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LA NUOVA VENEZIA “Il triplete se ne va, Inzaghi rinvia l’addio al faccia a faccia con Tacopina”

La cronaca di Carlo Cruccu, le interviste di ALessandro Ragzzo e Michele Contessa, anche per La Nuova Venezia l’epilogo amaro della stagione arancioneroverde va in archivio con una doppia pagina. In cronaca articolo a firma Furlan-De Rossi sulle intemperanze di un gruppo di tifosi ospiti all’imbarcadero di Santa Marta:

 

Troppi errori in attacco (tre occasioni clamorose) e in difesa. Il Foggia vince (4-2) con merito. Espulso Geijo, finale nervoso

Venezia stanco e distratto. Triplete addio

di Carlo Cruccu

Niente triplete. Pazienza. Ma il mondo va avanti e il Venezia anche, perchè comunque chiude la stagione con campionato e Coppa Italia e il prossimo anno giocherà in Serie B. Non ci saranno suicidi di massa per la mancata Supercoppa, che poi, a dirsela tutta, finisce in buone mani perchè il Foggia se la porta a casa con pieno merito. Si chiude sul 2-4 e se finisce così ci sono parecchi motivi e anche qualche colpa. Troppo facile incolpare Vicario, che in effetti incappa in una giornata balorda. E allora spieghiamo il risultato cominciando da un triplete (???) di clamorose occasioni che il Venezia butta in acqua nel primo quarto d’ora. Un avvio quasi travolgente, quello del Venezia, ma prima Falzerano (miracolo di Guarna) e poi due volte Moreo (nel primo caso scivola a un metro dalla porta, nell’altro è bravo il portiere) sprecano tre palle-gol che gridano vendetta. Così quando il Foggia si sveglia e tira in porta, trova il gol e cambia la partita. Clima caldo, gran tifo nelle due curve, la tribuna è forte di una maggioranza rumorosa foggiana. E non è una brutta partita, tanto per capirsi. Nonostante caldo, stanchezza, tensione e prenotazioni per Formentera, Sardegna o altro, le squadre corrono e cercano i gol. Cresce anche la possibilità di errori, e se il Venezia da una parte è generoso, il Foggia dall’altra prende due gol di testa da calcio d’angolo e anche questo non va bene. Poi il grave errore lo commette Geijo: 32’ del secondo tempo, risultato 2-3, dunque sfida ancora aperta, lo spagnolo piazza una manata in faccia a Coletti e l’assistente lo vede. Cartellino rosso, Venezia in dieci. Lui, giocatore esperto, che doveva guidare la squadra alla “remuntada” , la condanna invece alla “remenada”, che non è lingua spagnola ma fa capire che per il Venezia finisce male. E finisce in rissa, i foggiani provocano e il Venezia abbocca come un pesce distratto, gli ultimi 10’ di Bentivoglio sono un litigio continuo, il gioco si ferma, il tempo scorre, tutto oro colato come il sudore per il Foggia. Che al di là di questo, meglio ripeterlo, ha giocato meglio. Un’occhiata ai gol, prima del sipario: Foggia avanti con la sberla di Deli da fuori area, Vicario mette pugni molli e la palla va detro. Bis al 29’ palla persa davanti all’area, Vacca mira e di destro rigonfia la rete. Minuto 35’ corner di Bentivoglio e gran zuccata di Geijo, si spera di nuovo, ma al 42’ è Mazzeo (il sosia di Zaza) a mettere in porta tra un Vicario beffato e una diagonale fatta male. Secondo tempo e fotocopiagol arancioneroverde, Garofalo dalla bandierina e Domizzi prepotente di testa. Il quarto gol (35’) nasce da un taglio centrale di Gerbo, un assist di altriusmo estremo di Mazzeo e un tocco facile di Deli a porta vuota. Un gol anticipato da due azioni uguali qualche minuto prima, fermate dalla bandierina dell’assistente di linea. Tutto qui, dunque, il triplete non arriva ma nessuno si lamenta. Tacopina sa già tutto, dall’altra parte dell’oceano e semmai la gente si chiede se Inzaghi resta o no. «L’importante – dice un anziano tifoso uscendo dal Penzo – è che resti Perinetti. Capisce di calcio più di tutti».

