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IL GAZZETTINO “Unione, pari e polemiche: la Samb non ci sta”

Nel paginone de Il Gazzettino la cronaca e le pagelle di Luca Miani e le interviste di Marco De Lazzari con il battibecco a distanza tra Tacopina ed il presidente del club ospite:

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La squadra di Inzaghi va sotto di due gol contro la Sambenedettese poi reagisce e raggiunge il meritato pareggio: nel primo tempo Ferrari sbaglia un rigore

Venezia, altalena di emozioni

di Luca Miani

Tre pali, un rigore sbagliato (centrata la traversa), uno segnato e un gol forse realizzato con l’aiutino della mano: il tutto per riuscire a riprendere una partita che dopo 9’ della ripresa era sullo 0-2.
Il Venezia regala tantissime emozioni al Penzo pareggiando in rimonta una partita importantissima contro la Sambenedettese, a pieno titolo avversaria diretta nell’inseguimento alla serie B. Non riesce alla formazione di Pippo Inzaghi di riscattare pienamente lo stop di Pordenone e può addirittura dirsi soddisfatta di aver riacciuffato il match.
Ma c’è da dire che anche dopo il doppio svantaggio i lagunari non hanno mai smesso di credere nella possibilità di riaprire il match, nonostante il no detto dai legni in quattro occasioni che faceva apparire il match come un po’ “stregato”.
E anche dopo il pareggio la pressione non è diminuita, concedendo però anche qualche spazio di troppo agli avversari.
La gara non è esaltante come ritmo in una prima frazione che vede il Venezia (privo di Domizzi, Fabiano e all’ultimo anche di Malomo) manovrare bene ma senza grande incisività, la sfodera solamente nei cinque minuti finali della frazione: evidentemente la carenza di un vero realizzatore inizia a pesare non poco in una squadra che di gioco ne costruisce in buona quantità.
La Sambenedettese (senza Radi e Lulli squalificati) appare briosa e determinata, sin troppo decisa in qualche intervento e dimostra grande propensione offensiva ma anche capacità di controllare le avanzate avversarie senza affanno: con quella di ieri è arrivata a 26 gare in trasfesta senza sconfitte, dal febbraio 2015.
È a inizio ripresa – dopo che sul finire del primo tempo Ferrari ha sbagliato un rigore che ha conteso a Pederzoli – che la partita s’impenna.
Grazie agli ospiti che vanno in gol in una manciata di secondi: 48 per l’esattezza. Poi nell’arco di otto minuti c’è il raddoppio. Venezia al tappeto? No, anche se fatica a trovare spazio visto che gli avversari arretrano un po’ a difesa del doppio vantaggio. A testimonianza di ciò ci sono altri due pali – dopo quello del primo tempo – colpiti dalle conclusioni lagunari.
A questo punto l’innesto di Geijo dona un tocco di brio all’offensiva: imbecca bene i compagni, ci prova direttamente e si procura poi il rigore che Pederzoli non sbaglia. La reazione lagunare diventa allora più veemente e la ricerca del pareggio si intensifica ancor più. Un inseguimento premiato da un “prodezza” di Bentivoglio che sembra aiutarsi con la mano per garantirsi la rete.
Un’altra gara ripresa dal Venezia – come successe a Parma dove però arrivò il successo – dopo essere andato sotto: una dimostrazione del grande carattere, della versatilità e compattezza del gruppo. Tutte qualità che hanno consentito di sopperire alla limitata concretezza offensiva degli avanti.
La cronaca. 1’ Moreo in area impegna Pegorin di testa. 10’ Mancuso dalla destra costringe Facchin a un intervento di pugno a terra. 34’ Ferrari dal limite scocca un bolide sul quale si tuffa Pegorin deviando sul palo con palla poi in angolo. 39’ scambio Sorrentino-Mancuso con tiro dal limite di destra che Facchin alza. 41’ Marsura insiste sul fondo di sinistra e viene atterrato da Mancuso. 42’ Ferrari sottrae a Pederzoli l’incarico per il rigore ma dopo una rincorsa a singhiozzo centra la parte bassa della traversa con palla nuovamente in campo.
Ripresa. 48″ Tortolano dalla sinistra mette al centro una palla per la testa di Sabatino salito indisturbato e che brucia Cernuto insaccando lo 0-1. 5’ Bentivoglio dalla sinistra serve Moreo a destra che centra il palo. 9’ Tortolano entra in area dalla sinistra saltando due avversari e superando Facchin con una sorte di pallonetto “impennato” da una fortuita deviazione di Cernuto: 0-2. 20’ cross di Geijo dalla destra per Tortori che in area fa volare Pegorin. 25’ angolo dalla destra di Pederzoli per la testa di Modolo sul lato opposto che centra il terzo palo del match. 27’ Ferrari in area di destra spreca a tu per tu con Pegorin. 31’ Geijo è in area all’altezza del palo di destra spalle alla porta e nel confronto con la coppia Sorrentino-Berardocco cade a terra: rigore. 32’ ci pensa Pederzoli – anche lui con una rincorsa ricercata – a spiazzare Pegorin per l’1-2. 33’ Candellori sul fondo di sinistra insiste su una palla che rimette indietro per Sorrentino che calcia un rasoterra ravvicinato sul quale Facchin ci mette il piede. 34’ punzione di Berardocco dal limite di destra che costringe Facchin all’acrobazia. 36’ Ferrari in area dalla destra conclude su Pegorin che devia sul palo opposto dove è appostato Bentivoglio che la mette dentro, forse aiutandosi con la mano: 2-2. 40’ Sorrentino dall’area conclude su Facchin. 43’ testa di Geijo in area che Pegorin controlla. 52’ Damonte per Macaluso che dall’area costringe Facchin a superarsi.
In settimana c’è il recupero di Sambenedettese-Padova che potrebbe marcare ancor di più la classifica mentre sabato nuovo appuntamento interno per i lagunari – sempre alle 16.30 – con ospite il Teramo.

