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Corriere: Il segreto di Inzaghi – Una difesa blindata per guardare in alto

Disamina sulle qualità della difesa ANV nell’articolo di Dimitri Canello

Il Venezia non ha ancora subito reti dopo le prime tre giornate di campionato in B

Paradossale: uno dei più grandi attaccanti di tutti i tempi sta costruendo le proprie fortune da allenatore sulla difesa. Prendete il Venezia di Filippo Inzaghi.

Dopo aver vinto il campionato di Lega Pro 2016-2017 con la miglior terza linea del girone B e con appena 29 reti subite, quest’anno la partenza è stata da urlo: tre partite e neppure un gol al passivo, se non è un un record è sicuramente un dato che autorizza un deciso ottimismo per il resto del campionato. 0-0 con la Salernitana, identico risultato a Cesena e blitz da urlo a Bari, segnando le prime due reti della stagione e lasciando ancora una volta la porta di Emil Audero inviolata.

Un autentico bunker, che potrebbe resistere anche venerdì pomeriggio, quando alle 19 al Penzo arriverà lo Spezia, il cui potenziale offensivo soprattutto in trasferta potrebbe scontrarsi con l’efficacia granitica della difesa a tre arancuoneroverde che, settimana dopo settimana, sta affinando sempre più le proprie qualità.

Una mossa, quella di Superpippo, che sta dando i meritati frutti. Al bando il gioco spumeggiante, prima di tutto l’ordine di scuderia è quello di non prenderle, consci dei propri limiti e delle proprie virtù, esaltate dal tipo di schieramento tattico predisposto. Insomma, in questo ottimo inizio di stagione, c’è molto di Inzaghi, che ha saputo valorizzare «la miglior difesa del campionato, come la Juventus», come ha ribadito scherzosamente ma non troppo il presidente Joe Tacopina.

E l’eterno ballottaggio Andelkovic – Modolo, sino a quando Inzaghi manterrà il 3-5-2, non avrà neppure ragione di essere riproposto, visto che entrambi vengono schierati titolari:

«C’è stata anche un po’ di fortuna nel finale di Bari – ammette proprio Modolo – loro hanno attaccato a testa bassa e hanno colpito due legni. Curiamo molto in settimana l’aspetto difensivo, ma difendiamo in undici: gli attaccanti sono i primi che aiutano in fase di copertura. Poi, di conseguenza, è normale che dietro ci troviamo molto bene. Ma il tutto è frutto di un lavoro settimanale molto dettagliato».

L’imbattibilità difensiva è un vanto per tutti, ma Modolo morde il freno: «Non dobbiamo adagiarci – evidenzia il difensore arancioneroverde – dobbiamo continuare a migliorare. Il modulo lo decide il mister. Lui ci ripete sempre che giochiamo con un certo modulo, ma poi è la testa quella che conta, nel senso che, come ci approcciamo alla partita, come entriamo in campo, la determinazione che ci mettiamo, la grinta, la cattiveria, è quello che fa la differenza. Il modulo di gioco conta, ma solo relativamente. Se teniamo i piedi per terra, possiamo fare qualcosa d’importante».