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LA NUOVA VENEZIA “Perinetti: ingiustizie contro di noi Tacopina: sono sotto choc per l’arbitro”

Alzo zero contro gli arbitraggi: dal club arancioneroverde si spara a palle incatenate sulle presunte ingiustizie subite nelle ultime partite. Danno voce all’insofferenza della dirigenza del cub di viale Ancona il diesse Perinetti ed il presidente Tacopina, all’indomani del derby perduto contro il Padova. Intervista curata da Simone Bianchi per La Nuova Venezia. Sulle pagine del quotidiano di via Poerio anche gli articoli di Michele Contessa, sulle sanzioni del giudice sportivo, e di Alessandro Ragazzo sui tifosi e le reazioni di mister Inzaghi:

Garofalo fuori per 270’, Ferrari e Vicario out per due turni

Venezia stangato tre squalificati

di Michele Contessa

E dopo la sconfitta sul campo con il Padova, arriva anche la stangata del giudice sportivo per il Venezia. A cominciare dalla società arancioneroverde, che ha ricevuto un’ammenda di 2.500 euro «perché propri sostenitori durante la gara lanciavano sul terreno di gioco in direzione di un assistente arbitrale un fumogeno acceso e due bottigliette in plastica, senza conseguenze». Per il Venezia è la seconda ammenda stagione dopo i 1.000 euro post gara con la Reggiana. Se si potevano ipotizzare le due giornate di squalifica per Nicola Ferrari e Guglielmo Vicario (espulsione diretta), un po’ a sorpresa sono arrivati anche i tre turni di stop inflitti ad Agostino Garofalo, allontanato al 48’ del secondo tempo per somma di ammonizioni. E qui ci stava una giornata di squalifica, le altre due sono state comminate dal giudice sportivo al terzino sinistro del Venezia per «aver rivolto all’arbitro una frase offensiva». La prima ammonizione Garofalo l’aveva rimediata alla fine del primo tempo per proteste, dopo che l’arbitro aveva fischiato la fine della frazione, mentre la seconda, in pieno recupero, per un intervento falloso nella metà campo del Padova. Nel finale infuocato il primo giocatore del Venezia a essere espulso è stato Nicola Ferrari, dopo un fallo che gli era stato fischiato contro, «per comportamento offensivo verso l’arbitro», pochi secondi dopo è toccato a Guglielmo Vicario, che era seduto in panchina. È stato l’assistente sotto la tribuna a richiamare l’attenzione dell’arbitro Fourneau che ha espulso il secondo portiere arancioneroverde «per comportamento offensivo verso la terna arbitrale». È la seconda serata in “rosso” della stagione per il Venezia: il 17 settembre, ad Ancona, erano stati espulsi ancora Garofalo nel primo tempo, Moreo e Baldanzeddu nella ripresa con l’aggiunta del tecnico Pippo Inzaghi. In quell’occasione il giudice sportivo inflisse due giornate di squalifica a Garofalo e Baldanzeddu, una a Moreo, una semplice ammonizione a Inzaghi. Il Venezia presentò ricorso per ridurre la pena a Baldanzeddu, ma venne respinto il 30 settembre dalla Corte Sportiva d’Appello. Quella sera il Venezia vinse 1-0 grazie a un gol di Marsura, che attenuò il peso delle espulsioni. Ammenda da derby anche per il Padova: mille euro «perché propri sostenitori in campo avverso introducevano e facevano esplodere nel proprio settore due petardi, senza conseguenze». In definitiva, per il Venezia, pene pesanti che mettono in difficoltà il tecnico Pippo Inzaghi per la partita di domenica prossima (inizio ore 14.30) a Fano.
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Inzaghi, dispiaciuto per il ko nel derby, rincuora i tifosi: «Dobbiamo rifarci subito a Fano»

