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LA NUOVA VENEZIA “Marcia trionfale, capolista scatenata”

La Nuova Venezia schiera il “solito” trio Cruccu-Bianchi-Ragazzo per il tris dell’Unione sul campo infuocato di San Benedetto del Tronto. Di seguito cronaca, pagelle ed interviste, a chiudere i tabellini delle partite delle due avversarie, Parma e Padova:

Dimostrazione di forza in riva al Tronto, a segno nella ripresa i tre attaccanti. Rissa finale, espulso Malomo

Tris Venezia, in ginocchio anche la Samb

di Carlo Cruccu

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Tre palloni alla Sambenedettese e tutti a casa. Da grande squadra. Superiorità indiscutibile, un Venezia padrone e una Samb in crisi, un primo tempo tranquillo, senza acuti, e poi via a chiudere i conti. Il 3-1 è la fotografia di un pomeriggio di primavera, con il barometro arancioneroverde che volge al bello. Una partita calda, non solo per i raggi di sole: spettacolo coreografico da una parte, dall’altra si fanno sentire i pochi ma buoni della curva sud, animi caldi anche in campo e rissa finale che forse rappresenta l’unica macchia di questo trionfale febbraio. Il merito del Venezia sta nell’aver tenuto sempre in pugno il telecomando della partita. Ritmo alto quando serve, ritmo basso altrimenti, chiusure millimetriche davanti all’area e all’ora X via al contropiede che nemmeno Furia cavallo del West avrebbe fatto più velocemente. Inzaghi torna all’undici post-mercato, con Zampano certezza sulla fascia, Bentivoglio centrale in mezzo e poi i soliti noti. A segno tutti e tre gli attaccanti, anche questo è un segnale, con Ferrari in versione assist-man tutto cuore per il gol di Moreo. Il primo tempo scorre senza emozioni per due motivi sopra gli altri: 1) è difficile fare tre passaggi di fila su un terreno buono per il Camel Trophy; 2) ci pensa l’arbitro a spezzettare il gioco fischiando di tutto e di più, falli veri, falli veniali e falli solo pensati. Poche occasioni, un tiro di Mancuso che non centra la porta, un gol annullato a Geijo per fuorigioco millimetrico, complimenti all’assistente che se ne accorge. Altra cosa la ripresa che si apre con l’unico tiro in porta della Samb: botta di Sabatino da fuori, Facchin para in tuffo. Stop, tocca al Venezia, e un minuto più tardi Geijo sfrutta un rimpallo, supera il centrale rossoblu e mette dentro di precisione. Bisogna chiuderla, pernon soffrire come altre volte. E così appena i marchigiani si sbilanciano, parte un contropiede quattro-contro-due che porta Marsura davanti al portiere: 2-0 e vittoria in tasca. La Samb è piena di problemi, i cambi di Sanderra non aiutano, anzi. Con Pezzotti sulla linea dei difensori il Venezia trova ancora più spazio a disposizione. La Samb non tira in porta, si tratta solo di gestire pallone e vantaggio, si vede un Venezia cresciuto ancora in maturità. Crisi o non crisi dei rossoblu di casa, non saranno in molti a venire qui al “Riviera delle Palme” e sbattere tre palloni nella porta della Sambenedettese. Il Venezia non subisce fasi di sofferenza, comanda, Inzaghi opera tre cambi che puntellano superiorità in tutti e tre i reparti. La disperazione – e una certa confusione – è la causa del malinteso tra Pezzotti e Mattia, Ferrari è un falco a rubare il pallone, “tieni Moreo e buttala dentro” è la traduzione dell’occhiata al compagno, Moreo appoggia facile facile e va a ricevere l’abbraccio dei ragazzi della curva sud. Fine. Ah, c’è anche un rigore al 94’ ma influisce nei numeri, non nella partita. Mancuso segna, nessuno esulta e nessuno si dispera. Il finale in gloria si trasforma in rissa, che Facchin e tifosi della Samb non si volessero bene lo si era capito. Brutte scene, ma il 3-1 brilla comunque.

