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IL GAZZETTINO “We’ll kick Padova’s ass!”

Il presidente “infiamma” il pubblico con una frase ad effetto contro la rivale tradizionale
Tacopina, un calcione al Padova

di Marco De Lazzari

«Prenderemo a calci in culo il Padova».
Evita l’italiano ma il messaggio pronunciato in slang americano da Joe Tacopina («We’ll kick Padova’s ass») arriva al «cuore» dei tifosi, come ben dimostrato dal boato divertito.
Una frase colorita e ad effetto quella del presidente lagunare, che non pare essere troppo in linea con l’impostazione sinora data alla gestione societaria.
È di buon umore il numero uno del Venezia, tanto che quando un tifoso dalla folla gli dedica un «ti amo» risponde all’istante «ti amo anch’io». Il ruolo di mattatore gli si addice proprio e il «Taco show» non si risparmia mai.
«Grazie a tutti, avete reso speciale questa serata che abbiamo organizzato solo per voi. Ve l’ho detto un anno fa e ve lo ribadisco a maggior ragione oggi, visto che il grande lavoro che tutti stiamo facendo: tornerete ad essere orgogliosi di tifare il Venezia, la squadra che dal 1987 rappresenta le nostre due città di Venezia e Mestre. La serie B? Tranquilli, torneremo in serie A».
Alla presentazione è intervenuto anche il sindaco Luigi Brugnaro, accolto, al primo passo sul palco, dal coro «vogliamo lo stadio nuovo».
«Innanzitutto finalmente abbiamo un presidente serio, con il quale andiamo d’accordo perché entrambi non siamo tipi da parole e promesse, perché ci piace portare i fatti. L’obiettivo è vincere in campo e fuori, io non sono simpaticissimo ma mi piace toccare con mano le cose che si realizzano» le parole di Brugnaro, prima di congedarsi mettendosi direttamente alla guida della barca che lo attendeva.
Emozionato il direttore generale Dante Scibilia: «perché io sono veneziano e posso fare qualcosa di incredibile nella mia città, un onore e una responsabilità al tempo stesso. Tutto questo entusiasmo dà a noi tutti ulteriore spinta, sarà bello e importante respirarlo sempre più forte quando giocheremo nel nostro Penzo rappresentando la città più bella del mondo».
«Andremo distante? Noi vogliamo arrivare in vetta e siamo fiduciosi – ha aggiunto il direttore sportivo Giorgio Perinetti – perché abbiamo grandi persone, prima che grandi professionisti, nei vari ruoli del Venezia Fc. Siamo arrivati in barca, qui vedete il nuovo pullman, noi però vogliamo prendere il volo».
Tra i giocatori hanno preso parola i capitani, da Evans Soligo che ha condiviso il suo orgoglio veneziano, a Maurizio Domizzi che ha scherzato sui suoi 36 anni «sono troppo vecchio per fare la doppietta e tornare sul campo in serie A, intanto concentriamoci sulla B».
COL PULLMAN SULLA CHIATTA Alle 17.30 è iniziato l’assedio per vedere da vicino giocatori e allenatore arancioneroverdi
Il caldo abbraccio di quattrocento fans

