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DETROIT CITY FOOTBALL CLUB: storia, curiosità e risultati degli avversari dell’Unione

Andiamo a conoscere storia, curiosità e risultati del DETROIT CITY FOOTBALL CLUB, avversario degli arancioneroverdi nel test match di stasera al Keyworth Stadium di Hamtramck (Detroit). In calce due articoli in italiano, tratti dalla rete, che descrivono società e tifoseria impegnate nel difficile tentativo di respingere lo sbarco in città del calcio-business della MLS:

sito ufficiale

STORIA

DCFCIn principio furono i Detroit Cougars. Alla storia del club biancogiallonero, fondato nel 1967 grazie all’apporto dei nordirlandesi del Glentoran FC (il primo campionato americano di calcio della United Soccer Association si svolse con il coinvolgimento di una dozzina di società europee e sudamericane) si rifà l’odierno Detroit City FC che festeggerà il cinquantenario del calcio in città ospitando nelle prossime settimane proprio il Glentoran. I Cougars, pionieri del soccer a Motown, ebbero vita breve. Un decennio dopo, sulle loro ceneri, fu la volta dei Detroit Express, colori sociali arancioblu, a tenere alta la bandiera del soccer cittadino. Gli Express, nei quali militò a fine carriera anche l’attaccante britannico Trevor Francis, vissero anche un trasferimento a Washington, prima di essere rifondati con lo stesso nome ma si sciolsero definitivamente nel 1983. Servono tre lustri perchè il calcio in città trovi nuovamente una bandiera (nel frattempo numerose franchigie in quegli anni partecipano all’indoor soccer, una variante tutta americana, antesignana dell’odierno futsal) da sventolare. La bandiera è quella neroargento del Detroit Arsenal che conquisterà il titolo della National Premier Soccer League nel 2005 prima di chiudere i battenti due anni dopo.

La città dei motori resta ancora una volta senza un club di soccer fino al 2012 quando una felice esperienza di torneo di calcio popolare si trasforma in club calcistico a tutti gli effetti. Scrive il sito ufficiale del DCF che “il seme di DCFC è stato piantato nel 2010, sul campo di calcio a Belle Isle nel centro di Detroit. Quella erba – la stessa che è stata trasportata dal Pontiac Silverdome dopo la Coppa del Mondo 1994 – è stata la casa originale del Detroit City Futbol League (DCFL), una lega amatoriale in cui giocavano giocatori provenienti da squadre che rappresentano i numerosi quartieri storici Di Detroit. Fondata come un impegno organizzativo della comunità che mira a portare insieme i residenti della città, il campionato ha avuto un grande successo, raccogliendo rapidamente più di 1000 giocatori alla settimana per le partite e poi dopo nelle feste nei bar in tutta la città. Ispirandosi al successo, il fondatore di DCFL Sean Mann ha proposto a quattro amici un’idea per sfruttare ulteriormente il crescente interesse per lo sport, fondando una piccola squadra di calcio di lega per giocare nel centro di Detroit. La squadra attualmente milita nella Lega Nazionale Calcio Soccer”. 

Le origini popolari, anomale nel soccer americano abituato a franchigie nate per interessi meramente economici senza rapporto con la base di tifosi ed appassionati, sono il tratto distintivo di questo club che si è affermato, scrive sempre il sito ufficiale, come una delle realtà “più calde del Nord America. Il motto del nostro club, la passione per la nostra città, la passione per il gioco, evoca le tre idee basate sull’ispirazione di fondo: soddisfare la domanda di calcio nel centro di Detroit, rappresentare la città in una luce positiva e costruire la comunità attraverso “il bel gioco “. In un’epoca in cui i team sportivi sono rappresentati da proprietari miliardari e giocatori milionari, siamo una squadra fondata da un gruppo di giovani Detroiters. Detroit City FC si è sviluppata in una storia di successo di calcio nelle serie minori, con una delle più emozionanti atmosfere del Nord America, con partite costantemente sold out per l’adesione di sostenitori appassionati”.