«Non temo contraccolpi psicologici»

di Alessandro Ragazzo

Davanti al girone B di Lega Pro è un saliscendi continuo, ogni giornata succede qualcosa. La scorsa settimana c’era il Venezia a comandare solitario, ora tirano il gruppo Reggiana e Pordenone, con gli arancioneroverdi a ruota (29) e dietro a loro il terzetto Padova, Sambenedettese e Gubbio (28). Più in generale, da quota 30 a 24 ci sono la bellezza di nove squadre: vincere due partite consecutive o non farlo, ti può far trovare in testa alla graduatoria o quasi a metà. Il Padova ha vinto sei gare nelle ultime sette ed eccolo là, a soffiare sul collo dei battistrada. Gli altri due gironi della categoria non sono così equilibrati, almeno al vertice. Il tecnico del Venezia Filippo Inzaghi lo sa bene e per la trasferta di domenica a Fano, l’imperativo è la vittoria, anche per dimenticare in fretta un derby con il Padova nato con ben altre aspettative e riprendere il discorso interrotto a Salò. «Non temo contraccolpi psicologici dalla sconfitta di lunedì», osserva l’allenatore piacentino, «e se è vero che siamo dispiaciuti per non aver vinto con il Padova, è altrettanto vero che abbiamo dimostrato di essere una grande squadra. Usciamo molto forti dalla gara dell’altra sera. Ai tifosi dico di stare tranquilli, daremo loro delle gioie». Da qui a fine anno, prima della pausa di tre settimane, il Venezia affronterà due squadre impegnate a entrare nel lungo elenco dei playoff (dal secondo al decimo posto, ndr), ovvero Gubbio e Albinoleffe, e quattro in lotta per evitare la retrocessione diretta in serie D o i playout: Fano, appunto, Maceratese, Forlì e Mantova. In entrambi i casi, equamente divise tra casa e trasferta. Insomma, ci sono i margini per riprendere quota, anche se le assenze per squalifica e gli infortuni potrebbero essere un problema, specie in attacco. «Sono tranquillo», continua Inzaghi, «perché anche contro il Padova, i ragazzi avevano preparato al meglio l’incontro, s’impegnano sempre. Contro i biancoscudati siamo stati una squadra vera, forte, lotteremo sino alla fine e, anche se fa male perdere come avvenuto lunedì, dobbiamo rifarci a Fano». Inzaghi si dice dispiaciuto per non essere riuscito a regalare una vittoria a quel pubblico record che ha riempito il Penzo ma è tornato a casa con più di una certezza. «Ci resta il gioco», osserva, «e se anche meritavamo i tre punti, sono convinto che andando avanti su questa strada, avremo pochi problemi». Inzaghi, comunque, farà bene a capire i motivi per i quali finora con le cosiddette “grandi”, il Venezia, finora ha vinto solo con il Parma.

Il sistema di ordine pubblico ha funzionato, fra i supporter solo qualche ironico sfottò

I tifosi hanno fatto rivivere l’atmosfera della Serie A

di Alessandro Ragazzo

Al Padova il derby sul campo, ai quasi 7 mila paganti, nessuno escluso, la vittoria dello spettacolo e dell’incitamento, dal primo all’ultimo minuto. È vero che quest’anno al Penzo in più di un’occasione il pubblico ha risposto come doveva, soprattutto quando arrivò il Bassano, ma, quanto visto lunedì sera ha fatto tornare indietro l’album dei ricordi, di spalti pieni nelle grandi sfide di serie A o nelle partite che contavano in serie B. Tanto per restare agli ultimi 20 anni. Tutto è andato per il meglio, il sistema di ordine pubblico ha funzionato, con le forze di polizia e carabinieri a presidiare le zone più a rischio. Tra Venezia e Padova ci sono stati cori d’incitamento per i propri beniamini e di sfottò verso l’avversario; ci sta, è il sale del pubblico e se poi la tua squadra vince, prendere in giro il tuo rivale, sportivamente parlando, dà ancora più gusto. Stavolta hanno festa i biancorossi ma i tifosi arancioneroverdi, c’è da scommettere, hanno già messo nel mirino domenica 9 aprile, quando andrà in scena il ritorno all’Euganeo: lì i tre punti potrebbero valere doppio. E sognano già la rivincita con il risultato diverso rispetto a lunedì. E il derby di campionato si potrebbe replicare in Coppa Italia.

