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La Nuova: Tra Ascoli e Venezia gol e spettacolo (3-3)

La consolidata squadra di cronisti composta da Carlo Cruccu che firma il primo articolo e Alessandro Ragazzo per il resto

Zigoni, Marsura e Geijo a segno. Ma stavolta non basta

Bella, emozionante, ricca di occasioni e di emozioni, ecco a voi Ascoli – Venezia, uno spot per un sabato alternativo, ci si può divertire anche allo stadio. I tempi degli 0-0 tutto sbadigli sono lontani, chi ha speso i soldi del biglietto qui al “Del Duca” va a casa contento. Risultato 3-3, tanto per capirsi subito: poteva vincere il Venezia, poteva vincere l’Ascoli, finisce in pareggio e forse è giusto così. Sei gol, un misto di pezzi di bravura ed errori della difesa, ci sta di tutto, tutto quanto fa spettacolo, come Odeon, che vedevamo una volta in tivù. Un bel Venezia, concreto per un’ora, poi distratto, un Venezia che però quando spinge sull’acceleratore arriva in porta. In certe fasi sembra la partita di Terni, il cross di Zampano e il gol di Zigoni, poi gli altri che rovesciano il punteggio, sì , insomma, fuochi d’artificio sul campo e qualche momento di nervosismo che rende più vera la partita. Uomo chiave è Falzerano, la velocità è la solita parte e non lo prendi, in più l’ex del Bassano stavolta inventa una azione che è un misto di samba in mezzo alla difesa, dribbling alla Garrincha, un numero dell’altro mondo, a dettare il triangolo con Bentivoglio chiuso al centro dal tocco di Geijo per il gol del 3-3. Applaudono, e sotto sotto smoccolano, anche gli ascolani. Del primo tempo, oltre al gol col segno di Zigoni, c’è da dire che i portieri sono in gran spolvero, attenti e felini su tutti i palloni. Comanda il Venezia, l’Ascoli riparte lento, la difesa del Venezia – orfana di Domizzi – chiude tutto e all’intervallo, in base anche agli altri risultati, il Venezia è capolista. Il secondo tempo è quello dei fuochi, capodanno a Piedigrotta. Al 5′ la sventola di Carpani rimette tutto in parità, poi si sveglia Favilli imbeccato dall’ottimo Clemenza (un ’97 di qualità tecnica) e si va sul 2-1. Ma parte la sigla e va in onda il Falzerano, sua infatti è anche l’ iniziativa del 2-2 risolta nell’area piccola da Marsura e suo è il citato incredibile balletto-slalom del pareggio. Vabbè, difensori imbambolati, ma l’azione è da spellamani. In mezzo la – come dire – cavolata? la fa anche il Venezia, il retropassaggio di Andelkovic prende una zolla, Audero si impappina e Favilli fa il suo bis. I tifosi si divertono, si fanno sentire quelli arancioneroverdi, che anche stavolta si sobbarcano mezza Italia per suonare la carica a Bentivoglio e compagni, bella piena anche la curva ascolana, rinnovata e portata a ridosso della porta per far sentire il fiato sul collo ai bianconeri. Tre a tre e tutti contenti? Alla fine sì, ma prima del fischio finale mica tanto. L’Ascoli rallenta il ritmo ma cerca di arrivare nell’area veneziana con qualche geometria (abbastanza previbile) il Venezia però non si accontenta e il quarto gol lo cerca, lo cerca e ci va anche vicino. Siamo al 90′, contropiede classico, quattro del Venezia contro due dell’Ascoli, il torero che dà il colpo al toro, Marsura va via in slalom, non lo prende nessuno, ma al momento topico gli prende l’attacco di egoismo: Geijo solo che chiama la palla da una parte, Moreo dall’altra che urla dammela, Marsura sceglie il tiro rimpallato e Padella salva sulla linea. Destino. Ultima nota: pochi attimi prima del terzo gol ascolano appare uno striscione: “ciao signora Franca, salutaci la storia”. La signora Rozzi pochi giorni fa ha raggiunto il suo Costantino, presidente immortale dell’Ascoli più bello.