IL TABELLINO

VENEZIAFC – FOGGIA 2-4

VENEZIA (4-3-3) Vicario; Zampano, Modolo, Domizzi, Garofalo; Falzerano (36’ s.t. Fabris), Bentivoglio, Soligo (12’ s.t. Fabiano); Moreo (19’ s.t. Ferrari), Geijo, Marsura. A disposizione: Sambo, Camerlengo, Cernuto, Galli, Acquadro, Stulac, Tortori, Caccavallo. Allenatore: F. Inzaghi.

FOGGIA (4-3-2-1) Guarna; Loiacono (21’ s.t. Gerbo), Martinelli, Coletti, Rubin; Agazzi, Vacca, Deli; Sarno (26’ s.t. Figliomeni), Sainz Maza (18’ s.t. Di Piazza); Mazzeo. A disposizione: Sanchez, De Almeida, Chiricò, Ricci, Sicurella, Dinelli, Pompilio. Allenatore: G. Stroppa.

Arbitro: Armando Ranaldi di Tivoli

Reti: p.t. 19’ Deli, 29’ Vacca, 35’ Geijo, 42’ Mazzeo; s.t. 3’ Domizzi, 35’ Deli.

Note: spettatori paganti 3139 per un incasso di 33.758 euro. Espulso al 33’ s.t. Geijo per gioco scorretto. Ammoniti Vacca, Agazzi, Moreo e Loiacono per gioco scorretto, Guarna per comportamento non regolamentare e Bentivoglio per proteste. Calci d’angolo 7-2 per il Venezia. Recupero: 1’ e 4’.

Il tecnico sottolinea qualche svarione ma applaude la stagione della squadra. Dribbling sul suo futuro

Inzaghi: «Nessun rimpianto, bravo il Foggia»

di Alessandro Ragazzo

Saluta tutti Filippo Inzaghi a fine partita. Il “cinque” anche ai giornalisti e poi gli scappa un «Ci vediamo». «Allora non è un addio» gli si chiede in modo spontaneo e il tecnico non ci pensa un attimo e replica: «Macché addio». E via a passo svelto con un sorriso. Solo pochi secondi prima aveva dribblato i cronisti che gli chiedevano del suo futuro ma dopo non aveva potuto esimersi. Se l’ex milanista sarà ancora alla guida del Venezia la prossima stagione, basterà aspettare ancora qualche giorno; il rientro in laguna del presidente Tacopina è in calendario per il 5 giugno ed è facile prevedere che l’incontro con il piacentino sia tra i primi della sua agenda. Va detto che quest’ultimo ha ancora un anno di contratto ma è indubbio che le parti si debbano sedere attorno a un tavolo per capire se ambizioni e programmi coincideranno. Ed è altrettanto vero che con la chiusura del campionato di serie A, inizierà il valzer degli allenatori. I tifosi veneziani lo hanno acclamato durante la partita come accaduto per tutta la stagione, lui ha risposto ringraziando e salutando. Anche nel commentare la gara con il Foggia, Inzaghi parla di una sconfitta che possa servire per il futuro torneo di serie B. «Noi e loro» dice «siamo stati le squadre più forti della Lega Pro. Abbiamo vinto due trofei ciascuno ma quanto avvenuto stavolta, ci servirà per alzare l’attenzione il prossimo anno: è stato un bell’antipasto di serie B. Abbiamo provato a riaprire la partita sino alla fine ma è inevitabile che si dovessero sfruttare meglio le occasioni all’inizio del primo tempo». Dunque il rammarico va a quella prima parte di gara, quando Falzerano, Marsura e Moreo potevano indirizzare l’incontro sui binari arancioneroverdi. «Forse i primi venti minuti» spiega il tecnico «sono stati i migliori della stagione, il Foggia è forte ma le opportunità iniziali si dovevano sfruttare. Poi andando sotto per 1-0, tutto è cambiato girando a loro favore. Inoltre siamo rimasti in dieci e si poteva tentare di raddrizzare il risultato. È stato un incontro strano, non siamo abituati a perdere ma dobbiamo accettare la sconfitta, la gente si è divertita e faccio i complimenti ai miei ragazzi. Resta una stagione da dieci, avevamo assaporato il gusto del triplete ma non dobbiamo avere rimpianti, abbiamo perso contro una grande squadra». Poi Inzaghi spende due parole sul foggiano Enrico Guarna. «Lo considero un grande portiere» continua «perché ha sempre giocato in B e non c’entra con la Lega Pro. È stato molto bravo, specie su Marsura. Ma in attacco dovevamo fare meglio e se avessimo sbloccato il risultato, nelle ripartenze avremmo potuto essere micidiali. A fine partita, la mia squadra era dispiaciuta ma li ringrazio per quanto fatto durante l’anno». Poi il saluto in sala stampa, le foto con i tifosi e di corsa verso l’uscita. Per capire se sia stata la sua ultima volta al “Penzo” alla guida del Venezia, non servirà attendere molto.

