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La Nuova: Difesa e contropiede L’Empoli nel sacco

La Nuova in doppia pagina ricca di articoli con le firme di Carlo Cruccu e Alessandro Ragazzo

Moreo firma l’1-0 che porta il Venezia in vetta alla classifica

Difesa e contropiede. Difesa e contropiede. Difesa e contropiede. Esauriti i fuochi d’artificio della settimana scorsa ad Ascoli, riecco un Venezia essenziale, concreto e puntuale quanto basta per colpire nel punto giusto al momento giusto. Dunque 1-0 in faccia all’Empoli che capolista era e capolista rimane, ma ora divide la poltrona proprio con la squadra di Inzaghi. Punteggio e classifica dicono tutto, dalla contesa si può trarre anche qualche altra indicazione: per esempio, che la difesa del Venezia si sta rivelando di valore altissimo, con tre Colossi di Rodi piazzati davanti ad Audero, sicchè il capocannoniere Caputo deve rassegnarsi a toccare pochi palloni e a non pungere. Poi c’è Falzerano in versione Speedy Gonzales che fa venire il mal di testa a chi gioca sul suo lato e via via tutti gli altri che stanno facendo la loro parte. Detto questo, per onestà va sottolineato che la danza l’ha condotta l’Empoli, venuto in laguna con il chiaro intento di vincere. Possesso di palla, più di qualche verticalizzazione, quasi tutto il secondo tempo giocato nella metacampo altrui, un buon Empoli, insomma, anche se poi Audero, come il collega Provedel, non è andato oltre la normale amministrazione. Difesa e contropiede, si diceva, la scelta di Inzaghi raccoglie il premio nel finale e una parola va detta anche in favore del tecnico: il gol è di Moreo, il suggerimento di Pinato, mentre il via libera all’azione nasce da un corpo a corpo Geijo-Romagnoli. Insomma pesano sul piatto della bilancia i tre giocatori entrati a partita in corso, segno che se da una parte può starci la componente fortuna, dall’altra è anche vero chel Inzaghi ha centrato le sue mosse fino allo scacco matto del gol.Il film della partita inizia con l’unico acuto di Caputo, rasoterra messo in corner da Audero. Gran lavoro a centrocampo, chiusure perfette del Venezia, l’Empoli perde sostanza in attacco con l’infortunio di Donnarumma ma trova un Kresic che fa un gran lavoro sulla trequarti. Una girata di testa fiacca di Zigoni chiude il primo tempo, ma la musica della ripresa più o meno è la stessa. Venezia molto attento e ordinato, Inzaghi dovrà tuttavia ricordare ai suoi leoni di tenere la bocca più chiusa: troppe proteste, due ammonizioni rimediate con punizione a favore, i cartellini gialli sembrano leggeri ma possono diventare pesanti nei momenti chiave della stagione. Senza contare che qualche arbitro – non tutti hanno personalità – va a nozze con la teatralità delle ammonizioni. Tanti palloni in mezzo all’area, il sinistro di Manuel Pasqual suggerisce a getto continuo, ma i tre giganti vincono tutti i palloni alti, e meno tre dalla fine ecco il contropiede giusto, con il rilancio di Domizzi e il pallone di Pinato messo al centro, dove Moreo non sbaglia una sorta di rigore in movimento. Ore 17, piaccia o no, il Venezia è primo e le campane di Sant’Elena suonano.

le pagelle del Venezia. difensori insuperabili, Falzerano magic moment

6,5 Audero: subito Caputo gli scalda le mani e lui è bravo a farsi trovare pronto. Nel resto della gara si dimostra sicuro nei pochi tiri che gli arrivano.

6,5 Zampano: quando attacca è pericoloso, specie nella prima frazione con più spazi a disposizione. Qualche errore in appoggio e nel secondo tempo le discese sulla fascia si riducono.

6,5 Andelkovic: il fronte offensivo empolese è forte e lo sloveno contribuisce a disinnescarlo limitando i pericoli per Audero. Se il Venezia ha una difesa di ferro, merito anche suo.

7 Domizzi: rientra dopo l’infortunio di Ascoli ma è sempre il solito leone in mezzo alla difesa. Uomo di personalità, a Venezia sta vivendo una seconda giovinezza. Dal suo recupero parte l’azione del gol.

7 Modolo: Caputo fa poco o nulla. Sempre sicuro, di testa è quasi insuperabile e la sua prova è maiuscola.

6,5 Garofalo: deve prendere più ritmo gara ma stavolta mancano le sue famose sgroppate sulla sinistra. Bene nel lavoro di copertura, dove dalle sue parti si trovano pochi varchi.

