News da VeneziaUnited

Tutto quello che c'è da sapere sul Venezia Football Club raccontato da VeneziaUnited

LA NUOVA VENEZIA “Rigori, errori, falli di mano, pali e traverse:un pareggio guadagnato”

Doppia pagina su La Nuova Venezia di oggi per raccontare la sfida tra gli arancioneroverdi e la Samb. Cronaca di Carlo Cruccu, pagelle e intervista ad Inzaghi di Simone Bianchi, le dichiarazioni di Tacopinas e quelle dei giocatori raccolte da Alessandro Ragazzo:nuova091016
Da 0-2 a 2-2 con un finale da infarto. Ma la Samb resiste

Il cuore del Venezia evita la sconfitta

di Carlo Cruccu

Quando una squadra ha un grandissimo cuore e un grandissimo portiere, partite come questa non le perde. E infatti il Venezia lotta oltre ogni limite e raddrizza un risultato che sembrava compromesso. Dallo 0-2 al 2-2. Se poi hai anche attaccanti che vedono la porta, allora partite come questa puoi anche sperare di vincerle. E qui sta il problema. Sembra strano, ma nel giorno in cui il Venezia rimonta due gol viene a galla in tutta la sua sostanza il problema attacco. Andiamo con ordine. Ecco dunque un 2-2 da non disprezzare contro la Sambenedettese, coinquilina d’alta classifica. Primo tempo slogamascelle, sbadigli in quantità, secondo tempo da batticuore, depressione ed esaltazione nel giro di una manciata di minuti, fiammate che alla fine fanno parlare addirittura di “bella partita”. Una partita strana nella quale il Venezia può parlare di sfortuna (leggi pali e traverse) ma anche fortuna, sotto forma di errori dell’arbitro, se c’è qualcuno pronto a giurare che sul gol di Bentivoglio c’è la macchia di un fallo di mani. In realtà il mediocre arbitro sbaglia parecchio in pro e contro, e Pezzotti, capitano dei rossoblù, può dirsi graziato per il cartellino rosso rimasto in tasca dopo un inutile isterismo su Fabris. Grande cuore arancioneroverde, si diceva. Sì, perchè in una partita con punti pesanti, sullo 0-2 e con un rigore sbagliato sulla groppa, altre squadre si sarebbero disunite. Il Venezia no. Punto e capo, avanti tutta, un po’ all’arrembaggio, testa bassa e palloni in mezzo, e qui si vede il cuore. Chissà, con qualche minuto di più a disposizione, magari si arrivava ai tre punti. E poi grande portiere: Davide Facchin, classe ’87, strepitoso, almeno quattro interventi miracolosi nei momenti chiave della partita. Se il Venezia non ha perso è soprattutto merito suo. Direte: il portiere è messo là per parare. Vabbè, è vero. Però immaginate il risultato della stessa partita, stessi episodi, stesse situazioni, ma portieri invertiti: sarebbe stato un trionfo per la Samb, che invece ha schierato un ancora acerbo classe ’96 che se ha fatto qualcosa di buono nel finale per tutto il primo tempo si è prodotto in uscite stile Vispa Teresa distribuendo insicurezza ai compagni di reparto. Detto di un primo tempo al cloroformio, se la vede spesso brutta Di Filippo che sulla fascia è sistematicamente saltato da Marsura. In una puntata del baby udinese arriva il primo rigore. “Giù le mani, tiro io” sembra dire Ferrari a Pederzoli che gli chiede il pallone. Gran botta del centravanti, la traversa si sta ancora muovendo, ma l’occasione è divorata. Cresce e punge il freddo nel secondo tempo e almeno ci si scalda con il gioco, improvvisamente vivo. Solo che al 2’ Sabatino gira di testa in gol un cross di Tortolano, e al 9’ proprio Tortolano piazza un destro sporcato dallo stinco di cernuto e trasformato in palla imprendibile. 0-2 e ciao? No, il Venezia ci mette ancora qualche minuto per darsi la scossa e poi va all’assalto. I pericoli arrivano dalle torri (Modolo e Cernuto), i gol dai centrocampisti. Sul secondo rigore Pederzoli non si fa incantare, prende la palla e d’autorità la schiaffa in porta, poi al 38’ c’è questa azione rimpallata con tocco finale di Bentivoglio. Qualcuno vede un tocco di mani, altri no, come l’arbitro, 2-2 e palla al centro. Si spengono le geometrie di Berardocco, quelle di Pederzoli no, la musica è preferibilmente sugli esterni e la speranza su qualcuno al centro. Solo che la Sambenedettese non sta a guardare e in contropiede è pericolossima, salvo poi imprecare per le parate di Facchin in versione mostro, che para il parabile e anche l’imparabile. I 6’ di recupero passano in un baleno, e l’impressione di un’opportunità non raccolta si mescola con il sollievo di un risultato salvato quando già sembrava compromesso. Così si pensa, sui giardini di Sant’Elena, riprendendo il battello. Poi si vede uno splendido tramonto sulla laguna e l’animo torna sereno.

