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LA NUOVA VENEZIA “Notte da derby, in palio punti che fanno sognare”

“Sulla strada del Venezia che punta alla B il Padova di Brevi. Verso il pienone Luci a Sant’Elena: magico derby” Apre così, con questo titolo a tutta pagina, la sezione sportiva de La Nuova Venezia di oggi che ospita una grande foto degli arancioneroverdi sotto la curva e, di spalla, l’editoriale di Carlo Cruccu che firma anche la presentazione del match nel paginone all’interno. Di Michele Contessa gli altri articoli:

Che sia soprattutto uno spot per il calcio che sta risorgendo

il punto di Carlo Cruccu

Si è detto, non sono tre punti come gli altri, il derby è sempre il derby, vincere conta non solo per la classifica e magari vanno bene anche gli sfottò, da fare domani ai colleghi al lavoro o anche tra tifosi, da una curva all’altra. Il problema è capire quali sono i limiti e fermarsi al momento giusto. Stasera non ci sono solo le seimila e passa persone a puntare gli occhi sullo stadio in laguna, c’è la diretta tivù, c’è tutta Italia, perchè Venezia-Padova, con tutto il rispetto le altre squadre, attira di più di Lumezzane-Santarcangelo. E poi, lo sappiamo, da quando in panchina c’è Pippo Inzaghi, le immagini della partita del Venezia girano dappertutto, Stati Uniti compresi. Nessun appello ai tifosi, ci mancherebbe, sono intelligenti e non hanno bisogno del pro memoria dei giornali, semmai un invito a stare attenti che quei quattro o cinque scalmanati che albergano in tutte le curve non riescano a rovinare la grande festa del Penzo. Viva le vecchie storie dei remi, ooo-issa, ooo-issa, o della gallina in campo, storie che non devono essere di altri tempi ma possono restare attuali, perchè l’ironia conta anche sugli spalti. Vince chi fa più gol, senza vecchi rancori. Magari i padovani non faranno l’applauso a Tacopina, ma anche la storia della scorsa estate è superata e capìta da chi sa capire. Il risultato di questa sera non sarà decisivo, ma se vinceranno i tifosi avremo una certezza: Venezia e Padova sono di nuovo grandi.
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Posticipo a Sant’Elena, contro il pericolo Altinier mister Inzaghi si affida alle sue “torri”

Venezia, obiettivo primo posto ma c’è il Padova da piegare

di Carlo Cruccu

Grande partita, di quelle che ti fanno tornare la voglia di andare allo stadio. Non ha importanza se poi finisce zero a zero e se i tiri in porta sono pochi. Venezia da una parte e Padova dall’altra, è il segnale di un calcio che vuole risorgere dopo aver masticato parecchio veleno. Un derby oltretutto d’alta classifica, tra due squadre che hanno conosciuto momenti difficili non solo in campo ma anche a livello societario. Veneziani e padovani calcisticamente non vanno molto d’accordo, entrambi comunque stasera avranno un avversario comune, da sconfiggere: la nebbia. Il rischio c’è sempre, in questo periodo e a questi orari (palla al centro alle 20.45), a meno che davvero il termometro non precipiti e allora sarà da battere i denti. E toccherà ai giocatori in campo scaldare i tifosi in tribuna. Inzaghi. L’allenatore del Venezia l’ha detto e ripetuto, partite come questa non hanno bisogno di particolare suonate di carica. «I giocatori si caricano da soli, avvertono nell’aria le aspettative dei tifosi» ha detto il tecnico piacentino «dal punto di vista psicologico diventa altissima l’importanza del pubblico. L’allenatore, in queste situazioni, deve mettere la squadra nella condizione migliore, deve dare serenità, semmai deve occuparsi che questa carica non diventi eccessiva». Davanti comunque un avversario che – e qui il campanilismo va messo da parte – merita grande rispetto. «Il Padova è forte, se ha dato quattro palloni al Parma la settimana scorsa significa che ha qualità e giocatori con personalità, a Parma non si vince per caso». Detto questo, forza e personalità se ne trova anche nel Venezia (che oltrettutto a Parma ha vinto il mese scorso) e Inzaghi conta proprio su queste due carte da giocare in una partita nella quale non bisogna mai perdere il controllo della situazione». Arma vincente. Dal punto di vista qualitativo il Venezia ha qualcosa in più. Una difesa robustissima, con il vigore di Modolo e soprattutto il mestiere di Domizzi. Se la squadra trova continuità la marcia può diventare trionfale. Quella continuità che invece il Padova ha trovato da un mese e mezzo a questa parte, prendendo slancio proprio da un posticipo, contro la Reggiana e risalendo la classifica fino alla zona calda. Brevi si copre bene sugli esterni perchè sa che le fasce laterali sono le armi preferite da Inzaghi, il grande lavoro di Fabris e Garofalo è la chiave per scardinare la partita e tenersi stretto lo scettro del comando. Da temere il “vecchio” Cristian Altinier, ma di sicuro anche a Padova stanno pensando a qualche gabbia anti corner e calci piazzati, perchè quando il Venezia non sblocca il risultato avanza le torri e vince, nel senso letterale, con la testa. Di Modolo o di Domizzi. Doppia punta. Pesa l’assenza di Alexandre Geijo, giocatore di grande esperienza oltre che di qualità. Alla vigilia si dà per scontato l’inserimento di ferrari al centro, ma Pippo Inzaghi potrebbe riservare un’altra sorpresa sul piano tattico, anche se con gli stessi uomini, vale a dire il doppio centravanti, mettendo Moreo vicino a Ferrari e in questo caso rivedendo il centrocampo, che avrebbe nell’elastico Marsura il suo legame con il reparto davanti. Magie e tatticismi, senza dimenticare che per vincere serve anche il sempre famoso fattore C.

