AC REGGIANA 1919

4 marzo 2014

Andiamo a conoscere storia, squadra e curiosità dell’Associazione Calcio Reggiana 1919, la squadra che  ospiterà gli arancioneroverdi nella ventiquattresima giornata del campionato di Lega Pro Prima Divisione A 2013/2014.

Sito ufficiale

STORIA
Reggiana
La Reggiana venne fondata il 25 settembre 1919 e tra i soci fondatori via era un tale Severino Taddei, ex giocatore del Toro, che scelse il granata (già utilizzato dal 1912 dal preesistente Reggio F.C.) come colore sociale della maglia in onore del Torino. Tuttavia, la maglia nera con bordi bianchi fu la prima indossata dalla Reggiana, in eredità dalla Juventus Reggio che si era fusa col Reggio Football Club per dar vita proprio alla reggiana. Si scelse però di giocare nel campo del Reggio, il Mirabello, ma con la maglia della Juve. Solo in un secondo momento la maglia Granata divenne quella principale. Dagli anni venta al dopoguerra la squadra navigò tra Prima e Seconda Divisione (corrispondenti alle attuali serie A e B).
Nel dopoguerra la Reggiana milita per alcune stagioni nel campionato di Serie B sfiorando in alcune occasioni addirittura la promozione nella massima serie, ma a metà degli anni ’50 viene retrocessa in IV Serie per illeciti sportivi.
Il professionismo viene riconquistato nel 1956 con la promozione in C seguita, otto anni più tardi, con la risalita in Serie B. Il trentennio che va dal 1964 al 1993 vede la Reggiana altalenarsi tra Serie B e Serie C, con diverse promozioni e retrocessioni, fino alla storica prima promozione in Serie A al termine della stagione 1992-93.
Negli anni Novanta la storia sportiva della Reggiana tocca il suo apice con due campionati successivi in Serie A, la retrocessione in B nel 95 e la pronta risalita nella massima serie nel successivo 1995/96. Nel 1996/97 la Reggiana gioca il suo terzo e ultimo campionato di Serie A, poi una lenta discesa prima in B (due stagioni), poi C1 e addirittura C2 (causa fallimento nel 2005), fino al 2008, quando vince il campionato di Seconda Divisione e risale nell’attuale terza serie della piramide calcistica italiana. Nelle prime stagioni di LP1 i granata arrivano ai playoff venendo eliminati per due volte in semifinale, poi seguono alcune stagioni di transizione fino all’ultimo sofferto campionato che si conclude con una miracolosa salvezza conquistata ai playout espugnando lo stadio di Cuneo, pur in inferiorità numerica per tutto il match. Nel frattempo l’attuale proprietà, rappresentata dal presidente Barilli, sembra sul punto di cedere la mano dopo essere subentrata nel 2010 alla cordata delle cooperative che aveva rifondato il club dopo il fallimento del 2005. Tutto da decifrare, per il momento, il futuro della società granata diventata ospite in casa propria dopo che, recentemente, ha perso l’asta per lo stadio, vinta dalla Mapei di Squinzi, proprietario del Sassuolo.

PRECEDENTI
La Reggiana è stata un avversario storico per le due squadre della Laguna: affrontato dal Venezia sin dal 1928 nel primo incontro ufficiale in Prima Divisione, la Serie A d’allora, giocato al Penzo e terminato col punteggio di 3-3, complessivamente sono 28 i precedenti tra Venezia e Reggiana (l’ultimo dei quali nel 1971), tradizione favorevole ai neroverdi con 12 successi a 8, otto anche i pareggi. Ben diverso il bilancio tra Reggiana e Mestrina, nettamente a favore dei granata con sei successi su otto precedenti e nessuna vittoria arancionera, ma solo due pareggi conquistati al Baracca nel 1946 (1-1, in Serie B) e nel 1956 (0-0 in Serie C).