IL TABELLINO

VENEZIA 4-3-3 Facchin; Baldanzeddu (14’ s.t. Tortori), Cernuto, Modolo, Garofalo; Fabris, Pederzoli, Bentivoglio; Moreo (19’ s.t. Geijo), Ferrari, Marsura. A disposizione: Vicario, Sambo, Luciani, Galli, Soligo, Edera, Acquadro. Allenatore: Filippo Inzaghi.

SAMBENEDETTESE 4-3-3 Pegorin; Di Filippo, Mori (39’ s.t. Tavanti), Ferrario, Pezzotti; Damonte, Berardocco; Sabatino; Mancuso, Sorrentino (50’ s.t. Crescenzo), Tortolano (28’ s.t. Candellori). A disposizione: Frison, Baccichini; Mattia, Vallocchia, Fioretti. Allenatore: Ottavio Palladini.

Arbitro: Antonio Giua di Olbia

Reti: s.t. 2’ Sabatino, 9’ Tortolano; 32’ Pederzoli (rigore), 37’ Bentivoglio

Note: spettatori paganti 1412, abbonati 1111, per un totale di 2523 e un incasso di 16.034 euro. Al 41’ p.t. Ferrari ha sbagliato un rigore (traversa). Recupero: 2’ e 6’

Tacopina soddisfatto del finale di gara: «Avremmo potuto vincere 6-2»

di Alessandro Ragazzo

«Sono soddisfatto della prestazione del Venezia. Dopo uno 0-2 non è mai facile rimontare, ma sei avessimo giocato come negli ultimi 20’ avremmo vinto 6-2». Joe Tacopina dribbla le polemiche di fine partita, le proteste degli ospiti sui due rigori dati e sul pareggio di Bentivoglio, viziato da un presunto fallo di mano, e passa all’attacco. «È ridicolo prendersela con i direttori di gara e non abbiamo pareggiato per merito dell’arbitro. Su dieci gare con la Sambenedettese, ne vinciamo nove». Una sconfitta in casa della capolista Pordenone, un pari stavolta contro una diretta concorrente per le zone alte ma nonostante tutto Tacopina non è preoccupato. «Siamo all’inizio» osserva il presidente «occupiamo la parte alta della classifica e anche sotto di due reti, siamo riusciti a giocare un buon calcio».

Pordenone sconfitto a Bassano Domani posticipo Parma-Feralpi

Passo falso del Pordenone, sconfitto a Bassano e agganciato in testa alla classifica dal sorprendente Gubbio, che seppur con fatica, ha piegato il Forlì. Dopo la coppia al comando ora c’è il Venezia, affiancato dallo stesso Bassano e dalla Reggiana. I risultati di ieri. Ancona-Albinoleffe 1-0, Modena-Sudtirol 1-0, Maceratese-Mantova 1-0, Venezia-Sambenedettese 2-2, Gubbio-Forlì 1-0, Teramo-Padova 0-0, Bassano-Pordenone 2-0, Reggiana-Fano 3-1, Santarcangelo-Lumezzane 2-0. Domani ore 20.45. Parma-Feralpi Salò. Classifica. Pordenone e Gubbio 16; Venezia, Reggiana e Bassano15; Sambenedettese* 14; Feralpi Salò* e Santarcangelo 13; Parma* 12; Padova* 10; Modena e Ancona 9; Lumezzane 8; Maceratese* e Teramo 7 Albinoleffe*, Sudtirol e Mantova 6; Fano 5; Forlì 2. (*= una partita in meno) Prossimo turno. Sabato 15 ottobre: Albinoleffe-Feralpi Salò; Fano-Ancona; Forlì-Parma; Gubbio-Maceratese; Lumezzane-Modena; Mantova-Bassano; Padova-Reggiana (posticipata a lunedì 17, ore 20.45); Pordenone-Santarcangelo Sambenedettese-Sudtirol; Venezia-Teramo (ore 16.30).