Ultimi biglietti disponibili in giornata per i tifosi del Venezia Da Padova in arrivo 910 supporters, tutti in curva Nord

Curva sud e tribuna laterale sud esaurite da giorni, circa 400 biglietti ancora a disposizione per i tifosi del Venezia, oltre 900 padovani in arrivo: il derby si assesta sulle 6400 presenze (compresi i 1.111 abbonati). Cancelli del Penzo aperti alle ore 19, tre i botteghini operativi (due casse in pineta, vicino all’imbarcadero, e una Curva Sud), dove saranno messi in vendita gli ultimi biglietti disponibili. Il servizio acqueo, in questa occasione, partirà dal Tronchetto-Mercato Ortofrutticolo con quattro motonavi a disposizione dei tifosi del Venezia, in partenza alle 18.50, 19.10, 19.30 e 19.50, con servizio navetta da Piazzale Roma dalle 18.25 alle 19.45. La sede del Venezia sarà chiusa anche oggi, biglietti in prevendita su www.vivaticket o nei punti Vela. Intanto a Padova la tifoseria è mobilitata, dopo la cornice messa in mostra al “Tardini” di Parma nove giorni fa, il popolo biancoscudato risponde “presente” al grande richiamo del derby con il Venezia. Questa sera saranno 910 i tifosi del Padova sistemati nella Curva nord (lato diporto velico) dello stadio “Penzo”: un muro bianco e rosso che, sfidando i disagi di una trasferta da sempre tanto affascinante quanto difficoltosa, e in barba persino alla diretta televisiva di Rai Sport 1, farà sentire la sua voce. Il dato di affluenza dalla città del Santo è definitivo: ieri sera si è chiusa la vendita dei tagliandi per il settore ospiti, che questa sera fuori dallo stadio non saranno venduti a differenza di quelli dei settori riservati ai locali. . Una prima tranche di tifosi (almeno duecento) si è data appuntamento alle 16 in stazione e raggiungerà Venezia in treno: opzione caldamente sconsigliata dalle due Questure, che per canalizzare il più possibile il flusso della tifoseria biancoscudata preservando l’ordine pubblico consigliano di affidarsi al trasporto da Marghera.

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Niente da fare per Geijo A centrocampo torna Bentivoglio

L’allenamento di rifinitura, ieri mattina, ha confermato le sensazioni degli ultimi giorni, quanto alla formazione. Il centravanti Geijo non ce la fa, Inzaghi deve fare a meno del suo bomber, messo fuori gioco dall’infortunio inguinale rimediato nei primi minuti della partita di due sabati fa a Salò. C’è anche la buona notizia, comunque, vale a dire il recupero di Simone Bentivoglio, che invece aveva saltato la partita contro la Feralpi e il succesivo match di Coppa Italia contro la Reggiana, frenato dall’influenza di stagione. Il tecnico non rischia nemmeno Galli, in ripresa, ma non ancora a posto, come del resto Gianni Fabiano, ormai prossimo al rientro, ma che quest’anno, prima con l’infortunio di Mantova e poi con la frattura in allenamento è stato il più sfortunato di tutti. Le scelte da centrocampo in su verranno fatte in base al modulo che ha deciso di adottare Inzaghi: Fabris e Bentivoglio, che dovrebbe spuntarla su Acquadro, accanto a Pederzoli, in una mediana a tre, mentre avanti Ferrari punta centrale, Moreo e Marsura a sbizzarrirsi sulle fasce oppure Tortori al posto di uno dei due esterni. Ventitrè i convocati compresi lo sloveno Stulac e il giovane Strechie.