IL TABELLINO

SAMBENEDETTESE (4-4-2) Aridità; Rapisarda, Mattia, Mori, Radi (13’ s.t. Agodirin); Sabatino (30’ s.t. Sorrentino), Bacinovic, Lulli, Pezzotti; Bernardo (40’ s.t. Di Massimo), Mancuso. A disposizione: Pegorin, Di Pasquale, Di Filippo, N’Tow, Latorre, Candellori, Ferrara, Vallocchia, Damonte. Allenatore: Stefano Sanderra.

VENEZIA (4-3-3) Facchin; Zampano, Modolo, Domizzi, Garofalo; Acquadro (34’ s.t. Fabris), Bentivoglio, Soligo; Moreo, Geijo (37’ s.t. Ferrari), Marsura (31’ s.t. Malomo). A disposizione: Vicario, Sambo, Galli, Fabiano, Tortori, Pellicanò, Stulac, Caccavallo, Cernuto. Allenatore: Filippo Inzaghi

Arbitro: Armando Ranaldi di Tivoli

Reti: s.t. 7’ Geijo, 12’ Marsura, 45’ Moreo, 49’ Mancuso (rigore).

Note: espulsi dopo il fischio finale Malomo e Pegorin (portiere di riserva della Samb). Ammoniti Mattia, Radi, Zampano e Mori. Calci d’angolo 4-1 per la Sambenedettese. Recupero: 0’ e 4’. Spettatori paganti 2525 (una trentina in curva ospiti), abbonati 2357, per un totale di 4882 presenti e un incasso di 26.389 euro

LE PAGELLE di Alessandro Ragazzo

Moreo il migliore in campo
E la difesa non sbaglia un colpo

6,5 Facchin: poco impegnato, qualche spavento, specie nel tiro da fuori scoccato nel primo tempo da Mancuso, ma dà tranquillità alla squadra come sempre.

6,5 Zampano: spinge sulla fascia, piano piano sta migliorando pure l’intesa con i compagni e in questo Venezia può essere un’arma in più nella corsa alla serie B.

7 Modolo: ormai con Domizzi s’intende a occhi chiusi. Di testa non passa uno spillo, negli appoggi non demerita e ferma a dovere gli attaccanti avversari.

7 Domizzi: una sicurezza dietro. Che abbia mestiere da vendere non è una novità e se il Venezia subisce poco o nulla, molto lo deve al suo regista arretrato, bravo a dettare i movimenti ai compagni.

7 Garofalo: corre, si propone, forse qualche cross non è dosato a dovere ma spesso diventa immarcabile. Anche stavolta entra nelle azioni più pericolose dell’attacco veneziano.

7 Acquadro: ormai è una pedina fondamentale del centrocampo di Inzaghi. Gran faticatore, non senza disdegnare di provare a far male all’avversario.

6 Fabris: gioca pochi scampoli di partita.

7 Bentivoglio: in mezzo al campo è un altro giocatore. Dà ritmo, contrasta, senza dubbio un passo in avanti rispetto alla gara contro il Pordenone.

7 Soligo: prova da capitano e di sostanza. Sbaglia pochi palloni, sembra trovarsi a suo agio con vicino i vari Bentivoglio e Garofalo.

8 Moreo: ha fatto di tutto, correndo avanti e indietro sulla destra, recuperando palloni e, alla fine, ha messo il sigillo alla sua gara con il gol della sicurezza. Inoltre ci mette lo zampino sul 2-0. Serve altro? Sta vivendo un periodo di forma invidiabile.

7,5 Geijo: bella prova dello spagnolo. A prescindere dalla rete che ha dato l’avvio alla vittoria, ha aiutato la squadra, giocando per i compagni e aprendo spazi.

6 Ferrari: pochi minuti nelle Marche ma importanti, perché ha avuto il merito di servire Moreo per il tris a fine gara.

7,5 Marsura: sulla sinistra crea pericoli, fatica là davanti per far male alla Sambenedettese e ci riesce, concretizzando un contropiede da manuale del tandem Moreo-Garofalo.

