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LA NUOVA VENEZIA “L’ex Capellini (e una deviazione) sgambettano il VFC. Arancioneroverdi furiosi con l’arbitro”

Dal paginone che La Nuova Venezia dedica alla sconfitta arancioneroverde in quel di Forlì, la cronaca e le pagelle di Carlo Cruccu, le interviste di Alessandro Ragazzo:

Partita in equilibrio, più giusto il pari, ma una deviazione di Domizzi porta i tre punti al Forlì. Negato un rigore a Ferrari

Venezia, un autogol e tanta rabbia

di Carlo Cruccu

Il clima natalizio, astro del ciel e buon Natale a tutti, si spegne in un dopopartita nervosissimo. Il Venezia non ci sta, incassa la sconfitta e sfoga la sua rabbia attraverso Davide Facchin, che usa parole di fuoco nei confronti degli arbitraggi. Imbestialito al massimo e con quel fisico che si ritrova, nessuno osa contraddirlo. Del resto, c’è poco da contraddire sui numeri: tre rigori al Venezia, nove alla seconda in classifica. Quanto alle opinioni, là si può discutere. Ma il fallo su Ferrari, travolto da un difensore nel tentativo della disperazione, sì quello c’era. Totale, vince il Forlì, 1-0 con un gol bello per l’azione e fortunoso per la doppia deviazione – l’ultima e decisiva è quella di Domizzi – che spiazza Facchin. Una partita che si poteva pareggiare, e magari anche vincere. Ma non si può parlare di furto da parte del Forlì, che sta vivendo un momento particolarmente felice sul piano atletico e dell’entusiasmo al punto da aver battuto, nel rispetto della par condicio, prima la Reggiana e adesso il Venezia nelle ultime due partite giocate qui al “Morgagni”. Una partita nata sonnacchiosa, fosse stata dopo le feste qualcuno avrebbe banalmente detto che le squadre non avevano smaltito il panettone. Forlì lento a ripartire, tenuto sveglio dal vivacissimo Capellini (ricordate, qualche apparizione in arancioneroverde con poca gloria un paio d’anni fa), Venezia che si adatta allo scorrere dei minuti meditando il colpo al momento opportuno. Ma il momento non arriva, nonostante due-tre palle gol create e non sfruttate. L’arbitro non è un granchè, il Venezia punta il dito sugli episodi (reclami anche per un altro paio di situazioni in area biancorossa) ma forse è sulla scarsa personalità il limite del fischietto abruzzese, che sistematicamente finge di non sentire proteste spesso scomposte. Chiusure da una parte, chiusure dall’altra, nessun gol all’intervallo e sembra davvero l’ultimo giorno prima delle vacanze. Manca il tema fasce-cross che altre volte è stato la carta vincente. Il Venezia attacca e si becca il gol in contropiede, a metà ripresa (22’), con una manovra rasoterra ben costruita e ben conclusa da Capellini che poi pesca anche il jolly dell’autogol. Una volta sotto, il Venezia intensifica l’offensiva, ma al tanto cuore non corrisponde altrettanta lucidità, spesso palle lunghe, mischie, e il Forlì bene o male allontana il pallone per avvicinarsi ai tre punti. Degli episodi sospetti si è parlato, gli ultimi 10’ si giocano a ritmo vertiginoso, con il Venezia che attacca e il Forlì che risponde in contropiede. Tremano, i romagnoli, prima di festeggiare. Aiutati in precedenza da Turrin e dal palo su doppia conclusione di Moreo, all’ultimo istante di gara prima Edera e poi Geijo non trovano la zampata giusta per accendere le luci dell’albero. Amen. Sarà allergia al biancorosso (Forlì, stessa maglia della Maceratese, anche il Padova è biancorosso…), sarà che stavolta in effetti l’arbitro non brilla, il Venezia esce masticando la terza sconfitta. Ma resta primo in classifica, nonostante tutto. E allora un buon Natale è anche arancioneroverde.

FORLI’ (4-3-3) Turrin; Adobati, Cammaroto, Conson, Sereni; Alimi, Capellupo, Spinosa (38’ s.t. Vesi); Tentoni (43’ s.t. Martina Rini), Capellini, Bardelloni (31’ s.t. Tonelli). A disposizione: Semprini, Franchetti, Baschirotto, Ferretti, Piccoli, Parigi, Tura, Di Rocco, Croci. Allenatore: M. Gadda.

VENEZIA (4-3-3) Facchin; Malomo (23’ s.t. Tortori), Modolo, Domizzi, Garofalo; Fabris (39’ s.t. Edera), Pederzoli, Soligo; Moreo (35’ s.t. Ferrari), Geijo, Marsura. A disposizione: Vicario, Sambo, Luciani, Galli, Fabiano, Stulac, Acquadro, Cernuto. Allenatore: F. Inzaghi.

