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IL GAZZETTINO “Unione, per decollare manca un pò di personalità”

Guarda a quello che manca nella prestazione arancioneroverde, l’analisi post-match di Luca Miani sulle pagine de Il Gazzettino che dedica la solita doppia pagina e un grande box di apertura nel fascicolo sportivo locale. Oltre al commento tecnico di Miani, gli articoli di Marco De Lazzari e le interviste ai tifosi (compreso uno “sgradito” intruso…) di Mario Secchi:

UNDICESIMA GIORNATA Con il Bassano sembrava avesse paura di andare in fuga

Venezia, serve personalità

di Luca Miani

gazz311016primasportStupenda la cornice di pubblico per una gara che è stata avvincente, almeno in buona parte.
Quattromilatrecento spettatori sugli spalti del Penzo sabato pomeriggio per il superderby (1-1) al vertice tra Venezia e Bassano sono stati veramente un colpo d’occhio eccezionale.
E come detto le due squadre non hanno tradito le attese del pubblico.
Bel gioco, emozioni, pali e gol. Inoltre qualche scaramuccia per il troppo nervosismo in campo che ha alimentato ancor più la voglia di tifare sia dei lagunari sia dei bassanesi.
Il Venezia esce a testa alta da un confronto con una squadra notevolmente più giovane e anche più intraprendente, che ha effettuato due ottime partenze di tempo, trovando nella seconda la palla per il pareggio e congelando così il risultato di un match sin troppo importante.
Gli uomini di Pippo Inzaghi hanno mostrato ancora una volta qualche leggerezza di troppo nelle chiusure, piccoli errori che le squadre quadrate come il Bassano non ti perdonano, presentandosi davanti a Facchin per l’incasso: fortuna che l’estremo lagunare è sempre pronto.
Davanti si è accusata nuovamente qualche battuta a vuoto specie nella ripresa quando di azioni propizie vere e propri ve ne sono state pochissime. Gioco bloccate sulle fasce e poca verticalizzazione. Il gioco si è quindi arenato.
E guardando al complesso della prestazione – nella quale non è di certo mancata una buona dose di grinta – c’è da evidenziare come a questo Venezia oltre a mancare ancora un equilibrio definitivo difetti anche la personalità di squadra.
Personalità per imporsi di più sin da avvio gara, senza nulla concedere agli avversari, ma anche nell’affrontare appuntamenti come quelli di sabato – e già era successo a Pordenone – con un piglio più deciso, senza quell’ansia di vincere, quasi la vertigine da alta classifica, che alla fine complica sempre le cose.

gazz311016doppia

IL PERSONAGGIO

Facchin confida nel futuro: «Due-tre pali a partita, siamo proprio sfortunati»