LE PAGELLE DEL VENEZIA: un Facchin strepitoso, giornata grigia per Moreo

di Simone Bianchi

Facchin: ancora una volta è decisivo ai fini del risultato. Sventa quattro occasionissime della Samb nei 90′ e i compagni devono davvero ringraziare le sue mani, i suoi piedi e i riflessi da felino. Monumentale soprattutto prima del fischio finale su Mancuso a due passi dalla porta. Voto: 9. Baldanzeddu: meno incisivo del solito, Tortolano sfonda dalla sua parte a inizio ripresa e il Venezia prende altrettanti gol. Giustamente Inzaghi lo sostituisce. Voto: 5. Tortori: ha un notevole impatto sulla partita. Dal suo ingresso il Venezia cambia. Lavora di quantità e spacca il centrocampo marchigiano. L’uomo della svolta. Voto: 7,5. Cernuto: trova spazio in extremis da titolare, per la rinuncia di Malomo dopo il riscaldamento. Impeccabile nei primi 45′, si deve ingegnare poi per far fronte alle puntate offensive della Samb. Voto: 6,5. Modolo: a inizio ripresa passa cinque minuti di sofferenza, poi con Cernuto registra la difesa e trova anche il tempo di proporsi in attacco, colpendo pure un palo. Voto: 6,5. Garofalo: diligente sulla sinistra, tampona la fascia e si sacrifica per la squadra, però Mancuso e Damonte gli sfuggono più volte. Voto: 6. Fabris: all’uscita di Baldanzeddu arretra sulla destra e trova slancio, mostrando tutte le sue potenzialità offensive, scaricando continui cross in mezzo all’area avversaria. Voto: 7. Pederzoli: troppo nervosismo in avvio, tanto che sono scintille con Damonte. Chissà se avesse tirato lui il primo rigore come sarebbe finita? Fatto sta che dopo lo 0-2 prende in mano il centrocampo del Venezia e non sbaglia più nulla, rigore compreso. Voto: 7,5. Bentivoglio: corre tanto che vien da chiedersi se ha un polmone di riserva nel petto. Grinta da vendere nel caricare la squadra e zero paura nel mettere la gamba quando serve. Il gol del pareggio è il suo naturale riflesso. Voto: 7,5. Marsura: incontenibile sulla sinistra, mette in crisi Di Filippo e si procura il rigore poi sbagliato da Ferrari. Nella seconda parte di gara Palladino lo ingabbia. Voto: 7. Ferrari: palo su azione, traversa su rigore ma anche tanti altri errori negli scambi compagni e davanti la porta. Voto: 5. Moreo: spaesato e mai pericoloso nel primo tempo, a inizio ripresa colpisce un palo ma è troppo poco. Voto: 5. Geijo: secondo cambio azzeccato di Inzaghi, manda in crisi i difensori avversari e si procura il rigore dell’1-2. Al momento gli manca solo il gol ma il resto per ora lo fa benissimo. Voto: 6,5. (s.b.)

Il tecnico del Venezia sottolinea l’atteggiamento che dallo 0-2 ha portato al pari Palladini (Sambenedettese): «Gli episodi dubbi? Devo vederli in televisione…»

Inzaghi : «Una reazione da grande squadra»

