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IL GAZZETTINO “Vincoli ENAC, per i 5S Tessera off-limits per lo stadio. Derby, oltre 600 biglietti venduti”

Si torna a parlare di stadio nelle pagine di cronaca de Il Gazzettino con un articolo di Elisio Trevisan. L’occasione è data dall’interrogazione all’assessore all’urbanistica De Martin presentata della consigliera comunale 5S Sara Visman. L’esponente pentastellata rileva come i vincoli ENAC presenti sulle aree comunali impedirebbero l’edificazione di strutture ad eveleato carico antropico in loco e proprone di puntare su Porto Marghera. Nello sport il punto della situazione firmato da Luca Miani, mentre Marco De Lazzari intervista  Maurizio Domizzi e redige il bollettino pre-derby, oltre seicento biglietti venduti per il settore ospiti dell’Euganeo finora:

Per la consigliera Visman (M5S) sulle aree del Comune non si può costruire perché troppo vicine alla futura nuova pista

Nuovo stadio, il giallo dei terreni di Tessera

di Elisio Trevisan


gazz070417tesseraIl patron Tacopina vuole costruire il nuovo stadio, anzi la città dello sport, il sindaco lo vuole allo stesso modo, l’assessore al Bilancio Michele Zuin intende vendere le aree di Tessera per ricavare i 50 milioni di euro che gli servono per coprire i debiti del Casinò con il Comune e con le banche.
Il problema è che le aree che Joe Tacopina vuole comprare per costruirci stadio e magari centro commerciale, albergo e quant’altro, non sono quelle della Marco Polo, ossia della società del Casinò, ma sono terreni posseduti da Save.
Ne è convinta la consigliera comunale dei 5 Stelle Sara Visman che ha presentato un’interrogazione all’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin chiedendogli di spiegare alla città «l’esatta collocazione dei terreni per lo stadio, la distanza rispetto alle fasce di vincolo aeroportuale e la proprietà».
La questione non è semplice da districare ma riguarda proprio il vincolo aeroportuale in base al quale, a meno di un chilometro dai terreni dove correrà l’asse della nuova pista per atterraggio e decollo dell’aeroporto intercontinentale, anche se venisse costruita tra dieci o vent’anni o mai, non si possono costruire impianti che prevedono un grande carico antropico, come stadi, centri commerciali, casinò.
E allora? Tacopina «avrebbe dichiarato la propria disponibilità ad investire ma su terreni di proprietà del Comune» continua la consigliera comunale, evidentemente ricordando le vicende ormai trapassate del predecessore, il russo Yury Korablin, anch’egli impantanatosi nel Quadrante, tanto quanto si impantanò Maurizio Zamparini. A gennaio del 2014 il presidente di Save, Enrico Marchi, aveva offerto a Korablin l’opzione che l’aeroporto aveva su 28 ettari fuori dell’area vincolata del Quadrante ma non se ne fece nulla.
Italiani, russi e americani (come nelle barzellette) rischiano dunque di non prendere il volo a Tessera. Anche perché il Pat, il Piano di assetto del territorio, ha ottenuto il parere positivo di Enac sulla sua compatibilità con il Piano di sviluppo aeroportuale, solo dopo che il Comune lo ha modificato spostando le funzioni ad elevato carico antropico (in particolare proprio lo stadio e il centro commerciale) fuori degli spazi vincolati.
Anche secondo la consigliera pentastellata, la soluzione migliore sarebbe quella di costruire il nuovo stadio a Porto Marghera, dove il cemento c’è già e non serve distruggere aree agricole, e per questo chiede all’assessore «se sia mai stata presa in considerazione questa possibilità e se sia stata fatta un’analisi per verificare la collocazione più vantaggiosa dell’impianto nell’ottica di un rilancio della città».

LA CORSA

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