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La Nuova: Venezia d’attacco nella tana dei lupi

Michele Contessa redige l’intera pagina dedicata all’incontro di stasera in terra irpina

Anticipo della quinta giornata stasera (20.30) ad Avellino. Bentivoglio squalificato, Inzaghi medita un ampio turnover

Primo turno infrasettimanale, per Venezia e Avellino non c’è tempo per rifiatare. Leoni nella tana dei lupi, frastornati dalle tre sberle di Cesena, con Walter Novellino desideroso di imporre anche a Pippo Inzaghi la legge del Partenio. Squadre appaiate a 6 punti, ma classifica costruita seguendo percorsi diversi: più lineare quello del Venezia (una vittoria e tre pareggi), con una difesa-bunker ancora imbattuta e un attacco che ha prodotto solo due gol (Bentivoglio su rigore e Zigoni a Bari), più a sali e scendi il cammino dell’Avellino, rullo compressore al Partenio (2-1 al Brescia, 5-1 al Foggia), timido in trasferta (1-3 a Cremona, 1-3 a Cesena, ma anche 1-3 a Verona in Tim Cup), quinto miglior attacco della Serie B (9 reti), ma anche la quarta peggior difesa (8 gol incassati). Si viaggia in parità anche come defezioni dettate dal giudice sportivo (una giornata a Bentivoglio con 1. 000 euro di ammenda a capitan Domizzi e ammonizione per il direttore sportivo Perinetti nel Venezia, una a Suagher nell’Avellino). Cambi in vista, uno è obbligato: Inzaghi dovrà sostituire il play in mezzo al campo, vista la squalifica di Bentivoglio, uno degli uomini più in forma in questo avvio di campionato. Doppia opzione per il tecnico: dare fiducia al sostituto naturale di Bentivoglio, ovvero il giovane sloveno Leo Stulac, oppure cementare la mediana con Sergio Suciu, lanciando dal primo minuto anche l’ultimo arrivato Signori. I tre potrebbero anche giocare insieme con lo spostamento di Falzerano nel tridente d’attacco dove l’ex Bassano può essere molto più efficace. Oltre a Bentivoglio, mancano sempre Bruscagin e Garofalo, non ha recuperato nemmeno Fabris dall’infortunio alla spalla, mentre scatta la prima convocazione per Alexander Geijo, assente finora prima per squalifica (Salernitana e Cesena) e poi per infortunio (Bari e Spezia). Possibile ritorno al 4-3-3 con Falzerano e Marsura al fianco di Moreo o Zigoni. Novellino ha risolto in extremis i problemi in difesa, privata dello squalificato Suagher, visto che nella lista dei 23 giocatori convocati ci sono anche Migliorini, assente a Cesena ma titolare nelle prime tre partite, e Rizzato, che ha smaltito il risentimento muscolare al flessore della gamba destra. Toccherà però al croato Anton Kresic rilevare Suagher al centro della difesa, affiancando Marchizza o Migliorini se darà garanzie, con Laverone a destra e Falasco (o Rizzato) a sinistra. Avellino macchina da gol grazie al trio Ardemagni-Castaldo-Morosini, autori finora di tre reti a testa e capaci di guardagnarsi tre rigori in quattro partite. In mezzo al campo l’ex tecnico arancioneroverde potrebbe far rifiatare D’Angelo inserendo Moretti.

Si gioca al “Partenio-Lombardi”, un campo avaro di punti

Sono solo quattro i precedenti del Venezia al Partenio e i ricordi sono tutti nefasti visto che gli arancioneroverdi sono sempre ritornati da Avellino senza punti. Il primo faccia a faccia risale all’ultima giornata della stagione 1991-1992, Venezia neopromosso in Serie B che arrivava al Partenio (19 gennaio 1992, arbitro Collina) reduce da sei pareggi consecutivi: l’Avellino si impose nettamente (2-0) con reti di Bertuccelli e Levanto al 43′ e al 45′ del secondo tempo. Una sconfitta che spinse il presidente Zamparini a esonerare Zaccheroni e chiamare Rino Marchesi. Al termine di quel torneo gli irpini retrocessero in Serie C/1 e il Venezia si salvò vincendo lo scontro diretto all’ultima giornata. Le due squadre si ritrovarono nella stagione 1995-1996, Bellotto in panchina, con vittoria (2-1) dei biancoverdi grazie alle reti di Luiso, che trafisse Caniato dopo nemmeno 60″ di gioco, e Criniti al 13′ della ripresa, mentre a 18′ dalla fine ci pensò Cerbone a dimezzare il passivo. Ultimo precedente in campionato nella stagione 2003-2004, allenatore Gregucci, 1-0 e match-winner Tonino Sorrentino al 10′ del secondo tempo. C’è anche una sfida in Coppa Italia, il 26 agosto 1996: vantaggio del Venezia con Bellucci, pari irpino con D’Ainzara, poi nei supplementari guizzo vincente di Menolascina.

