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Gazzettino: TACOPINA: «IL VENEZIA MERITA PIU’ RISPETTO»

Marco De Lazzari riporta le parole di uno scocciato Tacopina, che però lasciano perplessi

Il presidente è scocciato dalle «critiche e dai commenti fuori luogo» sul cambio del responsabile dell’area tecnica: «Scelto Leandro perchè già inserito nel team»

Venezia neopromosso eppure già capace di balzare ad un solo punto dalla vetta dopo le primeotto giornate di Serie B. La bella vittoria per 2-0 sul Carpi, la prima in campionato davanti ai tifosi del Penzo (4.404, record stagionale), ha caricato non poco un Joe Tacopina che ieri, prima del rientro odierno a New York, ha investito ufficialmente Leandro Rinaudo quale responsabile dell’area tecnica al posto dell’ex ds Giorgio Perinetti. «Semplicemente era tempo di
cambiare, per Perinetti e per il Venezia Fc – le parole del presidente – In questi giorni ho letto e sentito commenti e supposizioni fuori luogo da parte di gente che non vive all’interno la nostra società. Non mi spaventano le critiche,
però mi dà fastidio non si tenga conto nella giusta misura di ciò che abbiamo costruito fino ad oggi». Un tasto, quest’ultimo, sul quale Tacopina insiste. «Qui non c’era più nulla, abbiamo vinto due campionati di fila e con merito siamo dove vedete in Serie B. Abbiamo battuto record, risvegliato la passione, ogni giorno lavoriamo sul nuovo stadio. I nostri manager sono di alto livello, alle spalle ho un gruppo di investitori solido, uno dei più forti in Italia, ma soprattutto abbiamo un progetto a lungo termine. Credo che il Venezia Fc meriti più riconoscenza e rispetto». Il neo dg genoano Perinetti è dunque il passato, Rinaudo il presente nonché il futuro in attesa a fine stagione di un manager “sponsorizzato” dal Real Madrid, a proposito del quale Tacopina conferma soltanto «non è spagnolo ». «Il prossimo direttore sportivo lo abbiamo individuato da molto tempo, Rinaudo lavorerà nei prossimi otto mesi molto importanti, poi rimarrà con noi fino a quando vorrà, perché come società vogliamo che la nostra area sportiva possa contare su tante figure di spessore. Altri nomi di rilievo si sono proposti ma “Leo” si è meritato dietro le quinte in questi due anni l’opportunità che sono felice di potergli dare. Oggi un direttore sportivo moderno, oltre ad occuparsi di acquisti e cessioni dev’essere un riferimento e una guida all’interno dello spogliatoio ». Sul campo la squadra di Pippo Inzaghi si è sbloccata al Penzo piegando il Carpi grazie alle reti di Marsura e Pinato. «Non ci sono stati contraccolpi di nessun tipo, i ragazzi hanno risposto sfoderando la miglior prestazione stagionale. Sabato mattina
quando ho comunicato loro il nuovo ruolo di Rinaudo ho visto la serenità nei loro volti, perché giustamente sapevano che non sarebbe cambiato nulla. Inserire qualcun altro da fuori non avrebbe avuto senso, lui da due stagioni è parte attiva di questa società, quindi è il dirigente perfetto per continuare a contribuire all’alchimia di spogliatoio che sta dando i risultati davanti agli occhi di tutti».

La prima volta di Rinaudo diesse «Guardo ad Ascoli»

Presentato ieri con un incarico sino al 30 giugno

Con i suoi 34 anni è più giovane di Soligo, Domizzi, Gori, Geijo e Del Grosso. Tuttavia, pur vedendo la tempra dei
“vecchietti” del Venezia, Leandro Rinaudo non arriva a rimpiangere il campo dal quale è uscito nel gennaio 2016 rescindendo dal Vicenza. «Ho smesso perché non ne potevo più degli infortuni, due volte il tendine d’Achille alla Juventus e al Napoli, in mezzo la schiena, non ero più felice e quindi non ho sofferto il distacco dal calcio giocato» racconta l’ex difensore palermitano. Rinaudo da ieri pomeriggio è di nuovo a Coverciano per il corso di direttore
sportivo (a novembre presenterà la tesi), intanto però come neo responsabile dell’area tecnica del Venezia raccoglie
un testimone pesante da Giorgio Perinetti, con il quale ha collaborato nell’ombra. «È stato perme un maestro di vita fin da piccolo, ho giocato per lui a Palermo e Siena, sono stato fortunato e lo stimerò per sempre. Ora però ognuno penserà alla propria società, lui al Genoa e io al Venezia. Sono orgoglioso di questa grande opportunità che mi dà il presidente Tacopina, ma in egual misura sono sereno perché ho alle spalle la struttura di un grande club, che in poco tempo partendo da zero ha vinto, costruito tanto ed è in crescita costante. Avverto fiducia e stima, lavorerò
con grande rispetto per tutti coloro che compongono il Venezia. Ho l’incarico fino al 30 giugno? Il futuro si costruisce
col presente». La prima uscita di Rinaudo è coincisa con la prima vittoria al Penzo. «La classifica lascio che la guardi il presidente – sorride – Siamo a -1 dalla vetta? Io dico a +6 sulla zona retrocessione. Col Carpi il primo tempo è stato bello, intenso e propositivo, nella ripresa dopo 15’ sofferti siamo venuti fuori grazie all’impatto dei cambi, Pinato che ha firmato il 2-0 e Geijo che è il più imprevedibile dei nostri attaccanti. Sono molto fiducioso, ma la B è lunga e imprevedibile, e a volte va bene anche non si gioca bene, perché la continuità di risultati viene prima di tutto. Inzaghi? Domenica dopo la partita siamo stati mezzora al telefono e già miparlava dell’Ascoli». Oggi pomeriggio primo allenamento al Taliercio in vista della trasferta di sabato alle 15 in casa di un Ascoli reduce dallo
0-0 (con un rigore sbagliato) a Salerno. Nello staff di Inzaghi già operativo il nuovo collaboratore tecnico Duccio Innocenti, 42enne ex difensore di Bari e Atalanta in arrivo dal Modena.