di Simone Bianchi

«Il Venezia è una squadra che quando prende uno schiaffone, reagisce e fa grandi cose. Lo ha dimostrato anche stavolta recuperando due gol e rischiando anche di vincere». Si riassume così l’Inzaghi pensiero dopo il pareggio con la Sambenedettese. Il tecnico esalta il lavoro della sua squadra soprattutto di fronte alle difficoltà, ma è logico che in cuor suo avrebbe sperato di vedere il Venezia andare subito in vantaggio e poi chiudere la partita, portandosi a casa tre punti anziché uno. «Quando prendi quattro pali e sbagli un rigore, poi, è sempre un po’ difficile commentare una sfida che non vinci» aggiunge il tecnico «nel primo tempo non abbiamo rischiato nulla, dopo sono arrivati i due gol della Samb a inizio ripresa, a freddo, e lì si è scatenata la reazione. I ragazzi sono stati bravi a reagire con forza, ma quando schieri quattro punte come quelle che ho a disposizione è inevitabile che si possa ottenere qualche risultato. Tortori ha avuto un grande impatto sulla partita, così come Geijo, ma non voglio dimenticare chi è stato sostituito, specie Moreo che ha colpito un palo che ancora non capisco, nel senso che quello sembrava essere un gol fatto». Protagonista assoluto è però stato Facchin tra i pali e Inzaghi lo loda: «Ha fatto altri interventi importanti e va sottolineato. Il primo gol è arrivato da un errore nostro, poi ci sta che ci si apra anche al contropiede, specie se giochi con quattro attaccanti e sposti il baricentro tutto in avanti. Facchin ha saputo difendere bene il lavoro che i compagni stavano facendo sul fronte opposto per cercare il pareggio». Ora, però, bisogna fare i conti con i nuovi infortuni di Fabiano e Malomo. «Questo dispiace, logico. Malomo si è procurato da solo una distorsione e Fabiano, che era in forma strepitosa all’inizio del torneo, contro la Samb sarebbe andato in panchina ma è stato sfortunatissimo venerdì. Si teme una infrazione al perone per la botta che ha preso, e proprio non ci voleva. Sono comunque sicuro che i sostituti saranno in grado di fare altrettanto bene; ho una squadra con una panchina lunga e giocatori intercambiabili e di alto spessore tecnico». Ottavio Palladini, allenatore della Sambenedettese, la vede così: «Il nostro obiettivo è ottenere sempre buoni risultati, e faccio i complimenti ai miei giocatori per come ci sono riusciti anche contro il Venezia. Dobbiamo cercare di proseguire su questa strada. Prima o poi arriveranno anche le difficoltà. Gli episodi dubbi della partita? I rigori e il fallo di mano presunto di Bentivoglio mi sono stati spiegati dai ragazzi, ma non li ho visti bene dal campo e li rivedrò poi in televisione. Per ora non commento, di sicuro dico che dopo il 2-2 del Venezia abbiamo avuto altre occasioni per vincere. La reazione della squadra di Inzaghi ci stava, era logico del resto che non stessero a guardare sullo 0-2, e con quattro attaccanti di quel valore, bisogna stare attenti».

Ferrari e il rigore: «Ho sbagliato, succede»

di Alessandro Ragazzo

Davide Facchin in versione Superman. Se a Pordenone aveva rimediato alla grande alla papera sul gol vittoria dei friulani, con la Sambendettese ha evitato guai peggiori, dimostrandosi il miglior portiere della categoria con almeno cinque interventi da circoletto rosso. «La parata più importante è arrivata dopo la rete di Pederzoli» spiega «perché se fossero andati sull’1-3 sarebbe finita. A inizio gara non avrei firmato per il pareggio ma abbiamo dimostrato di essere una squadra forte, in grado di giocarsi i primi posti». Sulle polemiche post Sambenedettese, Facchin fa i complimenti agli avversari. «I marchigiani ci hanno messo in difficoltà e hanno dimostrato di essere un’ottima squadra» continua il portiere «ma dopo un rigore sbagliato, quattro pali nostri di cosa parliamo? Dell’arbitro? È una follia». Il rigore fallito da Nicola Ferrari ha cambiato le sorti della gara: l’avesse trasformato, forse ora si parlerebbe di un’altra partita. «Ne ho tirati tanti» dice l’attaccante «e stavolta ho sbagliato, questione di centimetri. Abbiamo avuto tante occasioni, in altre partite ne costruite di meno e dobbiamo essere più cinici. Per quanto mi riguarda, vedo il bicchiere mezzo pieno, errore dal dischetto a parte. Al quarto d’ora del secondo tempo eravamo sotto 0-2, un’altra squadra si sarebbe sciolta, noi no». Alex Pederzoli è stato protagonista di entrambi i rigori: il primo sembrava dovesse batterlo ma poi si è preso la responsabilità Ferrari, il secondo ha aperto la strada della rimonta. «Toccava a me o a lui (Ferrari ndr) ma non c’è alcun problema» sintetizza «ma dobbiamo essere contenti di queste prime otto gare; siamo una squadra nuova ma abbiamo un gioco e siamo più avanti di quanto mi aspettassi. Anche con la Samb abbiamo sempre cercato di fare la gara, tanto possesso palla ma non abbiamo concretizzato. È stata una bella partita tra due ottime squadre».