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IL GAZZETTINO “Perinetti: problemi in attacco? A gennaio non cambieremo”

Consueta doppia pagina del lunedì nell’inserto sportivo locale de Il Gazzettino. Luca Miani firma l’analisi del match, di Marco De Lazzari, le interviste a Facchin, paratutto sabato, e Perinetti, che difende l’attacco e annuncia che non ci saranno cambiamenti a gennaio. Mario Secchi raccoglie le opinioni dei tifosi arancioneroverdi:

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La squadra di Pippo Inzaghi fatica a concretizzare il gioco ma recupera il doppio svantaggio contro la Sambenedettese e scivola terza

Il Venezia cerca grinta e gol

di Luca Miani

Macchè sfida a due tra Parma e Venezia per conquistare l’unica poltrona che garantisce la promozione diretta in serie B: sarà invece una grande lotta.
Questa Lega Pro è zeppa di squadra ambiziose e ben costruite, schierate in campo in maniera più che valida, dotate di buone idee: tant’è che dopo otto giornate sono ben otto le squadre raccolte in un fazzoletto, che sgomitano per confermarsi al vertice.
È vero che siamo appena all’inizio e la stagione è lunghissima, ma vista buona parte di queste pretendenti alla promozione c’è da dire che molte possono tranquillamente confermarsi anche strada facendo.
Cerca di farlo anche il Venezia nonostante da due giornate le cose non gli girino molto bene.
È passato dalla vetta della classifica, con possibilità di mantenerla anche con un semplice pari a Pordenone (non arrivato), alla terza o quarta posizione (in base a come finirà il posticipo di stasera tra Parma e Feralpi).
La squadra di Pippo Inzaghi sabato al Penzo ha recuperato una gara che sembrava compromessa – dopo aver gettato il possibile vantaggio sbagliando un rigore – recuperando dallo 0-2 contro la Sambenedettese ma confermando la difficoltà a trasformare in gol il volume di gioco che viene creato.
La sterilità dell’attacco lagunare – sabato con all’attivo una traversa sul rigore sbagliato e due pali – si conferma di gara in gara e indubbiamente preoccupa la tifoseria.
Se a ciò si aggiunge che sabato la difesa lagunare ha traballato un po’ troppo davanti ai marchigiani – e le modalità con le quali ha subìto i due gol sono lì a dimostrarlo – i pensieri per il tecnico crescono, specie alla luce di una prima frazione giocata con ordine e attenzione, ma con un ritmo sin troppo blando.
Grinta e gol sono attesi al più presto in casa-Venezia.

I PROTAGONISTI

Facchin: «Lamentarsi dell’arbitro dopo una gara del genere è follia»

di Marco De Lazzari

«È una follia lamentarsi dell’arbitro dopo aver giocato contro una squadra che ha preso quattro pali».
Dopo aver parato di tutto sul campo Davide Facchin ha fatto altrettanto nel post Venezia-Sambenedettese, rispedendo al mittente le pesanti lamentele marchigiane contro l’arbitro Giua di Olbia. «In partenza non avrei firmato per il pari, poi è chiaro che averlo raggiunto va bene, visto che al 77′ eravamo sotto 2-0. Le mie parate? La più importante quella di piede su Sorrentino: se avessimo subìto il 3-1 la gara sarebbe finita lì. Potevamo perdere o vincere, non ci sono stati tatticismi: la Samb ci ha messo in difficoltà e ha grossi meriti, ma sui due rigori assegnatici non possono esserci dubbi. E da questa prima fase di campionato con tanti scontri diretti esce un Venezia forte e che si giocherà il primo posto».
Dal portierone, che ha ampiamente riscattato la mezza incertezza costata il ko a Pordenone, ai due rigoristi di giornata. Per la maggiore precisione la prima voce è di Alex Pederzoli che dribbla eventuali discussioni con Ferrari per tirare il primo penalty.
«Figuriamoci, dobbiamo calciarli o io o lui e non c’è problema. Nel primo tempo abbiamo avuto possesso palla e fatto parecchi cross, con un po’ di imprecisioni però oltre al rigore c’è stato anche il palo di Ferrari. Nel secondo invece abbiamo incassato un uno-due pesante, ci siamo rialzati con pieno merito, ne è venuta fuori una bella partita e penso sia riduttivo fermarsi agli episodi arbitrali. Fatichiamo a segnare? Non sono preoccupato, a mio avviso bisogna essere molto contenti del Venezia di queste prime 8 gare, perché avere già un gioco e caratteristiche precise non è poca cosa per una squadra tutta nuova».
Prestazione agrodolce per Nicola Ferrari, battagliero e generoso ma fermato prima dal palo e poi dalla traversa.
«La mia rincorsa «strana»? Di rigori ne ho tirati e segnati tanti di importanti, purtroppo stavolta ho preso la traversa ed è una questione di centimetri. Dispiace perché mancano i gol di noi attaccanti, ma contro la Samb credo abbiamo dato l’impressione di poter far male in ogni momento. Non capisco le polemiche avversarie, per noi sembrava una partita stregata, quindi il bicchiere è mezzo pieno perché presi i due gol molte squadre avrebbero preso l’imbarcata anziché rimetterla in piedi anche grazie a super-Facchin».

