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IL GAZZETTINO “Perinetti polemico per l’arbitraggio: mi auguro non ci sia una presa di poszione contro di noi”

Tiene alta la polemica sull’arbitraggio il diesse Perinetti, all’indomani della bruciante sconfitta nel derby: intervistato da Marco De Lazzari, il dirigente romano getta benzina sul fuoco adombrando una strategia contro il club arancioneroverde. A cura di Luca Miani l’analisi, mentre dall’articolo di Raffaella Inanuale in cronaca apprendiamo che i tifosi ospiti, secondo la Questura, sarebbero stati millequattrocento:

Le partite d’alta classifica spesso fatali agli arancioneroverdi e il ds Perinetti se la prende con l’arbitro

Venezia, la sindrome degli scontri diretti

di Marco De Lazzari

Due i motivi per consolarsi, i poco meno di 7.000 spettatori del Penzo (seconda affluenza più alta dalla serie A 2001/02) e il fatto che la vetta, pur lasciata a Pordenone e Reggiana, sia distante un solo punto. Per il resto l’1-3 nel derby col Padova ha rimesso a nudo i limiti del Venezia attuale, spuntato in attacco e nervoso visti i tre cartellini rossi. Ieri la stangata non si è fatta attendere con ben 7 giornate di squalifica, tre a Garofalo «espulso per doppia ammonizione, per proteste verso l’arbitro e per condotta scorretta verso un avversario, rivolgeva all’arbitro una frase offensiva», due ciascuno per Ferrari e Vicario «per comportamento offensivo» verso l’arbitro e la terna; in aggiunta pure una multa di 2.500 euro «perché propri sostenitori lanciavano sul terreno di gioco, in direzione di un assistente arbitrale, un fumogeno acceso e due bottigliette in plastica, senza conseguenze» (1.000 euro invece al Padova per due petardi). Una conta dei danni post derby che complica l’avvicinamento alla delicata trasferta di domenica a Fano (ore 14.30), tenendo conto dell’infortunio di Geijo e di un Fabiano non ancora pronto al rientro. Un quadro poco confortante, mentre all’indomani del derby la rabbia nei confronti dell’arbitro Fourneau di Roma è ancora viva. «Per fortuna eravamo in tivù così tutti, il vertici della Lega Pro Gravina e quelli arbitrali, hanno potuto vedere chiaramente quello che è successo. Mi limito a ribadire il mio dissenso – conferma il ds Giorgio Perinetti, ripensando non solo al rigore dell’1-2 per mani di Soligo – sulle decisioni del direttore di gara e mi auguro di cuore che non si tratti di una presa di posizione contro il Venezia». Il team di Pippo Inzaghi continua a segnare col contagocce e a non vincere gli scontri diretti al Penzo. «Tiriamo poco? Non abbiamo l’attaccante da 10 gol ma non vedo grandi bomber in giro, come è vero che nessuna squadra ha dominato nei big match come dimostra chiaramente l’equilibrio in classifica. Il Venezia porta un po’ tutti al tiro, purtroppo non siamo nemmeno fortunatissimi, basta pensare al palo-schiena del possibile 2-2 di Soligo. I tifosi hanno capito e apprezzato la nostra prestazione, ora l’importante è non disunirci e andare a Fano per riprendere il cammino».

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Ora però bisogna cambiare passo

di Luca Miani

Il Venezia deve ripartire dall’amarezza che lascia il derby ma anche dalla certezza che la passione per il calcio si è risvegliata e l’affetto per la squadra è rinato. La sconfitta con il Padova di lunedì sera può passare sicuramente in secondo piano a fronte di un Penzo con quasi settemila paganti: uno dei traguardi della gestione Tacopina, del suo progetto-Venezia, è stato raggiunto. Ora alla partecipazione della città sarà necessario far seguire in tempi brevi la crescita di squadra e quella dei risultati. Il Venezia è indubbiamente già protagonista di questa stagione di Lega Pro ma per avvicinare l’obiettivo promozione deve indubbiamente cambiare passo. La squadra tira poco e non lo fa con grande precisione, gli attaccanti latitano anche se gli altri reparti cercano di aiutare quello avanzato non sempre con successo. La mediana ha necessità di una crescita del ritmo per poter imporre con maggior incisività il gioco. Infine è basilare la crescita a livello di personalità – in assenza di un vero leader in campo – per cambiare il trend degli scontri con le dirette concorrenti: su 21 punti disponibili il Venezia ne ha conquistati appena 9, mancando appuntamenti che potevano risultare decisivi (non ultimo quello di lunedì) per confermarsi capolista e allungare sulle avversarie. Quasi il team lagunare soffrisse di vertigini e del timore di sentirsi troppo solo in vetta. Il bel gioco di inizio campionato si è un po’ appannato ma le potenzialità restano quelle d’avvio, da rispolverare subito.