Il merito di tutto questo è di cinque sognatori Sean Mann, Todd Kropp, Alex Wright, David Dwaihy e Ben Steffans, tuttora impegnati come organizzatori e giocatori nel Detroit City Football League, il torneo popolare che costituisce la base attiva del club e, allo stesso tempo, negli incarichi di gestione e controllo della società.

Una realtà, quella detroiter, davvero interessante nel panorama calcistico statunitense, che si completa con una tifoseria passionale, attenta al sociale e gelosa della propria, seppur breve, storia ed identità, tanto da opporsi fermamente ai recenti tentativi di coinvolgimento del club nel progetto di riportare in città la MLS, il massimo campionato di soccer nazionale (la nostra serie A) da parte di alcuni manager. La mobilitazione contro questo progetto che mira all’acquisizione del club è in piena attività, come dimostrano le maglie che saranno vendute domani ai cancelli dello stadio.

detroit antimls

ALLENATORE

L’allenatore del DCFC è, dal 2013, il 32enne Ben Pirmann. Nato a Lake Prion nel Michigan il 19 settembre 1985, il giovane coach della Rouge ha iniziato ad allenare dopo aver giocato fino al 2008 con gli Indiana Invaders ed i West Michigan Edge, squadre che militavano nel campionato USA PDL, dello stesso livello della National Premier Soccer League. Pirmann, laureato alla Michigan State University con una tesi in ambito sportivo, si è messo subito in luce come assistent-coach delle squadre di calcio universitarie cittadine prima di venire chiamato a dirigere la Rouge con cui ha immediatamente dato prova di grandi capacità tattiche e tecniche conducendo la squadra ogni anno nei primissimi posti del campionato.

detroit primann

IL CAMMINO IN CAMPIONATO

Il DCFC ha chiuso la stagione regolare al secondo posto del suo girone, la Great Lakes Conference della Midwest Region, totalizzando 30 punti, frutto di 9 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte, a quattro lunghezze dalla capolista Ann Arbor. Ventinove le reti segnate, diciannove quelle subite. La Rouge è qualificata per la lunga fase finale del campionato, un tabellone di 32 squadre piuttosto complicato da spiegare che porterà alla finale per il titolo NPSL, ed esordirà contro il Dakota Fusion FC, secondi del girone North Division della Midwest Region, in sfida secca tra le mura amiche. In caso di vittoria il DCFC affronterà la vincitrice del suo girone, quell’Ann Arbor vera bestia nera capace di infliggergli le uniche due sconfitte della stagione. Se i rossi di Detroit sapranno infrangere la tradizione negativa si splancheranno loro le porte verso il titolo, andando ad affrontare prima la finale regionale e poi, in semifinale nazionale una delle squadre dei gironi della costa occidentale. L’eventuale finale, in programma il 12 agosto, vedrà in campo, dall’altra parte del tabellone una squadra della costa orientale o del sudest.

ULTIMA PARTITA

Sotto di tre reti a venti minuti dal termine i ragazzi di Pirmann hanno saputo rimontare gli ospiti biancoazzurri, quarti in classifica, per non chiudere la stagione regolare con una fastidiosa, seppur ininfluente, sconfitta casalinga, nonostante abbiano giocato per gli ultimi 15 minuti in dieci uomini per un’espulsione..

