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LA NUOVA VENEZIA “Dappo: quel giorno a Fano….”

Amarcord sulle pagine de La Nuova Venezia che torna a quel non lontano 5 maggio del 2013, ultima trasferta a Fano dell’Unione con Michele Contessa che raccoglie i ricordi di Davide D’Appolonia, autore di un clamoroso poker che consentì agli arancioneroverdi di agguantare in extremis i playoff, poi vinti nella finale di Portogruaro con il Monza. Ricorsi respinti per le squalifiche post derby, mentre il club arancioneroverde dovrà dotarsi di una nuova polizza assicurativa dopo il fallimento della Gable, queste le altre notizie di oggi:

L’attaccante ricorda la sua impresa del 5 maggio 2013 quando fece vincere il Venezia per 5-4

D’Appolonia e quel grande poker a Fano

di Michele Contessa

Ci sono partite che entrano nella storia. Di una società, di un giocatore. L’ultima discesa del Venezia a Fano, il 5 maggio 2013, resterà scolpita nella carriera di Davide D’Appolonia. Penultima giornata del campionato di Seconda Divisione nella stagione 2012-2013, la squadra di Stefano Sottili è reduce dal rocambolesco pareggio (3-3) al Penzo con la Giacomense, che risalì dall’1-3 al pareggio con la doppietta di Varricchio nel burrascoso finale. Venezia impegnato nella volata per un posto nei playoff, due promozioni dirette e una nella post-season, ma quel pareggio impone agli arancioneroverdi di vincere a Fano. Ne uscì una partita da tregenda con 9 reti (5-4), sotto la pioggia, ma soprattutto dal cilindro uscì il poker di Davide D’Appolonia, abile a trasformare in oro gli assist di Lauria, Cabeccia, Marconi e Maracchi. «E come faccio a dimenticare quella partita?», ha esordito l’attaccante adesso in forza al Campodarsego, «quando ci ripenso, mi viene il dubbio che non possa essere accaduto. Un andamento impensabile, noi ci giocavamo i playoff, il Fano la salvezza. Arrivammo nelle Marche psicologicamente abbattuti dal pareggio con la Giacomense, dovevamo vincere a tutti i costi per non rischiare di giocarci i playoff al Penzo con il Savona. In settimana erano arrivate anche le squalifiche di Bocalon e Godeas, Sottili puntò su di me e su Michele Marconi. Segnai quasi subito, ma all’intervallo eravamo sotto e quasi fuori dai playoff vedendo i risultati degli altri campi». Gli ultimi 20’ furono da… infarto. «Sembrava di giocare a flipper: pareggiai al 25’, nemmeno il tempo di gioire ed eravamo ancora sotto, altro pareggio con la mia tripletta. E già non mi sembrava vero. Altri due minuti e da sotto misura segnai il quarto gol, venni sommerso dall’abbraccio dei compagni». Ma non era ancora finita, palla al centro e… autogol di Battaglia. «Tutto da rifare, il pareggio ci serviva a poco, per fortuna ci pensò Maracchi». Cinque reti in 6’, tra il 32’ e il 38’ del secondo tempo. «Mi resi conto di quello che avevo fatto solo il giorno dopo. Credo che quel giorno a Fano abbiamo gettato le basi per la promozione, ci rendemmo conto che niente era impossibile». Il Venezia avrebbe poi superato il Savona (3-2) nell’ultima di campionato, eliminato il Renate in semifinale e battuto il Monza nella finale dei playoff. Il Venezia ce la farà a cogliere un’altra promozione? «Me lo auguro davvero dal più profondo del cuore», ha sottolineato Davide D’Appolonia, presente lunedì sera al derby contro il Padova, «ma ci sono tante squadre racchiuse in pochi punti. Sarebbe fondamentale ritornare al successo già domenica a Fano per cancellare innanzitutto la delusione della sconfitta con il Padova».

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FALLITA LA GABLE, LA SOCIETA’ STIPULERA’ UN’ALTRA POLIZZA

Squalifiche confermate per Garofalo, Ferrari e Vicario

Dopo i cartellini rossi, arriva il disco rosso della Corte sportiva d’Appello nazionale che ieri pomeriggio a Roma ha discusso i ricorsi d’urgenza, illustrati dall’avvocato Gianmaria Daminato. La seconda sezione ha respinto i ricorsi relativi a Agostino Garofalo, Nicola Ferrari e Guglielmo Vicario confermando il provvedimento in primo grado adottato dal giudice sportivo: 3 giornate a Garofalo, 2 a testa a Ferrari e Vicario. Problemi in attacco per Inzaghi che non ha a disposizione nemmeno Fabiano e Geijo. Il fallimento della Gable. Il Venezia sarà costretto a richiedere un’altra polizza assicurativa. È quanto ha stabilito all’unanimità dall’ultimo Consiglio Federale della Federcalcio, dopo aver ricevuto comunicazione da parte dell’Ivass, l’istituto per la Vigilanza delle Assicurazioni, del fallimento della Gable, la compagnia assicurativa con sede legale a Vaduz, in Liechtenstein, patrimonio alle Cayman e posta elettronica in Italia. Nessun problema per la società arancioneroverde, se non il fastidio di reperire un’altra compagnia, situazione in cui si trovano altri 19 club di Lega Pro, tra cui Maceratese, Mantova, Modena, Pordenone e Santarcangelo del girone B. Dopo che un’inchiesta giornalistica aveva portato alla luce i problemi della Gable, la Lega Pro, il 20 settembre, aveva emesso un comunicato in cui si confermava la validità delle polizze assicurative stipulate dai club prima del 9 settembre. Il Consiglio Federale adesso ha deciso di dare tempo fino al 31 gennaio a tutte le società interessate per provvedere a dotarsi di un’altra polizza fideiussoria. Per quanto riguarda le polizze integrative, è stata data delega al presidente Tavecchio per la determinazione del caso, dopo aver sentito il presidente della Lega Pro e quello dell’Assocalciatori. Questo è il caso che vede interessato anche il Venezia. «Noi non abbiamo stipulato una polizza assicurativa sulla fideiussione per iscriversi al campionato», ha spiegato il direttore generale Dante Scibilia, «ma a copertura del monte stipendi. Ci siamo già messi in contatto con il nostro broker di riferimento affinché ci trovi un’altra compagnia assicurativa. La richiesta di copertura sarà sensibilmente inferiore rispetto a quella effettuata in estate».