BASSANO VIRTUS

10 aprile 2015

Andiamo a conoscere storia, squadra e curiosità del Bassano Virtus, la squadra che  ospiterà gli arancioneroverdi nella quindicesima giornata di ritorno del campionato di Lega Pro 2014/15.

Sito ufficiale

LA STORIA

bassanoLogoL’Unione Sportiva del Grappa fu il prototipo della prima squadra calcistica bassanese, formazione nata nel 1903 ma mai ufficialmente affiliata ad alcun campionato e la cui attività si limitò ad alcune partite dimostrative in ambito locale. L’Associazione Calcio Bassano fu fondata di fatto nel giugno del 1920, ma la prima iscrizione ad un campionato, la Quarta Divisione Veneta, avvenne nel 1923 e la stagione si concluse subito con un primo posto, prima di perdere le semifinali regionali contro l’Opitergina. Il primo posto nella Quarta Divisione venne ripetuto la stagione successiva, così come la sconfitta agli spareggi regionali, questa volta contro il Portogruaro. Il Bassano venne ad ogni modo ammesso d’ufficio alla Terza Divisione, categoria in cui militerà per tre annate prima di ottenere l’accesso alla Seconda Divisione Nord dopo un ulteriore primo posto in campionato. Nel 1928 la squadra si configura come dopolavoro operaio delle Smalterie, al tempo enorme fabbrica della zona orientale della città in cui, si diceva, lavorasse almeno un componente di ogni famiglia dei ceti popolari bassanesi. Non a caso il primo campo sportivo, laddove sorge oggi lo stadio Mercante, nacque a ridosso del quartiere di San Marco, espansione urbana dell’epoca dovuta proprio alla presenza della grande fabbrica. Col nome di SMEV (Smalterie Venete) Bassano, la squadra raggiunse nel 1933, a soli 13 anni dalla fondazione, l’apice storico con la promozione in Prima Divisione, la terza serie nazionale, permanendoci per due stagioni. Immagini del tempo documentano una numerosa folla assiepata attorno alle recinzioni del modesto campo in terra per seguire appassionatamente le gesta di quella squadra operaia, trovando nella partita di pallone un mezzo d’evasione dal controllo sociale della dittatura fascista. Dittatura che, nella figura del podestà, impose nel 1935 il cambio di denominazione in ASF Bassano, ma le imposizioni, si sa, non hanno grande successo: sotto i fascisti la squadra si ritirò già alla prima giornata del campionato 1935-36, la stagione seguente militò senza brillare nel campionato regionale di Prima Divisione e nelle successive tre rimase addirittura inattiva. Si ricostituì solo nel 1940, risalendo in Serie C un anno dopo mentre il conflitto aumentava e la dittatura scricchiolava, finché nel 1944, libero dalla sigla fascista, si iscrisse al Campionato Misto di Guerra trovandosi ad affrontare anche il Venezia (doppia vittoria lagunare, 7-2 al Penzo e 1-0 al Mercante). Al termine del conflitto l’AC Bassano ripartì dalla Serie C Nord dove rimase per tre stagioni prima di riscendere nella categoria regionale di Promozione. Varcò nuovamente i confini veneti nel 1954 salendo nella IV Serie, poi nominata Serie D. Nel 1959-60 disputò per la prima volta il Girone C della Serie D, raggruppamento a noi noto di cui il Bassano è sicuramente una delle squadre più presenti con 19 partecipazioni nel corso della sua storia. Il 1960 segna anche la nuova caduta dei giallorossi nella Prima Categoria Veneta, divisione da cui il Bassano ne uscirà solo nel 1970, tre anni dopo la fusione con la Virtus, seconda realtà cittadina legata agli ambienti ecclesiastici che ancor oggi caratterizza la denominazione sociale del club. Nelle prime due stagioni post fusione, il Bassano Virtus disputò le partite interne nel centralissimo Stadio Giusti, qualche centinaia di metri a sud del cuore cittadino, Piazza Libertà. Con la risalita in Serie D del 1970 i giallorossi tornarono a giocare al Rino Mercante, che nel frattempo aveva acquisito una certa notorietà tra i ciclofili per la sua funzione di velodromo. Ecco quindi sei partecipazioni consecutive al Girone C della Serie D prima di ricadere nella Promozione Veneta e, ancor più giù, nella Prima Categoria con l’avvento della stagione 1978-79. La continua crescita di notorietà del velodromo degli anni ’80 aumenta l’interesse anche per la squadra di calcio che, sulle ali dell’entusiasmo cittadino, ritorna in Serie D nel 1982 e nel 1985, proprio in corrispondenza con i mondiali di ciclismo su pista tenutesi nel Triveneto e anche a Bassano, i giallorossi battono il Chievo in un doppio spareggio e si aspettano il ritorno in Serie C dopo quasi 40 anni. La promozione viene però annullata in quanto vengono accertati degli illeciti sportivi imputabili alla società, che nel corso della stagione aveva comprato alcune partite. L’atto antisportivo del club ha una ripercussione negativa sull’andamento della squadra che non riesce più a brillare in Serie D e dieci anni più tardi, nel 1996, retrocede addirittura in Eccellenza. Siamo quindi alla storia recente, con il patron della nota azienda d’abbigliamento Diesel che acquista la società con proclami di portarla in Serie B in pochi anni tanto da paventare addirittura la costruzione di un nuovo stadio. Una nuova società economicamente forte impiega però ben nove anni a conquistare la C2, quando vince il Girone C di Serie D e lo Scudetto Dilettanti 2004/05. La prima stagione del Bassano Virtus tra i professionisti è anche la prima in quarta serie per l’Unione Venezia dopo il penultimo fallimento del 2005, anno quindi del primo precenente storico tra giallorossi e arancioneroverdi.

