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Corriere: Venezia cinico e letale, espugnata Bari

Grande spazio sul Corriere all’impresa del Venezia FC a firma di Dimitri Canello

Prima vittoria in serie B della squadra di Inzaghi che sbanca il San Nicola con Bentivoglio e Zigoni

Il tecnico: «Abbiamo fatto un’impresa straordinaria»

Chi l’ha detto che il catenaccio è passato di moda? E, soprattutto, chi l’ha detto che utilizzarlo anche a distanza di 70 anni dai tempi del Paron Nereo Rocco sia da considerare qualcosa di offensivo?

Il paradosso di Superpippo Inzaghi, un ex attaccante da Hall of Fame del dio pallone, è tutto qui. Espugna Bari con un 5-3-2 d’altri tempi, si arrocca e colpisce, si difende con le unghie e colpisce ancora. Nessuna discussione, niente di cui vergognarsi, anzi una nota di merito per un allenatore che capisce i limiti della squadra, li nasconde ed elabora un antidoto perfetto per esaltarne, piuttosto, le qualità. Il tutto fa 2-0, con tanti saluti all’amico Fabio Grosso, che assiste senza trovare le giuste contromisure al primo successo stagionale del Venezia.

E attenzione, perché nulla accade per caso. La fortuna, certo, è un’alleata preziosa, soprattutto quando nel finale aiuta Audero a deviare sul palo il siluro di Improta e quando stampa sulla traversa l’ennesimo tentativo di Floro Flores. Ma non c’è assolutamente soltanto quella. C’è un lavoro certosino di preparazione del match, un pizzico di pretattica che non guasta mai quando alla resa dei conti si scopre che il 4-3-3 annunciato nell’antivigilia diventa il modulo già utilizzato a Cesena e la capacità di leggere la partita. Sia prima che durante, quando una volta blindato il 2-0, Inzaghi chiude senza punte. Lui che è stato uno dei più grandi attaccanti di tutti i tempi, sta diventando passo dopo passo un maestro della difesa: «Abbiamo la consapevolezza di quale sia la nostra dimensione – sorride a fine partita – e sappiamo anche da dove arriviamo, non alziamo la cresta perché in questa categoria entriamo in punta dei piedi. Ma talvolta bisogna crederci e stavolta dovevamo avere un atteggiamento determinato. L’abbiamo preparata bene, devo essere sincero, avevo qualche speranza alla vigilia. L’avevo detto a Cesena, meritavamo di vincere e oggi abbiamo raccolto quanto abbiamo meritato». Poi cita Suciu e Falzerano, che lo scorso anno giocavano in Lega Pro, mette in vetrina Moreo che è praticamente all’esordio in Serie B. E’ la mentalità vincente di Inzaghi, che esalta l’avversario a parole e poi ne mette a nudo inequivocabilmente i difetti. Tante primedonne, tanta qualità, ma poca profondità nella manovra. E allora giusto riconoscere i meriti di Superpippo, che in tre partite non ha subito neppure un gol, che fa di necessità virtù e che con questo atteggiamento potrebbe arrivare lontano.

Gli ricordano la Spal, il precedente di una neopromossa che a fari spenti è partita per lottare per la salvezza e poi è arrivata addirittura prima. La ricetta è semplice. Tanta intensità, difesa – bunker, un velocista tecnico come Falzerano, il rigore che sblocca il match per un’ingenuità colossale di D’Elia.

Che si fa saltare e atterra l’esterno campano: Bentivoglio dal dischetto dà un calcio al suo passato e blinda l’1-0. Al resto pensa Zigoni, che al 13’ segna da centravanti di razza su sponda di Moreo, poi il lavoro lo completa Audero.

Insomma, da Bari arriva una sentenza forte e chiara: questo Venezia va che è un piacere, espugna un campo fra i più difficili della categoria e, soprattutto, fa capire a tutti che anche in questa B può recitare un ruolo da protagonista.

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