Arbitro: Balice di Termoli

Rete: s.t. 22’ Domizzi (autogol)

Note: spettatori paganti 353, abbonati 514, per un totale di 867 e un incasso di 6.328 euro. Ammoniti: Alimi, Garofalo, Domizzi, Spinosa e Capellini. Calci d’angolo 3-3. Recupero: 1’ e 4’.

nuova241216Le pagelle del Venezia

Facchin senza colpe sull’autorete Marsura e Geijo lottatori

di Carlo Cruccu

6 Facchin: beffato sul gol da una deviazione nettissima. Per il resto fa il suo senza difficoltà in una partita con pochi tiri in porta. Un paio di uscite e poco altro. Nel dopo partita in sala stampa è particolarmente schietto e manifesta senza mezzi termini il suo malumore ni confronti degli arbitraggi.

5,5 Malomo: ingrana bene all’inizio, cerca anche di spingere sulla fascia ma poco alla volta la sua azione perde forza. Da ripetere un paio di rimesse laterali.

6 Modolo: non è nella condizione fisica migliore, gioca quasi con il freno a mano tirato. Nel finale mancano le sue sortite sui corner.

6 Domizzi: il suo mestiere come sempre è prezioso e serve a tenere in piedi la difesa. Un paio di recuperi puntuali, poi si trova nella traiettoria inventata da Capellini e diventa sfortunato protagonista con l’autogol.

6 Garofalo: ordinaria amministrazione sull’out sinistro, un cross al bacio per Geijo concluso con il tuffo di testa del bomber. Cerca di dare ritmo quando la partita si spegne.

5 Fabris: fatica a trovare la posizione giusta, ma si vede presto che non è la sua giornata. Cross fuori misura, poi viene inghiottito al centro e soffre, Nel finale la squadra si scopre e deve tamponare sul lato destro.

5,5 Pederzoli: cerca le geometrie in mezzo al campo ma viene “aggredito” dai centrocampisti biancorossi. Non gli va bene, stavolta, neanche con i calci piazzati.

5,5 Soligo: molta quantità, tatticamente utile, ma non incide mai in fase di costruzione.

5,5 Moreo: buona volontà, quella non manca mai, ma servono anche unghie da rapace e quando al 27’ della ripresa ha una doppia occasione da gol non riesce a sfruttarla, facendo grande la prestazione del portiere avversario.

6 Geijo: un gran lavoro oscuro, cerca di contrastare le fonti del gioco avversario, rientra su tutti i corner. Classica prova generosa, sfortunata invece nell’area avversaria.

6,5 Marsura: gira e rigira è sempre lui l’uomo chiave della manovra arancioneroverde. Due-tre spunti validi, due conclusioni in porta, impennata finale, ma la giornata non cambia.

6 Ferrari: nella mischia in un momento difficile, crea scompiglio nell’area romagnola, subisce anche un fallo da rigore non rilevato.

L’arbitro nel mirino di Facchin

«Ci ha sempre fischiato contro È un periodo che gira storto»

di Alessandro Ragazzo

È un Venezia che inizia male il girone di ritorno e non allunga sulla concorrenza. Nel mirino dei giocatori è finito l’arbitro Balice di Termoli, reo di non aver fischiato almeno due rigori in area forlivese. Per una volta Davide Facchin si spoglia dell’abito da portiere e veste quello del mastino di centrocampo. E parla senza tanti giri di parole. «Dovevamo vincere a Forlì senza se e senza ma», attacca, «però ci siamo rotti che a ogni episodio dubbio ci fischino sempre contro; stavolta c’erano due rigori a nostro favore e non ci sono stati concessi». Il tema del direttore di gara è stato centrale in sala stampa; i giocatori arancioneroverdi si sentono penalizzati e Facchin si è fatto portavoce del malcontento dello spogliatoio. «Ci facciamo un culo grande così durante la settimana», continua il portiere, «e non è possibile vedere il Venezia è in testa e ha 3 rigori assegnati e la seconda (Pordenone, ndr) 9. Il vantaggio del Forlì è arrivato dopo una doppia deviazione, non ci gira bene con gli episodi ma, ripeto, qui si doveva vincere». Anche Alex Pederzoli si dice amareggiato per quanto visto sul terreno di gioco. «Non cerchiamo scuse, il risultato non è favorevole», spiega il centrocampista, «ma ci sono state delle condotte arbitrali discutibili; mi riferisco ai falli in area su Marsura, Geijo e Ferrari alla fine. Per tutto l’incontro siamo stati nella loro metà campo, loro esultano e noi siamo qui a spiegare la sconfitta». Sull’andamento della partita, per Pederzoli si doveva sbloccarla per primi. «Abbiamo creato i presupposti per segnare», prosegue, «ed è normale che se andiamo sull’1-0 l’incontro prende una certa piega. La sconfitta è arrivata su un tiro deviato, le occasioni ci sono state ma siamo stati poco fortunati». Altro protagonista Davide Marsura, che si conferma ancora una volta tra i più positivi della squadra. «Vi aspettate tante occasioni da noi ogni gara», dice l’attaccante, «ma abbiamo sempre avuto in mano il pallino del gioco. Nella ripresa, il Forlì si è messo a cinque dietro ed è diventata più dura».