Inzaghi si accontenta «Ma l’occasione al 90′ grida vendetta»

Sala stampa. Falzerano: «Soddisfatti solo a metà» Marsura: «Sì, su quella palla potevo fare meglio»

Con i se e i ma si fa poca strada ma quel contropiede finale con Marsura poteva essere gestito meglio e avrebbe proiettato il Venezia in vetta alla classifica. Impensabile qualche settimana fa e impensabile anche prima di una partita tra due squadre definite, alla vigilia, compatte finisse. Invece sono arrivati sei gol. «L’ultima azione grida vendetta» dice il tecnico Filippo Inzaghi. «Dentro a una gara rocambolesca dove, forse, meritavamo di vincere. Siamo in crescita, abbiamo commesso qualche ingenuità, ci siamo fatti il 3-2 da soli ma siamo riusciti a reagire nei momenti difficili». Ieri poteva arrivare il terzo successo consecutivo e l’allenatore piacentino si rammarica per non aver raggiunto la vetta. «Ci facciamo valere a ogni partita» continua «e avessimo raggiunto il successo, saremmo stati primi: i ragazzi se lo sarebbero meritato. La classifica è corta ma il nostro obiettivo è raggiungere presto i 50 punti e, una volta salvi, vedremo. L’Ascoli si è dimostrata una buona squadra, faccio i complimenti a loro e al pubblico». Ci sono un paio di scelte dell’arbitro Ros che non sono piaciute a Inzaghi. «Mi riferisco a Mogos su Marsura lanciato a rete» spiega, «e un altro fallo di Favilli che poteva costargli il secondo giallo. Non ci lamentiamo,ma speriamo il vento cambi». Sorpresa nella formazione iniziale, Inzaghi ha dovuto rinunciare a Domizzi per un risentimento muscolare. «Non è grave, non ci sono lesioni» rassicura il tecnico, «e se fosse stata una finale di Champions avrebbe giocato. Non era il caso di rischiare e con l’Empoli tornerà in campo». In sala stampa tiene banco il contropiede finale con Davide Marsura protagonista. «È vero, potevo passare la palla, come potevo andare da solo» commenta l’attaccante, «e ho scelto la seconda opzione. Padella ha salvato sulla linea ma potevo fare meglio. Dispiace non aver vinto, c’è del rammarico. Di recente si è sbloccato l’attacco e abbiamo preso qualche gol in più ma è solo una casualità. Siamo una squadra fastidiosa». Applausi per Marcello Falzerano, una delle certezze di questo mese e mezzo di campionato. «Siamo contenti a metà» dice «perché volevamo il successo. A Terni abbiamo subito due reti in un minuto, qui in undici e dobbiamo analizzare gli errori e continuare a lavorare. Mi trovo bene in questo ruolo, che già avevo ricoperto all’inizio dello scorso torneo a Bassano».Poi ricorda i sui trascorsi nelle Marche. «Il pubblico è molto caloroso» dice «e mi sono trovato bene, anche se la stagione è stata travagliata per via del fallimento».

Super Falzerano, Audero luci e ombre

Le pagelle del Venezia. Gran lavoro di Zampano, Bruscagin buon debutto

Audero: primo tempo da migliore e molto sicuro, inizio di secondo da incubo, tra i primi due gol presi in undici minuti e l’indecisione, mista ingenuità, sul terzo. Voto 6.

Zampano: dal suo destro parte la pennellata nel gol di Zigoni. Sulla sua corsia si integra bene con Falzerano e conferma la crescita . Voto 6.5

Andelkovic: da un suo retropassaggio nasce lo sfortunato infortunio di Audero per il terzo gol bianconero. Fin lì, aveva sofferto poco. Voto 6.

Modolo: chiamato a dirigere la difesa, insuperabile nei palloni alti, qualche indecisione palla a terra ma resta uno dei perni difensivi. Voto 6.5

Bruscagin: inserito all’ultimo per il forfeit di Domizzi, si fa trovare pronto e non commette errori. Voto 6.5

Geijo: primo cartellino timbrato in questa stagione e un gol importante perché rimette in carreggiata il Venezia dopo una fase sofferta. Voto 6.5

Garofalo: deve crescere di condizione, ma è scontato dopo un lungo periodo di convalescenza. Non ha perso lo smalto sui cross. Voto 6.

Falzerano: immancabile il suo apporto, e spesso pure immarcabile, sulla destra come sul terzo gol dove pareva ballasse il samba tra i marchigiani. Bella sorpresa per questo Venezia d’inizio stagione ma anche una conferma. Voto 8

Bentivoglio: gran parte dei palloni a centrocampo passano tra i suoi piedi, meglio nella prima fase di gara che nella seconda. Voto 6.5

Pinato: bene nel primo tempo, quando la squadra ha il controllo della gara, passo indietro nella ripresa con i marchigiani più aggressivi. Voto 6

Zigoni: finora ha segnato solo in trasferta ma non fa mai gol banali. Si muove molto. Ora i tifosi aspettano di vederlo esultare al “Penzo”. Voto 6.5

Marsura: fa e disfa, o meglio, sarebbe da dire disfa e fa, perché prima del suo gol ha un paio di opportunità dove potrebbe castigare Lanni. L’ultima palla è sprecata. Voto: 6