LE PAGELLE DI Luca Miani

FACCHIN 7.5 – Giganteggia ancora una volta. Riesce a togliere moltissime castagne dal fuoco, spesso fermando avanzate di avversari arrivati davvero a tu per tu. Beffato dalla deviazione sulla seconda rete, riesce a blindare la porta con voli acrobatici, dimostrando la sua vena e consentendo alla squadra di recuperare il match.
BALDANZEDDU 5 – Delusione sulla destra. Impreciso e nervoso in chiusura non si propone mai in avanti.
ST 14’ TORTORI 6 – Appena entrato porta vivacità ma con l’andare del match rallenta il contributo che resta utile.
CERNUTO 5.5 – Messo in campo all’ultimo per l’acciacco di Malomo, incappa in un paio di infortuni, tra cui la deviazione che ha favorito la seconda rete ospite.
MODOLO 6.5 – Cerca di fare reparto da solo, ma non riesce a tamponare tutto in una giornata di certo non ispirata della difesa. Deciso e puntuale non disdegna le avanzate e centra uno dei pali che hanno contrassegnato il match.
GAROFALO 5.5 – È apparso un po’ in affanno in alcuni frangenti. Ha cercato di contribuire alle manovre senza riuscirci più di tanto.
FABRIS 6 – Tanto movimento, corse a non finire ma stavolta non moltissime le palle centrate. Prova di carattere.
PEDERZOLI 6 – Per lui la soddisfazione di un altro gol su piazzato, stavolta su rigore dopo aver lasciato calciare (male) il primo a Ferrari. Cerca di imbeccare i compagni ma è sin troppo chiuso.
BENTIVOGLIO 6.5 – Al solito si trova in sintonia con Marsura per divertirsi sulla fascia di sinistra. La gioia è massima quando riesce a mettere dentro (forse con l’aiuto della mano) il gol del tanto inseguito pareggio.
MARSURA 6.5 – È inesauribile. Cerca sempre il fondo campo, lo spazio per servire i compagni, il minimo varco per provare la giocata. La Sambenedettese è costretta a metterlo giù in area per fermarlo.
FERRARI 5.5 – Pesa come un macigno il rigore sbagliato, ma il contibuto c’è stato: un palo dalla distanza e poi da una sua conclusione deviata da Pegorin arriva la rete del pari.
MOREO 6 – Anche per lui un palo centrato e buon movimento con azioni ficcanti.
ST 19’ GEIJO 6.5 – Ancora una volta resta a secco ma manda in gol i compagni. In particolare si procura un rigore che avvia il recupero del Venezia e poi rende più briosa e pericolosa l’azione offensiva dei lagunari.

QUI INZAGHI

«In svantaggio per un nostro errore Peccato per quel rigore sbagliato»

di Marco De Lazzari

È un dribbling secco quello che Pippo Inzaghi effettua nel dopo partita lasciando ai presidenti discussioni e polemiche. «Episodi, lamentele, io parlo solo della partita e dico che con quattro pali e un rigore sbagliato avremmo dovuto vincere e chiuderla prima pur contro un’avversaria che merita la classifica che ha e l’ha confermato – il rammarico del tecnico arancioneroverde -. Il primo tempo? È stato discreto, ci sono state buone cose, abbiamo colpito un palo e preso la traversa con Ferrari su rigore. Peccato, non ne aveva sbagliato uno in carriera ma è successo, pazienza. Peraltro non abbiamo concesso nemmeno un tiro».
Inzaghi mastica amaro per il gol del vantaggio ospite a inizio ripresa.
«Purtroppo abbiamo perso una palla banale, in pratica ce lo siamo fatti da soli. Poi è arrivato quasi subito il 2-0 e a quel punto siamo stati davvero bravi a reagire, riprendendo un pareggio e rischiando in seguito di segnare anche il 3-2. Peccato per il palo interno di Moreo, una grossa mano ce l’hanno data Tortori e Geijo che hanno avuto un bell’impatto. Ciò conferma che forse ci saranno pure squadre più forti di noi, ma il Venezia ha tantissima scelta e io sono contento dei miei ragazzi e di come si stanno comportando».
Sulle parate salva risultati di Facchin il mister lagunare non si scompone. «Bravo in 2-3 occasioni nel finale, prima però, ripeto, non avevamo concesso tiri in porta. Con quattro attaccanti in campo ci sta concedere qualche contropiede, più che altri dispiace aver sprecato tante occasioni perché segnandole tutte avremmo potuto vincere 6-2 – Inzaghi è perfettamente in linea con Tacopina -. Peccato aver dovuto prendere quei due ceffoni prima di iniziare a fare grandi cose».
Dopo il fischio finale Inzaghi sul prato del Penzo si è beccato con l’allenatore avversario Palladini, arrabbiato con l’arbitro per il 2-2 di Bentivoglio a detta dei rossoblù viziato da una decisiva spinta di mano.
«No, nessun battibecco, con Palladini siamo amici e gli ho solo detto che non sembrava il caso di protestare così animatamente. Pensiamo subito al Teramo, con il grande dispiacere per l’infortunio al perone di Fabiano proprio quando stava per rientrare. Ma tornerà più forte di prima».

