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Tutto quello che c'è da sapere sul Venezia Football Club raccontato da VeneziaUnited

Domande preoccupate

Alla luce delle improvvise e inaspettate decisioni che hanno coinvolto i vertici societari l’Associazione VeneziaUnited ha emesso un comunicato

«CONTINUARE COSI’ NON HA SENSO» «Ora non ci sono i presupposti per lavorare in modo costruttivo come fatto in passato»

Con queste parole Perinetti ha messo fine alla sua esperienza veneziana. Parole pesantissime perché hanno lasciato intendere che siano venuti a mancare i capisaldi sui quali si era fondato il sodalizio, che sembrava inossidabile, fra il Presidente e il suo DS. Che in ogni momento e in ogni dove era omaggiato come una reliquia ed esibito come la statua della Madonna Pellegrina.

Spesso facendosi scudo dietro la sua indubitabile esperienza e credibilità nel mondo del pallone italico.

Adesso invece lo si mette in disparte, con un’alzata di spalle, minimizzando l’accaduto e rigettando ogni responsabilità in capo a Perinetti stesso: lunga vita a Rinaudo!

Questo basta a nascondere un malessere che deve essere stato profondo?

A nostro giudizio fondato su due fattori: la “ristrettezza economica” (elemento del tutto opinabile e controverso a seconda del lato interpretativo) con la quale l’ex DS ha dovuto fare i conti nell’allestire la compagine per il campionato di Serie B.

A parte i contratti che erano già stati siglati nelle stagioni precedenti, anche se adeguati alla promozione, quest’anno si è lavorato di prestiti e sugli svincolati. Lasciando evidentemente in qualche difficoltà operativa un professionista abituato ad altri livelli e ad altri scenari di mercato, soprattutto nei campionati che contano.

Il secondo fattore riguarda “lo status”, o meglio il ruolo in Società.

E’ del tutto evidente che l’aspirazione di Perinetti era quella di assurgere ad un ruolo più complessivo, ad una sorta di General Manager (mutuato dalla scuola inglese di Premier League) dove abbinare le funzioni tecnico-sportive a quelle economiche potendo così disporre di più potere decisionale, anche se aumentato nelle responsabilità di rendere conto dei risultati.

E invece big Joe ha confezionato un bel sandwich (quasi un big Mac) nel quale ha inserito il buon Perinetti.

Sopra (anche nel sandwich) Andrea Rogg arrivato con l’esperienza di Direttore Marketing ed assurto al ruolo molto più solido e di grande responsabilità di CEO (chef executive officier) che tradotto in Italiano significa Amministratore Delegato con pesanti deleghe operative: una sorta di supervisore. Quasi un Megadirettore Galattico.

Sotto (solo nel sandwich) Dante Scibilia con il ruolo di Direttore Generale (ma quanti c…di Direttori ci sono in questa società che ha un fatturato abbondantemente sotto i 10Mil €?) con le deleghe alla amministrazione-finanza (i schei), al personale e alle relazioni istituzionali (Comune Regione e compagnia cantante).

Se poi si aggiunge che il “buon” Perinetti stava aspettando un rinnovo contrattuale (anticipato rispetto alla scadenza naturale del 30/06/2018) quasi a sancire una manifestazione di fiducia TOTALE da parte della Società e che questo rinnovo non arrivava mai, allora lo scenario si può considerare chiuso.

Ma quello che deve preoccupare non sono le sorti di Perinetti, al quale mai ci ha legato nessun tipo di rapporto che non fosse formale, ma è il quadro complessivo che abbiamo di fronte.

La solidità economica di questa società è ancora tale? O si sta profilando un indebolimento nella capacità di raccogliere investitori, nella possibilità di tenere i conti in equilibrio?

E ancora: tutto quel gran annunciare “stadi nuovi” e accordi con archistar e grandi realtà dell’imprenditoria impiantistica internazionale che fine ha fatto dopo mesi e mesi di “faremo, stiamo facendo”, sempre in grande sintonia con amici e protettori politici, alla continua ricerca di investitori (anche l’ultimo viaggio a Dubai del tutto fumoso – “vedremo” cit. JT)?

Un bel pantano nel quale avevamo temuto e fin anche preconizzato si sarebbe andata ad infognare una campagna basata quasi tutta sulla comunicazione mediatica http://www.veneziaunited.com/sezione/le-iniziative/campagne/dossier-stadio/

A questo punto si impongono parole chiare e risolutive da parte del Presidente; le dichiarazioni lette anche oggi sui quotidiani, al di là della consueta rivendicazione di “quanto siamo belli, quanto siamo forti, quanto siamo bravi” non ci soddisfano: i tifosi non sono clienti e come ha sempre sostenuto lo stesso JT essi sono gli unici e veri proprietari di questa squadra, di questi colori, della sua storia.

E’ a loro che bisogna dar conto, prima che a chiunque altro!

E non veniteci a dire che i risultati del campo devono tacitare ogni legittima domanda o ogni critica circostanziata; noi allo stadio ci siamo sempre andati, anche nei momenti più bui, e continueremo ad andarci facendo il tifo per questa squadra e per i colori ArancioNeroVerdi.

Non ci accontentiamo del banale e pavido “non disturbate il manovratore”.