7 Falzerano: l’inizio di stagione da mattatore sulla fascia destra si conferma contro la capolista. Costruisce, si rende pericoloso, nella ripresa fa più fatica ma è sempre un’arma a favore di Inzaghi.

7 Bentivoglio: buona la direzione in regia, si spende anche in fase di recupero dei palloni, oltre a smistarne ai compagni.

6 Suciu: in certe fasi della gara sembra un po’ spaesato, facendo fatica a trovare le distanze con i compagni. Garantisce copertura.

6,5 Pinato: dalla sua sgroppata nasce la rete-vittoria e quando entra dà più dinamismo al centrocampo veneziano.

6 Zigoni: la capolista concede poco, ma quella palla nel primo tempo poteva essere concretizzata meglio. Poi non ha più occasioni per battere a rete ma fa tanto lavoro.

6 Geijo: solito guerriero e forse è quel contrasto in mezzo all’area a liberare Moreo per la rete del successo con i toscani.

6,5 Marsura: tanto mobile sul fronte d’attacco, capita che poi in area di rigore non arrivi sempre lucido. Lavora per rincorrere l’avversario oltre centrocampo.

7 Moreo: entra a gara in corso, segna il suo primo gol stagionale al “Penzo”, regala i tre punti e il primato in classifica alla squadra. Che si vuole di più?

Inzaghi: «Abbiamo battuto una grande squadra»

Il tecnico esalta la prova dei suoi e la professionalità di chi va in panca e in tribuna. Felicità Moreo: «Partita da sogno, che bello quel coro “salutate la capolista…”»

Primi, seppur in coabitazione con l’Empoli. Il Venezia torna a respirare quell’aria di testa tanto cara nelle ultime due stagioni, prima in Serie D e poi in Lega Pro. «Meglio non guardare la classifica» si affretta a dire subito l’allenatore Filippo Inzaghi «perché dobbiamo raggiungere i 50 punti per essere salvi. Certo, essere lassù è una soddisfazione incredibile, dopo aver vinto contro una squadra devastante. Sono felice per i ragazzi, è una giornata importante ma non dobbiamo perdere l’umiltà». Un successo del gruppo, come sottolinea il tecnico, dove chi non gioca diventa importante. «Soligo e Mlakar erano in tribuna» continua «e assieme a Fabris non hanno mai giocato un minuto quando lo meriterebbero. A loro dedico la vittoria». Per Inzaghi, alla centesima panchina da allenatore, i tre punti sono nati in settimana. «Sono già “vecchio”» ride l’ex attaccante parlando del traguardo raggiunto «e stavolta dovevamo fare la gara perfetta: loro hanno giocatori che non hanno nulla da spartire con la categoria. I miei ragazzi si ricorderanno a lungo di questo sabato, godiamoci il successo, assaporiamolo ma da domani (oggi ndr) ci dobbiamo concentrare sul Cittadella. Sarà una partita difficile, sono organizzati e farò dei cambi».Il trio Pinato-Geijo-Moreo, entrato nell’ultima parte dell’incontro, è stato decisivo per la vittoria. «L’abbiamo meritata» dice «e Pinato ha cambiato il volto alla gara, anche se sono contento della prova di Suciu. Non ero preoccupato quando non si segnava, ho cinque attaccanti bravi». L’uomo copertina di giornata è Stefano Moreo, al bis in campionato dopo Avellino ma contro l’Empoli il gol vale oro. «Che bella giornata» sorride felice come un bimbo «abbiamo sconfitto una delle squadre pretendenti alla promozione. È un torneo equilibrato, come dimostra la graduatoria, ma non montiamoci la testa. Sapevamo avrebbero potuto soffrire la velocità e il contropiede ma il coro finale della Curva Sud “Salutate la capolista” è stato bello da riascoltare». In mezzo all’area, sull’azione determinante, c’è un dubbio contrasto tra Geijo e Romagnoli. «Non ci ho capito molto» osserva Moreo «ma l’importante è vedere la palla entrare».Più che cerniera di difesa si può parlare di muro e Sinisa Andelkovic, con Modolo e Domizzi, si è confermato uno dei punti di forza. «Abbiamo lavorato bene in settimana» spiega lo sloveno «provando diverse situazioni, ben sapendo che avremmo affrontato una squadra tanto forte. Si sta bene essere lì in alto ma dobbiamo stare attenti, già a partire da martedì. Con l’Empoli ci abbiamo creduto sino alla fine». In crescita Agostino Garofalo, quest’anno nelle vesti di tuttofare sulla sinistra. «Non mi dispiace il ruolo» aggiunge l’esterno «ma stavolta siamo davvero felici, siamo primi con merito, giocando pure un buon calcio. Dobbiamo stare attenti a non cullarci sugli allori e raggiungere in fretta la salvezza, poi vedremo».