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Corriere: Il Venezia fa, disfa e vince

Dimitri Canello racconta la vittoria al Liberati

Basta mettersi d’accordo: se l’obiettivo stagionale, come ha ripetuto più volte Filippo Inzaghi, è prima di tutto la salvezza, ecco che il successo di Terni basta e avanza per mettere legna in soffitta in vista dei primi freddi.

Se, al contrario, si segue la traccia di Joe Tacopina, che chiede pure il bel gioco oltre ai risultati, allora ci sarà più di qualcosa da rivedere. La sentenza del pomeriggio dice Ternana-Venezia 2-3, un luna park di emozioni che si concentra in gran parte nel finale di secondo tempo, quando succede di tutto. Succede, ad esempio, che il Venezia stia tranquillamente galleggiando sopra un successo che non fa una grinza, senza subire gol e neppure concedere occasioni e che Andelkovic sia costretto a chiedere il cambio per un problema muscolare. Entra Cernuto e da quel momento in poi, non solo per responsabilità del difensore arancioneroverde, saltano tutti gli equilibri. La Ternana fa due gol in meno di sessanta secondi, sul primo la carambola in area e la sponda di Albadoro trovano l’intero reparto un po’ molle, sul secondo black-out totale di Bentivoglio, che si fa soffiare palla a centrocampo da Defendi, rapidissimo a innescare Varone, a sua volta chirurgico nell’infilare l’incolpevole Audero. Siamo al 39’ della ripresa, la rabbia di Inzaghi in panchina è incontenibile ma ancora una volta sono le palle inattive a invertire nuovamente una rotta suicida.

A svettare in mezzo a un’area trafficatissima al 47’ è Maurizio Domizzi, un po’ ondeggiante nel finale quando la Ternana carica a testa bassa ma straordinario a sfruttare il corner di Bentivoglio con un colpo di testa all’angolino. Il resto sembra un copione già visto. Venezia arroccato ma capace di pungere subito (bellissima l’azione dell’1-0 con la sponda di Moreo, il cross di Falzerano e il timbro di Zigoni), mai in affanno, mai soverchiato né sul piano tecnico e né sul piano fisico. Mancava solo il colpo del ko, almeno quello apparente. Ci pensa Plizzari, con un intervento goffo ai limiti dell’autolesionismo a regalare il 2-0 al Venezia, con la palla che sbatte sul palo dopo l’uscita sbagliata e gli carambola addosso. Grandi meriti pure a Moreo, che magari non segnerà tantissimo ma nelle azioni che contano c’è eccome. E dimostra qualità importanti. Inzaghi, al tirar delle somme, si tiene stretti tre punti di platino, in attesa magari di trovare il modo di far convivere esigenze di classifica e richieste di bel gioco che arrivano dai piani alti. Ma per ora il Venezia veleggia a tre punti dalla vetta e questa vittoria mette in cassaforte anche benzina per il morale.

«Abbiamo vinto questa partita due volte — evidenzia in sala stampa Superpippo — in serie B funziona così e a Terni non sarà facile per nessuno passare. Sarebbe stato un peccato non vincere, per quanto visto sul campo lo abbiamo meritato. Subire due gol in pochi secondi non va bene, siamo neopromossi, purtroppo questo è il prezzo che dobbiamo pagare».