DETROIT CITY FC – LANSING UNITED 3-3

Keyworth Stadium, NPSL Great Lakes Conf., 13 luglio 2017, spettatori 6.310

Reti: 39′ Morris Kamara (L), 61′ James DeCosemo (L), 68′ Tumi Moshobane (L), 71′ Shawn Lawson; 79′  Seb Harris; 86′ Owain Hoskins

Le Rouge Starting XI: 0 Fernando Pina (GK), 2 Owain Hoskins, 9 Shawn Lawson, 12 Luke Hauswirth, 16 Adam Spinks, 18 Dave Edwardson (Capt.), 22 Mauricio Castorino, 32 Elijah Rice, 44 Kervin Kenton, 45 Jordan Tyler, 96 Omar Sinclair

Lansing Starting XI: 0 Joe White (GK), 3 Sammy Conti, 9 James Decosemo, 10 Tumi Moshobane, 11 Farai Mutatu, 12 Alec Greene, 14 Andres Reales, 15 Morris Kamara, 16 Michael Caccavo, 20 Stevenson Storm, 22 Dominic Hart

ROSA

detroit roster

Portieri: 0 FERNANDO PINA; 1 NATE STEINWASCHER; 29 JOE SMITH; 30 COLIN MILLER.

Difensori: 2 OWAIN HOSKINS; 3 SPENCER GLASS; 4 SEB HARRIS; 5 STEPHEN CARROLL; 14 ZACH BOCK; 16 ADAM SPINKS; 23 ZACH SCHEWEE; 44 KERVIN KENTON; 96 OMAR SINCLAIR.

Centrocampisti: 8 JEFF ADKINS; 10 CYRUS SAYDEE; 11 TROY WATSON; 12 LUKE HAUSWIRTH; 13 BAKIE GOODMAN; 17 GEORGE CHOMAKOV; 18 DAVE EDWARDSON; 21 AARON FRANCO; 27 ANDREW DALOU; 33 DERRICK OTIM; 46 LOUIS DARGENT.

Attaccanti: 7 SPIRO PLIAKOS; 9 SHAWN LAWSON; 19 RODERIC GREEN; 20 MAX TODD; 22 MAURICIO CASTORINO; 26 TOMMY CATALANO; 28 TYLER MOORMAN; 32 ELIJAH RICE; 35 KYLE COFFEE; 45 JORDAN TYLER; 97 TYRONE MONDI.

LO STADIO

Il Keyworth Stadium è, dal 20 maggio 2016, la casa del Detroit City FC, dopo essere stato completamente ristrutturato con il lavoro ed i soldi dei tifosi. Il crowdfounding organizzato dalla società e dalla tifoseria dei “rouges” ha infatti raggiunto l’inaspettata cifra di 741.250 dollari, permettendo di ridare vita ad uno stadio, inaugurato nel 1936 da Roosevelt e che versava in uno stato di sempre più preoccupante degrado.

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Lo storico impianto si trova al 3201 di Roosevelt Street, ad Hamtramck, sobborgo multietnico di Detroit noto per per essere sede di una importante fabbrica della GM (vi si assemblano Chevrolet, Buick e Cadilac) e situato ad est del River Rouge (da cui deriva il nickname della squadra) nei pressi della sua foce nel fiume Detroit che da il nome alla città e collega attraverso il “piccolo” lago St. Clair, il lago Huron all’Erie. Dotato di due ordini di gradinate disposte lungo le due laterali del terreno di gioco, ha una capacità di poco più di 7000 posti, tutti scoperti, ed è di proprietà delle Hamtramck Public Schools che lo hanno concesso in uso, dopo l’intervento di ristrutturazione, per dieci anni al club calcistico cittadino.

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Il settore più caldo è posto di fronte alla tribuna principale ed è il covo della Northern Guard, gruppo ultras di estrazione europea formato da circa 800 militanti e considerato uno dei più passionali gruppi di supporters statunitensi. Molto coinvolgente e particolare la tradizionale “March to the match” con cui la tifoseria raggiunge lo stadio prima di ogni partita partendo dal pub del club.

