CAMPODARSEGO

24 ottobre 2015

Andiamo a conoscere storia, curiosità e schema tattico del CAMPODARSEGO, avversario degli arancioneroverdi per la decima giornata del campionato di serie D girone C

 

sito ufficiale

 

STORIA

campodarsego

L’odierno A.C.D. Campodarsego trova le sue radici nell’ACD Alta Padovana, club sorto nel 2002 dalla fusione fra US Campodarsego e AC Reschigliano, le maggiori società sportive del territorio comunale. I colori sociali del club, dopo il rossoblu adottato inizialmente, sono tornati ad essere il biancorosso del gonfalone cittadino (e dei due club precedenti) cinque anni dopo la fondazione del nuovo sodalizio quando, nel 2007, in contemporanea con l’ingresso nel direttivo dell’attuale presidente Daniele Pagin, la società ha deciso di cambiare anche denominazione: accantonato il riferimento territoriale più ampio, si è infatti deciso di rinsaldare le radici nella comunità locale assumendo il nome attuale. I riferimenti storici della società rimangono peraltro quelli dell’AC Reschigliano nata nel 1974.

Il progetto sportivo del club si è centrato sulla promozione del settore giovanile e, di pari passo, sulla crescita della prima squadra approdata quest’anno, per la prima volta in 31 anni di storia in serie D. La società biancorossa negli ultimi anni è cresciuta per organizzazione e professionalità, distinguendosi per la decisa scalata che ha portato i biancorossi fino alla serie D. Nel 2007 infatti il club del neo presidente Pagin militava in Prima Categoria, raggiunta la Promozione nel 2009 è arrivato subito il salto in Eccellenza conquistata dopo i playoff regionali. Il team, guidato in panchina da Damiano Longhi, secondo in campionato dietro il Delta, elimina via via Solesinese, Porto Viro, Favaro e, in finale batte l’Ellesse La Loggia centrando la prima promozione nella massima categoria regionale. L’esperienza in Eccellenza comincia bene e il Campodarsego termina la sua prima stagione all’ottavo posto. L’anno successivo però, la scalata biancorossa verso la D ha una battuta d’arresto con la retrocessione in Promozione dopo la sconfitta ai playout con il Ponzano. La riscossa però arriva immediatamente e il Campodarsego, con il secondo posto nel campionato di Promozione 2012/13, riconquista subito l’Eccellenza. Una stagione di transizione e poi l’assalto alla D che riesce al primo tentativo con il primo posto nel girone A davanti all’Adriese. La stagione trionfale si completa con la conquista della Coppa Veneto di categoria sconfiggendo la Mestrina sul neutro di Mirano. Il cammino in Coppa Italia, dopo la vittoria nel giorne con i sudtirolesi del Sankt Georgen e i friulani della Virtus Corno, si ferma però ai quarti di finali davanti alla Bustese, formazione lombarda che poi arriverà in finale.

PRECEDENTI

Nessun precedente in partite di campionato tra gli arancioneroverdi e i biancorossi.  La sfida è un inedito assoluto. Nell’alta padovana (patria adottiva del compianto Enrico Rigoni, patron della rinascita dell’Unione Venezia nel 2010), tolte le trasferte a Cittadella, le apparizioni arancioneroverdi risalgono soltanto a qualche amichevole infrasettimanale con alcune delle formazioni del territorio. Anche prima della fusione non risultano precedenti ufficiali con neroverdi ed arancioneri.

ALLENATORE E SCHEMA TATTICO

Antonio Andreucci, toscano di Lucca, ex centrocampista centrale  di Empoli (C1), Lucchese (C2), Schio, Bassano ed Arzignano, è il tecnico del Campodarsego dal 6 giugno 2014. Andreucci, nato il 23 maggio 1965, ha cominciato ad allenare nel 1998 sulla panchina dell’AsoloFonte FBC, club ora scomparso, portato dalla seconda categoria ad un passo dalla serie D. Chiusa l’esperienza con il club asolano, sale comunque in D con il Belluno. Sulla panchina gialloblu resta due stagioni nelle quali la squadra conquista due settimi posti. Lasciati i bellunesi, resta inattivo per qualche mese fino al marzo del 2010 quando arriva la chiamata del Domegliara che conduce ad una tranquilla salvezza. La stagione successiva, dopo l’iniziale standby subentra a ottobre alla guida del Sottomarina (oggi Clodiense) in Eccellenza e conduce gli allora neroverdi ad un ottimo quinto posto. Chiamato dal vulcanico Diquigiovanni al Real Vicenza nel campionato 2011/12 porta i biancorossi in serie D vincendo i playoff, in serie D viene però esonerato a gennaio 2013 con la squadra quinta in classifica. Resta in attesa di una chiamata fino a novembre 2013 quando il TrissinoValdagno lo ingaggia per cercare di raggiungere la salvezza in serie D, agevolmente conquistata con il nono posto finale. Ma con la fusione tra il TrissinoValdagno ed il Marano a cui si oppone pubblicamente, resta senza squadra. Una vacanza che dura pochissimo perchè nel frattempo arriva la chiamata del Campodarsego che, con Andreucci in panchina conquista la promozione in D e la Coppa Veneto di Eccellenza.

