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LA NUOVA VENEZIA “A Matera una notte di passione per gli arancioneroverdi ma tutto si deciderà in laguna”

Ampio spazio sulle pagine de La Nuova Venezia alla sfida di andata della finale di Coppa Italia tra l’Unione ed il Matera giocata nella città dei Sassi. Inviato speciale il cronista Carlo Cruccu che firma la cronaca, un pezzo sull’albo d’oro della manifestazione e sull’ex arancioneroverde Scantamburlo che ha indossato anche la maglia biancazzurra materana. Di Alessandor Ragazzo le pagelle, mentre Michele Contessa firma l’articollo che annuncia l’anticipata partura della prevendita per il derby di Padova:

Risolve Negro. Sarà decisivo il ritorno al “Penzo” il 26 aprile

Un sasso del Matera
ma Venezia è in corsa

di Carlo Cruccu

Se ne parla a fine aprile. Se la Coppa Italia andrà sui sassi o sull’acqua della laguna. Il primo round si chiude con un vantaggio minimo del Matera, un 1-0 che magari sta anche stretto ai lucani, per quanto si è visto, ma che tiene aperto ogni verdetto. Una sofferenza, per il Venezia, durata 90’ più il recupero, un fischio finale che ha fatto tirare un respiro di sollievo anche ad Inzaghi, applauditissimo prima della partita dai tifosi di casa. Partita da dimenticare, il resto no, lo splendore di una città tanto bella quanto maldestramente dimenticata dai circuiti turistici. Nel suo genere unica al mondo, come Venezia, stavolta l’Unesco ha visto giusto. E dalla Passione di Cristo girata sulla cornice rupestre da Mel Gibson, massimo a questi 90’ di altra passione. Scelte tecniche. L’unica spiegazione è che il Venezia ha un campionato ancora in ballo, da vincere e con un vantaggio da amministrare bene, mentre il Matera ha già messo in soffitta l’idea di una promozione senza playoff, visto che Foggia e Lecce sono troppo lontani. E così, mentre Inzaghi schiera il Venezia panchinaro, il suo dirimpettaio Auteri mette in campo la formazione migliore, reduce dal sonante 5-1 inflitto al Messina. Malomo e Cernuto centrali in difesa, linea mediana con Fabris, Stulac e Acquadro, con Caccavallo e Tortori dietro a Ferrari, unica punta a completare l’albero di Natale. Calvario. La partenza del Matera è impressionante. Ritmo altissimo (durerà fino alla fine? viene da chiedersi), folate sull’out destro ma anche percussioni centrali, il Venezia all’inizio sembra quasi sorpreso dalla furia materana e non riesce a trovare le contromisure. Diciamocela tutta, il primo tempo è un autentico calvario, il Matera domina e il Venezia fa fatica a passare la metà campo. Al 13’ duetto De Franco-Carretta, diagonale al centro e Negro non ci arriva per un millimetro. Ancora Negro sfonda al 25’, ottima parata di Vicario, l’assalto continua e vien da dire bravo a Malomo e Cernuto, che nei limiti del possibile spazzano l’area. Intanto l’arbitro Pillitteri, palermitano, è un altro di quelli che dirigono all’inglese, il fischietto resta in tasca. Anche quando Tortori è travolto nell’area del Matera in un tentativo di contropiede. Unico tiro in porta veneziano, Stulac al 35’, rasoterra parato. Il gol. Bisogna resistere almeno all’intervallo, ma la resistenza quasi passiva del Venezia crolla proprio al 44’: Strambelli porta via il pallone a Pellicanò, assist per Negro e diagonale a pelo d’erba che si infila sull’angolo, imparabile per Vicario. Time out. Le considerazioni a metà partita devono essere realistiche. Il vantaggio del Matera è legittimo, la superiorità impressa alla partita dai giocatori biancoblù è indiscutibile, raramente nel corso del campionato si è visto un Venezia soffrire in questa maniera. Qualcosa dovrà pur succedere nel secondo tempo perché un Venezia che gioca da vero Venezia non si fa mettere sotto da nessuno. Secondo tempo. Si riapre la contesa con lo stadio che trascina il Matera. Qui, invece, dedichiamo due righe a quella sessantina di fedelissimi arrivati dalla laguna. Chi ha attraversato l’Italia in pullmino, chi ha scelto la gita di qualche giorno, chi ha salutato il cronista nel giro pomeridiano tra le meraviglie della città. Stessa musica. L’avvio della ripresa non promette niente di buono. Nessun cambio, Matera all’assalto, Venezia che cerca di fare buona guardia, almeno. Ferrari isolato neanche avesse la peste fa reparto da solo, ma non va oltre un bel destro che esce di un metro, mentre dall’altra parte un tiro cross di Casoli incoccia su Acquadro e si spegne sulla traversa. Raddoppio del Matera in mischia al 38’, Ingrosso si fa beccare con il fallo di mano, gol annullato e secondo cartellino, Matera in dieci e il fortino veneziano resiste senza altre perdite.

