News da VeneziaUnited

Tutto quello che c'è da sapere sul Venezia Football Club raccontato da VeneziaUnited

Andiamo a Terni

Il nostro Alberto Fiorin, con la consueta maestria e il giusto approccio culturale, ci introduce alla trasferta di Terni. Il Libero Liberati, uno degli stadi più “caldi” di tutta la serie B, vedrà il confronto fra la Ternana (neo-nominata UniCusano) e il nostro Venezia FC.

Nella città di San Valentino e degli innamorati

Fuori una dentro l’altra… In questo campionato frenetico, composto da ben 42 giornate, i tour de force sono all’ordine del giorno, non solo per i giocatori ma anche per noi tifosi. A fine settembre ci troviamo ad affrontare già la quarta trasferta, che ci vedrà impegnati in Umbria, in quel di Terni, uno dei due capoluoghi di provincia della regione posta proprio nel centro dell’Italia.

E allora eccoci pronti a raggiungere anche questa splendida terra verde e dedicarci alla visita della città degli innamorati.

Sì, perché Terni è conosciuta con questo appellativo essendo la terra natale di San Valentino, vescovo e patrono della città.

Pur abitata fin dall’Età del bronzo, tradizionalmente la fondazione di Terni si fa risalire al 672 a. C. dagli Umbri, quindi passò sotto l’influenza romana, poi nel Medioevo divenne libero Comune, quindi passò sotto la Signoria del condottiero Braccio di Montone, infine subì a lungo l’influenza papale e soprattutto di alcune famiglie patrizie come gli Aldobrandini e i Barberini.

Dopo l’unità d’Italia la città ebbe un notevole sviluppo industriale basato soprattutto sulle Acciaierie e sul settore tessile, grazie alla presenza di molti corsi d’acqua (non dimentichiamoci che la cascata delle Marmore dista solo 7 km dal centro storico).

A proposito di centro, la cittadina presenta resti delle antiche mura romane e alcune porte medievali come porta Sant’Angelo e Porta Spoletina, quindi alcuni prestigiosi palazzi rinascimentali a testimonianza dell’importanza raggiunta dalla città in quel periodo.

L’edificio religioso più importate di Terni è certamente la basilica di San Valentino, la cui prima edificazione risale addirittura al IV secolo, costruita proprio nel luogo dove si trovava la tomba di San Valentino, presso un’antica necropoli paleocristiana; l’attuale struttura è del XVII secolo.

Molto interessante è anche la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il duomo cittadino, probabilmente fondata sui resti di costruzioni sacre preesistenti, la prima delle quali fondata dal vescovo Anastasio nel VI secolo come pure il Santuario di San Francesco, che custodisce al suo interno la Cappella Paradisi, decorata di preziosi affreschi del XV secolo.

Nella centralissima piazza della Repubblica, che occupa lo spazio dell’antico foro romano cittadino, si possono vedere l’antico palazzo comunale – ora sede della biblioteca – e, al posto dell’antica torre civica distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, una moderna torre di vetro che richiama in qualche modo la Cascata delle Marmore.

Ma è ora e tempo di recarsi allo stadio, il Libero Liberati, in viale dello Stadio 1, nella periferia occidentale della città. I rossoverdi – noti anche col soprannome di “fere”, ovvero belve – hanno militato per due soli anni in serie A ma disputato parecchi campionati tra i cadetti. La novità di quest’anno è il cambio del nome e del logo, con l’inserimento di Unicusano, Università degli Studi Nicolò Cusano, di proprietà del nuovo patron della Ternana, Stefano Bandecchi. Mah, misteri (e schifezze) del calcio moderno, che irrompe a piedi uniti su storia e tradizioni.