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La Nuova: Pazzo Venezia, tre punti ripresi al 93′

Carlo Cruccu affronta la trasfeta umbra e ci riporta le sue impressioni

In vantaggio di due gol, la squadra di Inzaghi raggiunta nel finale in un minuto dalla Ternana. Poi decide Domizzi

Da dove cominciare? Ci vorrebbero i nuovi urlatori del calcio, quelli che imperversano in televisione, per dirvi “incredibile”, “pazzesco”, “fantastico”. Il Venezia che non fa gol e nemmeno ne prende, smentisce tutto e tutti. Prima lascia – una partita che aveva già in tasca – e poi raddoppia – andando a vincere con l’ultimo pallone dei minuti di recupero. Aveva fatto tre gol in tutto il campionato, e ne fa altri tre qui a Terni. Ne aveva presi due in tutto il campionato, e ne prende due in un minuto di questa sfida dell’altro mondo. Facciamo ordine: Ternana 2, Venezia 3, dunque preziosa vittoria in trasferta, salto triplo in classifica, festa finale e sorrisi per tutti. Succede di tutto e di più, una partita da romanzare. Neanche il tempo di mandar giù il nocino e copiare le formazioni, Zampano crossa e Zigoni in mezzo all’area la mette dentro. Alè, discesa. Invece non succede più niente fino all’intervallo, fa anche caldo, e poi tocca alla Ternana far qualcosa per pareggiare. La sensazione è quella di una partita contro una squadra piena di magagne, una Ternana che ci mette il cuore ma non ha altro da mettere. Secondo tempo, primo contropiede, flipper in area, Moreo, il portiere, un rimpallo addosso a Vitiello, la palla che va sul palo e ancora il portiere Plizzari che nello slancio se la butta dentro. Gol da Gialappa, ma non importa. Partita finita? Dovrebbe. Ma se la scorsa settimana per il gol del Parma abbiamo scritto di un colpo di sonno, stavolta dal 38’al 39’non c’è definizione, boh, black out, assenteismo, coma agonistico. Perché Montalto risolve una mischia da due passi e neanche un minuto dopo Varone (che come Moltalto era stato pescato dalla panchina) prende palla, fa venti metri e sgancia un destro che sbriciola il sogno veneziano. 2-2 e si fa fatica a rendersene conto. Folle Venezia, come si può? Una partita parsa quasi facile, cominciata da 1-0, con Audero a prendere due cross in tutto, indisturbato, la partita giusta dopo lo 0-1 incassato contro il Parma. Un Venezia con una difesa quasi impenetrabile, ecco perché è dura spiegare i due gol in un minuto. Un centrocampo robusto, aiutato da un generoso e prezioso Moreo (meritava il gol, quel gol del 2-0 che un po’è anche suo) e un attacco che pur non essendo travolgente ha sfruttato il pallone giusto. Il tutto al vento senza capire perché. E con la paura che, negli ultimi minuti, magari finisce che perdi, per il tiro della disperazione, il cross dello “speriamo”, la palla vagante. E invece no, non è il Venezia che la butta via, ma la Ternana. Pieno recupero, corner, Bentivoglio la mette in mezzo e in mezzo, tra i difensori alti ma lenti in maglia rossoverde, spunta il vecchio pirata Domizzi, esperienza e tatuaggi da vendere. Testina giusta al posto giusto, palla giusta nell’angolo che Plizzari non può coprire. Voilà, 3-2 arancioneroverde, festa sotto la curva dei tifosi arrivati dalla laguna, tornati a casa felici per i tre punti e un velo d’abbronzatura. Bella e strana, questa sfida con tutti i suoi assurdi. Il Venezia che non segna mai saluta, con il tre.

Alessandro Ragazzo confeziona le pagelle e raccoglie le impressioni dagli spogliatoi