Tutta la grinta di Novellino e il fiuto del gol di Ardemagni

Il Venezia ritrova “Monzon” sulla sua strada. Walter Alfredo Novellino, il tecnico che nel 1998 riportò Venezia in Serie A dopo 34 anni e la stagione successiva a una tranquilla salvezza nel segno di Recoba e Maniero. Novellino siede sulla panchina dell’Avellino dal 28 novembre dell’anno scorso quando sostituì Domenico Toscano, ha incrociato il Venezia in Serie A nella stagione 2001-2002 alla guida del Piacenza vincendo sia al Penzo (3-2 con doppietta di Paolo Poggi nell’arco di un minuto sul 2-1) sia in casa (5-0). Novellino non ha cambiato molto rispetto alla passata stagione: ha promosso titolare in porta il ventiduenne Lezzerini, tenendo alle sue spalle l’esperienza di Rino Iuliano (classe 1984), e ingaggiando dall’Inter anche il numero uno romeno Andrei Radu, ventenne come Audero. In difesa ha inserito gli esterni Pecorini dall’Entella e Falasco dalla Roma, lo scorso anno a Cesena, oltre all’esperto (classe 1981) Simone Rizzato, retrocesso in Serie C con il Trapani, da dove arriva, via Atalanta anche il croato Anton Kresic. Dal club nerazzurro è stato prelevato anche Emanuele Suagher, stasera squalificato. Fiore all’occhiello del mercato estivo è il trequartista Leonardo Morosini, voluto da Novellino e arrivato in prestito dal Genoa, che va a completare un reparto offensivo che conta sul fiuto del gol di Matteo Ardemagni e Luigi Castaldo. Oltre a Radu (Romania) e Kresic (Croazia), Novellino ha a disposizione altri cinque stranieri: il difensore Ngawa, doppio passaporto della Repubblica del Congo e del Belgio, il riconfermato centrocampista slovacco Lasik, gli attaccanti Bidoui, marocchino con passaporto belga, Camara della Guinea Bissau, entrambi confermati, mentre dal Genoa è stato prelevato il diciannovenne brasiliano con passaporto spagnolo Asencio.

Simone Bianchi ci aggiorna sui programmi della società affiliata al Venezia FC

Venezia Soccer Academy, progetto che cresce

Presentata nei giorni scorsi la nuova stagione. Il presidente Piovesan: «L’amicizia è il primo valore»

Cento bambini, dieci istruttori, uno staff sempre più professionale e la consapevolezza di fare parte di un grande progetto per la crescita e l’educazione, non solo sportiva, dei propri tesserati. Questa in sintesi la Venezia Soccer Academy che a Villa Braida ha inaugurato la sua quarta stagione di attività. Al timone sempre Alessandro Piovesan, come coordinatore organizzativo Marco Funes, mentre responsabile degli istruttori quest’anno è stato promosso Alessio Chiarin, che proviene proprio dalla Venezia Soccer Academy. Sarà infatti lui a coordinare il lavoro di Jacopo Zennaro, Federico Zara, Lorenzo Bessi, Francesco Cagnin, Giovanni Bombaci, Mario Monculli e Andrea Della Pietà a capo delle sette formazioni tra nati dal 2007 al 2010. In più ci sarà il supporto di Alberto Libralesso, Daniele Modenese e Luca Fraccaro in altri ambiti di formazione calcistica, quindi l’innesto dello psicoterapeuta Tommaso Franzoso e della pediatra Silvia Palatron.Le squadre si alleneranno al centro sportivo Taliercio e al campo della Gazzera, dove di recente con il Comune si è risolto il problema sorto sull’uso del campo e la mancanza di spogliatoi adeguati.«Il calcio è gioco e amicizia» questo lo slogan usato dal presidente Alessandro Piovesan durante la presentazione a Villa Braida, «spero che i ragazzi trovino i loro idoli nella prima squadra del Venezia che si allena al Taliercio. Mattia Collauto rimarrà sempre un riferimento quale responsabile del settore giovanile, e poi abbiamo un nuovo sito internet in cui sarà riportata ogni nostra attività».Ad aprire la serata e inaugurare la quarta stagione della Venezia Soccer Academy sono stati il direttore sportivo del Venezia, Giorgio Perinetti, e il Ceo del club, Andrea Rogg. «Sento particolarmente questo momento perché ho iniziato il mio lavoro nei settori giovanili» ha detto Perinetti, «ed è il più bello da seguire per l’impulso e la soddisfazione che dà quando un giovane raggiunge la prima squadra. Questi ragazzi sono il futuro, non tutti arriveranno in Serie A, ma possiamo aiutare le famiglie a formare ed educare i loro figli nello sport, e devono imparare a giocare e divertirsi prima di tutto».. Per Rogg, inoltre, «questa è la base su cui lavorare in un club, ed è fondamentale che tutti i bambini imparino il rispetto per i compagni, gli avversari, gli istruttori, e che si allenino divertendosi»