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LA NUOVA VENEZIA “Arancioneroverdi, l’anno finisce bene”

Novità sulle pagine de La Nuova Venezia, con la cronaca del vittorioso match degli arancioneroverdi affidata a Michele Contessa che firma anche le interviste, il capo-cronista Carlo Cruccu firma invece il commento, un atto di fiducia nei confronti di Inzaghi ed i suoi ragazzi:

Modolo (due assist e un gol) trascina la squadra, liquidato il Mantova (3-1). Di Domizzi e Moreo le altre reti

Un, due, tre: comanda ancora il Venezia

di Michele Contessa

Missione compiuta: il Venezia doma il Mantova e chiude in testa, da solo, alla sosta, lasciandosi alle spalle le scorie negative accumulate con Maceratese e Forlì. Aveva l’obbligo di vincere, il Venezia, sapendo della goleada del Pordenone, e ha risposto con tre squilli, al termine di una partita gestita senza soffrire particolarmente, fatta eccezione per i tre minuti trascorsi tra il pareggio di Marchi e il guizzo di Moreo. Inzaghi fa i conti con gli influenzati (Vicario e Cernuto a casa, Tortori e Moreo non al top, Malomo getta la spugna durante il riscaldamento), si affida al tridente pesante con Moreo e Marsura a macinare chilometri ed erba, mentre Geijo si trasforma spesso in rifinitore per i compagni. Chiavi del centrocampo affidate a Stulac, ma l’uomo del match è Marco Modolo: due assist e un gol per il difensore centrale, che si è riscoperto “piede d’oro” nel millimetrico lancio che ha sguinzagliato Moreo verso Bonato. Fuochi d’artificio. Per alzare la temperatura, servono emozioni. E la partita si accende d’incanto: piazzato al millimetro (9’) di Garofalo, stacco perentorio di Modolo che sovrasta Cristini e sulla carambola il più lesto sotto misura è Domizzi. Bonato pietrificato. Gara in discesa, ma al Venezia piace complicarsi la vita in questo periodo: disimpegno errato di Acquadro (17’), tocco di Caridi per Marchi e rasoiata sotto la traversa. Incolpevole Facchin. Errore da scuola elementare. Il Venezia non ha però tempo per ammortizzare il contraccolpo psicologico (20’): Modolo si traveste da… Bonucci, lancio in verticale di 50 metri con Moreo abile a inserirsi tra i due centrali scavalcando Bonato con un delizioso colpo sotto. Gerarchie ristabilite, ma brividi evitabili. Gerarchie. Ristabilite le distanze, il Venezia non ha più sofferto. Il Mantova ha provato a macinare gioco, senza trovare varchi nelle maglie difensive arancioneroverdi con Fabris, entrato all’ultimo momento per Malomo, in miglioramento minuto dopo minuto, ma è stato Garofalo a mandare in tilt a sinistra l’apparato difensivo. Cambi. Gabriele Graziani ha provato a cambiare volto al Mantova all’inizio del secondo tempo, inserendo Ruopolo al fianco di Marchi per dare più consistenza al suo attacco. Risultati modesti, ne ha approfittato il Venezia, Bentivoglio ha rilevato Soligo a centrocampo, ampie praterie, soprattutto sulle fasce con Moreo e Marsura che hanno messo in croce i rispettivi avversari. Venezia vicinissimo al tris al 14’ con Moreo che non ha centrato la porta sguarnita, dopo che Bonato si era superato su Gejio. Poco importante: 120″ dopo è arrivato il gol di Modolo, abile a trasformare sotto porta l’ennesima spizzicata di Geijo. Marsura si è intestardito troppo nelle conclusioni individuali, tutte fuori dallo specchio mantovano, ma il Venezia ha sforato il poker, soprattutto con Acquadro (34’), servito ancora una volta da Geijo, ma sul quale Bonato si è immolato in corner. E il primato solitario passa agli archivi.