Il suo Campodarsego è formazione estremamente pratica e concreta. Molto efficace sulle ripartenze e nel gioco di rimessa, finora ha convinto soprattutto in trasferta con cinque successi in altrettante partite (0-1 all ‘esordio a Seren del Grappa, 1-3 a Castefranco e Dro, 1-2 a Monfalcone, ancora 1-3 a San Martino di Lupari), mentre in casa ha stentato un pò, superando soltanto la Sacilese (2-0) e impattando con Este (0-0), Triestina (2-2) e Virtus Verona (1-1). Andreucci ultimamente schiera un modulo 4-4-2 con in porta l’esperto Merlano (sostiuito da Vanzato domenica a San Martino di Lupari), la difesa a quattro è guidata da Luca Ruopolo (oltre 400 partite tra D e C2) e Thomas Poletti (più di 300 presenze in C2 e serie D) assieme ai giovani Favero (1997) Arthur, Buson e Gal. A centrocampo la manovra parte dai piedi dell’esperto capitano Maurizio Bedin, con lui Piaggio e Pellizzer (ex Clodiense) ed il rumeno Tanasa. In attacco il Campodarsego sfoggia un parco giocatori di categoria come l’ex arancioneroverde Raffaele Cacurio (vice capocannoniere del girone con 5 centri), proveniente dalla Thermal Abano, il 26enne albanese Aliu (4 gol quest’anno), Radrezza (3 reti per lui in stagione) 23enne con recenti esperienze a Monza e Renate, e  Fantinato, ex Giorgione, Union Quinto (Serie D) e Calvi Noale (Eccellenza).

ULTIMA PARTITA

LUPARENSE SAN PAOLO F.C. – ACD CAMPODARSEGO 1 – 3

13′ pt Poletti; 5′ st Cacurio (C); 8′ st Antonello (L); 35′ st Tanasa

CAMPODARSEGO (4-4-2): Vanzato; Buson, Poletti, Ruopolo, Favero; Pellizzer (dal 45′ s.t. Rubin), Radrezza (dal 29′ Tanasa), Bedin (cap), Piaggio; Cacurio, Aliu’. All.: Antonio Andreucci.

ROSA

Portieri: Giorgio Merlano (1988), Marco Vanzato (1996),

Difensori: Arthur Francis (1997), Buson Alberto (1996), Favero Edoardo (1997), Gal Federico (1996), Galliot Alberto (1998), Thomas Poletti (1979), Ruopolo Luca ()

Centrocampisti: Bedin Maurizio (1979), Tanasa Andrei (1990), Piaggio Tommaso (1994), Pellizzer Stefano (1995), Rubin Andrea (1996)

Attaccanti: Aliu Grasjan (1989), Cacurio Raffaele (1988), Fantinato Stefano (1992), Michelotto Andrea (1993), Radrezza Igor (1993)

LO STADIO

campodarsego5Il Campodarsego gioca le sue partite casalinghe presso lo stadio “Il Gabbiano” che fa parte dell’omonimo centro sportivo di proprietà comunale, situato poco a nord del centro cittadino, più precisamente in via Olmo 12. Il centro sportivo è stata acquistato dal Comune circa 25 anni fa da un imprenditore locale, successivamente nei primi anni del secolo stati costruiti i nuovi spogliatoi con due mini palestre in sostituzione di quelli un pò datati posizionati sotto la tribuna. Dal momento in cui è divenuto campo comunale l’impianto è stato è stato condiviso dalle due maggiori società del comune di Campodarsego, AC Reschigliano e US Campodarsego. Oggi l’impianto è utilizzato solo dall’ACD Campodarsego. L’impianto è dotato di una tribuna scoperta in cemento con una capienza stimata di circa 1000 posti,  L’impianto da quest’anno dispone di un settore ospiti (capienza 350 posti) provvisto di biglietteria, bar e servizi igienici, situato sul lato nord del terreno di gioco (con accesso diretto vicino ai parcheggi)  mentre, di fronte alla tribuna vi sono le varie strutture (palestre, piscine, campi coperti) che completano l’offerta del centro sportivo. Per l’ingresso nella tribuna centrale, alla biglietteria già esistente ne sarà aggiunta una seconda per agevolare l’afflusso. Il costo del tagliando per tutti in settori è di 10 euro e le biglietterie apriranno alle 13. Quanto ai parcheggi, oltre a quello antistante allo stadio, i tifosi potranno usufruirne di un altro distante qualche centinaio di metri e il Campodarsego metterà a disposizione due “navette” che faranno la spola per portare i tifosi.

COME ARRIVARE

Tredue km da Piazza Barche allo stadio Il Gabbiano. Tanto breve è la distanza che separa Mestre e Venezia dalla località dell’alta padovana chepiù di qualcuno potrebbe essere tentato di farla in bicicletta. Breve la distanza e facile il percorso. Sia che si scelga la tangenziale (uscita Dolo-Mirano) che la via Miranese, basterà infatti raggiungere Scaltenigo per poi procedere sempre diritti su via Caltana (SP 11), un lunghissimo rettilineo di 13 km, interrotto solo da qualche rotonda. Attraverserete territori conosciuti, memori di trasferte di calcio giovanile (Reschigliano, Camposanpiero, Loreggia) o di shopping indotto dalle “storiche” pubblicità delle tv private locali (mobilificio Severino Rampazzo, magazzini Tommasini), fino al semaforo che regola il quadrivio pericoloso con via Pioga. Si svolta a destra e si procede fino all’incrocio con via Olmo (SP 34). Al bivio girate a sinistra, il parcheggio dell’impianto sportivo si apre di fronte a voi sulla sinistra. Siete arrivati!

 

 

 

 

 

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