Inzaghi amareggiato: «Battere il Mantova per finire bene l’anno». Gadda: «Vittoria meritatissima»

«Episodi strani, è dura mantenere la serenità»

di Alessandro Ragazzo

Filippo Inzaghi mastica amaro, Massimo Gadda gongola. Due stati d’animo diversi per gli allenatori di Venezia e Forlì, con il primo che pensava di allungare sulla seconda e invece là davanti si continua a viaggiare su distacchi minimi, il secondo vede una squadra in crescita per tentare di uscire dal pantano dei playout e centrare la salvezza senza dover affidarsi alla coda del campionato. «Il primo tempo è stato equilibrato» dice il tecnico del Venezia che si consola con il primo posto del girone «mentre nel secondo abbiamo creato molto; c’è stato un palo di Moreo, poi un’altra opportunità con Geijo. Ci è mancato il gol, non ricordo grosse parate di Facchin e l’1-0 è frutto di una doppia deviazione. Dobbiamo finire bene l’anno venerdì con il Mantova». All’allenatore piacentino non è piaciuta la direzione di gara, con delle circostanze non chiare in area forlivese. «Avete visto anche voi gli episodi in campo», continua, «e ci faremo sentire. Ci sono state delle situazioni strane ed è dura mantenere i ragazzi sereni quando ne capitano diverse. Dobbiamo portare pazienza e andare avanti, questa sconfitta può essere anche salutare». Lo sguardo, dunque, è già rivolto al Mantova, altra squadra impegnata per non retrocedere e, dopo il 3-3 di domenica scorsa in casa con la Maceratese, Inzaghi vuole i tre punti, che consentirebbero, comunque, di andare alla sosta di venti giorni in testa alla classifica. E poi alla ripresa del torneo, il 22 gennaio, si avrebbe subito lo scontro diretto in casa della Reggiana. Dunque un successo con i lombardi diverrebbe fondamentale la lotta al vertice. «Nell’ultima partita del 2016 al Penzo», dice Inzaghi, «dobbiamo fare bene». In casa Forlì si respira tutta un’altra aria; le ultime tre partite senza incassare reti danno l’idea di un gruppo che forse ha iniziato a vedere un po’ di luce in fondo al tunnel. E la vittoria contro il Venezia è un regalo di Natale che potrebbe anche far svoltare la stagione. «Loro si sono dimostrati una grande squadra», esordisce Massimo Gadda, «e ci è andata bene in alcune occasioni. Da parte nostra ce la siamo giocata, abbiamo disputato una grande partita e penso che la vittoria sia meritata. Il calcio è fatto così; loro potevano pareggiare ma abbiamo avuto anche dei contropiedi che si potevano sfruttare meglio. In uno, ad esempio, ci è stato fischiato un fuorigioco che forse non c’era. Anche stavolta il Forlì ha dato prova di poter affrontare chiunque. In generale, credo che sia stata una bella partita». Sulla solidità del reparto arretrato, Gadda elogia i suoi giocatori, che hanno reso vita dura all’attacco veneziano. «In difesa siamo sempre stati all’altezza», continua, «anche quando in passato abbiamo subito tante reti. Anche stavolta non abbiamo mai mollato, tenendo duro. Ora i ragazzi hanno più convinzione, riusciamo a reggere l’urto di grandi squadre come avvenuto pure stavolta».

Capellini, l’ex: “Grande Venezia, noi di più”

di Alessandro Ragazzo

Se il Forlì passerà un ottimo Natale, un grosso grazie dovrà dirlo a Nicola Capellini che, anche se la vittoria è arrivata su autorete, gran parte del merito è dell’attaccante, con un passato proprio tra gli arancioneroverdi quando in panchina sedeva Michele Serena. «Il Venezia è la squadra più forte e preparata del torneo», dice, «e mi sembra che la classifica lo dimostri. In settimana abbiamo lavorato bene, preparandoci come si deve ed è giunto questo successo dopo una gara sontuosa. Siamo riusciti a sfruttare al meglio le occasioni avute. La differenza tra noi è loro è nella rosa, basta vedere i loro tre cambi (Edera, Ferrari, Tortori, ndr): con questo trio si compra la rosa del Forlì». Sulla partita, Capellini si prende i meriti dei biancorossi. «Il Venezia ha faticato nel primo tempo», continua, «poi nel secondo sono andati sotto e faticavano rimontare». Pure Samuele Sereni fa i complimenti al Venezia, ma per il difensore esterno sinistro è una vittoria di squadra. «Ci siamo avvicinati bene a questa partita», spiega «e se in passato abbiamo avuto in periodo di difficoltà, siamo riusciti a venirne fuori tutti assieme. Ho sempre detto che avremmo avuto grandi margini di miglioramento e i risultati si sono visti grazie al lavoro quotidiano. Il nostro obiettivo è essere salvi a maggio».