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IL PUNTO

Finora promessa mantenuta Questa squadra merita fiducia

di Carlo Cruccu

Nonostante sia la prima in classifica dopo 21 partite di campionato il Venezia si è presa finora parecchie critiche. Eppure è una squadra che non ha preso in giro nessuno. Ha dichiarato apertamente l’obiettivo promozione e finora sta mantenendo le promesse. E questa non è un’opinione, ma una risposta dei numeri. Anche Inzaghi sin dal primo giorno della sontuosa presentazione disse «Sono qui per vincere», una frase ben diversa da «sono qui per portarvi il calcio spettacolo», frase che il tecnico non ha mai detto nè mai dirà. Eppure c’è ancora parecchia gente che storce il naso, che vorrebbe vedere “il gioco”, o che forse vorrebbe veder la squadra vincere 5-0 tutte le partite. O che forse vorrebbe un Inzaghi in campo, un giocatore di immagine e somiglianza del tecnico. Che invece proprio come giocatore resterà assolutamente inimitabile. A suon di cinquine si vincono altri tornei, abbiamo fresca memoria del campionato scorso, ma la Lega Pro è un altro mondo rispetto alla serie D, come un altro mondo è la Serie B. Verissimo che qualche volta il Venezia ha vinto senza incantare, senza farci scaldare le mani per gli applausi. Qualche 1-0 misero, sì, ma in partite che in altri momenti sarebbero finite male. Non prendete queste righe come una difesa d’ufficio del Venezia, anche perchè non ne ha bisogno e poi ha.i difensori più forti del campionato. Diciamo solo che per quanto visto finora la squadra, assieme all’allenatore, può meritare un atto di fede, di fiducia. La concretezza c’è, la qualità tecnica non è in discussione, Tacopina non è avaro e Perinetti sa come operare. E del resto, nonostante i mugugni, quali sono le squadre che finora hanno messo a cuccia gli arancioneroverdi? Nessuna. Si è visto un bel Pordenone (riecco la classifica che dice il vero), la sconfittà di Forlì è frutto di una giornata storta più che di una superiorità altrui, è vero che non c’è un bomber che calpesta la classifica cannonieri ma ci sono tanti giocatori che garantiscono il gol giusto nel momento giusto. D’ora in avanti, in primavera, con infortuni e squalifiche, conteranno anche i ricambi . E il Venezia li ha. Crediamoci. Se finirà male non saremo i soli ad aver sbagliato.

Sorrisi in sala stampa. Domizzi: «Abbiamo messo la partita sul binario giusto»

Inzaghi: «La classifica dice la verità»

di Michele Contesnchsa

L’influenza serpeggia a

e in sala stampa, Pippo Inzaghi è il primo a presentarsi in sala stampa, anche il tecnico è stato costretto a letto nel corso della settimana. «Per il Venezia era una gara fondamentale» ha esordito il tecnico arancioneroverde, «volevamo chiudere in testa e ci siamo riusciti. Credo che per il Venezia sia un 2016 da incorniciare, un anno fa di questi tempi era ancora in serie D, adesso ci ritroviamo in testa alla Lega Pro. Non c’era niente di scontato, la squadra era nuova. Siamo stati bravi a chiudere la partita all’inizio del secondo tempo, e alla resa dei conti potevamo segnare anche qualche gol in più». Venezia che arriva alla sosta con il primo posto in saccoccia. Un altro obiettivo centrato. «Qualche punto in più? Mah, forse abbiamo la classifica che ci meritiamo» ha aggiunto il tecnico, «forse possiamo recriminare un po’ sulla serie di pali che sono stati colpiti in queste prime venti giornate. Ma va bene così». Due assist e un gol per Marco Modolo, al quarto centro stagionale. «Sì, bello, un finale con i botti, ma quel che contava era vincere. Sappiamo di essere abili nelle palle inattive e nel gioco aereo, io e Domizzi siamo riusciti a colpire entrambi. Finiamo in testa, bellissimo. Il lancio a Moreo? È stato molto bravo lui a incunearsi tra i difensori del Mantova». Alberto Acquadro ha costruito tanto, soprattutto nel secondo tempo, quando è andato vicinissimo al quarto gol. «Per noi era importante vincere e portare a casa i tre punti. Siamo contenti, godiamoci questi giorni di vacanza per ripartire al massimo. Continueremo ad allenarci bene, siamo un gran gruppo con la speranza di essere primi anche a maggio. Qua tutte giocano al 200% contro di noi, avevamo la determinazione giusta, sono contento dopo un avvio di stagione difficile. Bonato si è superato sul mio tiro, ma quel che mi interessa è essere primo, arriverà anche il gol». Maurizio Domizzi ha sbloccato il risultato. «Siamo stati bravi a incanalare la partita come volevamo e fare il terzo gol all’inizio del secondo tempo. È sempre il nostro obiettivo, ma a volte non ci siamo riusciti. Anche oggi al primo tiro in porta, abbiamo preso gol» continua l’ex difensore dell’Udinese «ma siamo stati bravi a ritornare subito in vantaggio e nel secondo tempo siamo riusciti a costruire altre occasioni da rete. Ci tenevamo chiudere in testa alla sosta. Abbiamo caratteristiche io e Modolo per segnare, con il Mantova ci siamo riusciti entrambi».