PRECEDENTI

L’Unione Venezia ha affrontato il Bassano Virtus in campionato cinque volte, il bilancio vede in vantaggio i giallorossi, due vittorie vicentine contro una lagunare, due i pareggi. Al Mercante si è giocato due volte, nel 2005/6 finì’1-1 al gol di Moro e al pareggio del Bassano al 95esimo su rigore contestato, l’ultima sfida è quella del 2012/13 conclusasi con la vittoria dei padroni di casa per 1-o, gol di Berrettoni. Esistono altri due precedenti tra Unione e Bassano, entrambi di Coppa Italia Lega Pro (uno giocato al Mercante, uno a Dolo) ed entrambi conclusisi con la vittoria dei giallorossi. Prima della fusione due soli i precedenti tra neroverdi e bassanesi, doppia vittoria veneziana nel campionato di guerra 1943/44, mentre tra arancioneri e giallorossi sono numerosi i precedenti, ben trenta tra il 1926 e il 1976 nettamente a favore dei mestrini con 14 successi a 10, sei i pareggi.
Questi gli arancioneroverdi scesi in campo nell’ultimo precedente al Mercante:

11a giornata LP2/A, Stadio Rino Mercante, Bassano del Grappa (VI), domenica 11 novembre 2012 ore 14:30

Bassano Virtus – Unione Venezia 1-0

RETI: 38′ Berrettoni

UNIONE VENEZIA (4-3-1-2): Moreau; Cabeccia, Giovannini, Battaglia, Bertolucci; Taddei, Princivalli (19′ st Godeas), Maracchi; Lauria (25′ st Margarita); Franchini, Marconi (30′ st D’Appolonia). All.: Diego Zanin.

A disposizione: Bonato, Dascoli, Scardala, Campagna.

ARBITRO: Marco Capilungo di Lecce.

NOTE: Giornata piovosa, terreno scivoloso ma ben drenato. Ammoniti: Basso, Berrettoni, Correa, Longobardi, Toninelli; Franchini, Margarita, Taddei. Espulso: al 18′ st Basso per doppia ammonizione; al 46′ st Cabeccia per fallo. Angoli: 7-5 per il Bassano. Recupero: 1′ pt – 4′ st.

 

LA SQUADRA

Non c’è che dire, squadra equilibratissima il Bassano che l’Unione Venezia va ad incontrare direttamente nella sua tana di successo. I giallorossi hanno totalizzato finora 64 punti. Punti conquistati metà in casa e metà in trasferta. Ma anche squadra giovane (media anni 24,6, contro i 26,3 degli arancioneroverdi) e squadra che ripartisce con equilibrio pure le realizzazioni tra le punte. Gli esperti Pietribiasi (13 gol), Nolè (9), Iocolano (8) soprattutto, ma dove si destreggia molto bene anche il centrocampista Cattaneo (7) e il giovane Maistrello (5). E, proprio questa capacità di distribuire i successi tra più elementi, potrebbe essere una ragione per indurre mister Antonino Asta a confermare l’undici capace di sbancare il difficilissimo campo del Como appena una settimana fa. E’ vero, i giallorossi giocano in casa e il modulo d’attacco 3+1 potrebbe apparire eccessivamente guardingo per una squadra che punta solo alla vittoria. Ma di fronte c’è un’Unione Venezia che sarà molto attenta in difesa con il più che evidente intento di strappare un altro punticino che serva a rafforzare l’intento di evitare un pericoloso intruppamento verso i temuti play-out. Quindi la manovra ariosa con un unico ariete potrebbe essere privilegiata. Ma se l’attacco bassanese gravita su giocatori molto navigati, centrocampo e difesa sono in mano a elementi anche molto giovani, ma già ampiamente collaudati e ricchi di qualità individuali, oltre che capaci di riproporre al meglio, sul campo, le teorie del maestro che sta in panchina. Per non andare troppo lontano, basta citare i due ex lagunari Semenzato (difensore) e Cenetti (centrocampista) che al Penzo hanno lasciato buoni ricordi. Pur se le considerazioni di questo tipo lasciano il tempo che trovano, val la pena di citare le valutazioni di mercato della rosa della squadra. Il Bassano, complessivamente, sfiora i 4 milioni, mentre l’Unione Venezia (ma compresi i numerosi infortunati di lungo corso, mai o quasi mai visti in campo quest’anno) sta mezzo milione sotto. Aria fritta? Forse anche no, se si considera la differenza in classifica tra le due contendenti di oggi.

