AC BELLARIA IGEA MARINA

4 aprile 2013

Andiamo a conoscere storia, squadra e curiosità del Bellaria Igea Marina, l’avversaria degli arancioneroverdi nella ventinovesima giornata di campionato, la dodicesima del girone di ritorno.

 

 

Sito Ufficiale

 

 

STORIA e PRECEDENTI

L’A.C. Bellaria Igea Marina, è nata nel luglio del 1994 dalla fusione delle tre realtà calcistiche della cittadina romagnola: l’A.C. Bellaria (la più antica società del Comune che dal 1952 militò nei campionati regionali tra Promozione e Seconda Categoria), l’A.C. Igea Marina e la Dinamo Bordonchio, club che precedentemente praticava attività esclusivamente a livello giovanile.
Nella sua storia pre-fusoine, l’AC Bellaria ha potuto contare su allenatori di rilievo, tra i quali Arrigo Sacchi e Franco Varrella, vice allenatore del primo con l’Italia ad USA ’94 e tecnico dei romagnoli anche nei recenti campionati di C2. A loro si uniscono Luca Fusi, già compagno di squadra di Maradona al Napoli e i vari Gastone Bean e Luca Bianchedi. Il nuovo club, iscritto al campionato di Prima Categoria nel 1994, inizia fin da subito una rapida ascesa nella piramide del calcio dillettantistico: già dalla prima stagione, infatti, l’A.C. Bellaria Igea Marina ottiene immediatamente l’accesso alla Promozione e concede il bis già nell’annata successiva ottenendo una nuova promozione, questa volta in Eccellenza. La militanza nel massimo campionato regionale dura tre stagioni, nell’ultima delle quali i biancoazzurri (questi i colori sociali del club) ottengono la vittoria finale e la successiva promozione in Serie D, che arriva per la prima volta nel comune romagnolo nel maggio del 1999. Il Bellaria si dimostra a proprio agio anche nella nuova categoria nazionale: alla prima stagione conquista la salvezza senza particolari sofferenze (13esimo posto finale), mentre nella seconda conclude addirittura al sesto posto sfiorando i play-off. Nella stagione 2001/02 disputa un discerto torneo concludendo al 12esimo posto, ma l’anno successivo la squadra si rende protagonista di un exploit raggiungendo il quarto posto finale. Si tratta del miglior risultato nella storia della giovane compagine romagnola, inaspettatamente premiato con la promozione in C2 grazie alla propria solidità economica e alla mancata iscrizione di altri club più avanti in graduatoria ripescaggi.
In concomitanza con l’accesso tra i professionisti del Bellaria Igea Marina, nella cittadina romagnola vengono rifondae sia l’Igea Marina che la Dinamo Bordonchio in qualità di società satelliti del primo club cittadino. La rinata Igea riesce ad arrivare sino al campionato di Promozione mentre la Dinamo riprende a lavorare col solo settore giovanile in funzione dell’AC Bellaria Igea Marina.
La prima stagione tra i professionisti si conclude in zona play-out, dove i romagnoli vengono sconfitti dalla Rosetana negli spareggi salvezza, ma beneficiano nuovamente di un ripescaggio che consente loro di mantenere la categoria. Nei tre campionati successivi, invece, il Bellaria Igea acquista maggior dimestichezza con la quarta serie italiana e ottiene tre tranquille posizioni finali, terminando due volte al 12esimo posto in classifica e una volta nono. Nel luglio del 2007 avviene un cambio di proprietà: il club, infatti, passa da un gruppo di imprenditori locali alla Cooperativa Muratori di Verucchio, che nomina il presidente Sauro Nicolini come nuovo amministratore unico del sodalizio romagnolo.
La prima stagione sotto la nuova proprietà porta al miglior risultato di sempre, il settimo posto finale in C2 al termine del campionato 2007/08. Nell’estate del 2008 Igea Marina e Dinamo Bordonchio vengono nuovamente inglobate dall’AC Bellaria Igea, che si trova così dotata di uno dei migliori settori giovanili della Riviera romagnola. Contestualmente la società entra nell’orbita del Cesena calcio, dal quale riceve diversi giovani da valorizzare che contribuiscono alla permanenza tra i professionisti del piccolo club biancoazzurro. Al termine delle stagioni 2008/09 e 2009/10 il Bellaria Igea deve nuovamente giocare gli spareggi salvezza, vincendo la prima volta contro il CuoioCappiano e perdendo la seconda contro il Poggibonsi, ma ancora una volta beneficia di un ripescaggio. Il rendimento della squadra migliora nelle due stagioni precendi all’attuale, prima con un decimo posto finale e poi con la quindicesima piazza ottenuta nel maggio dello scorso anno.
Dall’intera cronistoria del Bellaria e del Bellaria Igea Marina è intuibile pensare che la gara d’andata al Penzo sia stato il primo precedente assoluto tra arancioneroverdi e biancazzurri, club dai blasoni così distanti l’uno dall’altro. Ciononostante i romagnoli sono riusciti ad impressionare alla loro prima a Sant’Elena, bloccando l’Unione su un pirotecnico 4-4 dai continui botta e risposta con reti a firma di quattro giocatori, autori di una doppietta ciascuno. Si tratta di Lauria e D’Appolonia per gli arancioneroverdi, Bernacci e Fall per i romagnoli.