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Detroit City Football Club: il calcio come rinascita sociale dopo il fallimento della città

di Gianluca Pirovano

(da www.http://infoazionariatopopolarecalcio.blogspot.it e da www.iogiocopulito.ilfattoquotidiano.it)

Detroit è ancora oggi una città divisa a metà. Spaccata tra la voglia di ripartire, una frizzante vita culturale, il rock, un cuore che nonostante tutto continua a battere, e quella condanna che non si riesce a mandare via fatta di enormi sacche di povertà e disagio sociale, interiquartieri abbandonati e degradati.

Quando nel 2012 cinque detroiter decisero di dare vita al Detroit City Football Club la crisi non era ancora al suo culmine, che arriverà nel luglio dell’anno successivo con la dichiarazione di fallimento da parte del governatore Snyder, ma già affliggeva gran parte del tessuto sociale.

L’obiettivo non era quindi quello di fondare una semplice squadra di calcio ma di creare un simbolo capace di dare lustro alla città e soprattutto di rafforzare attraverso lo sport il sentimento di una comunità sempre più sfilacciata.

“Passion for our city, passion for the game”. Passione per la nostra città, passione per il gioco, è il motto che accompagna da sempre la squadra e che serve da manifesto per un progetto che utilizza il calcio come cassa di risonanza per obiettivi più nobili del semplice esito sportivo.

Ogni stagione il Detroit City dedica una giornata di campionato alla raccolta fondi per associazioni di beneficenza che operano nell’area urbana di Detroit. Sempre il Detroit City è stata la prima squadra nel panorama sportivo americano a schierarsi apertamente a favore delle battaglie della comunità LGBT.

La Northern Guard, il gruppo ultras al seguito del Detroit City, è la fondatrice del progetto Hooligans for Heroes che dal 2012, in collaborazione con il Wounded Warrior Project, si occupa di aiutare sotto l’aspetto economico, sociale, psicologico, i militari di ritorno dalle missioni.

Quello del Detroit City è quindi un progetto che può essere definito di filantropia sportiva ed ha toccato il 20 Maggio scorso uno dei punti più alti della propria storia.

In quella data, i Rouge hanno infatti giocato di fronte a 7.410 spettatori la loro prima partita al Keyworth Stadium.

Fin qui nulla di strano, non fosse che lo storico impianto di Hamtramck, sobborgo multietnico di Detroit, è stato completamente rinnovato grazie ad una raccolta fondi che ha superato ogni più rosea aspettativa battendo ogni record precedente.

detroitcity fans

Il crowdfounding organizzato dalla società ha infatti raggiunto l’inaspettata cifra di 741.250 dollari, permettendo di ridare vita ad uno stadio, inaugurato nel 1936 da Roosevelt e che versava in uno stato di sempre più preoccupante degrado.

Per i prossimi dieci anni lo stadio sarà lasciato in concessione al Detroit City che ha spiegato anche la scelta del Keyworth come nuova casa, per bocca di Todd Kropp, uno dei fondatori: “Avevamo bisogno di uno stadio più grande e abbiamo scelto il Keyworth perché è in un quartiere storico e affamato di calcio. Le differenze etniche di Hamtramck sono poi quel qualcosa in più che ci sta bene addosso”.

Il successo, per certi versi inaspettato, del progetto Detroit City ha attirato l’attenzione della MLS che vorrebbe aprire le porte del professionismo alla Motown.

La Federazione americana ha infatti annunciato di voler allargare il massimo campionato di calcioamericano entro il 2020 dalle attuali 20 a 28 franchigie.

Per questo motivo sembra si siano già attivati Dan Gilbert e Tom Gores, entrambi miliardari del mondo dello sport, proprietari fra le altre cose della franchigia NBA dei Detroit Pistons, per studiare la fattibilità della creazione di una squadra a Detroit.

La prospettiva del professionismo non sembra però convincere i tifosi del Detroit City.

Già in altre città, come Cincinnati ed Atlanta, l’arrivo di una nuova franchigia e l’avvento del professionismo hanno ucciso progetti minori preesistenti.