6 Malomo: entra quanto il risultato è incanalato sui binari giusti. Ci mette una pezza su un cross marchigiano e poi si fa espellere.

E dagli Usa un messaggio di Tacopina: «A certe provocazioni abbiamo risposto sul campo»

Inzaghi: «Una vittoria costruita con personalità»

di Simone Bianchi

Arriva direttamente dagli Usa la replica del presidente Joe Tacopina al collega della Sambenedettese Franco Fedeli. In settimana i toni erano rimasti piuttosto alti su sponda marchigiana, e non sono mancati i battibecchi tra dirigenti neppure fuori dalla sala stampa ieri pomeriggio. «Al Venezia abbiamo valori e grande rispetto per gli avversari», ha detto Tacopina attraverso il dg Dante Scibilia, «Abbiamo un grande desiderio di vincere ogni domenica e alla fine questo campionato, ma senza oltrepassare i valori dello sport e il rispetto per gli avversari. Dispiacciono le affermazioni dei dirigenti marchigiani, come l’augurarsi di fare un piacere al Parma. Alle provocazioni rispondiamo con serietà e risultati sul campo». In sala stampa il presidente Fedeli ne ha avuto anche per l’allenatore Filippo Inzaghi, accusandolo di «essersi permesso di incidere su un guardalinee per tutta la partita. Una cosa brutta, ci sta purtroppo anche questo, ma dalla tribuna è stato brutto vederlo». Il diretto interessato non ha voluto neppure rispondere al presidente rossoblù, concentrandosi invece sul risultato della partita. «Abbiamo offerto un’altra grande prestazione», ha detto Inzaghi, «Si vedeva che avremmo fatto gol, ma nel primo tempo non siamo riusciti a sfruttare bene le occasioni. Il Venezia sta attraversando un buon periodo, non è facile tenere il ritmo dei tre punti ogni domenica, tuttavia mi lascia sereno vedere i ragazzi giocare in questo modo. Su questo campo non era facile imporsi, ma abbiamo giocato con personalità ed è importante». Poi aggiunge: «Geijo come Moreo, Marsura o Ferrari sono tutti importantissimi davanti, e bravo è stato Ferrari a entrare in partita in modo così incisivo. Ho la fortuna di avere 25 giocatori sullo stesso livello, sono contento per loro perché non mollano un centimetro. Il manto erboso me lo sarei aspettato migliore, però abbiamo sempre cercato di giocare palla a terra nonostante la Samb fosse sempre tutta chiusa in difesa. Fossimo andati prima in vantaggio, avremmo sofferto meno». E lo stadio della Sambenedettese, evidentemente al tecnico del Venezia porta bene. «Ci ho giocato, vinto e segnato. Mi dispiace per la Samb, di cui rispetto tantissimo il pubblico anche per il tifo mostrato in questa occasione, però ammetto che questo campo mi ha spesso portato fortuna». Sull’altra sponda Stefano Sanderra non può certo gioire: «Rifarei le stesse scelte sulla formazione, con un modulo che è stato più prudente per contenere il Venezia. Ha dato buoni frutti nel primo tempo, poi al primo errore vieni punito e gli errori li paghi sempre. Tutto diventa più difficile e in salita. Fino al primo gol non mi è dispiaciuta la squadra, dopodiché è mancata lucidità. Sullo 0-2 si è visto. Il nostro limite? Quando subiamo troppo, usciamo dalla partita. Non siamo andati in campo a fare la vittima sacrificale contro una squadra che ha mezzi superiori ai nostri, e sotto di una rete ci siamo dovuti aprire. La differenza a quel punto si è vista tutta».

