FC SUDTIROL

4 febbraio 2014

Andiamo a conoscere storia, precedenti e giocatori del Fußball Club Südtirol, la squadra che ospiterà gli arancioneroverdi nella ventunesima giornata del campionato Lega Pro Prima Divisione A 2013/14.

Sito ufficiale

 

STORIA
FCSUDPur giocando a Bolzano, il FC Südtirol è una società sportiva nata, e per la maggior parte della sua storia, attiva nella città di Bressanone. La fondazione è piuttosto recente, nel 1974 col nome di SV Milland, denominazione mutata in quella attuale nel 1995, quando la squadra giocava in Promozione dopo un passato di sole militanze nelle categorie provinciali. Dopo il cambio di denominazione il club conquista due promozioni in due anni dominando i campionati di Promozione ed Eccellenza trentina-sudtirolese, raggiungendo così nel 1997 la Serie D. La salita nella quinta categoria fa emergere fin da subito il problema dello stadio, vista la mancanza di un vero e proprio stadio a Bressanone. Il Südtirol riesce comunque a disputare le prime due stagioni di Serie D presso la locale Raiffeisen Arena, ma già a metà della stagione 1999/2000 deve abbandonare Bressanone per trovare temporanea sistemazione presso il Comunale di Termeno. Proprio in quella stagione i biancorossi vinsero il Girone C con un punto in più del Montecchio Maggiore nella classifica finale, ottenendo la storica promozione tra i professionisti. Da questo momento il club biancorosso si trasferì definitivamente a Bolzano, sia per poter utilizzare l’omologato stadio Druso del capoluogo, sia per porsi come squadra di riferimento per la città e l’intera provincia, stante il parallelo declino dello storico Ac Bolzano. Dall’anno della promozione tra i professionisti, il Südtirol è sempre rimasto in Serie C/Lega Pro, categoria in cui sta disputando la 14esima stagione consecutiva. Inizialmente sono state nove le stagioni di C2, quattro delle quali terminate ai play-off (mai vincenti) e l’ultima con la vittoria in assoluto del campionato e la promozione diretta in Prima Divisione, nel 2010. Le tre stagioni in Prima Divisione hanno visto una crescita della squadra dal punto di vista sportivo: ai play-out persi il primo anno (squadra poi ripescata), si sono seguiti il settimo posto del campionato successivo e addirittura i play-off della scorsa stagione, spareggi poi persi in semifinale contro il Carpi.

PRECEDENTI
Se Venezia e Mestre prima della fusione sono state numerose volte ospiti del Bolzano al Druso, e gli arancioneroverdi vi hanno giocato due amichevoli precampionato, una all’inizio della stagione 1991/92, una in tempi più recenti, in campionato l’Unione vanta un solo precedente nello stadio bolzanino. Quella di domenica sarà infatti la quarta sfida tra Unione Venezia e Südtirol che hanno già avuto modo di affrontarsi tre volte in gare ufficiali: i  precedenti finora giocati si riferiscono, oltre alla gara di andata, giocata al Mecchia e terminata 1-1 (vantaggio ospite con Ekuban all’8 pt e pareggio di Cori, su rigore, al 38′ pt),  al doppio confronto del campionato 2005/06, quello di C2 vinto dagli arancioneroverdi con una giornata d’anticipo. La gara d’andata, in programma a Bolzano nella seconda di campionato, fu posticipata a fine settembre per dar modo al club lagunare di riorganizzarsi dopo l’adesione in extremis al lodo Petrucci e la ripartenza con nuova società dopo la fallimentare stagione precedente in Serie B. In quell’occasione il Südtirol incontrò una squadra ancora in costruzione che, allenata da Manzo, perse 3-1 sul campo dei biancorossi, con un gol di Scantamburlo a rendere meno netto il risultato a favore dei locali firmato da una un gol di Spagnolli e una doppietta di quel Bachlechner che tornerà ad esserci avversario 7 anni dopo con la maglia del St. Georgen. La gara di ritorno, però, fu tutt’altra musica: al Penzo il Südtirol arrivò da capolista ma fu sconfitto per 2-0 dagli arancioneroverdi di Di Costanzo con gol di Moro e Gennari; proprio grazie a questo successo l’Unione Venezia guadagnò la testa della classifica, posizione poi mantenuta fino a fine stagione. Ecco gli arancioneroverdi di quel primo e unico precedente al Druso, in casa del Südtirol:

mercoledì 28 settembre 2005, Stadio Druso, spettatori 950
SÜDTIROL-SSC VENEZIA 3-1  10’pt Bachlechner, 23’pt Spagnolli, 37’pt Bachlechner, 46’pt Scantamburlo.