MATERA (4-3-3) Tozzo; Di Lorenzo, Ingrosso, De Franco, Mattera; Armellino, De Rose, Casoli; Strambelli (28’ st Sartore), Carretta (47’ st Salandria), Negro (41’ st Meola). A disposizione: D’Egidio, Bertoncini, Infantino, Armeno, Didiba, Dammacco, Biscarini, Gigli, Lanini. Allenatore: Gaetano Auteri.

VENEZIA (4-3-3) Vicario; Zampano (39’ st Moreo), Malomo, Cernuto, Pellicanò (34’ st Garofalo); Fabris, Stulac, Acquadro; Caccavallo, Tortori; Ferrari. A disposizione: Facchin, Sambo, Galli, Domizzi, Modolo, Geijo, Falzerano, Serena. Allenatore: Filippo Inzaghi.

Arbitro: Pillitteri di Palermo.

Rete: pt 44’ Negro.

Note: spettatori circa cinquemila. Espulso Ingrosso al 38’ s.t.; ammoniti Strambelli, Malomo e Garofalo. Recupero: 1’ e 3’.

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Due squadre che mancano nell’albo d’oro

di Carlo Cruccu

Fino a questo momento sono tre le squadre del Veneto che hanno vinto la Coppa Italia di serie C, o Lega Pro come si chiama adesso. Il Padova nella stagione 79-80, il Vicenza nell’81-82, e, più recentemente, il Bassano nel 2007-08. Una coppa ufficialmente nata nel 1972 – prima edizione vinta dall’Alessandria, quando ancora si chiama Coppa Italia Semipro – ma che ha assunto le caratteristiche attuali dal 1981, con la riforma dei campionati che ha portato all’eliminazione del semiprofessionismo e all’allargamento dello status professionistico anche per la Serie C. Tutto compreso dunque Venezia e Matera si giocano la 45ª edizione e non hanno mai vinto in precedenza. Quasi impossibile tracciare una storia dal punto di vista del regolamento, nel senso che nel corso degli anni sono cambiate tantissime volte sia la formula sia i criteri di ammissione. Resta comunque un albo d’oro di prestigio, nel quale spiccano nomi di club blasonati o che attualmente sono in Serie A. Una Coppa Italia che comunque non va confusa con quella maggiore, una Coppa che nella stagione 1940-41 ebbe come squadra vincitrice il Venezia allora neroverde e che rappresenta tuttora il successo più importante del calcio veneziano. Oggi la Coppa Italia Lega Pro ha un significato di importanza altalenante. Nei primi turni, in agosto, viene considerata fondamentale dagli allenatori per verificare pregi e difetti della squadra, valutare i giocatori e soprattutto farsi un’idea del grado di preparazione dopo il ritiro. Con l’inizio del campionato diventa per molti quasi una seccatura, nessun allenatore lo ammette ma poi tutti schierano panchinari, seconde linee e giovani. Quando si arriva alle ultime battute rispunta l’occasione di prestigio e tutti vogliono vincerla. La primatista assoluta è il Monza con 4 vittorie, l’anno scorso ha vinto il Foggia, battendo in finale il Cittadella.

Davide Scantamburlo, tre mesi di sofferenza nel Matera senza mai giocare
«Una delusione calcistica, eppure me ne sono venuto via a malincuore»

«Mi resta il ricordo di una città meravigliosa»

di Carlo Cruccu

«Se dobbiamo parlare solo di calcio non posso dire che sia stata una bella esperienza. Comunque di Matera mi resta il ricordo di una città meravigliosa e di tanta gente cordiale e ospitale. Peccato che la storia sia finita in un certo modo». La storia è quella di Davide Scantamburlo, che dopo una onorata carriera e lo scudetto della Serie D conquistato proprio con il Venezia si fa convincere dall’allenatore Favarin a trasferirsi al Matera. Tre mesi di speranze che svaniscono nell’aria. “Scanta” si trova subito fuori rosa, l’allenatore non lo difende, quei tre mesi passati all’ombra dei sassi diventano una eternità e il trasferimento al Pordenone è la fine di un incubo.