EMERGENZA FORMAZIONE Sabato arriva il Teramo

Tegola per Fabiano stop di quasi due mesi

di Marco De Lazzari

Infermeria piena al Taliercio, dove il Venezia da questo pomeriggio volterà pagina iniziando a pensare al match di sabato 15 al Penzo con il Teramo (ore 16.30). Contro la Sambenedettese, infatti, all’assenza di capitan Domizzi (problema all’adduttore, oggi altri esami clinici per valutare strategia e tempi di recupero) si sono aggiunte quelle di Malomo e Fabiano, finiti ko nella rifinitura pre partita di venerdì. Malomo si è procurato una distorsione al piede; più serio l’infortunio di Fabiano che, proprio l’altro ieri, era atteso al ritorno in panchina dopo un mese ai box per la botta al ginocchio subita a Mantova: stavolta a fermare il fantasista milanese è stata una frattura del perone che lo costringerà ad almeno un altro mese e mezzo di assenza. Contro il Teramo tornerà a disposizione il centrocampista sloveno Stulac che sabato ha giocato 15′ nella sconfitta per 1-0 della Nazionale Under 21 slovena in Lituania. Nessuna cattiva notizia in arrivo dal giudice sportivo, poiché sabato Bentivoglio ha incassato solo la sua seconda ammonizione (prima invece per Fabris) per essersi arrampicato sulla rete della curva sud esultando dopo aver segnato il 2-2.

IL PUNTO Dopo otto giornate è bagarre nel girone B con Pordenone-Gubbio in testa

Otto squadre separate da tre punti

Otto giornate ed è già bagarre nel girone B con otto squadre in un fazzoletto di tre punti, dai 16 di Pordenone-Gubbio ai 13 di Santarcangelo-FeralpiSalò. Il gruppone potrebbe allargarsi già stasera, con i bresciani in posticipo (ore 20.30) nella tana di un Parma che, vincendo, riprenderebbe il Venezia a quota 15. Gli arancioneroverdi nonostante il 2-2 con la Sambenedettese (imbattuta fuori casa dal febbraio 2015 con un cammino di 20 vittorie e 7 pareggi) hanno accorciato a -1 dalla vetta. Il Pordenone, infatti, dopo essersi imposto sui lagunari è caduto per la seconda volta in stagione perdendo 2-0 a Bassano: a consegnare ai giallorossi vicentini l’aggancio al team di Pippo Inzaghi sono stati Minesso e Fabbro, rispettivamente in apertura e chiusura di ripresa. Al primo posto a braccetto col Pordenone è tornato nel frattempo il Gubbio, altro attacco poco sparagnino (8 reti in totale, una in meno di Geijo e compagni) ma che grazie al guizzo di Casiraghi per l’1-0 ha inflitto al fanalino di coda Forlì la sesta sconfitta in otto uscite (a fronte di due pareggi e nessuna vittoria).
Tornando al Venezia, il secondo aggancio oltre a quello del Bassano l’ha messo a segno la Reggiana che ha dimenticato i fischi dello 0-0 nel recupero col Santarcangelo superando con un netto 3-1 il Fano: al Mapei Stadium per i granata emiliani a segno ancora Manconi (quarto sigillo), Mogos e Angiulli, mentre i granata marchigiani hanno solo accorciato con Ferrani. A proposito del Santarcangelo i gialloblù romagnoli, grazie a Sirignano e Merini, hanno ritrovato la vittoria casalinga che mancava dal 3-1 alla FeralpiSalò della prima giornata, interrompendo così il momento di appannamento che aveva registrato 4 pareggi e uno 0-4 a Bassano nelle ultime cinque uscite.
Sorrisi e sospiri casalinghi anche per Maceratese (1-0 al Mantova su autogol), Modena e Ancona: i canarini di Simone Pavan – che ospiteranno il Venezia il 23 ottobre – hanno esultato per la prima volta al Braglia, piegando al 90′ con il difensore Cossentino un Sudtirol reduce da 4 ko e 3 pareggi. L’Ancona invece «santifica» Frediani che, come due settimane fa contro il Modena, ha firmato pure l’1-0 sull’AlbinoLeffe che domani però recupera a Bergamo con la Maceratese. Unico 0-0 di giornata tra il Teramo, in arrivo sabato al Penzo, e un Padova che non decolla e atteso domani dalla Sambenedettese.