di Marco De Lazzari

Quattrocento tifosi hanno regalato una tangibile prova di affetto e passione a un Venezia che, assieme ai suoi fedelissimi, sta riscoprendo il piacere di stupire e cullare ambizioni.
Non sarà riuscito il colpo a sorpresa di riportare per l’occasione in città il «Chino» Recoba, ma ugualmente la presentazione della squadra arancioneroverde, ieri pomeriggio nel tramonto di Riva Sette Martiri, ha colto nel segno anche per la calorosa partecipazione degli aficionados.
Verso le 17.30 la chiatta con in bella mostra il nuovo e fiammante pullman griffato Venezia Fc (rivelatosi fondamentale per regalare un po’ d’ombra ai presenti) si posiziona davanti a via Garibaldi a Castello, suscitando subito la curiosità anche dei turisti.
I tifosi arrivano con largo anticipo ma solo alle 18.25 le «body guard» consentono l’accesso a bordo della chiatta, ben presto «sold out» e sempre più ondeggiante, con parecchia gente costretta ad accontentarsi del molo o del vicino ponte di Riva San Biasio.
In prima fila prendono posizione con tanto di striscione gli ultras della Curva Sud, compatti nel mettere spesso in difficoltà lo speaker con i loro cori.
L’attesa cresce e l’arrivo della squadra (nessuno sconto da mister Inzaghi nel primo allenamento in vista della trasferta di sabato sera a Mantova) slitta quasi alle 19, tanto che persino il presidente Joe Tacopina arriva in anticipo e può entrare «in clima» concedendosi ad autografi con i bambini, selfie con tifosi di tutte le età e foto ricordo col suo cellulare rivolto a Piazza San Marco.
L’adrenalina raggiunge l’apice quando a salire la scaletta della chiatta è Pippo Inzaghi, gli ultras scaldando l’ambiente con il classico «chi non salta è padovano» seguito dalla richiesta a Soligo e compagni «onorate la nostra maglia». Sul palco lo slogan «Torniamo a ruggire» della campagna abbonamenti (salita ieri a 950 tessere e prolungata fino al 9 settembre) fa da sfondo alla passarella dei giocatori chiamati per reparto e a loro volta muniti di telefonino per immortalare l’atmosfera resa ancor più suggestiva dal calare del sole.
A Tacopina, a tal punto gasato da accennare anche qualche passo di ballo sulla musica rap, i tifosi chiedono «portaci in Europa» e il presidente non si tira indietro garantendo che il tramonto veneziano sarà in realtà l’alba di tante gioie arancioneroverdi.
IL SALUTO DEL TECNICO LAGUNARE
Inzaghi ai tifosi: «Grazie per il vostro affetto»

di Marco De Lazzari

Quando sale sul palco l’elenco dei suoi trionfi da giocatore porta via più di qualche minuto e l’applauso sale spontaneo quando lo speaker ricorda che in Europa solo Cristiano Ronaldo, Messi e Raul hanno segnato più di Pippo Inzaghi.
Il diretto interessato sorride con una certa timidezza e si rivolge al cuore dei suoi nuovi tifosi.
«Sono orgoglioso di quanto ho fatto da giocatore, però posso assicurarvi che lo sono altrettanto di essere l’allenatore del Venezia. Grazie per il calore che ci avete dimostrato sabato al Penzo aiutandoci a battere il Forlì, ai ragazzi ho detto che dobbiamo avere grande rispetto per i sacrifici che fate per venire allo stadio. Faremo di tutto per ripagarvi sul campo».
Gli ultras intonano la richiesta «serie B serie B» e Inzaghi non si tira indietro.
«Il vero giudice sarà il campo, io non so se siamo i più forti in assoluto, però sono certo e felice di avere a mia disposizione questo gruppo di uomini. Se io fingessi se ne accorgerebbero e non andremmo da nessuna parte, invece quello che voglio per primo è riuscire a vincere con questo Venezia».
IL DIESSE
Perinetti: «Partenza ottima, c’è ancora qualcosa da oliare»