La sfida tra Unione e Reggiana è tornata in questo campionato dopo oltre quattro anni: finora granata e arancioneroverdi, dal 1988 ad oggi, si sono affrontati 13 volte. Il bilancio è a favore degli emiliani che si sono imposti sette volte contro i tre successi arancioneroverdi, tre anche i pareggi. Oltre a quello dell’andata, gli altri due successi dell’Unione Venezia risalgono, il primo, al 1992 a Reggio, in Serie B nel vecchio Stadio Mirabello, un 2-0 con doppietta di Paolo Poggi, il secondo, al Penzo nel 1998, anno della prima promozione in A, con Filippini e Luppi in gol per il 2-1 finale.

Nelle sei sfide giocate in Emilia il bilancio non sorride certo agli arancioneroverdi, cinque sconfitte ed un solo successo, dal 1989 ad oggi. La prima vittoria reggiana risale al 23 aprile 1989, i granata lanciatissimi verso la B battono di misura (1-0) un VeneziaMestre alla ricerca di punti salvezza. Per la seconda sfida, unica vittoria unionista in terra emiliana, bisogna aspettare la promozione in B degli arancioneroverdi, il 16 febbraio 1992 indimenticabile trasferta per oltre 1500 tifosi al seguito nel vecchio e fascinoso Mirabello che festeggiano una vittoria fondamentale in chiave salvezza grazie alla doppietta di Paolo Poggi. Trasferta di massa replicata anche nella stagione successiva, il 6 dicembre ’92, quando gli arancioneroverdi furono applauditi da oltre 2000 tifosi, seppur sconfitti (2-0) da una Reggiana destinata alla promozione. Le tre sfide al Giglio invece sono datate 15 ottobre 1995, un pesante 3-0 che costò a Marchioro la panchina, 16 novembre ’97, altra sconfitta questa volta per 2-0, uno dei pochi passi falsi nell’anno della promozione in serie A, e 21 settembre 2008, 2-1 per i granata, il gol del solito Poggi non bastò. Questa la formazione arancioneroverde scesa in campo in quella occasione:

Stadio Città del Tricolore, domenica 21 settembre 2008 ore 15:00, spettatori 3212

REGGIANA – UNIONE VENEZIA 2-1
Reti: 44′ pt Maschio, 9′ st Poggi, 11′ st Falconieri

UNIONE VENEZIA (4-3-3): Aprea; Semenzato, Lebran, Galuppo, Anderson; Drascek, Bono, Ruffini (Rebecca); Collauto (Corradi), Malatesta, Poggi (Ibekwe). All.: Michele Serena.
A disposizione: Lotti, Tricoli, Gardella, Fornaio.

 

SQUADRA

L'undici iniziale della Reggiana che lunedì scorso ha perso 0-1 col Savona in casa.

L’undici iniziale della Reggiana che lunedì scorso ha perso 0-1 col Savona in casa.