QUI PERINETTI Il ds pretende un approccio più deciso

«A ritmi bassi siamo scontati: dobbiamo giocare con intensità»

Né la difesa, che per la prima volta ha concesso due reti agli avversari, né gli attaccanti che hanno nuovamente rinviato l’appuntamento con il gol. E tantomeno le polemiche contro l’arbitro sollevate dai dirigenti avversari. Dopo il 2-2 in doppia rimonta con la Sambenedettese al ds Giorgio Perinetti interessa solo capire il perché dell’approccio soft del Venezia (anche) contro i marchigiani. Il dirigente lagunare è assolutamente sereno nella sua analisi, ma la volontà di confrontarsi subito con il presidente Tacopina, mister Inzaghi e i giocatori l’ha spinto a declinare (per ora) l’invito della Federazione albanese ad assistere dal vivo alla continua crescita della Nazionale allenata dal trevigiano De Biasi.
«A ritmi bassi siamo più scontati e prevedibili, i picchi che invece possiamo raggiungere mettendoci tanta intensità l’abbiamo visto nel secondo tempo. A quella velocità poche squadre possono tenere il passo del Venezia, per questo non c’è motivo di avere troppa paura o timori reverenziali. L’approccio era stato migliore a Pordenone, stavolta siamo tornati in noi sotto di due gol. Eppure la determinazione c’è ad ogni allenamento, basta vedere che abbiamo perso Malomo e Fabiano in partitella».
La Sambenedettese ha protestato per i due rigori e per il 2-2 con mano galeotta di Bentivoglio.
«Bentivoglio si è buttato dentro e se tocco c’è stato credo che l’involontarietà sani il difetto. I primi rigori ci sono arrivati solo all’ottava giornata, quello su Marsura è sacrosanto, quello su Geijo si può discutere, ma da qui a gridare allo scandalo ce ne passa. Il calcio toglie e dà, l’abbiamo visto noi ad Ancona e comunque dalla D alla Lega Pro il salto di qualità degli arbitri è evidente».
Nel finale Facchin ha salvato almeno il 2-2.
«Bravo lui che d’altra parte è lì per quello, potevano vincere entrambe le squadre ma il Venezia ha fatto più della Samb colpendo tre pali e una traversa. Con Domizzi non avremmo preso due gol così ma succede, ora abbiamo trovato un assetto a due punte che segneranno senz’altro. Geijo, non scherziamo, è un grande giocatore, ci mancherà Fabiano ma abbiamo Tortori e Edera. Fino a gennaio la rosa è questa, e dopo gennaio sarà ancora questa».
Venerdì la squadra ha regalato agli ultras lo striscione “VeneziaMestre 1987”, esposto al Penzo. «Un gesto simbolico perché con i tifosi si sta instaurando una bella unione. Questa squadra si fa amare per carattere e attaccamento senza tirarsi mai indietro. Una compattezza fondamentale».

I TIFOSI La sfortuna è una scusante parziale e Inzaghi «non ha saputo costruire un gioco produttivo»

Convinti a metà: «Ci manca la personalità»

di Mario Secchi

Il Venezia agguanta a fine partita la Sanbenedettese, sfiorando anche la vittoria. Questo pareggio potrebbe essere di buon auspicio per la risalita in serie B, dal momento che 60 anni fa il pari 0-0 con la squadra marchigiana ci portò bene e ritornammo nella serie cadetta. Tifosi ancora una volta contenti a metà, in attesa di vedere una squadra con personalità. «Ho visto un Venezia scarso nel primo tempo – osserva Antonio Introna – poi come per incanto, dopo aver subito la rete dello 0-2 i lagunari hanno scatenato una veemente reazione, riuscendo a pareggiare. L’entrata in campo di Tortori ha vivacizzato la fase offensiva». Per Gianni Costantini il Venezia ha fatto due regali agli avversari: «Grazie a due vistosi errori difensivi gli ospiti sono andati in vantaggio; a parziale scusante ci si è messa di mezzo la sfortuna con due pali e un rigore sbagliato. Il match mi ha comunque emozionato, perchè ormai, a metà del secondo tempo, ero rassegnato alla sconfitta». «Anche io ho visto un primo tempo con il Venezia piuttosto dimesso – aggiunge Maurizio Zocchia – ma per fortuna, dopo lo svantaggio, i ragazzi di Inzaghi hanno incominciato a dialogare fra loro rendendo l’attacco più efficace». Giorgio Celetti ribadisce la poca consistenza degli attaccanti: «C’è stata anche tanta sfortuna, ma purtroppo vedo la squadra in ribasso di prestazioni e di gioco». Giorgio Masi è perplesso: «Constato poca personalità. Il Venezia dovrebbe far paura a qualsiasi squadra; forse siamo troppo presuntuosi: i campionati si vincono anche con volontà e determinazione. Siamo mancati ancora una volta in zona gol». «Secondo il mio parere – afferma Giorgio Bocchetto – questo pareggio interno ce l’ha sulla coscienza l’allenatore Pippo Inzagli, che non ha saputo costruire un gioco piacevole e produttivo. Gli ospiti non hanno rubato nulla ed il nostro portiere Facchin ci ha tolto le castagne dal fuoco con alcune parate eccezionali, riscattando alla grande la papera commessa contro il Pordenone». Nico Petrizza: «A me questo Venezia piace, peccato per i pali e il rigore sbagliato, poteva venir fuori una vittoria, che gli arancioneroverdi non avrebbero demeritato. Ho apprezzato in modo particolare la prestazione di Marsura e di Ferrari, bravissimo anche Tortori, capace di spingere avanti i lagunari». «Chi insiste sui lanci lunghi dimostra di aver poca personalità e paura di scambiare palla al piede – conclude Lucio Calimani – vorrei una squadra capace di alternare i modi di gioco».