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IL GAZZETTINO “Derby al Padova, arancioneroverdi troppo nervosi”

di Tiziano Granzottin

Fa un certo effetto (ri)vedere il “Penzo” pieno di gente e colori. Invia di rottamazione da almeno trent’anni – cioè dai primi bla bla bla sullo stadio di terraferma – il catino del Sant’Elena è tornato a fare il tutto esaurito in una fredda serata autunnale… (segue—)…E di lunedì per di più. Simbolicamente, un’icona del resistere del centro storico a un futuro altrove: se c’è la partita di cartello la gente arriva, malgrado tutto. Venezia-Padova di ieri sera è stato finora il punto più alto del club americano, certificazione di qualità di un percorso che finora ha regalato prima promesse e poi successi. Il punto è che, come sappiamo, nel recente passato si è presto arrivati a incubi che hanno travolto tutto e tutti. Il retropensiero di ogni tifoso arancioneroverde è sempre quello, da diverse stagioni in qua: sarà la volta buona? A prescindere dal risultato negativo di ieri sera (come nella vita, conta sempre più il percorso dell’esito del singolo match), quel che resta è una certezza: c’è una fame metropolitana di calcio che va oltre i confini della città. Da parte sua, il sindaco Brugnaro – ieri in tribuna a fianco di Tacopina – pare intenzionato a vedere le carte, cioè la serietà e la consistenza del progetto complessivo, prima di mettere la faccia sull’operazione. Se la società riuscirà a risalire tra i 40 top club italiani e a trovare una collocazione stabile nel salotto buono del calcio italiano, ci sarà il propellente per diventare polo attrattivo di un’area vasta, per fare marketing internazionale grazie al nome della città (come vorrebbe l’avvocato a stelle e strisce), per realizzare un impianto di terraferma che riesca non solo a mantenersi (sembra facile) ma anche a sviluppare il business. Il Penzo di ieri – ribollente di suoni e passione – resta però un meraglioso, affascinante, romantico sogno ad occhi aperti.

IL DOPO GARA

Tacopina: «Arbitro protagonista in negativo: troppe tre espulsioni» Brugnaro: «Un clima fantastico»

di Marco De Lazzari

Nonostante il pesante 1-3 i tifosi hanno concluso inneggiandolo Tacopina alè alè, ma stavolta per consolare il presidente lagunare ci sarebbe voluto ben altro. «Innanzitutto congratulazione al Padova perché ha vinto e questa è l’unica cosa che conta le parole nel dopo gara del presidente del Venezia però è incredibile che proprio nella giornata dedicata al Fair Play si sia visto questo risultato sul campo, con l’arbitro come protagonista principale. Penso alle tre espulsioni, incredibile, sono senza parole». Joe Tacopina ostenta comunque la stessa fiducia di sempre. «Inzaghi negli spogliatoi ha detto che questo rimarrà solo un incidente, dispiace non aver ripagato i tifosi con la vittoria che avrebbero meritato ma sono strasicuro che vinceremo e saliremo in serie B». In tribuna ha vissuto con il consueto trasporto il derby anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro: «Due gol come quelli subiti, una punizione deviata dalla barriera e un rigore a mio avviso dubbio, fa sicuramente masticare amaro – il suo disappunto –  per non parlare del palo clamoroso nel secondo tempo. In ogni caso in questa serata si è respirato un clima fantastico, un’atmosfera di trasporto e partecipazione eccezionale. Un grande spot a dimostrare le potenzialità di questa città, perché sport chiama sport e pubblico chiama pubblico. La direzione è quella giusta, i presupposti perché questo Venezia-Padova diventi un bell’inizio per qualcosa di importante e in cui è giusto avere grande fiducia». Sulla sponda biancoscudata misurato nell’esternare la sua comprensibile soddisfazione il presidente Giuseppe Bergamin: «Sicuramente lo sono, non tanto per il risultato quanto per la bella partita e lo spettacolo. È stato bello ritrovare un derby sentitissimo, peraltro in una serata particolare per la giornata dedicata al Fair Play, poi onorato al meglio in un stadio pieno con due tifoserie calorose e corrette. Le nostre ambizioni dopo questo derby? Il Padova non si nasconde ma non si mette in mostra, fa il meglio che può e per ora ci stiamo riuscendo».

L’INIZIATIVA

Tutti insieme nel giorno del Fair Play Scuola e sport, un calcio alla violenza

di Raffaele Rosa

Rispetto e dialogo alla base dello sport sano e pulito e di una società civile dove le donne non sono oggetto di violenza, di ogni tipo, di ogni genere, di ogni derivazione. Vigilia insolita per il derby tra Venezia e Padova. Ieri era il giorno del Fair Play e le due società lo hanno onorato nel migliore dei modi con un paio di incontri dove il protagonista non è stato solo il calcio ma anche la scuola, lo sport per disabili. La giornata si è aperta al Liceo Scientifico con indirizzo sportivo Ugo Morin di via Asseggiano con l’incontro con alcune classe di studenti. Qui dal presidente del Lega Pro Gabriele Gravina è arrivato un’idea, quella di istituzionalizzare la giornata del Fair Play e non lasciarla come un’iniziativa fine a se stessa. «Il calcio deve essere luogo del confronto e del rispetto inteso come approccio verso l’avversario. Il disagio giovanile è legato spesso alla crisi dei valori ma oggi deve essere rapportato anche alla mancanza di modelli di riferimento colpa di noi adulti che siamo spesso distratti». Violenza, negli stadi ma anche fuori. Quella che combatte il questore Angelo Sanna. «Bisogna lavorare molto sui giovani, sulla formazione. La legge che vuole tutelare la donna ha ripreso un esempio sportivo: l’ammonimento a chi commette violenza da parte del questore che è come una sorta di ammonizione verso chi commette fallo e rischia un provvedimento peggiore». Dante Scibilia, dg del Venezia Fc, ha annunciato come proprio il Morin stia diventato una scuola satellite dove costruire un progetto scuola e sport. Massimo Candotti, responsabile della comunicazione del Padova ha spiegato come sia il dialogo con i tifosi e con chi non gradisce certe regole l’arma segreto per evitare la violenza. Violenza sulle donne significa anche iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica, come quelle Daniele Panizzi e Michele Molin con Eve, associazione nata a sostegno di una ragazza mestrina picchiata dal fidanzato per la quale si sono spesi con un logo e delle magliette. Ma Fair Play è anche quello dimostrato nel pomeriggio all’hotel Russot dai due presidenti del Venezia Fc e del Calcio Padova, Joe Tacopina e Giuseppe Bergamin seduti allo stesso tavolo, fianco a fianco per parlare di regole e rispetto ai giovani delle loro due società a poche ore dal derby. Lo sport, un valore immenso soprattutto per chi lo fa nel suo stato di diversamente abile. Ieri a portare la loro esperienza il presidente degli Special Olynpics del veneto Ruggero Vilnai, Francesco Bettella, due argenti nel nuoto a Rio, e Sandra Truccolo, oro ad Atlanta. «Lo sport mi ha dato possibilità di imparare a gestire la pressione in piscina e in gara e organizzare i tempi nello studio – ha detto Bettella-. Quindi anche voi non mollate se potete».