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Crowdfunding e partecipazione attiva: alcune differenze sostanziali

In merito alla proposta lanciata dal presidente Tacopina (che attraverso un sondaggio vuole sondare la disponibilità dei tifosi a sostenere i piani di sviluppo del centro sportivo comunale Taliercio in gestione al club arancioneroverde) è utile precisare che l’ “equity crowdfunding” alla base del progetto è altra cosa rispetto al cosiddetto “azionariato popolare” e al modello di partecipazione attiva dei tifosi alla governance del club che abbiamo proposto al presidente nel febbraio 2016 (QUI e QUI gli articoli sul tema).

Per chiarire le differenze ripubblichiamo un estratto di un interessante contributo di Stefano Pagnozzi (QUI L’ARTICOLO COMPLETO), che da anni si occupa di partecipazione attiva dei tifosi. Una precisa e dettagliata illustrazione del modello dei Supporters Trust, delle sue prospettive, e delle profonde diversità con le campagne di finanziamento come quella proposta dal VeneziaFC.

Una lettura che consigliamo a tutti, a chi vuole approfondire l’argomento e a chi è scettico sulle finalità e potenzialità del coinvolgimento dei tifosi nella governance dei club calcistici:

“…..un chiarimento sull’”azionariato popolare”: è una definizione generica che, per gli sviluppi che ha intrapreso il movimento italiano, tende a restringere e distorcere il messaggio che invece viene veicolato dalle associazioni di tifosi. Nella cultura italiana la definizione di ”’azionariato popolare” è spesso associata all’idea di una colletta di ultima istanza, donazioni a fondo perduto che spesso non sono servite ad evitare fallimenti. In realtà è più o meno successo così nel passato, e non è una sorpresa lo scetticismo che ha accompagnato le prime realtà che si sono date una struttura aperta e democratica proprio per non disperdere le risorse, per tutelare l’impegno economico dei tifosi nei salvataggi. Nell”azionariato popolare” l’impegno dei supporters si concretizza e si esaurisce solo nel possesso di una quota estremamente esigua e ininfluente in sede decisionale, spesso destinata a svalutarsi.

I Supporters’ Trust vanno oltre, l’impegno nei confronti del club non è esclusivamente legato alla partecipazione nella società con quote, obbiettivo rilevante ma non esclusivo, ma nella definizione di un percorso di cooperazione e confronto con la società sportiva, anche di dura ma civile protesta, che può prescindere dall’impegno economico, definito da specifiche dinamiche democratiche, nel dettaglio i punti caratterizzanti le associazioni/cooperative di tifosi italiane:

Scopi sociali:

  • Incoraggiare il consiglio dirigente del Club a tener conto degli interessi di tutti i tifosi (sia residenti nei confini nazionali che all’estero) e della comunità locale (imprese locali, residenti, autorità ecc) quando si prendono decisioni che hanno un impatto su di loro
  • Coinvolgere attivamente e professionalmente tutte le parti interessate su temi legati al club
  • Agire come mezzo di comunicazione tra i tifosi e la dirigenza del club
  • Incentivare discussioni su tematiche rilevanti da presentare all’attenzione del club
  • Collaborare con istituzioni e altri Supporters Trust su questioni come prezzi dei biglietti, orari dei match ed ogni aspetto legato al tifoso
  • Acquistare quote del Club

Come accennato l’acquisto delle quote non è l’esclusivo fine delle attività realizzate dalle associazioni, l’ingresso in società rappresenta sicuramente lo strumento per formalizzare e regolare la partecipazione dei tifosi nella governance del club, ma è utile solo se il gruppo riesce a costruire un rapporto costruttivo con gli azionisti di maggioranza e sopratutto con la base del pubblico. Acquisizioni di quote in contesti di contrasto tra base e proprietà rischiano di esporre gli investimenti a maggiori rischi senza che si possa intervenire per tutelare le quote dell’associazione. Compito complessivo è quindi quello di essere una voce dei supporters rilevante, rappresentativa e regolata democraticamente per svolgere costantemente un ruolo di sensibilizzazione sulle tematiche più rilevanti e di proposta costruttiva nei confronti della società e della comunità locale.

Le principali caratteristiche di associazioni e cooperative democratiche, ‘una testa un voto’, che si sono sviluppate in Italia si contraddistinguono per l’operatività interna volta alla massima partecipazione, inclusività e trasparenza, e possono essere sinteticamente elencate così:

  • Democratiche
  • Senza scopo di lucro (no profit)
  • Indipendenti, di proprietà e gestite dai tifosi
  • Focalizzate e strettamente legate alla comunità locale
  • Giuridicamente riconosciuti ed a responsabilità limitata
  • Responsabili, trasparenti ed aperti
  • Potenti abbastanza da influenzare e aiutare la gestione dei club
  • Flessibili abbastanza da poter operare anche con numeri elevati di aderenti.

E’ evidente da questi aspetti la profonda differenza da una semplice colletta, come pure importante evidenziare perchè ‘pro forma’ è più corretto non mischiarle con il calcio popolare, la base delle iniziative è la stessa: la crescente richiesta di un radicale cambiamento nella gestione complessiva del calcio, voglia di autodeterminare la gestione di beni comuni come i club sportivi, parte integrante della comunità locale, pur articolandosi con diversi approcci con il pubblico. Due facce della stessa medaglia che proseguono sulla stessa strada, che ci sarà modo di approfondire, in attesa che anche le istituzioni riconoscano e ascoltino le voci che ormai si moltiplicano e che reclamano maggiore partecipazione….”

Alla luce di questo è evidente come la proposta di crowdfunding lanciata dal presidente Tacopina si differenzi quindi in modo significativo dalle proposte presentate a suo tempo da VeneziaUnited. Ciò nondimeno merita di essere presa in considerazione ed il direttivo dell’associazione si riunirà a brevissimo per valutare l’iniziativa in tutti i suoi aspetti ed esprimersi in merito.