Il direttore sportivo Perinetti ritorna sugli episodi incriminati della sfida di lunedì «Non fischiato un penalty su Tortori, i tre espulsi verranno multati dalla società»

«Evidenti ingiustizie il loro rigore non c’era»

di Simone Bianchi

Il giorno dopo il derby perso con il Padova in casa arancioneroverde si è costretti a fare i conti con le squalifiche inflitte a Garofalo, Ferrari e Vicario, e se il Venezia da un lato ha garantito l’applicazione delle multe per i suoi tre giocatori espulsi lunedì sera, dall’altro è alla finestra per un eventuale ricorso. «Le squalifiche sono purtroppo la conseguenze di atti di reazione dovuti a frustrazione nervosa», commenta il direttore sportivo Giorgio Perinetti, «in Coppa Italia un calcio di rigore inesistente ha riaperto la partita con la Reggiana nei supplementari; con il Padova c’è un chiaro dubbio sulla decisione dell’arbitro per l’intervento di Soligo in area. Tutti i miei colleghi mi hanno manifestato in queste ore le loro perplessità dopo aver seguito la partita in diretta televisiva. Non lo dico io, lo dicono loro a fronte delle immagini. Ora è chiaro che diciamo sempre ai ragazzi di non avere reazioni in campo ed è vero che i tre espulsi pagheranno con delle multe. Però se è capitato è per la frustrazione derivata da un senso di ingiustizia evidente». Il dirigente del Venezia rincara poi la dose. «Contro il Padova c’era un rigore su Tortori ma non è stato visto, e il povero Soligo se n’è visti fischiare contro due in una settimana. Poi, caspita, abbiamo anche sfortuna: mai visto un pallone che colpisce il palo interno e poi la schiena del portiere senza finire in porta, ma in calcio d’angolo. Se faremo ricorso alle squalifiche? Di sicuro, ma prima dobbiamo leggere cosa ha scritto l’arbitro. Per Garofalo non mi aspettavo tre turni, e penso sia stata calcata la mano sul referto. Ora non facciamone però una questione arbitrale, ma stiamo calmi e tranquilli. Non voglio giustificare i ragazzi, ma è comprensibile che si possa anche perdere il controllo alla fine. Siamo delusi dal risultato del derby e non dalla nostra prestazione. Il Padova ha fatto la partita che ci aspettavamo, giocando dietro e cercando il contropiede. Tattica premiata oltre i suoi meriti». E se saranno confermate le squalifiche, si assottiglieranno le scelte per Inzaghi, specie in vista della trasferta di Fano. «L’assenza di Geijo si fa sentire, come quella lunghissima di Fabiano che negli spazi stretti può dare una mano. La perdita ora di un Garofalo in grande forma e di Ferrari creerà qualche difficoltà a Inzaghi, ma gli ho parlato stamattina (ieri, ndr). Il gruppo rimane forte e serve impegno. Il rammarico è nell’aver riportato tanta gente al Penzo e non averla ripagata con la vittoria. L’ambiente resta tranquillo, ora è importante rimanere nel gruppo di testa e staccarsi poi quando la squadra sarà al completo. Senza perdere la calma o farci prendere dall’ansia». Nel dopo partita anche il presidente Joe Tacopina è stato chiaro: «Il Padova ha vinto e gli faccio i complimenti, ma sono rimasto sotto choc dall’operato del direttore di gara. Questo però è il calcio e noi vogliamo andare avanti. Stavolta è andata così, ma sono sicuro che a fine campionato noi saremo davanti a tutti, anche al Padova, e il sogno della Serie B continua. Sono orgoglioso della squadra e l’ho detto a fine partita nello spogliatoio: questa rimane una grande famiglia anche se ha subito una sconfitta, nella buona e nella cattiva sorte. Ci riprenderemo perché Inzaghi è un leader e lo ha dimostrato al termine del derby parlando ai ragazzi. Siamo solo a un punto dalla vetta della classifica e abbiamo grandi tifosi. Ecco, mi dispiace non aver dato loro la gioia di un successo nel derby, specie dopo aver visto il Penzo di nuovo pieno e con delle splendide coreografie. Ma ci rifaremo, ne sono convinto. Vogliamo riportare il Venezia al top».