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IL GAZZETTINO “Facchin e quell’applauso: volevo omaggiare il pubblico rossoblu, non deriderlo”

Non trattiene l’entusiasmo Giorgio Perinetti per il successo degli arancioneroverdi a San Benedetto del Tronto. Il ds romano e l’estremo difensore Davide Facchin, coinvolto nelle polemiche del dopo-partita, sono i protagonisti delle interviste di Marco De Lazzari per Il Gazzettino di oggi:

Il ds entusiasta del rendimento dei suoi

Perinetti: «Il Venezia non smette di stupire»

di Marco De Lazzari

«Grande prestazione e grande vittoria, questo Venezia non smette di stupire». Si leva il cappello Giorgio Perinetti per il team arancioneroverde che, battendo 3-1 in trasferta la Sambenedettese, ha portato a dieci le giornate da capolista solitaria nel girone B di Lega Pro.
Una lunga supremazia pur senza riuscire a staccare Parma e Padova, tuttora lontane 3 e 6 punti.
«Il campionato si deciderà all’ultima giornata, lo scivolone è sempre in agguato per tutti e quindi è importantissimo aver vinto in modo tanto convincente a San Benedetto. Diciamo che abbiamo risposto al colpo di mano del Parma a Salò sibillino il riferimento del ds lagunare al gol vittoria di Calaiò, viziato da un controllo galeotto per continuare quella che è una guerra di nervi a distanza».
Al Riviera delle Palme il Venezia ha scavato il solco nella ripresa.
«Il primo tempo è servito per studiare una Samb che col Parma aveva giocato col 4-3-3, mentre contro di noi è passata al 5-3-2 per chiuderci le fasce. Nella ripresa abbiamo superato le difficoltà nel giro palla giocando davvero molto bene. Non era facile in un ambiente caldo, su un campo brutto, contro una Samb reduce da alcune sconfitte e dopo certe dichiarazioni ad hoc per stimolare la squadra».
I ragazzi di Pippo Inzaghi invece non si sono curati di nulla e hanno affondato i marchigiani mandando a segno tutti i tre attaccanti titolari.
«È stato costruito per vincere ma questo Venezia continua a stupire per la continuità di rendimento, risultati e classifica. Tutti i giocatori si stanno aiutando nel modo migliore a gestire le energie, come ad esempio un Ferrari restituito in pieno alla causa. Geijo, Marsura e Moreo non stupiscono, la fiducia in loro è sempre stata al top, come in Caccavallo e gli altri».
Domenica seconda trasferta di fila a Teramo (ore 14.30). «Una gara ancora più difficile, il Teramo ha battuto il Pordenone e fatto soffrire il Padova, poi ci sarà l’incognita del campo sintetico. Tutto può succedere, il Padova dovrà ospitare sia noi sia il Parma, vedremo se e quanto peseranno quelle sfide».
COPPA ITALIA – In occasione della semifinale di ritorno di Coppa Italia con il Padova (andata 1-1) in programma mercoledì 8 marzo al Penzo alle ore 19 il Venezia lancia l’ingresso di favore per le signore a un euro mentre la Fioreria Al Molino cav. Lucarda – sponsor del Venezia – omaggerà una mimosa a tutte le intervenute.

gazz280217NEL DOPO GARA DI SAN BENEDETTO

Facchin applaude il pubblico: parapiglia ed espulso Malomo

di Marco De Lazzari

Tutto perfetto per il Venezia al Riviera delle Palme? Non proprio visto il parapiglia scaturito dopo il fischio finale, costato l’espulsione al lagunare Malomo e al portiere di riserva Pegorin della Samb. A scatenare i contatti ravvicinati l’applauso rivolto dal numero uno arancioneroverde Facchin alla curva rossoblù, gesto ambiguo per molti dei presenti che l’hanno interpretato come uno scherno. «Quella della Samb è la curva migliore della Lega Pro, sicuramente del nostro girone anche rispetto a quella del Parma, forse più numerosa, ma quella rossoblù è più bella e calorosa. Il mio applauso era solo un complimento e mi spiace se qualcuno ha pensato volessi deridere» si è poi spiegato Davide Facchin. Un fraintendimento dovuto al nervosismo dell’ambiente marchigiano, con la squadra al terzo ko di fila, crollata a -20 dal Venezia e invitata a gran voce dai tifosi ad andare a lavorare, a tirare fuori gli attributi e ad onorare la maglia (da ieri peraltro la Samb è stata spedita in ritiro). Lì per lì tra i più risentiti dopo l’applauso di Facchin c’era il pari ruolo Pegorin, espulso come un Alessandro Malomo che dal canto suo aveva solo cercato di fare da paciere. «Sinceramente non so cosa sia accaduto con la curva, l’arbitro ha voluto punirne uno per squadra ma non era successo assolutamente nulla – le parole del difensore che oggi sarà squalificato dal giudice sportivo – . Da quello che ho capito Facchin voleva applaudire lo spettacolo offerto dai tifosi della Samb, in Lega Pro difficilmente vedi ambienti del genere ed è bello giocare in questi stadi. Ci siamo capiti male, ho visto un parapiglia con 5 avversari intorno a lui, sono andato lì per dividerli e così ha fatto il portiere avversario». Per Facchin oltre all’incomprensione c’è un altro motivo per storcere il naso: «Il rigore dell’1-3 sicuramente non c’era, è stato un contentino e non va bene, in primis offensivo per la Samb. Non mi è piaciuto per niente perché noi ci stiamo giocando anche la miglior difesa in un campionato tanto equilibrato dove tutto può fare la differenza».

A NY Tacopina Uomo dell’anno

La New York State Commission for Social Justice e l’ anti-defamation arm of the Order Sons of Italy in America hanno assegnato a Joseph Tacopina il premio L’Uomo dell’Anno (2017) per i successi lavorativi ottenuti e per il suo contributo a rappresentare nel migliore dei modi la comunità italo-americana