QUI PADOVA / le ultime

Favalli a disposizione di Brevi In avanti Altinier con Alfageme

Favalli sì, Favalli no, il dubbio di Oscar Brevi sulla formazione da oppore al Venezia sembra essersi risolto nel modo più favorevole per il tecnico, ovvero il giocatore è a disposizione e quindi la scelta sarà valutata, non obbligata. Favalli, che ha partecipato senza problemi anche alla seduta di rifinitura ieri all’Appiani, sarà negli undici. L’intenzione sembra questa, anche se manca la conferma da parte del tecnico. «Ho ancora tempo per decidere» in sostanza ha fatto capire il tecnico «voglio valutare fino all’ultimo momento, per avere la garanzia che il giocatore non possa incorrere in ricadute. Non è una finale e non ha senso accelerare i tempi per poi rischiare un lungo stop. Per il resto abbiamo tante opzioni e possibilità di cambiare in corsa, quello che c’era mancato a inizio anno». Puntando sul modulo 3-5-2 Brevi dovrebbe dunque mettere Bindi in porta, una difesa guidata al centro da Emerson, un centrocampo robusto con Madonna a destra, Mandorlini e Dettori in mezzo e Favalli a sinistra, mentre in avanti sicuro Altinier e Alfageme leggermente più quotato di Neto Pereira per l’altra maglia.

Doppio ex, ora tecnico della primavera a empoli

«Importante la spinta dei tifosi del Penzo. Ma in novembre nessun risultato è decisivo»

di Michele Contessa

Un derby, mille intrecci. Venezia-Padova ritorna dopo sette anni e mezzo, stesso “teatro”, il Penzo, ma questa volta ribollente di pubblico. Un derby, mille intrecci, di chi è stato di qua e di là, come giocatore, come allenatore, come direttore sportivo. Cuori divisi a metà, chi più, chi meno. Come Alessandro Dal Canto, attuale allenatore della Primavera dell’Empoli (che sabato ha imposto a Torino il 2-2 all’allora capolista del girone B), quattro stagioni come giocatore del Venezia (1996-2000), conquistando con Novellino la promozione in serie A, una e mezza come allenatore (dal 3 luglio 2013 al 20 ottobre 2014), ma anche tecnico delle giovanili e della prima squadra del Padova (2009-2012), dove la serie A l’ha sfiorata arrivando alla finale promozione contro il Novara. «Il derby? Era ora che ritornasse» spiega il 41enne tecnico di Castelfranco, ma vicentino d’adozione, «una partita che arriva nel momento migliore delle due squadre. Sono felice che entrambe stiano vivendo stagioni positive, sono due piazze dove sono stato benissimo: Venezia mi ha portato in serie A, a Padova sono diventato allenatore. Entrambe viaggiano sulle ali dell’entusiasmo, sono motivate e in serie positiva. Si preannuncia una gran bella sfida, una di quelle partite che ogni giocatore vorrebbe disputare e ogni allenatore preparare». Sul piano tecnico, che derby si preannuncia? «Bello, tatticamente interessante, quando si affrontano due squadre in salute, può accadere di tutto. Poi c’è imponderabilità, un episodio può sconvolgere qualsiasi tattica preparata a tavolino. Il Venezia è una squadra solida, compatta, subisce pochi gol e cerca sempre di imporre il suo gioco. Il Padova è micidiale nelle ripartenze, Brevi sta plasmando la squadra a sua immagine, proverà a sfruttare gli spazi che eventualmente concederà il Venezia attaccando». Giocatori che potrebbero decidere la sfida, anche se a volte dal mazzo esce un jolly a sorpresa a occupare la casella dei protagonisti? «Se avesse giocato, avrei detto sicuramente Geijo, è una grave assenza per Inzaghi. Un giocatore che ho inseguito da allenatore, un attaccante che vorrei sempre avere in squadra, non solo per i gol che realizza, ma anche per l’intelligenza tattica. Senza Geijo, potrebbe essere decisivo Marsura, ha qualità incredibili, credo che questa sia la stagione della sua definitiva consacrazione. Il Padova può trovare la zampata decisiva con i suoi attaccanti. Altinier e Alfageme costituiscono un coppia ben assortita, possono far male entrambi qualora il Venezia concedesse spazi, e non dimentichiamoci Neto Pereira. Non so se giocherà, ma è un elemento di grandissima esperienza. E in partite come questa l’esperienza conta moltissimo». Un derby sfugge a qualsiasi pronostico. «E la partita odierna ancora di più. Può veramente accadere di tutto. In partenza, vedo il Venezia favorito perché potrà contare anche sulla spinta del Penzo. Settemila persone le ho viste raramente a Sant’Elena, è uno stadio racchiuso, dove il pubblico si sente quando è pieno. Il fattore ambientale potrebbe risultare determinante, anche se ci saranno tantissimi tifosi da Padova». E guardando oltre al derby? «Qualunque sia il risultato, non sarà decisivo. Questo è un girone complicatissimo, ci sono almeno sette-otto squadre che possono andare in serie B, quasi ogni settimana cambia la testa della classifica, e la promozione, tra chi resterà agganciato al vertice, si deciderà negli ultimi due mesi. Il Venezia possiede l’organico più forte e più lungo, poi in laguna non c’è la pressione di altre piazze, si può lavorare tranquillamente. Credo che il Venezia potrebbe disputare un buon campionato di serie B già adesso con questa rosa, ma anche il Padova è competitivo. Sono due squadre che non speculano sul risultato, mi sorprenderei se predominasse il tatticismo non è partita da 0-0».

