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LA NUOVA VENEZIA “Dopo Inzaghi anche Domizzi chiede chiarezza sui programmi”

Toccherà al presidente Tacopina, il cui ritorno è previsto per il 5 giugno, rassicurare Inzaghi e Domizzi, che hanno recentemente espresso il desiderio di continuare a nutrire ambizioni importanti nel loro rapporto con la società arancioneroverde. Sulle pagine de La Nuova Venezia di oggi gli articoli di Carlo Cruccu, Michele Contessa ed Alessandro Ragazzo:

Tante voci sul futuro dell’allenatore del Venezia
La verità dopo il 5 giugno con il rientro del presidente

Inzaghi sì, Inzaghi no
Ora è tutto fermo
in attesa di Tacopina

di Carlo Cruccu

Inzaghi sì Inzaghi no. Resta, se ne va, ha già salutato oppure ha scherzato? Vale la pena spiegare la situazione, lasciando poi a fantasia o intuizione di ognuno prevedere cosa possa succedere. Una certezza comunque c’è: fino al 5 giugno non succederà niente, nè in un senso nè nell’altro. Tra una settimana, cioè lunedì 5, è fissato il rientro di Tacopina, e quindi ci sarà un incontro tra i due per pianificare il futuro più prossimo. Se le idee di presidente e allenatore – che l’anno scorso si sono giurati amore non eterno, ma biennale – vanno nella stessa direzione il tecnico resterà al suo posto, altrimenti no. Una questione di programmi, probabilmente, più che di soldi. Anche se rientra nella normalità delle cose che di fronte ad una proposta altamente sostanziosa Pippo Inzaghi come ogni altro suo collega possa essere attirato. Tuttavia se il denaro fosse il motivoprincipale, probabilmente Inzaghi non sarebbe arrivato in laguna, dove ha raccolto qualche interessante bonus legato alla promozione ma non ha goduto di uno stipendio da nababbo. Ora, bisogna verificare, cosa che la Nuova sta facendo, quanta verità c’è nella ridda di voci che danno il tecnico per partente, allettato da una proposta-prospettiva più valida di quella del Venezia. Le recenti dichiarazioni di Squinzi non sembrano così “accoglienti”, anche se un dato di fatto è che il Sassuolo deve trovarsi un nuovo tecnico. E poi? Bari? Cagliari? Genoa? In questo periodo le ipotesi abbondano, ma rimane sempre in piedi il ragionamento di prima: Venezia è una realtà emergente, ha appena iniziato un ciclo, un percorso finora rispettato che ha portato la squadra a vincere due campionato consecutivi. Se davvero Tacopina trova nuovi investitori, il marchio si diffonde, e magari (nota dolente) anche dello stadio si cominciasse a vedere qualcosa di concreto, lavorare per il Venezia potrebbe essere una palestra formativa di grande valore per la carriera di un tecnico. E Inzaghi questo lo sa. Molto più difficile, in questo momento, una chiamata all’estero: è vero che basta un capriccio di qualche sciecco per rovesciare le carte, ma allo stato attuale il credito internazionale di Inzaghi non è pari a quello nazionale, insomma si parla di bravo allenatore emergente con ridotta esperienza di Serie A e un campionato vinto, quest’anno, in Lega Pro. Il resto sono ancora ipotesi, come i nomi che nei social circolano come sostituti: Iachini, Calori, Stellini, altri ancora, non è difficile vedere chi in questo momento è sulla piazza. In ogni caso, le soluzioni migliori per il Venezia finora sono state quelle operate da Giorgio Perinetti, il cui ruolo allo stato attuale è veramente il più determinante di tutti.

nuova290517Anche il leader della difesa arancioneroverde aspetta di conoscere i programmi della società