ALLENATORE e SCHEMA TATTICO

RenateBELLARIAL’AC Bellaria Igea Marina ha iniziato la stagione sotto la guida del campano Alfonso Pepe, che col 3-4-1-2 era riuscito a dare un bel gioco alla sua giovane squadra, ma alcune incomprensioni col presidente l’hanno portato alle dimissioni nello scorso gennaio. La conduzione tecnica è quindi stata affidata a Marco Osio, anconetano classe 1966 che molti ricorderanno aver indossato la maglia dello stellare (e successivamente fallimentare) Parma degli anni Novanta. Osio è stato, tra l’altro, il primo giocatore italiano a giocare con un club brasiliano, il Palmeiras del 1996 al tempo controllato dalla Parmalat. La sua esperienza da allenatore è iniziata in Serie D, dove ha condotto in serie Brescello, Aosta, Pergolese e Crociati Noceto. Nel 2007 la prima esperienza da allenatore professionista con la Nuorese, durata però pochi mesi. Ne segue una pausa d’attività di oltre tre anni, terminata due stagioni fa quando prende posto sulla panchina della Fortis Juventus, compagine toscana di Serie D. Nella passato campionato ha allenato l’Ancona, squadra della sua città, raggiungendo i play-off ma non venendo riconfermato. Ed eccoci al 2013 e alla chiamata tra i professionisti in quel di Bellaria, con risultati al momento eccellenti (con l’attuale striscia di sette risultati utili consecutivi, il Bellaria è secondo solo all’Unione Venezia come stato forma).
Osio contà sulla freschezza e sulla spregiudicatezza della sua giovane squadra, schierando gli undici effettivi con un offensivo 4-3-3. L’unico giocatore d’esperienza è l’attaccante Bernacci, fin lo scorso anno centravanti in Serie B con la maglia del Modena e precedentemente bandiera del Cesena. Tra l’altro Bernacci è stato indisponibile nell’ultimo mese, ma il sostituto Zamblera (arrivato a gennaio in prestito dal Brescia) non lo ha fatto rimpiangere segnando tre reti nelle ultime quattro gare. Come si diceva, il resto della squadra è esclusivamente composto da giocatori nati dall’anno 1990 in poi, fatta eccezione per il secondo portiere Melillo. A gennaio la rosa è stata rinforzata da un recentissimo ex arancioneroverde quale Giulio Grifoni,  importante elemento della vincente rosa dell’Unione nella scorsa stagione (27 presenze, un gol e quattro assist). Giocatore notoriamente offensivo, Grifoni è ora schierato da Osio addirittura nella posizione di terzino destro. Altri giocatori da segnalare sono l’esterno d’attacco Marco Tattini, classe ’90 con presenze in B al Cesena, e Ameth Fall, centravanti dal fisico possente che ha già impressionato nella gara d’andata a Sant’Elena ma, come Bernacci, è alle prese con fastidi fisici nell’ultimo periodo.

LA ROSA

Portieri: Cece Mario (1992), Melillo Vincenzo (1986), Montenegro Angelo (1994), Rossini Andrea (1990).

Difensori: Fabi Cannella Matteo (1993), Martinelli Riccardo (1991), Maccarone Giordano (1990), Masullo Roberto (1992), Gerolino Adolfo (1990), Maniero Nicola (1991), Riccardi Luigi (1991), Venneri Andrea (1991).

Centrocampisti: Dragoni Riccardo (1991), Grifoni Giulio (1993), Mariani Marco (1992), Migliore Gianluigi (1991), O’Neal Ephram (1993), Pacino Edoardo (1991), Perrino Giuseppe (1992), Raparo Marco (1991), Rossetti Valerio (1990), Stambazzi Matteo (1993), Stella Francesco (1991), Ulizio Andrea (1994), Zaccagni Mattia (1995).

Attaccanti: Bernacci Marco (1983), Bangoura Ibrahima Thiam (1993), Calautti Francesco (1993), De Luca Giuseppe (1993), Fall Ameth (1991), Famà Matteo (1991), Mastroianni Ferdinando (1992), Nicastro Francesco (1991), Tattini Marco (1990), Zamblera Fabio (1990).

STADIO e TIFOSI

Lo stadio di Bellaria, posto tra la statale 16 Adriatica e il fiume Uso che separa Bellaria da Igea Marina, è intitolato ad Enrico Nanni, calciatore dell’ A.C. Bellaria prematuramente scomparso negli anni ’60. Inaugurato nel 1968 l’impianto ha una capienza di 2501 posti a sedere divisi tra gli 887 della tribuna principale, coperta nel settore centrale, e i 1304 della prospicente gradinata prefabbricata destinata agli ospiti. I rimanenti 281 posti sono situati in una piccola struttura di curva sul lato est dell’impianto. La tribuna conta 15 posti riservati alla stampa e 14 per le persone diversamente abili. Lo stadio bellariese ha appena ospitato il Torneo Daniele Pecci, importante manifestazione giovanile giunta ormai alla 32° edizione e che si svolge ogni anno a Pasqua.
A seguito del club biancazzurro, espressione calcistica di un comune che dai dati Istat conta 19358 abitanti, non vi è un vero e proprio tifo organizzato. Il pubblico si limita a qualche centinaio di appassionati locali, diminuiti nel corso degli ultimi anni a causa delle continue restrizioni sugli accessi allo stadio nelle categorie professionistiche applicate in maniera miope in ogni contesto, a discapito anche di queste piccole piazze dove eventuali problemi di ordine pubblico paiono assolutamente inimmaginabili. L’introduzione della tessera del tifoso, inoltre, ha ridotto sensibilmente e in molti casi eliminato totalmente la rappresentanza ospite che in alcuni casi consentiva un rilevante incasso per il club bellariese. Così se nel 2008 la media spettatori era di 350 spettatori a gara con un picco di 1.000 registrati contro la Reggiana, in cinque anni il valore è sceso del 23% attestandosi ai 271 della stagione attuale. Quest’anno la media spettatori è comunque leggermente più alta dell’anno scorso (250) grazie ai derby con le vicinissime Santarcangelo e Rimini, che hanno portato al Nanni rispettivamente 700 e 800 persone.

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