Stroppa: “Anche noi qualche sbaglio ma è andata bene”

Stroppa, felicità moderata e un abbraccio fraterno con Paolo Poggi. «Ti ricordi quanti assist ti ho fatto?» attacca il tecnico del Foggia, ricordando il periodo trascorso insieme all’Udinese. «Abbiamo portato a casa anche la Supercoppa» commenta Giovanni Stroppa (nella foto), «siamo partiti bene, senza pensare che avevamo due risultati a disposizione su tre, poi però non siamo riusciti a interpretare come volevamo la partita, concedendo tre palle gol limpide al Venezia. Guarna superbo? È il nostro portiere». Dopo la premiazione i giocatori del Foggia sono andati a consegnare la Coppa ad Agnelli, il capitano fuori per squalifica. «Abbiamo sempre condiviso tutto durante questa stagione, Agnelli non poteva essere in campo, ma questa coppa è anche sua e i compagni sono andati a festeggiare insieme. Potevamo fare più gol, ma anche subirne» chiude Stroppa «ed essere meno superficiali nelle azioni che hanno portato ai due gol del Venezia».
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IL VENEZIA IN SALA STAMPA

Vicario ci mette la faccia
«Sul primo gol un errore mio»

di Alessandro Ragazzo

Un finale troppo nervoso per una gara che aveva sì un trofeo in palio ma non il clima campionato. Alexandre Geijo non cerca scuse sul rosso sventolatogli al 33’ del secondo tempo. «Figliomeni mi ha colpito tre volte nonostante fosse entrato da poco» spiega l’attaccante spagnolo «mi sono girato e mi sono “scontrato” con lui. L’assistente ha visto e poi l’arbitro mi ha espulso. Peccato, perché eravamo partiti bene e potevamo andare in vantaggio. A quel punto si sarebbero aperti e avremmo avuto vita più facile. Loro giocano bene, restano corti ma se fossi andati sull’1-0, l’incontro sarebbe cambiato». Sul futuro, Geijo aspetta di capire i piani societari. «Mi trovo bene qui» aggiunge l’attaccante «e vorrei rimanere. A breve incontrerò i vertici societari». Della serie, evviva la sincerità, Guglielmo Vicario non si nasconde dietro a un dito sull’occasione della prima rete di Deli. «Ho commesso un errore evidente» commenta il portiere «e da quel momento la partita è stata in salita. Il 2-0, invece, era imparabile. Ce la siamo giocata alla pari, anche se gli episodi sono stati decisivi. Faccio i complimenti al Foggia ma il risultato finale non rispecchia l’andamento. Nonostante tutto, è stato un anno importante e di crescita per me». Il 2-3 di Maurizio Domizzi a inizio ripresa aveva illuso un po’ tutti sulla possibilità di farcela. «Sui primi due gol del Foggia» dice il difensore «si poteva fare meglio. Dispiace, perché all’inizio ci siamo presentati più volte davanti al loro portiere. Essere rimasti fermi due settimane non ha influito, altrimenti non saremmo partiti come abbiamo fatto. Anch’io parlerò con la società, quando ho firmato l’estate scorsa i programmi erano stati chiari, spero lo siano ancora». Tra i piedi di Stefano Moreo era capitato uno dei palloni che potevano modificare il destino con i pugliesi. «Peccato» osserva «perché i loro primi due gol si potevano evitare. Ma resta una stagione fantastica e non c’è alcun rimpianto».