«È andata proprio così. All’inizio della stagione ci siamo trovati in 35, troppi, la società ha fatto delle scelte e io in queste scelte non c’ero. Nemmeno una partita, avessi giocato male… A Matera si stava bene, sono sceso con moglie e figlia, la mia bambina ha cominciato là la scuola materna. Ho cercato anche un appartamento. Ma ho capito subito che per me non c’era considerazione, e a novembre me ne sono andato». Buoni rapporti con la gente e con i compagni. «Sicuro. Gente ospitale, se ti possono fare un favore si spaccano per farlo. Noi veneti abbiamo qualcosa da imparare. I compagni? Ho un carattere che mi fa andare d’accordo con tutti, in particolare i miei grandi amici erano Casoli, altro difensore, e Bifulco, il portiere». Chiudiamo il tasto dolente? «Meglio. In effetti anch’io sono arrivato un po’ in ritardo nella preparazione, ad agosto, ma ho fatto di tutto per mettermi alla pari con gli altri. Uno sforzo che non è stato apprezzato. Per il resto, capitolo chiuso, anche con molta delusione. Ma nel calcio può succedere, non credo di essere stato il primo ad essere scaricato in questo modo». Torniamo alla città. «La parte vecchia è una favola. Le case dentro le rocce rendono Matera unica al mondo, nel suo genere. È bellissimo girarla di sera, all’imbrunire, sembra un presepio, sei colpito da immagini che ti emozionano. A Matera hanno girato molte scene della passione di Cristo» continua Davide Scantamburlo «e tante trasmissioni tivù. La consiglio a tutti, a volte si va all’estero tanto per andare, mentre in Italia abbiamo queste meraviglie». Sono passati pochi anni, ma sembrano tanti. «Quella vicenda di Matera, quei tre mesi messo in disparte, mi hanno fatto disamorare del calcio» aggiunge “Scanta” «al punto che poi ho deciso di smettere. Potevo restare nei campionati minori o allenare nelle giovanili, ma ho girato pagina. Lavoro in un negozio di autoricambi e mi va bene così». Insomma i tifosi non avranno più chi fa l’esultanza della gallina per un gol contro il Padova… «Grandi ricordi» se la ride «bisogna sentirlo, quel derby, una esultanza così può farla solo un veneziano o un mestrino. Potrebbe farla Evans (Soligo, ndr), ma non è nel suo carattere…».

LE PAGELLE

Si salvano Vicario, Stulac e Ferrari. in troppi sotto la sufficienza

di Alessandro Ragazzo

6 Vicario Si fa apprezzare per qualche intervento, specie su Negro quando gli si presenta davanti. Incolpevole sull’1-0, nel secondo tempo è meno impegnato, anche se i pericoli non mancano.

5,5 Zampano Sulla corsia di destra si soffre, anche se meno che a sinistra, e cerca di essere propositivo. Dal suo lato nasce l’azione che porta al palo dei padroni di casa. Talvolta impreciso nei passaggi.

s.v. Moreo

5,5 Malomo In qualche occasione sfrutta centimetri e piedi per tenere lontani gli attaccanti. Talvolta deve usare pure le maniere forti, come dimostra il giallo subìto nella ripresa.

5,5 Cernuto Tanto lavoro per i centrali, specie nella prima fase di gara, dove la pressione si fa sentire molto. Nella ripresa il Matera cala un po’ il ritmo e si riesce a respirare di più.

5 Pellicanò Da una sua palla persa nasce il vantaggio degli avversari, ma spesso sulla sinistra patisce le incursioni soprattutto di Strambelli. Sostituito nell’ultimo quarto d’ora per cercare di riequilibrare lo svantaggio.

5,5 Garofalo Inzaghi tenta la carta dell’esterno, spesso in grado di mettere un compagno nella condizione di segnare. Ci prova su punizione ma la palla è deviata. Prende un giallo.

5,5 Fabris Poche incursioni e discese sulla destra, tanto che nel primo tempo rimane molto bloccato nella metà campo veneziana per cercare di arginare le folate lucane. Mancano gli inserimenti.

6 Stulac È il primo a tirare in porta, seppure in chiusura di primo tempo. In mezzo al campo prova a mettere ordine, ma i lucani corrono molto e fatica a smarcare un compagno.

5 Acquadro Solito dinamismo a centrocampo ma anche tanti errori e passaggi non sempre precisi. Prova anche la botta da fuori ma senza troppa fortuna.

5 Tortori Anche lui soffre l’aggressività avversaria, diventando pressoché innocuo per la difesa disegnata da Auteri e senza mai liberarsi per la conclusione.

5 Caccavallo Tanti passaggi sbagliati nel primo tempo, dove non è mai pericoloso. Si spera che nella ripresa possa sbloccarsi, invece continua a non essere incisivo e di aiuto ai compagni.

6 Ferrari Nella prima parte di gara nessuna palla giocabile e solo qualche appoggio per i compagni. Si batte su ogni pallone, anche se spesso è poco assistito, e con i centrali del Matera lotta da solo.

Verso il derby

Padova, via alla prevendita

di Michele Contessa

Il derby dell’Euganeo è già iniziato. Il Calcio Padova ha infatti comunicato che la prevendita per la gara con il Venezia, in programma lunedì 10 aprile (inizio ore 20.45), è già attiva da ieri pomeriggio e rimarrà aperta fino ore 19 di domenica 9 aprile. I tifosi arancioneroverdi potranno acquistare i biglietti per il settore ospiti, che conta 1.500 posti, nei punti vendita Ticketone oppure online collegandosi al sito www.ticketone.it: il costo del biglietto è 7 euro, ai quali si devono aggiungere le commissioni. Salvo diverse disposizioni degli organi preposti alla sicurezza della stadio, i biglietti saranno acquistabili il giorno della gara al costo unico di 15 euro alla biglietteria Nord dello stadio Euganeo, situata all’interno del park ospiti, dalle 19 alle 20.45. I ragazzi nati dal primo gennaio 2002 in poi potranno entrare gratuitamente, esibendo un documento di identità valido. Per l’acquisto di ogni singolo biglietto è obbligatorio essere in possesso della Tessera del Tifoso e che il Calcio Padova non aderisce al progetto “Porta un Amico”.