IL PRESIDENTE TACOPINA

«Potevamo vincere 6 a 2 Ridicolo attaccare l’arbitro»

di Marco De Lazzari

Un Joe Tacopina così scuro in volto non si era mai visto, e la prima volta è arrivata nel match che è coinciso con il suo primo compleanno da patron del Venezia. A farlo sbottare non il rocambolesco 2-2, bensì le accuse (riferitegli) mosse «urbi et orbi» dal presidente della Sambenedettese.
«È semplicemente ridicolo polemizzare sugli arbitri, ma soprattutto è inutile – la replica a muso di Tacopina al «collega» (nemmeno incrociato in sala stampa) Franco Fedeli – perché tutti altrimenti dopo ogni partita possiamo attaccarci agli episodi, che invece fanno semplicemente parte del calcio e come tali vanno accettati punto e basta. I due rigori? È la prima volta dall’inizio del campionato che ce ne è stato fischiato uno a favore. La verità è che avremmo potuto vincere 6-2».
Il numero uno arancioneroverde non prende granché bene nemmeno le osservazioni dei cronisti marchigiani sulla mancata superiorità di un Venezia «di classe» rispetto a una Samb «tutta agonismo».
«Questa è stata solo una partita, se la rigiochiamo portiamo a casa i tre punti nove volte su dieci e senza discussioni – la sua sicurezza –. Lo dico anche se il primo tempo non abbiamo fatto bene e non so perché. C’è stato bisogno di andare sotto di due gol per vedere un grande Venezia negli ultimi 20′: quella è la squadra che vorrei vedere sempre e che potrebbe consentirci di fare bene, fermo restando che proprio per gli episodi non è possibile vincere sempre».
Di sicuro gli arancioneroverdi devono ringraziare un Facchin protagonista di varie parate determinanti.
«Vero, però io ribadisco che il Venezia degli ultimi 20’ha mostrato tutte quante le sue potenzialità. Mi dispiace non aver visto prima la stessa squadra, andare sotto di due gol può costare carissimo, invece raddrizzarla con quella forza mi lascia sensazioni estremamente positive».
Stavolta a segnare sono stati due centrocampisti, Pederzoli e Bentivoglio, mentre gli attaccanti continuano a non trovare la via del gol.
«Non sono preoccupato, abbiamo perso a Pordenone e pareggiato con la Sambenedettese ma siamo sempre vicino alla vetta. È ancora prestissimo, certo vorrei sempre i tre punti, però continuiamo a mostrare un ottimo calcio».

GLI AVVERSARI

Il presidente Fedeli è una furia «Un campionato già assegnato»

«Non so se diamo fastidio a qualcuno o se siamo diventati scomodi, ma con Parma e Venezia siamo stati vittima di episodi che fanno pensare a un campionato già assegnato». È una furia in sala stampa Franco Fedeli, presidente di una Sambenedettese al secondo 2-2 esterno di fila contro le principali candidate per la promozione in serie B.
«Gli errori fanno parte del gioco? La buona-fede sta in chiesa, quelli subiti al Tardini e al Penzo sono errori che si vogliono fare e che ci hanno tolto 4 punti. Abbiamo subito altri due rigori e il 2-2 di Bentivoglio fatto con la mano fa male al calcio. Nonostante questo potevamo comunque vincere 3-2».
A rincarare la dose è il dg marchigiano Andrea Gianni. «Ringrazio il presidente Tacopina che ci consiglia di non protestare. Noi però protesteremo eccome in tutte le sedi che riterremo opportune». Da parte sua il tecnico Ottavio Palladini prova a gettare acqua sul fuoco. «Mi dicono che il 2-2 è arrivato con la mano ma non voglio commentare, nemmeno i rigori fischiatici contro, con il secondo che ha riaperto la partita. Dico solo che una volta raggiunti abbiamo avuto altre 3-4 palle per vincere 3-2. Il primo tempo è stato equilibrato, nella ripresa abbiamo fatto due gol e poi era inevitabile che il Venezia reagisse. In ogni caso stiamo continuando a far bene».