SSC VENEZIA (3-4-3): Ramon, Melucci, Servidei, Mei, Caco (31’ Piovesan), Bono, Di Prisco, Scantamburlo (1’ s.t. Maccan), Gennari (16’ s.t. Conean), Moro, Pizzinat. All. Manzo. A disp.: Rossi, Villotta, Marfia, Galli.

Sudtirol vs Lume

La formazione del FC Sudtirol nell’ultimo match contro il Lumezzane (0-0)

SQUADRA
Appena arrivato sulla panchina sudtirolese, giusto prima del match di andata contro l’Unione Venezia, Claudio Rastelli ha faticato parecchio a dare una fisionomia vincente ad una squadra che sembrava neanche lontana parente di quella che tanto aveva incantato nella scorsa stagione. Il tecnico romano invece, dopo le prime sette giornate, in cui ha raccolto soltanto 6 punti, è riuscito a trasformare il Sudtirol in una macchina quasi perfetta: 17 punti in 8 partite, un ruolino di marcia di tutto rispetto che ha riportato i biancorossi in piena zona playoff. Rastelli,  in passato anche centrocampista del VeneziaMestre nel 1987-88, in carriera aveva allenato solo formazioni di Serie D e C2 (Colligiana, Mezzocorona, Pergocrema e FeralpiSalò), fino alla passata stagione, quando col suo Bassano, è stato avversario ostico degli arancioneroverdi,  che non l’hanno mai battuto nelle tre sfide disputate  tra campionato e coppa).

Con lui in panchina il Südtirol non ha mutato il proprio modulo tattico, confermando quel 4-3-3, precedentemente utilizzato da D’Anna, con  spiccate attitudini offensive, tanto che quello del Sudtirol è il miglior attacco del girone con 33 reti all’attivo.
La rosa del Südtirol, dopo il mercato invernale, si presenta folta di giovani (come accade per tutte le squadre di Prima Divisione in questa stagione di transizione) ma con diversi elementi di valore che rendono nel complesso la squadra più che competitiva. Rastelli è riuscito a dare un gioco e un’identità alla squadra dando fiducia a diversi giocatori finora in ombra: Martin è tornato a essere efficace in fase di spinta, Corazza è esploso in maniera esponenziale, Pederzoli ha preso in mano la squadra come mai fatto in precedenza, infine Minesso, che si candida a prendere il posto di Campo in termini di leadership.

La porta sudtirolese è stata finora difesa da Micai (1993), 17 presenze, e Tonozzi (1993), 3 gettoni, ma l’arrivo, dal Pavia, dell’esperto e affidabile Facchin (1987), veneziano di San Donà, lascia pensare che potrebbero esserci cambiamenti nella gerarchia tra i pali.

In difesa, ceduto all’Entella il laterale Iacoponi,  nelle ultime partite il tecnico schiera l’esperto Kiem (1985), capitano dei biancorossi, a destra, il centrale Bassoli (1990), già prelevato dal Chievo per la prossima stagione, fa coppia con lo stopper Tagliani (1989), mentre sulla sinistra agisce Martin (1987). Tra i nuovi arrivi scalpitano Traorè (1991), di ritorno in biancorosso dopo la brutta esperienza di Gubbio, e il promettente Peverelli (1993), messosi in luce con il Viareggio. Completano il reparto l’infortunato Cappelletti (1991), 13 presenze finora, e i giovani Granzotto (1994) e Obkircher (1995).

