi la vallata si apre, con vista sul Peralba e ci si gode un panorama che ricompensa ampiamente la fatica.

sappada visdende

Con altri due chilometri di leggerissimo falsopiano si giunge alla Malga Pra Marino, (1290 m slm) (fam. Casanova Borca, tel. 0435.460502, www.malgapramarino.eu), che funge da ristorante ma ha anche stanze. Qui nel 2007 è stata apposta una targa per ricordare i numerosi allenamenti sostenuti nel 1906 dall’equipaggio composto dal principe Scipione Borghese e dal giornalista Luigi Barzini che si apprestava a realizzare l’anno successivo l’impegnativo raid automobilistico Pechino-Parigi a bordo della mitica Itala.

Ecco, questa è il territorio dove si svolge il nostro ritiro e avremo certamente qualche motivo in più per recarci a tifare la nostra squadra qui acquartierata per l’estate.

Forza arancioneroverdi!!!

INFORMAZIONI UTILI

GLI IMPIANTI SPORTIVI

Il VeneziaFC svolgerà la sua preparazione estiva presso il campo sportivo di Sappada, situato in località Pian dei Nidi a 1217 metri s.l.m., a pochi passi dal letto del fiume Piave. L’impianto, dotato di tribune naturali ricavate da terrapieni erbosi dal lato verso il paese, di fronte gli spogliatoi, è facilmente raggiungibile dalle borgate Muhlbach, Fontana e Soravia e si trova vicino alla stazione di partenza degli impianti di risalita di Sappada 2000 e al Palasport, struttura recentemente ristrutturata dopo il crollo del tetto, avvenuto nel 2009. Il campo sportivo non è dotato di recinzioni fisse, per questo negli anni passati, le amichevoli estive, ultime quelle del Torino, non erano soggette al pagamento del biglietto.

sappada campo

L’ALBERGO VALGIOCONDA

Situato in borgata Fontana, lungo la strada principale ad appena quattrocento metri dal campo sportivo, l’albergo Valgioconda ha ospitato in passato Torino, Cagliari e Portogruaro (ma i granata veneziani non hanno lasciato un bel ricordo non avendo mai saldato il conto…). Struttura di proprietà della famiglia Fontana – Pontil che si occupa personalmente della gestione, l’albergo Valgioconda è un *** di buona qualità che offre ospitalità in un ambiente  dove tradizioni familiari e locali si fondono per offrire la migliore ospitalità. Dotato di ascensore,  le camere sono silenziose  ed accoglienti, con televisione e telefono; alcune con balcone. E’ a disposizione una nuova zona benessere con sauna, doccia, idromassaggio e bagno turco.

sappada valgioconda

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE TURISTICA

Il locale ufficio turistico dispone di un sito molto curato che offre utili informazioni per organizzare il proprio soggiorno in paese e nei dintorni, in homepage è disponibile un aggiornato motore di ricerca per verificare la disponibilità di posti letto. Il menù permette di navigare agevolmente e di trovare tutte le informazioni su Sappada.

LISTA APPARTAMENTI

LISTA B&B

LISTA HOTEL

LISTA RISTORANTI

ALPIN PARK Camping e Parco Avventura

Un capitolo a parte merita l’Alpin Park, camping attrezzato che offre a ospiti interni ed esterni una delle più interessanti attrattive sappadine: l’Adventure Park. Si tratta di un parco divertimenti sugli alberi, uno dei più grandi delle Dolomiti, pensato per tutta la famiglia e in tutta sicurezza. Sei le tipologie di percorso, pensate per diversi livelli e abilità, in base alle capacità di ognuno.

COME ARRIVARE

In auto:
Da Venezia e Mestre si può prendere l’autostrada A27 Mestre-Belluno fino all’ultima uscita di Longarone (Pian di Vedoia), poi continuare per Pieve di Cadore.
In prossimità di Auronzo di Cadore si devia per S.Stefano e qui per Sappada.

Chi arriva dal Friuli Venezia Giulia segue invece la A28 Palmanova-Tarvisio ed esce al casello di Carnia/Tolmezzo; qui continua per la strada statale 52 che passa per Ovaro e Rigolato e Forni Avoltri fino a raggiungere Sappada.

In treno:
La stazione più vicina è quella di Calalzo di Cadore da cui si può prendere l’autobus direttamente per Sappada e in meno di un’ora si è arrivati; dal versante friulano si scende alla stazione di Carnia e qui in autobus fino a Sappada.

Informazioni utili per raggiungere Sappada

Per chi vuole il percorso dettagliato per raggiungere Sappada ecco alcuni siti utili:
www.viamichelin.it

Per chi arriva in treno, tutti gli orari dei treni e la possibilità di acquistare i biglietti on-line.
www.trenitalia.com

Tutti gli orari per raggiungere Sappada dal bellunese, in particolare dalla stazione ferroviaria di Calalzo.
www.dolomitibus.it

Tutti gli orari per raggiungere Sappada dal Friuli.
www.saf.ud.it

Servizio di Cortina Express – da/per Sappada a/per Treviso, Venezia, Mestre, Rovigo, Ferrara e Bologna
www.cortinaexpress.it/index.php/linee-autobus-daper-sappada