di Marco De Lazzari

«Noi colpiamo 2-3 legni a partita e la palla esce, i nostri avversari ne hanno presi due in undici giornate con un palo-gol e un palo-assist. Bisogna dire la verità, siamo sfigati».
Fatica Davide Facchin a digerire l’1-1 casalingo con il Bassano, derby tra capoliste prima e anche dopo il 90′ ma che non ha dato la spallata auspicata in casa arancioneroverde. «Sia chiaro che non è che non vinciamo per colpa dei pali o traverse, perché sarebbe riduttivo fermarsi a questo, tuttavia è chiaro che dopo queste prime partite la sfortuna qualcosa ci hanno tolto si rammarica il portierone lagunare È sempre una questione di episodi. Il Bassano stesso, squadra davvero ben preparata e che certo non ha fatto per caso i nostri stessi 22 punti, ha avuto però molti episodi (non arbitrali la sua precisazione, ndr) e situazioni a suo favore. Pure contro di noi, perché la partita sarebbe potuta finire 3-0. Mi auguro solo che sulle 38 giornate giri meglio anche per il Venezia».
Data la posta in palio in campo non è mancato un certo nervosismo, come si può dedurre anche dai nove ammoniti. «Il loro attaccante Fabbro dopo un minuto doveva essere e non è stato ammonito pur avendo provato ad ingannare l’arbitro aggiustandosi un pallone con la mano. Quando si permette a un ragazzino di vent’anni di prenderti in giro e giocare per 90′ al limite del regolamento è inevitabile che alla lunga ti innervosisci. È andata così, il Bassano ha fatto il suo gioco e ha cercato di perdere più tempo possibile per raggiungere il suo obiettivo di portare a casa un punto».
Ovviamente indigesta a Facchin la dinamica del pareggio vicentino. «Ci eravamo studiati bene a vicenda e a decidere il risultato sono stati due calci piazzati. Sul nostro almeno Pederzoli è stato bravo a calciare bene la punizione, l’1-1 invece è venuto casuale, perché 99 volte su cento la palla dopo aver colpito il palo non va in quella direzione. Invece contro ogni legge della fisica è finita proprio sui piedi di Pasini. In settimana avevo letto le parole del loro patron (Renzo Rosso su alcuni siti internet, ndr), persona peraltro rispettabilissima, che parlava del loro orgoglio contro l’arroganza dei soldi: io dico che il Venezia ha dimostrato sul campo quanto vale e che quel che ottiene è perché lavora più degli altri. Siamo primi e viaggiamo a due punti a gara, proseguiamo così».

ANTICIPATO ALLE 14.30 IL MATCH DI SABATO A SANTARCANGELO

Oggi ci sarà la verifica del guaio di Domizzi

di Marco De Lazzari

La precauzione di esser rimasto negli spogliatoi nell’intervallo di Venezia-Bassano, dovrebbe scongiurare un altro stop per Maurizio Domizzi. Le condizioni del capitano arancioneroverde, fermato da un indurimento muscolare, saranno verificate già oggi pomeriggio al Taliercio alla ripresa degli allenamenti. Sabato 5 novembre il team di Pippo Inzaghi farà visita al Santarcangelo, che conta 15 punti contro 22 e che nel girone B è la regina dei pareggi con 6 segni X in undici giornate. Allo stadio Valentino Mazzola si giocherà alle ore 14.30 poiché le due società hanno convenuto di anticipare il fischio d’inizio rispetto a quello originario delle 18.30: il Venezia così potrà allenarsi già domenica mattina in vista del match di Coppa Italia di martedì 8 contro il Sudtirol, sfida ad eliminazione diretta per accedere agli ottavi di finale che si giocherà sempre alle 14.30 allo stadio Druso di Bolzano. Proprio il Sudtirol sarà avversario al Penzo anche sabato 12 novembre (ore 16.30), match cui seguiranno la trasferta di Salò e il derby casalingo di lunedì 28 con il Padova (ore 20.45). Quella di sabato sarà la seconda visita stagionale del Venezia a Santarcangelo: il 21 agosto Ferrari e Pederzoli aveva firmato il 2-2 decisivo per vincere il triangolare di Coppa Italia passando il turno a discapito dei romagnoli e del Mantova.

QUI IL DS PERINETTI

«Adesso dobbiamo crescere: più fiducia, meno timidezza»