La Reggiana si presenta alla gara interna con gli arancioneroverdi nel peggior periodo della suo campionato, in una stagione di transizione per la Lega Pro tanto quanto per il sodalizio granata. Nel corso di questo campionato, infatti, i tifosi reggiani hanno assistito ad un progressivo disimpegno da parte della proprietà Barilli che intende cedere il club. Eppure sul campo l’inizio di stagione, con Pierfrancesco Battistini in panchina, non era stato affatto male, con sette punti nelle prime quattro gare, ma da metà ottobre sono stati veramente poche le gioie per i colori granata: quattro sconfitte consecutive tra ottobre e novembre (la seconda dei quali maturata al Penzo), un dicembre e gennaio a corrente alterna e un distastroso febbraio con tre sconfitte su tre. Dopo il ko interno con la Pro Patria del 9 febbraio, la società ha deciso per il cambio di conduzione tecnica affidando al squadra a Marcello Montanari. Nato nell’Isola d’Elba 49 anni fa, il tecnico toscano è stato centrocampista del Venezia nelle ultime due stagioni pre unione (1985-87), e nel 1991-92 ha anche giocato in Serie A con Inter e Bari. La sua carriera da allenatore è iniziata proprio a Reggio, dove ha fatto il vice dal 2008 al 2010 per poi passare alla conduzione della squadra Allievi: ora la prima esperienza da tecnico della prima squadra, nella stessa Reggiana che lo aveva lanciato come calciatore trent’anni fa. Alla prima di Montanari in panchina i granata hanno ben giocato contro l’Albinoleffe in trasferta, seppur i seriani siano riusciti ad imporsi per 1-0. Ancor meno felice la seconda gara del nuovo tecnico, che ha visto la sua squadra cedere in casa al Savona nell’ultimo turno, disputato lunedì scorso, nonostante un uomo in più per 40 minuti di gioco. In queste due gare Montanari ha progressivamente mutato l’assetto tattico della squadra, dopo oltre mezza stagione giocata col 4-2-3-1 caro a Battistini. Nella prima gara il nuovo tecnico ha optato per un classico 4-4-2, mentre nell’ultima è sceso in campo con un inedito 4-1-3-2 dove non trovava spazio capitan Alessi, trequartista classe ’77 autentica bandiera granata giocando per questi colori da sette anni. Le variazioni non hanno riguardato più di tanto la difesa, che vede Bandini e Possenti giocare come terzini con Dametto e il nuovo arrivato De Giosa (dal Latina) a comporre la coppia centrale. In porta il titolare resta Niccolò Bellucci, nonostante l’arrivo in prestito dal Genoa del giovane portiere slovacco Zima. Novità invece a centrocampo dove non son stati schierati esterni offensivi ma due mezz’ale, un mediano centrale e un playmaker davanti alla divesa. Nel ruolo di regista troviamo l’esperto Paolo Zanetti, già in Serie A con la maglia del Torino, che agisce leggermente dietro ad un altro mediano d’esperienza come Andrea Parola, che contro gli arancioneroverdi sarà squalificato ma finora è stato il terzo giocatore più impiegato della rosa dopo il portiere Bellucci e il difensore centrale Dametto. Come mezz’ale sono stati impiegati l’ex Vicenza Michele Cavion e il brasiliano André Viapiana, due elementi chiave del centrocampo reggiano in questa stagione con rispettivamente 20 e 17 presenze totalizzate finora. Con questo schieramento Montanari riesce a schierare entrambe le punte a sua disposizione: si tratta del bomber Anastasi (già avversario degli arancioneroverdi la scorsa stagione col Santarcangelo) e di Francesco Ruopolo, possente centravanti con una buona carriera in Serie B alle spalle.

ROSA

Allenatore: Marcello Montanari (1965, dal 12 febbraio 2014).

Portieri: Bellucci Niccolò (1988), Simonazzi Massimiliano (1996), Zima Lukas (1994) dal Genoa.

Difensori: Bandini Andrea (1994), Dametto Paolo (1993), De Giosa Roberto (1981) dal Latina, Piccinelli Marco (1989), Possenti Marcello (1992), Scappi Federico (1994), Solini Matteo (1993), Zanchi Andrea (1991) dal Perugia.

Centrocampisti: Alessi Giuseppe (1977), Antonelli Agomeri Filippo (1978), Bovi Nicolas (1993), Cavalieri Gianmarco (1990), Cavion Michele (1994), Fondi Filippo (1989) dal Bassano Virtus, Mazzera Luca (1993), Parola Andrea (1979), Rampi Francesco (1990), Viapiana André (1981), Zanetti Paolo (1982).

Attaccanti: Anastasi Valerio (1990), Brunori Sandri Matteo (1994), Cais Davide (1994), De Silvestro Elio (1993), Ruopolo Francesco (1983).

CESSIONI: Scielzo Pasquale (A 1994) al Darfo Boario, Arati Matteo (D 1990) al Bassano Virtus, Aya Ramzi (D 1990) al Rimini, Capitanio Filippo (D 1993) al Sorrento, Cossentino Alberto (D 1988) alla Torres, Magliocchetti Daniele (D 1986) all’Ascoli, Leone Daniel (P 1993) alla Torres.

