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Andiamo ad Ascoli

Anche oggi Alberto Fiorin ci accompagna nella trasferta di Ascoli

Beh, niente da dire: questo ritorno nel calcio che conta ci permette di riprendere confidenza con realtà e città che ci erano ormai da anni precluse.

Altro che Fontanafredda, Abano, Levico… Dopo Cesena, Bari, Avellino, Terni, ecco a noi un altro palcoscenico che ha ospitato recentemente la serie maggiore. Sì signori, perché sabato 14 ottobre ci recheremo ad Ascoli Piceno, una delle più belle cittadine del Centro Italia: un motivo in più per accompagnare i nostri idoli calcistici.

Ci troviamo nella regione delle Marche, nello splendido capoluogo di provincia che ospita, tra l’altro, quella che è considerata una delle più belle piazze d’Italia, Piazza del Popolo. Insomma, non si può mancare, uniamo una volta di più tifo a cultura.

Ascoli Piceno ha origini preromane legate alla popolazione italica dei Piceni (la leggenda dice che fossero pilotati da un picchio, uccello sacro a Marte…), quindi per secoli subì l’influenza romana diventando capitale della quinta Regione italica, il Piceno. Quindi passò sotto l’influenza dei Longobardi, dei Franchi, quindi divenne libero comune e successivamente fu soggetto a diverse signorie per passare infine sotto l’influenza dello stato della Chiesa.

Il centro storico di Ascoli è decisamente fuori dall’ordinario, monumentale, costruito quasi interamente in travertino, con la già citata Piazza del Popolo su cui si affacciano il Palazzo dei capitani e la splendida Chiesa di San Francesco. Altro spazio pubblico fondamentale è certamente piazza Arringo, su cui prospettano importanti palazzi come palazzo Fonzi, il palazzo dell’Arengo, il palazzo Vescovile, palazzo Panichi, il duomo di Sant’Emidio (che ospita al suo interno un notevole polittico di Carlo Crivelli), il romanico battistero di San Giovanni – dalle linee semplici e austere –  il Museo Diocesano.

Insomma, roba da restare a bocca aperta e da dedicarci parecchio tempo alla sua visita.

Non scordiamo poi che Ascoli è chiamata pure la “città delle cento torri” per il numero esagerato di torri gentilizie (ce n’erano addirittura duecento, ora ne sono restate in piedi una cinquantina…), tra cui spiccano ancora la Torre degli Ercolani, le Torri gemelle, la Torre di San Venanzio.

E se tutto ciò non bastasse ancora a rendere indimenticabile la nostra giornata, aggiungiamoci pure la visita alle fontane monumentali che abbelliscono il centro, come la Fonte di Sant’Emidio, la Fonte dei Cani e le Fontane di Porta Maggiore.

Già che ci siamo, prima di recarci al Del Duca, consigliamo di effettuare un incontro ravvicinato con la cucina locale: in un menù ideale troverebbero spazio certamente, come primo piatto, i famosi vincisgrassi (una sorta di pasta al forno tipica della regione), poi come secondo la coratella d’agnello, magari seguita da un piatto di olive ascolane…, il tutto annaffiato da un Rosso Piceno o da un Falerio dei Colli Ascolani (per chi preferisce il bianco).

Sopravvissuti alla tavola, eccoci tutti recarci allo stadio Del Duca, in viale Costantino Rozzi, sperando che le trasferte continuino a darci tante soddisfazioni (e punti) e che anche i bianconeri locali (e il Dio Eupalla) continuino a esserci propizi.

Mi sa tanto che anche quest’anno la maggiori soddisfazioni verranno fuori dalle mura amiche…

Slogan

Ad Ascoli a vedere una delle piazze più bella d’Italia