In questo senso è lapidario il commento di Drew Gentry, tra i fondatori della già citata Northern Guard: “Mi fido dei proprietari del club. Ovunque la mia squadra andrà, lì andrò io. Non ho bisogno di un’altra squadra. Io una squadra ce l’ho già”.

Più cauta invece la società.

David Dwaihy, tra i fondatori e proprietari del club, ha infatti sottolineato come: “Comprendo i timori dei tifosi ma sono certo che nei prossimi anni si troveranno soluzioni che faranno felici tutti. Ho sempre sostenuto l’idea di una squadra di calcio professionistica a Detroit e spero che la nostra crescita ci porti a diventare quella squadra. Quattro anni sono molto lunghi”.

“Qualsiasi cosa accada sono convinto non ci fermerà. Abbiamo dei tifosi che non mollano mai e qualsiasi siano gli sviluppi di questa storia, loro continueranno a tifarci” ha poi aggiunto.

Non resta quindi che attendere e vedere se il denaro riuscirà a comprarsi l’ennesima bella storia da raccontare.

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Detroit in MLS: i tifosi dicono no

(da www.mlssocceritalia.com)

Una delle città interessate alla prossima espansione della Major League Soccer (MLS) fino a 28 squadre annunciata da Don Garber è Detroit. Gilbert e Gores, ricchi proprietari di due team NBA (Pistons e Cavaliers) hanno stuzzicato le corde giuste e, dopo aver individuato un’area adatta al nuovo eventuale stadio, la città del Michigan dopo aver dichiarato fallimento nel 2013 è pronta a dare una forte spinta alla rinascita attraverso il calcio. Ma non tutti sono d’accordo, non i tifosi almeno che di avere la MLS nelle proprie strade non sembrano essere troppi felici.

A Detroit, infatti, gioca il Detroit City FC, squadra semi-professionistica che partecipa alla National Premier League Soccer. Secondo alcuni rappresentanti della Northern Guard, gruppo di tifosi che sostiene la squadra e si autofinanzia, l’arrivo della MLS in città spazzerebbe via tutto il lavoro fatto da loro per creare una comunità unita attorno alla squadra per lasciare spazio ai soldi, finti, della Major League. Un problema per chi, come loro, vedrebbe meglio un’integrazione tra i progetti ad oggi impensabile.

L’idea du Gilbert e Gores è quella infatti di creare da zero una società per la MLS e non di migliorare il Detroit City FC per portarlo a competere con le migliori franchigie nazionali. Una cosa inaccettabile per i tifosi più caldi che interpellati sull’argomento non hanno nascosto il loro disappunto. “Se questo progetto non riguarderà l’espansione della nostra squadra e gli attuali proprietari – ha dichiarato un esponente della NG – , non siamo interessati ad avere la MLS. Non supporteremo la nuova squadra e non andremo allo stadio. E’ un’opinione diffusa”. MLS sì dunque, ma solo se aiuterà a crescere l’attuale dimensione del Detroit City FC. Impossibile.

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Attaccati come gruppo e accusati di non volere il bene di Detroit e della squadra, la stessa Northern Group ha diramato un comunicato in cui spiegava ulteriormente la propria posizione: “Non siamo contrari alla crescita del DCFC – si legge -, amiamo il nostro club e l’abbiamo fatto crescere con orgoglio. Siamo contrari al fatto che il DCFC possa finire nel dimenticatoio, superati da una lega in cui i tifosi non contano e i soldi vengono dati a giocatori strapagati provenienti dall’Europa. Noi preferiamo il calcio giocato con passione. Non siamo hipster né snob, vogliamo il bene del nostro club e ci spendiamo dei soldi. Noi vogliamo la nostra squadra e crescere con essa. Quello che conta per noi, a prescindere dalla lega in cui giocheremo, è che venga usato il materiale che c’è in casa, che già abbiamo e curiamo con amore. Non vogliamo interventi esterni alla nostra realtà”….