STADIO
giglioIn principio fu il Mirabello. Il primo stadio cittadino venne attrezzato nella zona a sud del bastione di San Pietro, denominata già allora Mirabello nel 1910. le prime tribune arrivarono nel 1919, edificate dai prigionieri di guerra austroungarici. Caratterizzato da tribune a ridosso del terreno di gioco, fu teatro della storica promozione in serie A dei granata nel 1993 prima di chiudere i battenti nel 1995 quando la Reggiana si trasferì nel nuovo Stadio Giglio, questa la denominazione iniziale dell’attuale Città del Tricolore, attualmente preceduto nel nome dallo sponsor Mapei.

Principale impianto sportivo di Reggio nell’Emilia e, adibito quasi esclusivamente al calcio, il Mapei Stadium – Città del Tricolore, è la casa della Reggiana e da quest’anno anche quella del Sassuolo, neopromosso in Serie A. Situato alla periferia nord di Reggio nell’Emilia, l’impianto  venne completato nel 1995 e consegnato alla Reggiana per disputarvi le proprie partite interne. La gara inaugurale venne giocata il 15 aprile dello stesso anno, quando fu disputato l’incontro di Serie A tra i granata e la Juventus.

Nel novembre del 2004 l’impianto subisce delle modifiche rispetto alla configurazione iniziale per la realizzazione del progetto I Petali, un centro ludico-commerciale che concentra attorno al catino dell’impianto lo shopping, servizi per il tempo libero e lo svago. La realizzazione del centro commerciale ha causato una diminuzione della capienza effettiva totale (da 29.380 a circa 25.859 posti, poi ulteriormente ridotti a 20.084 per le partite di calcio) a causa di un restringimento delle due curve e del settore dei distinti. Se infatti si osservano le curve si nota che sono asimmetriche per colpa del “taglio” effettuato dalla parte dei Petali. Allo stesso modo se si osservano i distinti si nota che la copertura si estende oltre la fine degli spalti per circa 10 metri da entrambi i lati, infatti originariamente la copertura era lunga quanto gli spalti.

Nella stagione 2013-2014 lo stadio torna ad ospitare la Serie A, essendo stato scelto dal neopromosso Sassuolo come suo nuovo impianto casalingo; la Reggiana condividerà quindi l’impianto col club neroverde. Pur essendo solo in affitto, il Sassuolo ha comunque deciso di ridenominare l’impianto in Mapei Stadium dopo che, nel marzo 2012, a coronamento di una pesante opera di ristrutturazione iniziata nel 2010,  l’impianto era stato rinominato da Stadio Giglio a Stadio di Reggio Emilia Città del Tricolore per volontà del Comune di Reggio nell’Emilia e della stessa Reggiana per richiamare il fatto storico che vuole la città emiliana patria della bandiera d’Italia. Inoltre, per far fronte alle esigenze del Sassuolo, la capienza è passata da 20.084 a 23 717 posti. Quest’operazione è stata fattibile attraverso un nuovo calcolo dei parametri per quanto riguarda le uscite della Curva Nord (settore ospiti) la cui capienza è stata aumentata fino a 4 000 posti; l’altro aumento richiesto riguarda il settore dei Distinti, che passano da 6 100 a 8 000 posti, realizzato mettendo in atto una zona di prefiltraggio utilizzando transenne mobili.