di Marco De Lazzari

Il colpaccio di Parma resta l’apice, poi però al Penzo sono uscite indenni Reggiana (1-1), Sambenedettese (2-2) e Bassano (1-1). Il Venezia piace ed è davanti a tutti pur senza esser riuscito a decollare nei big match, soprattutto a Sant’Elena dove finora sono cadute solo le piccole Forlì (1-0), Lumezzane (2-0) e Teramo (3-1). «Dobbiamo crescere ancora in personalità e fiducia in noi stessi, perché sabato abbiamo pagato un po’ l’atteggiamento del Bassano, più sfrontato rispetto al nostro, e non c’è motivo perché ciò accada tantomeno in casa nostra l’incitamento del ds Giorgio Perinetti alla squadra Forse anche l’arbitro è stato troppo paciere e poco decisionista. Ad ogni modo bisogna rendersi conto che il campionato è questo, c’è un grandissimo equilibrio e capita che il Teramo vinca 5-1 a Gubbio e il Parma solo in extremis a Fano».
Nel post partita il tecnico Pippo Inzaghi si era rammaricato per il rientro soft dopo l’intervallo. «Sia nel primo sia nel secondo tempo abbiamo avuto due approcci timidi, dobbiamo capire perché ed evitare che si ripetano ammette il dirigente lagunare È pur vero che Facchin ha fatto un paio di parate, ma il loro portiere è stato decisivo e abbiamo concesso poco a un Bassano che assieme al Parma è la nostra antagonista destinata a durare».
Stavolta il Venezia ha evitato lo svantaggio, però dopo il gol di Pederzoli è mancato il colpo del ko. «La differenza l’hanno fatta i pali, noi ne abbiamo colpiti due e la palla è uscita, i nostri avversari uno ed è diventato un assist per Pasini. Avremmo voluto ringraziare con una vittoria i fantastici 4.300 del Penzo, è venuto un 1-1 e dobbiamo accettarlo».
Dal ds Perinetti una frecciata nemmeno tanto velata al Bassano. «L’ipocrisia è uno dei problemi del nostro calcio. Il loro patron Renzo Rosso ha parlato su qualche sito di arroganza dei soldi riferendosi al Venezia, quando semplicemente noi siamo stati onesti dichiarando le nostre ambizioni e di voler provare a vincere non nascondendoci dietro a una finta umiltà».
Il pensiero è ora già rivolto a Santarcangelo e oltre. «Delle squadre più accreditate ci restano FeralpiSalò e Padova, dopodiché avremo un calendario che dovrebbe consentirci di dare uno sprint in classifica. Il Venezia può produrre ancora di più e con maggiore continuità, per questo dobbiamo credere di più nella nostra forza».

IL PANORAMA Momento delicato del Pordenone che pareggia con l’Ancona

Il Padova vince e si avvicina alla vetta

di Marco De Lazzari

Nell’undicesima giornata la coppia non scoppia, Venezia e Bassano (22 punti) continuano infatti a braccetto in testa al girone B seppur con un vantaggio dimezzato ad un solo punto sulle inseguitrici. Il botto di giornata l’ha regalato il Teramo, una delle squadre più in difficoltà del momento (reduce da un doppio 1-3 con Venezia e AlbinoLeffe) eppur capace di andare a travolgere addirittura per 5-1 in trasferta il Gubbio, vale a dire il team etichettato dai più come la vera sorpresa del torneo. Nel primo tempo gli eugubini (avanti 1-0 con Casiraghi) parevano aver incanalato sui giusti binari il match del possibile aggancio in vetta alla coppia veneta: al contrario nella ripresa, anzi negli ultimi 20′, gli abruzzesi sono esplosi con il rientrante Jefferson e Sansovini (una doppietta ciascuno) cui si è aggiunto il gol di Petrella. Chi non si è fatta pregare per accorciare sulle due battistrada è la Sambenedettese, vincente di misura e solo su rigore (settimo gol stagionale di Mancuso) contro una FeralpiSalò che sembra essersi inceppata con due pari e il ko al Riviera delle Palme nelle ultime tre uscite.
A quota 21 con la Samb anche il tandem emiliano Parma e Reggiana, entrambe vincenti in trasferta: i gialloblù benedicono il quinto acuto di Calaiò, decisivo a Fano all’86’, mentre i granata con Nolè, Bovo e Rozzio hanno inflitto a un Mantova in crisi nera la settima sconfitta nelle ultime otto gare. Peggio dei virgiliani (penultimi con 6 punti) continua a stare solo il Forlì, che nel derby romagnolo col Santarcangelo ha impattato 1-1 il vantaggio di Sereni annullato dall’ex lagunare Cori cogliendo il quarto punto stagionale ma rinviando ancora l’appuntamento con la prima vittoria. Continua pure il momento delicato del Pordenone (solo 0-0 al Bottecchia con l’Ancona) mentre ha carburato e superato il periodo critico il Padova, che grazie ad Alfageme ha battuto il Modena (terzo successo di fila) portandosi ad appena 3 punti da Venezia e Bassano. Sabato non si è disputata la partita Maceratese-Lumezzane, rinviata a data da destinarsi per la necessità di utilizzare tutti gli agenti delle Forze dell’ordine a sostegno delle popolazioni terremotate delle Marche e del centro Italia. Questa sera completa il quadro il posticipo di Bergamo tra due squadre in ascesa come AlbinoLeffe e Sudtirol.