A centrocampo, dove sono stati ceduti il forte Campo (1984), alla Cremonese, e i rincalzi Innocenti (1993), al Barletta, e Molinelli (1993), al Gubbio, sta facendo bene una vecchia conoscenza come Alex Pederzoli (ex arancioneroverde per pochi mesi nel 2007)  che ha trovato posto stabilmente in campo collezionando finora 13 presenze. La regia di centrocampo è stata perlopiù affidata al trentino Furlan(1985), 19 partite per lui di cui 17 da titolare. Molto utilizzati anche Vassallo (1993), 19 presenze totali, Turchetta (1991)  e Branca (1992), 15 per entrambi. completano ilreparto Fink (1989), 9 presenze, il giovane Bastone (1994), 5 gettoni, e il promettente Minesso (1990), appena arrivato dal Cittadella e autore contro il Como di una prestazione super con un gol ed un assist.

In avanti  troviamo il grande ex della gara (assieme a Bocalon che l’anno scorso giocava al Südtirol), quel Simone Corazza,  42 presenze in maglia arancioneroverde in una sola stagione e un bottino di 14 reti nell’Unione Venezia di Favaretto. Terminata l’esperienza con l’Unione Venezia, e tornato al Portogruaro, dove si è confermato buon realizzatore, è di proprietà della Sampdoria che quest’anno l’ha mandato in prestito al Südtirol. Partito il centrocampista offensivo Campo che aveva realizzato 8 reti, Corazza ha trovato ampi spazi ed attualmente è il capocannoniere dei biancorossi con 9 reti. Al suo fianco, ceduto Ekuban (1994) al Lumezzane, troviamo Dell’Agnello (1992), secondo goleador della squadra con 5 centri,  e i nuovi arrivati Cocuzza, dal Gubbio (1993), e Veratti (1993), dalla Feralpi. Completa il reparto il giovane Ahmedi (1994).

ROSA

Allenatore: Claudio Rastelli (1962, dal 7 ottobre 2013)

Portieri: Micai Alessandro (1993), Tonozzi Enrico (1993).  Davide Facchin (1987);

Difensori: Bassoli Alessandro (1990), Cappelletti Daniel (1991), Granzotto Luca (1994), Kiem Hannes (1985), Martin Marco (1987), Peverelli Andrea (1993), Obkircher Lukas (1995), Tagliani Massimiliano (1989), Mohamed Lamine  Traore (1991);

Centrocampisti: Bastone Pierluigi (1994), Branca Simone (1992), Fink Hannes (1989), Furlan Alessandro (1985), Melchiori Lorenzo (1996), Minesso Mattia (1990), Pederzoli Alex (1984), Turchetta Gianluca (1991), Vassallo Francesco (1993).

Attaccanti: Ahmedi Valon (1994), Corazza Simone (1991), Dell’Agnello Simone (1992), Cocuzza Riccardo (1993), Veratti Luca (1993).

STADIO
druso
Lo stadio Druso è intitolato al condottiero romano Nerone Claudio Druso Germanico che, nel 15 a.C.,  fece costruire il primo ponte attraverso il fiume Isarco, che scorre dietro lo stadio. L’impianto, costruito ed inaugurato nel 1936, con una struttura in stile razionalista tipica dell’edilizia d’epoca fascista, ad uso polisportivo,  dal 2000 è diventato la casa del  FC Südtirol  (che in precedenza giocava a Bressanone). Una casa condivisa, non senza qualche polemica, con il Fc Bolzano, la squadra storica della città fondata nel 1931 con svariati campionati giocati in Serie C e B alle spalle ma attualmente relegata in Promozione.