La costruzione dello stadio, di proprietà del club reggiano, unico caso in Italia, fu finanziata anche dagli abbonamenti pluriennali dei tifosi della Reggiana, altra caratteristica unica nel panorama calcistico nazionale. Con il fallimento del club, e della controllata Mirabello 2000, che ne deteneva la proprietà, l’impianto, affidato per anni alla curatela fallimentare, e tramite questa alla nuova Reggiana, è stato messo all’asta. Lo scorso 3 dicembre lo stadio è così diventato di proprietà della Mapei, società di proprietà del patron del Sassuolo, che ha superato l’offerta della Football Properties, società immobiliare creata ad hoc da alcuni imprenditori reggiani, dal comune di Reggio nell’Emilia e capeggiata dal presidente della Reggiana, Alessandro Barilli, aggiudicandosi l’asta, tra le proteste dei tifosi granata che si ritrovano ad essere ospiti in casa propria. Una evidente speculazione, il valore della struttura è di oltre 14 milioni di euro, a fronte di un investimento di neppure 4 milioni, che avviene senza che nessuno, a parte i tifosi, si opponga, mentre in Inghilterra gli stadi vengono registrati dalle amministrazioni locali come Asset of Community Value (ACV, bene di interesse della comunità) per preservarli dalle speculazioni.

L'INGRESSO PRINCIPALE, UNA VISIONE DALL'ALTO E UNA PANORAMICA DELL'INTERNO
Lo stadio è formato da quattro distinte gradinate, due coperte e due scoperte. La Tribuna principale, coperta, è situata a Sud ed accoglie 5.800 spettatori oltre a 917 posti tra palchi, tribuna VIP e tribuna stampa. Di fronte ad essa sono posizionati i Distinti, anch’essi coperti, che hanno una capienza di 8.000 posti. La curva di casa è la Sud, capace di 5.000 posti, il settore ospiti è la dirimpettaia Nord che può ospitare fino a 4.000 persone.

COME ARRIVARE

Lo stadio sorge nell’immediata periferia nord di Reggio Emilia e dista circa un paio di chilometri dal Casello autostradale della A1. Dal centro e dalla stazione ferroviaria di Reggio Emilia lo si può raggiungere con l’autobus linea H in 15′ circa, mentre in auto bastano 5′. Dalla nuova stazione AV Mediopadana e dal casello autostradale di Reggio Emilia vi si arriva in auto in 5′
DUE IMMAGINI DELL'AVVENIRISTICA NUOVA STAZIONE DELL'ALTA VELOCITA' MEDIOPADANA

QUI INFO SUI BIGLIETTI

 

TIFOSI

reggianacurva

Una foto delle curva reggiana nella scorsa primavera

Il tifo organizzato a Reggio Emilia, come in molte a ltre città d’Italia, nasce negli anni settanta. Sono sparsi tra le province di Reggio nell’Emilia e Modena i circa trenta Granata Clubs affiliati al centro coordinamento. Nella curva sud dello Stadio Città del Tricolore il principale gruppo ultras è quello delle Teste Quadre, nato nel 1999 in seguito ad un cambiamento generazionale che aveva portato allo scioglimento dei gruppi ultras storici quali Front, Fedelissimi e Ghetto., scioglimento causato essenzialmente per sopraggiunti problemi di ricambio generazionale interni alla curva granata, si venne a creare una grave lacuna in curva sud. Nel 1999 nacquero così le Teste Quadre, che divennero il gruppo trainante della tifoseria più accesa. Altro importante gruppo ultras, anche se non più posizionato in curva sud, è il Gruppo Vandelli, nato come piccolo sottogruppo all’interno del Ghetto a metà degli anni Ottanta. Con oltre 2.500 spettatori di media (in calando dall’inizio dell’anno) la Reggiana è di gran lunga la terza tifoseria per numeri del nostro girone dopo Vicenza e Cremonese, il record di affluenza è stato registrato nella partita interna con la Cremonese (3.867). Alcuni gruppi della tifoseria granata hanno aderito alla tessera del tifoso e per questo sono presenti anche nelle partite in trasferta, altri seguono la squadra pur se sprovvisti della tessera e rimanendo, talvolta, al di fuori dello stadio, come è accaduto proprio nella partita di andata quando un gruppo di una quarantina di ultras granata si è presentato a Sant’Elena, venendo rispediti indietro dalle forze dell’ordine.

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