Intramontabile capitano bene anche Moreo e Zampano

6 Audero Primo tempo più da spettatore che da diretto interessato. Lo stesso si può dire anche per gran parte della ripresa ma sui due gol non ha colpe.6.5 Zampano Spinge sulla destra e stavolta tra i più pericolosi perché dai suoi piedi nascono i migliori assist. Ieri era il suo compleanno ma a dispensare regali è stato lui. 6,5 Andelkovic Finché gioca, la Ternana non è poi così pericolosa, si dimostra sicuro.6 Cernuto Entra quando la partita pareva già segnata e poi arriva quell’uno-due umbro dove un po’ tutta la squadra ha dormito.6.5 Modolo Sicuro dietro come in altre occasioni. Mancano le sue solite avanzate pericolose sui calci da fermo.7 Domizzi Anche al “Liberati” si conferma tra i migliori. Dopo la dormita collettiva che ha portato al pareggio, segna il gol della vittoria nel recupero. Cosa vogliamo dire? 6 Del Grosso La Ternana trova varchi più sul suo lato, specie nel primo tempo, ma poi cresce alla distanza.6.5 Falzerano Uno dei più in forma della squadra e stavolta ha occupato più la zona mediana che esterna del campo. Ottimo come uomo assist nel lancio a Moreo, nell’azione che ha portato al raddoppio.6,5 Bentivoglio Non il Bentivoglio dei tempi migliori ma di certo in crescita rispetto alla gara interna con il Parma, dove aveva sbagliato un po’ troppo. Dal suo piede nasce l’angolo della vittoria.6 Pinato Primo tempo un po’ spaesato, dove si è visto poco a fianco di Bentivoglio anche se non fatto grossi errori. 6 Suciu Entra nell’ultima parte di gara.7 Moreo Molto lavoro lontano dalla porta, di quello “sporco” re, sia in attacco che in difesa. E abile anche a chiamare il lancio di Falzerano nel contropiede del raddoppio. s.v. Marsura Messo in campo per l’assalto finale.6,5 Zigoni Che la Ternana gli porti bene, basta rispolverare la tripletta dello scorso anno a Ferrara.

Inzaghi: «Quei due gol presi? Errori di gioventù»

Lucida analisi del tecnico: «Questa partita insegna molte cose». Domizzi: «La mia rete non è casuale»

Una partita che il Venezia ha dovuto vincere due volte. Alla fine meritata, per carità, ma per l’allenatore Filippo Inzaghi si sarebbe potuta evitare quell’imprevista escursione quando ormai la meta sembrava raggiunta e che rischiava di vanificare tutto. «C’è mancata un po’ di esperienza», spiega il tecnico piacentino, «ma è indubbio che non ottenere i tre punti sarebbe stato un peccato e sarei stato nero. La vittoria è meritata ma partite così vanno chiuse. Ci servirà da lezione ma c’è da elogiare la reazione finale».È stato un Venezia solido, che ancora una volta ha confermato come sia difficile superarlo, a parte quel minuto dove è arrivato il 2-2 e si rischiava di buttare a mare quanto fatto nei primi 80 minuti. «Ci è mancata un po’ di esperienza» continua Inzaghi «perché dopo aver incassato l’1-2, abbiamo ripreso subito il gioco, abbiamo perso e palla e lì serviva più calma. Forse ci sono tremate le gambe, sono peccati di gioventù. Ma, a prescindere da questo, siamo una squadra in grado di giocarcela con tutti; ad Avellino e con il Parma abbiamo incassato una rete di testa, stavolta è toccato a noi farla. Siamo una squadra in crescita, che arriva da due promozioni consecutive e pure in Serie B ci stiamo facendo valere. Sta aumentando la nostra consapevolezza e dobbiamo migliorare in casa a cominciare già da domenica con il Carpi». L’uomo dei tre punti è Maurizio Domizzi, cuore di capitano, in versione “mo ce penso io”, per dirla alla romana, città dov’è nato. «Siamo rimasti scioccati dal loro uno-due», osserva il centrale, «ma la nostra terza non è stata casuale, è frutto anche di tanta convinzione. Sono colpi che ho, ero senza marcatura ed è andata bene. È stato un incontro particolare, in tanti anni di carriera non ricordo di aver vissuto un’esperienza simile. Alla fine abbiamo avuto la forza, e pure la fortuna, di arrivare al successo». Per Giuseppe Zampano è stata una giornata particolare; un compleanno vissuto in campo dove ha macinato chilometri, è sempre stato propositivo e pure uomo assist. «Sono contento della mia prestazione», spiega, «mi trovo sempre meglio sulla destra, ho un’ottima spalla come Falzerano. Sul nostro primo vantaggio è stato bravo Zigoni a sfruttare la mia palla: abbiamo ottenuto una grande vittoria. Siamo consapevoli di essere una buona squadra e a Terni ci siamo ripresi i punti persi con il Parma. Il Venezia è tosto e abbiamo sfruttato le occasioni capitateci: siamo stati più cinici». Dopo una prima parte un po’ incerta, il contributo al successo è arrivato anche da Marco Pinato. «Si poteva gestire meglio la partita», dice il centrocampista, «e il loro pareggio è stata una mazzata. Abbiamo cercato il successo e siamo stati premiati. Il nostro obiettivo resta la salvezza».