Domizzi: «Importante fare chiarezza presto»

di Alessandro Ragazzo

Stavolta il detto “non c’è due senza tre” non ha funzionato ma la stagione del Venezia appena andata in archivio è un bicchiere pieno sino all’orlo: promozione e Coppa Italia, tutti ci avrebbero messo la firma un anno fa. La sconfitta di sabato in Supercoppa con il Foggia spiace ma da oggi s’inizierà a programmare il campionato di serie B. Ci sono dei nodi da sciogliere. Chi rimarrà? Chi farà le valigie? Ci saranno dei cambi all’interno della società? Maurizio Domizzi, vice capitano in campo, ma leader assoluto nello spogliatoio, chiederà chiarezza sui programmi arancioneroverdi. «Un anno fa sono venuto qui» spiega l’ex Udinese «e mi è subito piaciuta la chiarezza: spero ci sia ancora. Ho un altro anno di contratto ma dobbiamo capire quali sono i reali programmi, vedere se il tecnico rimarrà. Certo, mi spiacerebbe giocare per un obiettivo minimo, vista la mia età e con una posizione un po’ particolare. Spero che il Venezia possa rilanciare le sue ambizioni». Dunque tutto sarà rimandato ai primi di giugno, con il rientro in Italia di Tacopina dagli Stati Uniti quando vedrà giocatori e staff tecnico. La base si cui partire è buona, perché il Venezia non solo ha dominato il suo girone ma con chi ha giocato meno non solo è riuscito ad arrivare in Coppa Italia ma pure a vincerla. La Supercoppa avrebbe completato un’opera comunque bellissima. «Peccato per la partita con il Foggia» continua Domizzi «e abbiamo tenuto la gara aperta sino al mio gol del 2-3. Tutto è cambiato dopo l’espulsione di Geijo; il finale è stato un po’ nervoso e in undici contro undici avremmo potuto tentare di raddrizzare l’incontro. Sui primi due gol (Deli e Vacca, ndr) si poteva fare meglio, anche se il secondo è stata una prodezza. Sono arrivati dopo che nei primi minuti ci siamo presentati tre volte davanti al portiere». Il Venezia non giocava una gara ufficiale da due settimane in questo periodo della stagione potrebbe aver influito lo “stacco”. «Non credo» continua il difensore «perché abbiamo avuto un buon approccio alla partita. Piuttosto, aver vinto il campionato con largo anticipo ci ha tolto un po’ di spirito di festeggiamento. Ora c’è solo voglia di andare in vacanza». Con il biglietto di ritorno per Venezia? A breve sapremo.

Andrea Seno festeggiato dai tifosi rossoneri in tribuna al Penzo

«Venezia e Foggia nel mio cuore»

di Michele Contessa

«Una bellissima sensazione, mi sono emozionato a vedere Venezia e Foggia insieme in campo». Andrea Seno ha assistito in tribuna al Penzo alla partita di Supercoppa di Lega, due squadre a cui è legatissimo, sia per i trascorsi in campo con i rossoneri e con il Venezia prefusione, sia per i ricordi anche da dirigente con gli arancioneroverdi. La sua presenza non è passata inosservata alle decine di tifosi del Foggia seduti anche in tribuna, alcuni lo hanno chiamato per salutarlo e chiedere il selfie durante l’intervallo. «Quel Foggia rimarrà nella storia per sempre» ricorda Andrea Seno, 53 presenze e 2 reti in Serie A con i rossoneri, «l’ultima volta che Foggia ha respirato la Serie A è stato con noi. Anche se sono trascorsi più di vent’anni la trasmissione narrata di quelle stagioni viene trasmessa di padre in figlio anche oggi». Dai ricordi alla partita di sabato pomeriggio al Penzo. «Alla fine, credo che la vittoria del Foggia sia meritata» dice l’ex centrocampista ora 51enne, in Puglia nel biennio 1992-1994 e con il Venezia 1986-1987, «anche se il Venezia nel primo quarto d’ora ha creato almeno tre occasioni da rete clamorose che potevano cambiare l’andamento del match, dopo un avvio più propositivo da parte dei pugliesi. Il calcio è questo, se non segni quando puoi, rischi di venire punito, e puntualmente è accaduto questo. Il gol di Deli ha rovesciato l’inerzia della partita, il Venezia ha accusato il colpo, mentre il Foggia è cresciuto. È stata comunque una bella partita, senza tanti tatticismi, tra due squadre che hanno cercato soprattutto di vincere». Anche sul futuro Seno ha le idee chiare sulle due squadre. «Il Venezia mi sembra come organico più pronto a disputare il campionato di Serie B, ha confermato di avere anche una buona condizione atletica con un gruppo compatto che ha rimontato o vinto tante partite nei minuti finali. Il Foggia dovrà cambiare qualcosa di più, soprattutto in difesa, dove ha incassato un paio di gol evitabili, ma mi piace molto come Giovanni Stroppa ha impostato la squadra, come aveva fatto nelle giovanili del Milan o a Pescara. Propositiva, sempre molto alta, come conferma il gol del raddoppio. E’ vero che il disimpegno della difesa del Venezia è stato errato, ma Vacca era posizionato sulla trequarti, pronto a intercettare il pallone»