La parola ai giocatori

Geijo: «Il mio gol? Una magia»
Facchin: «Non volevo provocare»

«Volevo solo rendere omaggio al pubblico della Samb a fine partita, ma non sono stato capito». Questa la versione di Davide Facchin, coinvolto in un finale incandescente sotto la curva rossoblù. «Quella della Sambenedettese è la curva più calorosa del girone tra quelle avversarie e il mio gesto voleva essere solo un plauso alla loro passione, non certo una presa in giro. Spero che domani (oggi, ndr), leggendo il giornale, i tifosi marchigiani capiscano la mia buona intenzione. Le poche parate nei 90’? Se prendiamo sempre i tre punti, mi tolgo volentieri i guanti e resto a guardare i compagni». Espulso nel dopo partita, anche Alessandro Malomo fornisce la sua spiegazione: «Sono intervenuto per dividere i giocatori nel tafferuglio finale, non ho fatto o detto nulla, ma credo che l’arbitro dovesse punire qualcuno e così ha estratto il cartellino rosso a chi è capitato». Per sbloccare la partita serviva invece un episodio e Alexandre Geijo ha saputo compiere un ottimo gesto tecnico per il vantaggio arancioneroverde: «Ci voleva una magia e tutto si è messo nelle migliori condizioni per riuscirci. Il difensore si è girato quel che bastava per lasciarmi lo spazio giusto per superarlo e trovarmi la porta spalancata. È stata una grande settimana e l’abbiamo superata al meglio tra coppa e campionato. Ma sappiamo che adesso ci attendono due mesi durissimi, tutto potrà cambiare anche con un solo passo falso. Ma onore alla Sambenedettese». In rete ancora una volta pure Stefano Moreo, uomo a tutto campo del Venezia: «Serviva dare più del 100% per superare questo ostacolo e il successo è puntualmente arrivato. Sto correndo tanto, è vero, ma forse è frutto dell’esperienza da terzino all’Entella, che mi permette di fare un po’ l’uomo ovunque se necessario». Davide Marsura conclude: «Il campo era tra i peggiori visti fin qui, però abbiamo saputo eccellere lo stesso. La nostra risposta è quella di un gruppo compatto. Di quel che fanno le altre squadre non ci interessa nulla. Andiamo avanti pensando solo a vincere».

LE AVVERSARIE

Il Parma e il Padova vincono di misura e non perdono terreno

FERALPISALO’ 0 PARMA 1

FERALPISALÒ (3-4-2-1) Caglioni; Gambaretti, Ranellucci, Aquilanti; Parodi (40’ st Gerardi), Settembrini, Davì, Liotti; Bracaletti (22’ st Luche), Guerra (36’ st Surraco); Ferretti. A disposizione: Benedetti, Tassi, Gamarra, Turano, Codromaz, Murati. Allenatore: Serena

PARMA (4-3-3) Frattali; Iacoponi, Di Cesare, Lucarelli, Nunzella; Corapi, Scozzarella, Munari (19’ pt Mazzocchi); Nocciolini (29’ st Simonetti) Calaiò, Scaglia (44’ st Edera). A disposizione: Zommers, Fall, Saporetti, Sinigaglia, Ricci, Messina. Allenatore: D’Aversa

Arbitro: D’Apice di Arezzo

Rete: pt 8’ Calaiò

Note: spettatori 1500 circa. Ammoniti: Scozzarella, Settembrini, Scaglia, Bracaletti. Angoli: 7-1 per la FeralpiSalò. Recupero: 2’, 4’.

PADOVA 1 TERAMO 0

PADOVA (3-5-2): Bindi; Cappelletti, Emerson, Russo; Madonna, Mazzocco (dal 13′ st De Risio), Mandorlini, Dettori, Favalli; Alfageme (dal 48′ st Berardocco), De Cenco (dal 18′ st Neto Pereira). Non entrati: Favaro, Sbraga, Monteleone, Boniotti, Tentardini, Bobb, Gaiola, Altinier, Cisco. All. Brevi

TERAMO (5-3-2): Narciso; Scipioni (dal 31′ st Tempesti), Caidi, Speranza, Altobelli, Karkalis; Ilari, Amadio (dall’11’ st Baccolo), Di Paolantonio; Sansovini (dal 14′ st Petrella), Barbuti. Non entrati: Calore, Camilleri, Sales, Masocco, Carraro, Fratangelo. All. Ugolotti

ARBITRO: Viotti di Tivoli

RETE: nel st 27′ Dettori.