ROSA

Allenatore: Antonino Asta (17/11/1970) dal 23 giugno 2014

Partenze a Gennaio: Tonon Nicolò (1993) e Munarini Luca (1993) al Savona.

Portieri: Grandi Matteo (1992), Rossi Gian Maria (1986).

Difensori: Bizzotto Nicola (1990), Ingegneri Andrea (1992), Priola Giusto (1990), Semenzato Daniel (1987), Stevanin Filippo (1994), Toninelli Dario (1992), Zanella Enrico (1992).

Centrocampisti: Casarini Andrea () dal Savona, Cattaneo Luca (1989), Cenetti Giacomo (1989), Cortesi Elia (1992), Davì Guido (1990), Furlan Federico (1990), Iocolano Simone (1989), Proietti Mattia (1992),.

Attaccanti: Maistrello Tommy (1993), Nolè Angelo (1984), Pietribiasi Stefano (1985), Spadafora Manuel (1994) dal Savona.

STADIO

Il Velodromo Rino Mercante è un impianto inserito in una zona di denso tessuto urbano nella zona più popolata della città. Lo stadio è situato circa due chilometri ad est del centro storico, al termine di Viale Venezia, principale arteria orientale della città. La pista del velodromo è stata inaugurata negli anni ’40 e l’impianto ha vissuto il massimo della gloria negli anni ’70 e ’80, in quanto arrivo di numerose tappe del Giro d’Italia nonché pista dei Mondiali di ciclismo del 1985. Negli ultimi anni, contemporaneamente al declino del ciclismo su pista, l’impianto è quasi esclusivamente dedicato al calcio e alle partite del Bassano Virtus. Lo stadio è composto da due tribune: quella principale presenta posti per 2.200 persone ed è stata costruita in occasione dei Mondiali, mentre quella Nord, i distinti, è più storica e può ospitare circa 700 spettatori. Non esistono posti nelle curve che, come a Portogruaro e Pordenone, sono rimpiazzate dalle paraboliche della pista del velodromo.

TIFOSI

I Fedelissimi, storico gruppo di tifosi di mezza età, usavano sedersi nei distinti, tribuna piccola all’inglese con le spalle al nord e quindi più accogliente nella stagione invernale. La salita nei professionisti non ha spinto società e Comune a creare un nuovo settore ospiti, semplicemente è stato riservato alle altre tifoserie questo settore (che vantava tra l’altro i prezzi più bassi dello stadio) con forzato esilio degli storici tifosi bassanesi. Con l’avvento della tessera del tifoso ne risulta che la storica tribuna risulti quasi sempre totalmente vuota e tutti gli spettatori prendano posto nella tribuna centrale, molto fredda d’inverno in quanto esposta a nord e al vento del Canale di Brenta. In mancanza di dati ufficiali non possiamo stabilire con esattezza quale sia stata la partita con più pubblico al Mercante negli ultimi anni, ma certamente tra queste troviamo la visita dell’Unione Venezia nel 2006 e la sfida dei play-off persa col Portogruaro nel 2008, occasioni in cui si rasentarono i 2.000 spettatori. Negli ultimi anni anche squadre con molto pubblico quali Salernitana e Hellas Verona hanno recato visita al Bassano, ma le limitazioni intervenute in quegli anni hanno fatto si che l’affluenza risultasse inferiore a quella delle partite prima citate. Anche i Boys Bassano, gruppo di giovani tifosi nato nel 2005 in seguito alla promozione in C2, sembrano aver desistito dal seguire costantemente la squadra dopo l’entusiasmo dei primi anni tra i professionisti. Due stagioni fa quando militava con l’Unione Venezia in Seconda Divisione, il Bassano Virtus ha registrato una media di 629 spettatori a partita. La stagione scorsa, quella del successo, vi è stato un aumento di 200 unità (824 a gara), valore notevolmente salito nel corso di questo campionato (attualmente 1009 spettatori medi).

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