LA NUOVA SERIE B

Sarà un campionato
con molte trasferte
nel meridione

di Michele Contessa

Si va delineando il quadro delle avversarie del Venezia nel prossimo campionato di Serie B, torneo che il club arancioneroverde ritorna a disputare dopo dodici stagioni. E sarà un campionato sbilanciato verso il centro-sud con un solo derby in calendario contro il Cittadella di Roberto Venturato, considerando la promozione in Serie A del Verona e la retrocessione in Lega Pro (tornerà a chiamarsi Serie C) del Vicenza. Trasferta breve a Cremona (confermato Tesser in panchina), che il Venezia ha già affrontato nella Supercoppa di Lega Pro, ma anche quelle a Brescia (Cagni ha già annunciato che non rimarrà) o Cesena non comporteranno un chilometraggio elevato. Sono quattro i viaggi che aspettano il Venezia verso Ovest: due in Piemonte, a Novara e Vercelli, e due più dispendiosi in Liguria, a La Spezia e Chiavari, vicine non quanto sembra a livello geografico. Poi si comincerà a scendere con le soste in Italia centrale tra Marche (Ascoli, se non rimane Aglietti, seguiti Oddo e Calori), Umbria (Terni) e Abruzzo (Pescara, dove rimarrà Zdenek Zeman dopo la retrocessione), che il Venezia ha già affrontato in Serie B durante la presidenza di Zamparini. E poi il Sud, trasferte su campi caldi, come quelli della Puglia (Bari e Foggia) o della Campania con Avellino (dove ritroverà il vecchio amico Walter Novellino che è vicino al rinnovo biennale con gli irpini) e Salerno (dove Bollini si è meritato sul campo la conferma). Infine il volo verso Palermo, retrocesso dalla Serie A con il passaggio di proprietà in corso tra Zamparini e Baccaglini, persone che Tacopina conosce bene. Le ultime quattro squadre arriveranno dalle escluse dei playoff della Serie B (3), che stanno disputando Frosinone, Carpi, Perugia e Benevento, e dall’ultima promossa dalla Lega Pro, anche in questo caso i playoff, arrivati ai quarti di finale, decideranno chi tra Parma, Pordenone, Reggiana, Alessandria, Livorno, Lucchese, Lecce e Cosenza completerà la lista delle 22 squadre che disputeranno la Serie B 2017-2018. Oggi il Venezia entrerà in Serie B con l’incontro nella sede di via Rosellini dei rappresentanti delle formazioni retrocesse dalla Serie A e promosse dalla Lega Pro: il Venezia sarà rappresentato da Dante Scibilia, Davide Brendolin, Veronica Bon e i delegati di sicurezza, marketing e amministrazione.