Stefano Trevisanello, veneziano “trapiantato” a Padova

«Classica gara da tripla»

di Michele Contessa

«Venezia-Padova è il vero derby del Veneto, insieme a Verona-Vicenza». Parte in quarta Stefano Trevisanello, veneziano di Murano, cresciuto nel settore giovanile del Venezia con cui ha esordito in prima squadra contro il Verbania nel 1971 e dove ha chiuso la carriera nel 1986, ma trapiantato da vent’anni a Padova, città dove ha giocato per una stagione, allenando successivamente le squadre giovanili. «Il derby l’ho giocato solo con la maglia del Venezia, quando sono stato a Padova solo un’amichevole, i biancoscudati erano in serie B, i neroverdi in C/2». Tanti aneddoti da raccontare, ma uno è rimasto impresso nella mente di Stefano Trevisanello, centrocampista granitico dai polmoni immensi. «Non dimenticherò mai una sfida giocata a Sant’Elena. C’era un tifoso del Venezia “armato” di canna da pesca con una gallina falsa agganciata all’amo. A ogni gol del Venezia, la calava verso la panchina del Padova… ». E questa sera, come andrà? «Una premessa è doverosa. C’è già un vincitore: il cassiere del Penzo. Tanta gente a Sant’Elena mancava da anni, un bellissimo spot per il calcio veneziano e padovano. Seconda considerazione: non saranno decisivi i moduli, ma i giocatori. O meglio, la loro determinazione, come interpreteranno la partita. Il sistema di gioco non conterà molto. In entrambe le squadre ci sono giocatori che hanno militato in categorie superiori, alcuni anche in serie A, sarà fondamentale la loro esperienza e quello che riusciranno a trasmettere ai compagni». Gara accorta, quindi. «Immagino una sfida molto tattica, nessuna delle due squadre vorrà scoprirsi troppo. Poi un episodio può cambiare volto alla partita, se non accadrà si vedrà tanto gioco in mezzo al campo. Con questo non voglio dire che le due squadre giocheranno per il pareggio. Nessuno lo fa a priori, ma nessuna delle due vorrà concedere qualche vantaggio in più all’avversaria. Chi dimostrerà di avere più personalità vincerà la sfida». Per una volta tanto, anche Stefano Trevisanello viaggia sulle ali del compromesso davanti al pronostico. «Gara da tripla, indecifrabile, forse la vedo così perché sono effettivamente diviso a metà».

Granata in vetta (col Pordenone) anche in caso di pareggio

La Reggiana tifa Padova

Dalla comoda poltrona di capolista, seppur provvisoria, la Reggiana stasera si piazza davanti alla televisione per assistere al derby Venezia-Padova, dalle 20.45 in diretta su Raisport. In caso di pareggio o vittoria del Padova, la Reggiana e il Pordenone resterebbero in testa alla classifica. I tifosi granata si dividono tra chi spera in un ko dei lagunari, perché la squadra di Inzaghi è la vera corazzata del girone, e chi invece pensa che un pareggio sarebbe il risultato migliore, perché i biancoscudati dopo qualche problema iniziale hanno ripreso quota, come hanno imparato a loro spese i reggiani nella trasferta all’Euganeo. Mister Colucci dopo la sofferta vittoria di sabato con il Teramo ha detto di non voler pensare al primato, ma solo alla prossima trasferta a Gubbio. Fino ad ora chi è scappato in avanti poi è stato ripreso dal gruppo. Fatto sta che fino al fischio d’inizio di stasera la Reggiana si godrà una posizione che mancava dal 25 ottobre 2015, dopo la vittoria per 1-0 sulla Cremonese.