Lo stadio sorge appena a sud-ovest del centro di Bolzano, in una zona ricreativo-sportiva sulla sponda destra dell’Isarco, la struttura è dominata dalla poderosa mole del Virgolo, una balza rocciosa che si eleva sulla sponda sinistra e dalla cui cima, un tempo raggiungibile prima in funicolare e poi in funivia, si domina tutta la città. L’impianto originario è tuttora attrezzato per l’atletica con la pista attorno al campo di gioco. Lo stadio si divide in due tribune, intitolate rispettivamente a Cristiano Zanvettor e Albano Canazza, due calciatori bolzanini scomparsi. La prima, quella centrale, più vecchia; l’altra, quella nuova dei distinti dalla parte opposta, contiene anche il settore ospiti; non ci sono le curve. Entrambe le tribune sono coperte e la capienza totale è di 3.500 posti. Lo stadio Druso non avrebbe caratteristiche idonee per la Lega Pro, ma da oltre cinque anni ottiene l’autorizzazione in deroga grazie all’impegno del comune di Bolzano che ha predisposto un progetto di ristrutturazione del costo di 6 milioni di euro, per aumentare la capienza dell’impianto, consolidare ed ammodernare le strutture e migliorare l’accessibilità agli spalti, realizzando zone per il prefiltraggio dei tifosi. Contestualmente è prevista la rimozione della pista di atletica. Il bando di gara è scaduto a settembre, le buste saranno aperte a breve e i lavori dovrebbero partire entro il 2014. per motivi di sicurezza il parcheggio dello stadio resta chiuso durante le partite. Si consiglia di lasciare l’auto nel parcheggio interrato BZ Centro in via Mayr-Nusser (il più conveniente). Dal parcheggio raggiungete lo stadio a piedi in cinque minuti percorrendo la pista ciclabile lungo il fiume Isarco.

COME RAGGIUNGERLO

Per arrivare a Bolzano la via più veloce è certo l’autostrada del Brennero. Dalla barriera di Mestre, passando per Verona, al casello di Bolzano Sud sono 250 km tondi tondi. Pagato il pedaggio basterà seguire le indicazioni per il centro città, per correndo prima via Evangelista Torricelli per oltre 2 km, bypassando una rotonda per poi tenersi sulla sinistra al successivo incrocio seguendo le indicazioni per Ponte Roma che si affronta dopo una rotonda all’ombra del viadotto autostradale che la sovrasta. Oltrepassato il ponte che collega il quartiere Oltrisarco con il centro non resta che svoltare a destra in viale Trieste. Lo stadio apparirà sulla destra dopo poche centinaia di metri. Vi segnaliamo che per motivi di sicurezza il parcheggio dello stadio resta chiuso durante le partite. Si consiglia di lasciare l’auto nel parcheggio interrato BZ Centro in via Mayr-Nusser (il più conveniente), raggiungibile continuando a percorrere viale Trieste fino all’incrocio con viale Druso, svoltando a destra in direzione di piazza Verdi e seguendo le indicazioni per il parcheggio. Dal parcheggio raggiungete lo stadio a piedi in cinque minuti (900 mt. circa) percorrendo la pista ciclabile lungo il fiume Isarco. Lo stesso percorso si può compiere venendo dalla stazione dei treni posta poco oltre il parcheggio interrato BZ Centro (il percorso dalla stazione allo stadio passando per la pista ciclabile misura 1.300 mt).

TIFOSI

Una coreografia ai distinti del Druso

Una coreografia ai distinti del Druso

Il Südtirol è un club che nell’ultimo decennio ha aumentato la propria popolarità a Bolzano e in provincia, grazie ai risultati e ad un nome che esplicitamente richiama a tutto il territorio. Riempire il, pur piccolo, Druso non è comunque cosa facile per una società senza lunga e grande storia, traslocata nel capoluogo dove preesiste  un’altra realtà, peralatro storica come il FC Bolzano; il calcio, tra l’altro, non è lo sport più seguito nel capoluogo sudtirolese. Con la salita della squadra tra i professionisti si è via via sviluppato un nucleo di tifosi, con qualche gruppo che anima e colora il Druso nelle partite casalinghe. In Serie C2 il Südtirol ha mantenuto una presenza media di 1000 spettatori nelle partite casalinghe, poi nel 2010/11 massimo di 1.581 spettatori medi per la prima stagione in Prima Divisione. Nelle due stagioni successive (2011/12 e 2012/13) le presenze medie si sono mantenute sui 1.500 a partita.  In questa stagione, complice la delusione per il pessimo finale dello scorso campionato, si registra una notevole  flessione con 818 spettatori medi dopo dieci gare casalinghe.

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