TIFOSI I tanti sostenitori sugli spalti sono usciti entusiasti: “La squadra sarà protagonista”

«Un finale arrembante, abbiamo dominato»

di Mario Secchi

Questa volta il Venezia non ha rincorso, ma viene raggiunto da un ottimo Bassano, che non ha rubato nulla. Una partita tesa ed emozionante che ha tenuta desta l’attenzione dei tanti (finalmente) tifosi, secondo i quali c’è stato poco gioco d’assieme, poca palla al piede e continua se non ossessiva ricerca delle fasce. Giuseppe Canino: «Gli ospiti hanno dimostrato di conoscersi bene, infatti da anni giocano nella squadra pressoché gli stessi giocatori; mi auguro che con il trascorrere del campionato ci sia più intesa fra gli arancioneroverdi».
Antonio Introna: «Nel complesso la squadra mi è piaciuta; l’unico neo si è presentato nel primo quarto d’ora del secondo tempo, quando abbiamo subito l’iniziativa dei vicentini. Infatti abbiamo incassato il gol del pareggio. Però il Venezia c’è e lo ha dimostrato dominando l’ultima mezzora di gioco».
Marco Francalli: «Spero che il girone di ritorno sia favorevole alla squadra lagunare; ho visto una buona presenza di pubblico, che dovrebbe ripetersi in tutte le partite al Penzo. Venezia ottimo nei primi 45 minuti, un po’ intimorito all’inizio del secondo tempo, ma con finale arrembante tale da mettere in ansia il Bassano». Gli fa eco l’amico Rau Faustinelli, che concorda, ma aggiunge: «Vedo l’ottimo lavoro intrapreso da Pippo Inzaghi e sono sicuro che la squadra sarà protagonista di questo difficile campionato».
Presente allo stadio l’ex dirigente del Venezia, Gino Mazzuccato, che segue sempre con passione i colori di casa: «Secondo me il Venezia ha una grande potenzialità. Non ho dubbi che nel girone di ritorno gli undici di Pippo saranno al vertice della classifica; oltretutto voglio ribadire che con un presidente come Joe Tacopina il futuro del calcio veneziano sarà di certo roseo».
Franco Bazzato: «Anche con la febbre a 40 non farò mai mancare il mio sostegno in tribuna; contro il Bassano il Venezia avrebbe meritato ampiamente la vittoria. Solo i pali hanno impedito ai giocatori di Inzaghi di portare a casa i tre punti e far sì che il team viaggiasse solitario ai vertici della classifica. Meritiamo la categoria superiore».
Un tifoso del Mestre, Antonio Tozzi, che puntualizza: «Bella partita ma non capisco perché la curva si ostini a tifare VeneziaMestre. Mestre ha già la sua squadra con i colori arancio e neri, mentre il Venezia dovrebbe conservare i suoi, i tradizionali nero e verde. In bocca al lupo, sperando che il prossimo anno questa squadra sia in serie B ed il Mestre in Lega Pro».
Leonida Alessandri: «È stata una partita nella quale i 22 giocatori si sono impegnati al massimo. Quindi uno scontro piacevole fra le prime in classifica, che, in attesa della partita di ritorno, ora si combatteranno a distanza. Bravi i portieri; Bassano più capace di manovrare, Venezia forse più tecnico».
Eugenio Sartori: «Sono contento della prova dei ragazzi; peccato per l’occasione perduta. Potevamo essere in testa e soli».