APPLAUSI AL FOGGIA

Più di mille tifosi rossoneri
per una grande festa in laguna

di Alessandro Ragazzo

Il triplete del Venezia resta nelle buone intenzioni e quando il capitano rossonero Giuseppe Loiacono alza al cielo la Supercoppa di Lega Pro, quasi tutti i tifosi del Venezia hanno già abbandonato gli spalti. In pochi restano a vedere la scena, forse ricordando che solo poche settimane fa, con il Fano prima e con il Matera dopo, il prosecco era per Soligo e compagni. A esultare, invece, sono i molti appassionati giunti da Foggia, almeno oltre mille, venuti al “Penzo” dove si è trasferito un pezzo dello “Zaccheria”. Rumorosi per tutta la gara, non c’è solo la Curva Nord a essere piena ma altre centinaia di pugliesi in tribuna centrale. Si vedono, eccome, dopo i gol. E dopo il quarto siglato da Deli, si capisce definitivamente da che parte finisce il trofeo, tanto che la festa rossonera parte ancora prima del triplice fischio dell’arbitro Rinaldi. Lo speaker del Venezia, Saverio Girotto, prova a consolare gli arancioneroverdi ricordando i successi della stagione, la promozione in serie B e la Coppa Italia di categoria. Intanto si comincia ad allestire l’area della premiazione e si avvicinano Walter Baumgartner e il segretario generale Mario De Luca. Dall’altoparlante si ricordano i nomi dei protagonisti, dai giocatori all’area tecnica. C’è chi saluta l’amico, chi la fidanzata, i sorrisi e i pugni al cielo si sprecano. Le note di “Hearts On Fire” di John Cafferty, “Jump” di Van Halen, le immancabili “We are the Champions” e “The final Countdown” accompagnano gli uomini di Giovanni Stroppa verso il palco dove si celebra il trionfo. Per ingannare l’attesa, i pugliesi corrono e saltano verso la Curva Nord, pronti ad accoglierli con gli “olè”. I giocatori del Venezia guardano i rossoneri esultare, parlano tra loro, aspettano e applaudono. I tifosi veneziani ringraziano, ricordano che il prossimo anno si “giocherà di sabato” e iniziano a ripiegare gli striscioni, non senza applaudire i loro beniamini. In pochi minuti lo stadio si svuota, mentre, a coppa ricevuta, i foggiani proprio non vogliono abbandonare il campo: ci sono da ringraziare anche quelli seduti in tribuna, intonando cori subito ricambiati.

NUOVA2805127AUltras del Foggia centrano un vaporetto, mentre sono in attesa a Santa Marta
Una è entrata nel motoscafo attraverso il finestrino e ha colpito una passeggera

Tifosi lanciano bottiglie
ferita una turista cinese

di Francesco Furlan/Roberta De Rossi

Bottiglie di vetro contro un vaporetto, ferita una turista. Grave atto di teppismo violento da parte di un gruppo di tifosi del Foggia, a poche ore dal fischio d’inizio della finale di Supercoppa contro il Venezia, che si è gioca nel pomeriggio allo stadio Penzo. Verso le 15, alcuni tifosi pugliesi all’altezza dell’imbarcadero di Santa Marta hanno infatti iniziato a lanciare alcune bottiglie di vetro contro un battello dell’Actv in transito: una delle bottiglie è entrata attraverso un finestrino aperto del motoscafo e ha colpito alla testa una turista cinese. La donna, spaventata, non si è resa subito conto di cosa le era accaduto. Per fortuna la bottiglia, entrando attraverso il finestrino, non si è rotta, altrimenti le conseguenze del gesto potrebbero essere state ben più gravi. «È accaduto un fatto gravissimo», racconta il fotografo Giacomo Cosua, che era a bordo del motoscafo Actv diretto a Sant’Elena, «la marinaia ha semplicemente detto ai tifosi che erano all’imbarcadero di attendere il mezzo a loro riservato e subito è partito un lancio di bottiglie di birra. Alcune sono cadute in acqua, alcune si sono rotte contro il motoscafo, una è entrata e ha colpito la signora». Con le bottiglie in vetro, sono volate per aria anche alcune aste di bandiera, lanciate come giavellotti. Quello di Santa Marta risulta comunque essere l’unico episodio di violenza che si è verificato ieri in laguna, per la finale di Supercoppa, poi vinta dal Foggia, che ha tolto così al Venezia il sogno di realizzare il triplete dopo la vittoria del campionato e la coppa Italia. In città gli ultimi problemi di ordine pubblico con le tifoserie ospiti risalgono alla fine di gennaio quando alcuni tifosi del Venezia se la presero con i tifosi del Parma. Aggressioni per le quali 12 tifosi veneziani furono raggiunti da Daspo perché ritenute responsabili di una serie di attacchi, in strada Nova, a Santi Apostoli e anche vicino a Sant’Elena, poco prima dell’ingresso allo stadio.