Joe Tacopina: «Partita batticuore ma quando si vince sono sempre felice»

«Preferivo non soffrire ma tre punti sono sempre tre punti. È stata una gara da batticuore». Un presidente Joe Tacopina in versione filosofo quello che si presenta in sala stampa al “Liberati”. Un successo che conferma la bontà del Venezia lontano da casa e fa salire la truppa di Filippo Inzaghi a quota 10, a ridosso delle prime.«Non avevo fatto calcoli di avere più o meno punti quando saremmo arrivati a fine settembre», spiega l’avvocato americano, «ma è una classifica corta, siamo tutti vicini. Il Venezia non molla mai, questo è importante, significa stiamo costruendo qualcosa di buono. Certo, era meglio non arrivare al 2-2 ma alla fine è arrivato lo stesso il successo». Il Venezia arrivato in Umbria era reduce da una settimana di critiche per la sconfitta interna con il Parma e quella porta avversaria che si faceva fatica a scardinare. A Terni sono arrivati tre gol e altrettanti punti e una graduatoria che inizia a sorridere. Ora serve sfatare il tabù del Penzo. «Anch’io ho espresso il mio giudizio come sempre», continua, «perché con il Parma mi aspettavo qualcosa in più».

Michele Contessa confeziona l’amarcord

Pochi sorrisi e anche un umiliante 2-5

L’unica vittoria ai tempi di Zac con gol di Bonaldi e Campilongo (2)

Sei i precedenti sul green del “Libero Liberati” – motociclista, iridato nella 500, perito in un incidente in allenamento nel 1962 – e bilancio in rosso: una vittoria, un pareggio e quattro sconfitte. L’unico successo del Venezia risale alla stagione 1992-1993, in Serie B, Enio Bonaldi sblocca il risultato al 13′, poi ci pensa Sasà Campilongo, all’esordio in arancioneroverde, a siglare il tris con una doppietta. Rimane l’unica vittoria del Venezia a Terni, una data, il 18 ottobre 1992, da cerchiare in rosso, in panchina sedeva Zaccheroni. Le due squadre si sono ritrovate, sempre in Serie B, otto anni dopo: era il Venezia stellare di Prandelli con Maniero e Di Napoli a spadroneggiare in attacco, Venezia che il 26 ottobre 2000 si presenta a Terni imbattuto dopo 12 partite (5 vittorie, 7 pareggi). Tutto facile? No, Venezia sconfitto (1-3), trafitto due volte da Grabbi prima di reagire con Maniero su rigore. Venezia sbilanciato e Schenardi a infilare Gigi Brivio con il tris allo scadere. L’unico pareggio (1-1) arriva il 19 ottobre 2002, primo anno senza Zamparini: Ternana in vantaggio al 43′ con Guzmàn, Bellotto che tira un sospiro di sollievo a 12′ dalla fine grazie ad una invenzione di Amerini. L’anno dopo arriva la sconfitta più umiliante (2-5), penultima di ritorno, il Venezia di Gregucci è sospeso tra retrocessione e playout e che incassa a Terni la quarta sconfitta consecutiva. È la notte di Zampagna (tripletta) e Adesinha (doppietta): 3-0 in 37′, poi il guizzo di Beppe Pisani, mentre sul 5-1 Paolo Poggi va a segno su rigore. Notte fonda anche nel 2004-05, anno nero per il Venezia: Di Vicino e Karhja rispediscono al mittente il Venezia sudamericano di Ribas. L’ultima sfida in Prima Divisione, 20 aprile 2008, terz’ultima di ritorno, Venezia in caduta libera (9 sconfitte nelle ultime 11 partite). Tozzo Borsoi firma la doppietta in 29′, sconfitta resa meno amara nella ripresa dal gol di Scantamburlo.

Il club è legato all’Università Unicusano

Calcio e Università a braccetto a Terni. La nuova denominazione sociale del club umbro è Ternana Unicusano Calcio. Al termine della passata stagione, la famiglia Longarini, proprietaria del club da 13 anni, ha deciso di passare la mano e il 21 giugno è stato ufficializzata la cessione a Stefano Bandecchi, che nel 2006 ha fondato a Roma l’Università telematica Niccolò Cusano, umanista e cardinale del XV secolo, più conosciuta come Unicusano. Una trattativa quasi lampo, durata alcune settimane a giugno con l’Unicusano che era già proprietaria del Fondi in Lega Pro, allenato da Pochesci e trascinato fino ai playoff. Per portare a buon fine l’operazione Ternana, Bandecchi e Unicusano hanno dovuto cedere il Fondi. Il primo passo è la nomina di Stefano Ranucci a presidente, via anche Liverani perché la coppia Bandecchi-Ranucci ha deciso di affidare la Ternana a Sandro Pochesci, da tre anni sulla panchina del Fondi. Il primo closing viene annunciato a fine luglio dall’avvocato Proietti con Unicusano che acquisisce il 42,74% delle quote azionarie della Ternana, il secondo era stato programmato nell’arco di due anni, ma potrebbe essere concluso già entro la fine del 2017. Unicusano non è solo la proprietaria della Ternana, ma compare anche nella nuova denominazione sociale, avvalorata dal consiglio federale della Federcalcio e dalla Lega Serie B.