di Marco De Lazzari

Duemila tifosi al Penzo sabato scorso per la prima del Venezia col Forlì, quasi il doppio rispetto all’esordio dello scorso anni in serie D (a San Donà) con la Sacilese. Cenni di risveglio che fanno ben sperare anche in seno al club arancioneroverde.
«I fatti sono lì a tendere la mano ai tifosi che credo proprio possano tornare a fidarsi del Venezia – l’invito del ds Giorgio Perinetti -. Duemila presenze in un sabato sera di agosto, a Sant’Elena, in uno degli ultimi weekend di mare sono sicuramente un segnale positivo, che conforta anche noi perché sta mantenendo tutte le premesse».
Perinetti sottolinea accuratamente «premesse» e non «promesse», ben sapendo quanto sia complicata la rincorsa a una serie B che di certo fa gola.
«Il Parma ha fatto fatica a Modena e ha pareggiato 0-0, la Reggiana ha perso a Bassano, per non parlare del 3-1 alla FeralpiSalò da parte di un Santarcangelo che contro di noi in Coppa Italia (2-2 con qualificazione lagunare, ndr) aveva avuto 10′ di gloria dopo non aver visto palla per gli altri 80′. Questi esempi per ribadire quanto sia ostica e complicata questa Lega Pro».
Con i primi tre punti il Venezia ha compiuto il primo passettino.
«Com’era prevedibile non siamo ancora in condizione ottimale, per 70′ la prestazione è stata ottima, con il neo di non aver capitalizzato per quanto prodotto. Ad ogni modo si è visto che abbiamo una squadra importante e che saprà competere. Il 4-3-3? Funziona ma ci sono meccanismi da oliare, Fabiano ha segnato il gol vittoria ma lui è una conferma, Modolo stando bene sta dimostrando i picchi di rendimento di cui è capace, Domizzi alla prima da titolare ha fatto molto bene. Un plauso poi a Luciani e Acquadro, ventenni che per noi sono un patrimonio e il nostro futuro, tant’è vero che in rosa l’unico prestito puro è Edera».
Ieri pomeriggio la ripresa degli allenamenti al Taliercio in vista della trasferta di sabato a Mantova (ore 20.30): Perinetti, già confrontatosi col presidente Tacopina, oggi e domani sarà a Milano per la cessione di Basso (il mercato chiude domani alle ore 23) mentre non sarebbero nell’aria innesti dell’ultima ora.
«Dimentichiamoci il Mantova battuto in Coppa Italia, ad attenderci ci sarà un avversario con vari innesti e molto più pericoloso».
LE VOCI DEI TIFOSI «Dopo la grande prestazione di sabato col Forlì il futuro è roseo»
«Yes, we can: questo presidente ci riporterà in alto»

di Mario Secchi

Davanti al Bacino di San Marco il Venezia ha presentato il team dei giocatori e lo staff dirigenziale, oltre al nuovissimo pullman con i colori arancioneroverdi, che condurrà la squadra nelle trasferte. Numerosi i tifosi in riva dei Sette Martiri, dove è stata posizionata una chiatta per la manifestazione. Da notare che gli appassionati erano di tutte le età, dai giovanissimi agli anziani.
Fra il pubblico, anche l’ex assessore Roberto D’Agostino, che si è felicitato per l’iniziativa, tale da rinnovare l’entusiasmo sportivo della città.
«Ho fiducia nel presidente Joe Tacopina – ha commentato Toni Compagno – sono sicuro che sotto la sua guida il team del Venezia otterrà già da quest’anno grandi soddisfazioni».
Fra i tifosi anche uno straniero, Eric Veistrop.
«Amo questa città. Oltre ad essere un sostenitore della nazionale della Danimarca, tiferò Venezia, anche per la simpatia verso mister Pippo Inzaghi, il mio allenatore preferito».
Entusiasta dell’iniziativa l’ex ristoratore Riccardo Zerboni.
«Speriamo che questa festa possa far rinascere la voglia di calcio e che i veneziani tornino in massa a sostenere la loro squadra; Joe Tacopina, facci sognare».
«Bella iniziativa – afferma Bruno Tommasini – mi auguro che il nostro grande presidente conduca la squadra a risalire nelle categorie maggiori. La città e il suo grande blasone lo meritano».
Bruno Agazia: «Ricordo la grande serata di sabato contro il Forlì, è stata una grande prestazione. Vedo un futuro roseo, anche se il Venezia dovrà lottare in un girone piuttosto tosto, con squadre forti e ben preparate, come Parma, Reggiana e Padova».
«Yes we can – ribadisce Umberto Angelin – anche io spero che la guida sapiente del presidente americano ci porti molto in alto; chiedo alla società un ulteriore sforzo per l’arrivo in laguna di una punta che possa aiutare il bomber Ferrari. Lo vedo troppo isolato nell’area di rigore avversaria».
Ettore Perocco, dirigente del club Alta Marea è rimasto parzialmente deluso per la presenza dei supporter, che giudica modesta: «Ancora una volta la città non ha risposto appieno a questa simpatica iniziativa del team lagunare. Mi auguro che in futuro la squadra ottenga risultati positivi e accenda nei cuori degli sportivi veneziani l’amore per la loro squadra».
Opinione di chi vorrebbe certo di più, tuttavia i presenti sono rimasti entusiasti, appludendo più volte ed esibendosi in calorosi cori.